Collega di Sisifo

270px-Sisyphus_by_von_StuckCredo che ognuno abbia la sua “bestia nera” in questo senso.

Mi riferisco a quei lavori che sono da fare (e soprattutto, da rifare), ma che appena li avete finiti… non dico che sarebbero da ricominciare daccapo, no. Semplicemente, rispetto a “prima” non si nota una beneamata cippa di differenza. E l’idea di aver faticato per l’anima del cavolo mica aiuta la propria autostima.

Ultimamente di questo tipo di incombenze ne ho racimolate di nuove grazie all’Aquilina, tipo pettinarle i capelli: non c’è verso, tanto stanno come pare a loro. Per sorvolare sul fatto che la mattina dò il buongiorno a una bimba con i capelli lisci, mentre la sera metto a letto una ricciolina coi boccoli. No, non so come faccia. Però lo fa.

Oppure (questo finchè non ha iniziato a camminare) metterle le scarpe: riuscire a fare due piani di scale senza averle seminate in giro per i gradini è già una conquista. Se arriva fino alla macchina o al passeggino, partono le ole. Roba che ti fa venire strani pensieri su pistole spara-chiodi o attaccatutto (solo pensieri, ribadisco!!).

Comunque, la mia vera “bestia nera” resta la stessa da otto anni e mezzo a questa parte: pulire i pavimenti di questo cavolo di appartamento. Mica tutti… diciamo che le piastrelle del bagno danno le loro soddisfazioni e anche i parquet delle camere da letto (ora, in una noi c’abbiam sistemato il salotto, ma non sottilizziamo…) si affrontano (sebbene accumulino polvere 10 volte in più rispetto al resto di casa).

Quelli che a volte vorrei occultare con colate di cemento, rovesci di ghiaia, napalm, srotolate di linoleum o quant’altro sono i pavimenti in marmo che abbiamo nell’ingresso, in quella che è la stanza dell’Aquilina e… *rullo di tamburi prego* in cucina. Trovassi il pirla che ha deciso di mettere il marmo in cucina, gli ficcherei lo spazzolone in un certo posto e gli metterei il secchio in una mano e il detersivo nell’altra.

Perchè l’unico modo che ci sarebbe per mantenere pulito (non dico lucido, quella è utopia! L’ultima lucidatura, fatta nel 2008, è ancora “in essere” solo nelle zone dove non camminiamo…) il marmo di sti dannati pavimenti è… non camminarci sopra. Ora, non so voi: in casa mia, ancora non fluttua a mezz’aria nessuno. E se qualcuno mi spiega l’utilità di pavimenti dove non dovresti camminare, gli offro pure un caffè. Sta di fatto che le abbiamo provate tutte, sia a livello di prodotti di pulizia, che di tipi di spazzoloni/stracci/mocio/elettrodomestici vari… ma niente. Puoi metterci cinque minuti o due ore, puoi farti addominali e bicipiti che manco in due mesi di palestra ma… appena asciutto, il pavimento fa schifo. Come prima di iniziare a pulire, uguale.

La soluzione definitiva (a parte imparare a levitare)? Rifare i pavimenti e mettere delle belle piastrelle dappertutto. Ma se quando abbiam comprato casa e ci siam trasferiti non c’era nè tempo nè pecunia per un lavoro del genere, pensare di farlo ora che la pecunia non abbonda uguale, e che addirittura ci abitiamo dentro… seeeeh, dimmene un’altra. Ma almeno qui ho un’attenuante: non li ho scelti io (e ho già detto cosa farei a chi ha avuto la bella pensata nel lontano 1966 o giù per di lì).

Per l’altra mia “bestia nera”, invece, posso solo ripetere “mea culpa, mea maxima culpa” ad nauseam. Il piano cottura in acciaio. “Fico,  si abbina pure allo sportello del forno e (Sic! Altra cosa che dà proprio soddisfazione pulire) al lavello…!”. Ecco. Brava pirlona.

Avete letto la storia dei pavimenti? Idem con patate pure il piano cottura: cambiati 7000 detergenti, da quello “completamente naturale” a quello “lo usa Gordon Ramsay in Cucine da Incubo”, cambiati 3000 spugne/pannispugna/pannimicrofibra, ma niente: finisci di pulire, ok. Alla prima volta che accendi un fornello, lavoro fottuto. L’altra settimana – aspettavamo gente per dopocena – l’ho strofinato e lucidato che eran le 6 di pomeriggio. Alle 19 metto su un tegamino pieno d’acqua per lessare il merluzzo all’Aquilina, e un’altra pentola con l’acqua per la pasta per noi. Tutto qui. Manco uno schizzetto di qualsivoglia sostanza  più o meno strana che sia finito fuori dai tegami. Ebbene: prima che gli ospiti arrivassero, ho dovuto ripassare la parte di piano cottura dei fornelli che avevamo usato: degli aloni che parevan due anni che non vedeva una spugna.

Ci saranno poche cose che tenterò di imporre all’Aquilina, quando crescerà. Insomma, penso che potremo trovare un accordo su parecchio: tatuaggi, piercing, sigarette, orari, tinte di capelli, morosi (ecco, qui basta che non mi porti in casa un essere con il cavallo dei calzoni ai garetti. Lì anche mamma potrebbe andare a controllare lo stato di affilatura della katana di papà) e quant’altro.

Ma su due ho già deciso che non transigerò: che non si provi a metter su casa e lasciarsi sfiorare dall’idea di pavimenti in marmo o piani cottura in acciaio. Ennò. Una generazione di Sisifi in famiglia basta, e ne avanza pure.

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38 pensieri su “Collega di Sisifo

    • Guarda, per quest’anno di ripavimentazioni ne ho decisamente la piena, non solo per questione di spesa (che comunque quei quasi 4.000 € che stiamo sborsando per il cortile non son noccioline), ma proprio per l’odissea della ripavimentazione del cortile… ormai son 20 giorni che ci son dietro e secondo me siamo sì e no a metà lavori. Io son più di 10 giorni che per entrare in garage avrei bisogno di un ponte levatoio (hanno scavato una specie di fossato di 40 cm a 20 cm di distanza dalla porta, poi l’han riempito di sabbia per metà altezza… e fermandosi a metà larghezza. E poi basta, son passati a lavorare da un’altra parte. Non fosse che c’ho buttato su un asse di legno delle loro e guai a chi la sposta, a quet’ora io il fossato l’avevo finito di riempire con uno dei muratori, ti assicuro).
      Ne approfitto per provare a chiederti una cosa: davvero han prorogato a dicembre anche il rimborso del 50% per le ristrutturazioni ordinarie? Perchè io finora ho trovato conferma solo per il 55% delle energetiche… e di sto passo non son mica sicura che i signori qua sotto finiscano entro giugno (io di saldare per un lavoro non ancora finito ho proprio poca voglia… ma pure perdere il rimborso perchè loro hanno iniziato con 20 giorni di ritardo mi ruga uguale!)!!!

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      • Sissì, han prorogato qualcosa fino a dicembre 2013 e qualcosa pure anche nel 2014 ma parrebbe che abbiano le idee un po’ confuse su cosacomequando. Quindi figurati noi, che idee confuse ci ritroviamo. Per ora ho letto un articolo di ghiornale sabato che diceva una cosa e domenica lo stesso giornale diceva altro…

        Ahahahahaha… Ho comprato casa e la devo rimettere completamente a posto… Ahahahahahahahhaha ci stò impazzendooooooo… Ahahahahahahahahahahahaha…. Neurooooooooooo….

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        • Hai indirettamente confermato quello che penso di gran parte della nostra classe politica: poche idee, ma ben confuse (<- questo quando non sono in gioco i loro diretti interessi).
          E posso immaginare come ti senti: io ho già l'arterio solo per sto lavoro del cortile, e a tutte le pastoie burocratiche (dovrebbe) pensa(re) l'amministratore di condominio (che se non riusciamo ad avere gli sgravi perchè non ha fatto tutto a regola d'arte, lo scuoio e poi lo rotolo nel sale grosso di Cervia)…

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  1. Hai tutta la mia comprensione! Anche io ho avuto il fornello in acciaio e ho ancora anche il lavello, e pure forno (che quando li vedi in esposizione, tirati a lucido che ti ci specchi fanno tanto figo… e poi a casa non hai lo schiavetto a pulirli ogni 5/10 minuti…) Inoltre ho messo in bagno delle bellissime piastrelle che sembrano dei listelli di legno scuro: una pheegata pazzesca a vedersi, ma si macchiano subito, alla minima gocciolina d’acqua che cade in terra fanno schifo. E naturalmente in bagno di goccioline ne cascano a terra ogniqualvolta apri un rubinetto….

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    • Ho “dimenticato” il forno solo perchè della “triade maledetta” è quello che si sporca meno… ma mi consola sapere che non sono stata l’unica a fallire il tiro salvezza per “ammaliamento” davanti all’esposizione del mobilificio! 😀
      Per il bagno fortunatamente mi salvo: non so cosa ci fosse in origine (ormai quasi) 50 anni fa… ma fortunatamente i precedenti proprietari l’hanno rifatto una quindicina d’anni fa, tutte belle piastrelle chiare che basta far veder loro lo straccio stando sulla soglia e praticamente si puliscon da sole (il che è una cosa fantastica, considerando che il bagno ospita pure le due lettiere delle gatte). Ecco: quelle avrei voluto in TUTTA casa (sì, pure al posto dei parquet nelle camere da letto)…

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  2. Nella mia cucina ho le piastrelle scheggiate e non puoi capire quanto odio passare e ripassare lo straccio su quelle macchie nere prima di ricordarmi che sono sbeccature. Ho pure lavello, cappetta, piano cottura e forno in acciaio ma mi piace pulirli… Smac acciaio – mischiato a sgrassatore se serve – e Arix asciugatutto garantiscono buoni risultati. Cosa non rifarei? Il piano del lavandino del bagno in marmo!

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    • Lo Smac acciaio (un classico!) l’ho provato “da solo” ma non mi ha mai soddisfatta (un po’ di più quello con lo spruzzino)… bisogna che provi la tua idea di mischiarlo con lo sgrassatore! L’Arix invece non lo conosco… urge sguinzagliare Google per capire cosa devo mettermi a cercare all’Iper. Grazie per le dritte! 🙂
      In bagno io non riprenderei assolutamente un mobile che abbia lo specchio che arriva fino in fondo al ripiano e al lavandino… sì, è bellissimo perchè ti specchi col grandangolo, ma (ohi, magari siam sfigati ed era difettoso il nostro) laddove lo specchio tocca il ripiano tende comunque a “ristagnare” acqua/umidità, sia quando lo si pulisce che quando capita di spruzzar d’acqua lo specchio lavandosi (cosa che capita molto più di frequente da quando ci sono da lavare anche i manini di una pupa di un anno e mezzo), e per quanto lo si asciughi, nelle fessure si fa fatica ad arrivare. Risultato: il bordo inferiore dello specchio è come “arrugginito” sotto il vetro… tristezza. 😦

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      • Guarda, l’Arix asciugatutto è l’unico che non lascia aloni sull’acciaio ma sta diventando difficile trovarlo. Tende ad annerirsi con l’uso ma basta lasciarlo a bagno ogni tanto in acqua e un po’ di varechina, e si sgrassa pure. Se non riuscissi a trovarlo dammi l’indirizzo e te ne spedisco uno per prova 🙂
        Anche il Drago Pulisan a piccole dosi potrebbe venirti buono per il piano cottura, pur essendo ideato per lavelli. Ma l’Arix è fondamentale per asciugare lasciando lucido. Non farti scrupoli a chiedermelo, se serve.
        Sì, al bagno ho uno specchio così ma deve essere fissato molto bene perché dopo 14 anni non noto segni di ristagno o muffe… poi ho la mania di asciugare dopo ogni utilizzo (tengo un altro Arix poggiato sul lavandino), sarà anche grazie a ciò!

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        • Grazie! 🙂 Non conoscendo la marca, non ho mai fatto caso se sia o meno in assortimento dove faccio la spesa di solito. Ora però che mi son chiarita un po’ le idee su cosa cercare, sabato do subito un’occhiata in giro! 🙂

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  3. Ne aggiungo una alle robe su cui non transigere: il box doccia NON dev’essere in vetro trasparente! Perché è fighissimo, bellissimo, sciccosissimo, ma tenerlo pulito è una rottura infinita, nonché quasi impossibile!

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    • Il nostro è di plastica… ma sempre trasparente (pure qui almeno ho la scusante di non averlo scelto io… è un combinato doccia-vasca che hanno installato i proprietari precedenti, comodissimo anche se non tenuto daddìo: però, visto che era esattamente la soluzione che avremmo voluto noi, abbiam deciso di sfruttarlo finchè si può e poi cambiarlo con taaaaaanta calma).
      Mi concedo giusto un dubbietto… tra box doccia trasparente e specchio montato all’interno della cabina (utilissssssssimo, visto che dopo 3 minuti è ricoperto di condensa!), ho sempre avuto quel sentore di doccia un po’ “da guardoni”… ma sorvoliamo, eh!
      E per quanto riguarda la pulizia essendo (come ho scritto sopra) un combinato doccia-vasca, ti lascio immaginare la comodità per pulirlo: o lo faccio fare al Consorte e alle sue lunghe braccia, o io scelgo tra lo slogarmi la spina dorsale o l’entrare in vasca e fare nel frattempo un pediluvio col viakal. Oppure la terza opzione: tener ben chiusi gli occhi fino a quando la situazione non fa abbastanza pietà da richiedere un intervento urgente… =__=

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      • Allora, ti spiego come risolvo io: nella casa “vera” che avevamo arredato noi, avevamo un box in plastica di quelli con le gocce d’acqua preformate, quindi manutenzione minima. Ora, in queste case in affitto, abbiamo sempre trovato ‘sti benedetti box trasparenti, che ti ripeto, sono fighissimi, ma cozzano un po’ con l’acqua dura che c’è da queste parti. Nella prima casa, le pareti in vetro erano due, belle ampie, quindi c’eravamo attrezzati con quell’affare per lavare i vetri, così almeno si toglieva il grosso e rimaneva poco da fare. Qui invece abbiamo due antine sole, e ti dirò che agisco solo quando la situazione diventa insostenibile (leggasi “non passa più la luce”) che sennò diventa un lavoro improbo e che sembra inutile!

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        • Son due “pareti” ampie pure le mie (una è la porta, diciamo)… e mi sarebbe piaciuto davvero tanto poter sfruttare la tua idea del coso-lava-vetri! Peccato che (figurati! Poteva esserci qualcosa di semplice in sta casa? Giammai!) non si tratti di pareti “piane”… sono pure belle convesse in rotondo!!
          C’è da dire che però sto imparando un sacco di cose su quali siano le scelte “intelligenti” e quali quelle idiote per metter su casa… ora devo solo sperare che l’Aquilina sia disposta ad ascoltarmi in futuro (perchè noi mi sa che da qui, “volontariamente” [non che non piacerebbe poter andare a stare nella casa “dei nostri desideri”… ma non credo ce ne saranno mai le possibilità], non ce ne andiamo…).

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  4. le cassettine dei gatti? dove le metti? (qui sono 14) 😀 però per fortuna avendo vissuto in vari appartamenti in affitto da studentessa e appena sposata, qui i pavimenti sono di ceramica (rugosa quindi non lucidabile cosa impossibile con la tribù) parquet nisba! quell’idiota del geometra voleva mettere il parquet nell’ingresso e scale (avendolo proibito nelle varie stanze): nossignore: lei mi fa ingresso e scale di granito rosso scuro! piano di lavoro intorno ai fornelli in piastrelle e quello a cui il figlio cuoco di professione non mi lascia rinunciare (non so che farmene personalmente ma era stato montato in origine) lastrone di marmo per cucinare:2 metri per un metro e base in muratura e con faretto strategico! (non so cuocere un uovo)

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    • E hai fatto bene! Come una coppia di nostri amici, che si sono impuntati con l’architetto e son riusciti a spuntarla: sto genio voleva metter piastrelle in soggiorno-angolo cottura, e nel resto di casa (tranne il bagno, per fortuna. Ma sorvoliamo, che conosco gente che ha messo il parquet pure in bagno…) parquet. Compreso nell’ingresso-zona notte, dove (per questioni logistiche) avrebbe preso residenza la lavatrice. La mia amica ha pensato ad un’eventuale guasto di questo elettrodomestico, all’acqua libera sul parquet e … “No! Piastrelle dappertutto!”. Han pure speso meno e sta benissimo…

      Per le lettiere, ti dirò che prima che arrivasse l’Aquilina ne abbiamo avute pure nella stanza-jolly che ora è la sua cameretta… ma dopo l’arrivo della pupa è stato giocoforza trasferire in bagno anche le toilette delle gatte (o così, o s’adattavano a usare il water U__U ). Ho un’amica senese (forse la conosci, su Fb… o magari conosci la sua coinquilina felina, Micia Lilla) che è riuscita a realizzare una soluzione geniale in balcone sfruttando un buco della presa d’aria di cucina eccezionalmente ampio… ma qui da me non è una cosa fattibile.

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        • Avendo lo spazio, attrezzare almeno un angolo ad uso esclusivo delle belve sarebbe il mio secondo desiderio.
          Il primo è una studio dedicato ai PC, ma soprattutto ai libri (e magari anche ai manga, che di son tutti in garage inscatolati): scaffali su tutte le pareti alti fino al soffitto… non dubito che riusciremmo a riempirli in tempi brevi (se già non ce la facessimo con quel che c’è in casa e garage)! 🙂
          Peccato che sian solo sogni… 😦

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    • Credo che adesso ci siano un sacco di alternative per riuscire a combinare l’estetica con la praticità.
      Per quanto mi riguarda, dovendo/potendo scegliere avrei privilegiato la praticità di utilizzo e manutenzione… ma chi ha potuto scegliere le finiture di sto appartamento, a quanto pare non è stato del mio stesso avviso! T__T

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  5. Due cose due.
    Per il marmo la soluzione migliore è il metodo delle nonne: “le pattine”. Sembrerà banale ma con le pattine il marmo si autolucida!
    Per il piano cottura adotta proprio il metodo Ramsay: dopo averlo pulito stendi un foglio di alluminio (con un foro per i fuochi) che copra completamente il piano: lo sostituisci quando e sporco o quando hai ospiti: questo sistema viene adottato nelòle cucine industriali per pulire velocemente (ed immediatamente) i piani cottura.
    Ciao.

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    • Mi ci vedo proprio a spiegare a una pupa di 18 mesi che deve girare con le pattine… già è in equilibrio precario con i calzini antiscivolo! 😄
      Io più che aver l’abitudine di levarmi le scarpe e passare alle pantofole appena metto piede in casa (pure perchè con le scarpe addosso non mi sento “a casa”) e averla inculcata pure al resto della famiglia, non posso fare…

      L’idea del foglio di alluminio è buona (e mi sa che la metto in opera… anche se quel dannato fornello mi dà l’impressione di farsi venire gli aloni già col semplice calore dei fuochi), però concedimi questa considerazione/battuta: conferma la mia ipotesi che i piani cottura in acciaio sia meglio non averli (se tanto son da “foderare” per sopravviverci)! 😛 In ogni caso, grazie per la dritta! 🙂

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    • Wow, in effetti fa buona concorrenza alla praticità del nostro marmo…
      E mi sa che hai ragione su chi può aver concepito l’idea: anzi, io aggiungerei anche che è possibile che il tizio avesse anche qualcun* che gli andava a far le pulizie in casa (giusto per spiegare un tal livello di “non averne una cogna” su come mettere insieme una casa vivibile…).
      E la teoria della colf in effetti può calzare su molte scelte di arredo assurde… se non sei tu a dover pulire, allora sì che la pura estetica diventa una così bella cosa!

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        • A qualcuno che mette la moquette anche in cucina, io suggerirei un bell’abbinamento con pareti imbottite: un bijou!
          Gente così o è da ammirare perchè fluttua a mezz’aria e non rovescia mai il minimo schizzetto di nulla (di sicuro, non hanno gatti in casa), oppure è da internare.

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          • Mah, che il tipo non fosse tanto normale era evidente anche da com’erano conciate anche certe stanze stile programma “Sepolti in casa” su Real Time. Anche se quest’ultima parte della “storia” credo avesse più a che vedere col fatto che era una casa in vendita all’asta per morosità conclamata continuata e decennale.
            .

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            • Ecco: non parlarmi di “Sepolti in casa”, che st’estate io e il Consorte dovremo dedicare almeno una giornata (spero non due, ma non ci credo) delle sue ferie a tentare di rendere praticabile il garage sul retro…
              Ti dico solo che là in mezzo c’è ancora il mio vecchio lettino con le sponde montato a metà tipo un mese e mezzo prima che nascesse l’Aquilina, e lasciato incompiuto perchè c’eravamo accorti che uno degli agganci della base era rotto. Ripromettendoci di ripararlo (nell’immediato abbiamo ripiegato su un volgarissimo Ikea, che tra l’altro usa tuttora) perchè “ha le sponde che si sfilano, era comodo”, ridendo e scherzando tra un po’ l’Aquilina passa direttamente al letto per esseri umani standard senza che noi si sia fatto ancora niente… =__=

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      • Mamma una signora che va a pulire ce l’ha, e ti assicuro che non spiega una scelta così a meno che la signora non abiti con te e passi il suo tempo in cucina con lo straccio stile sguattera o mozzo di nave
        Elisa

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        • Credo che in una situazione del genere avrebbe detto robe poco belle anche mia nonna, che pure a 80 anni suonati ogni mattina (solo domeniche e feste comandate escluse) spazzava e dava lo straccio per tutto il suo appartamento!

          E, parlando di “colf” e del fatto che pure loro hanno giustamente dei limiti di sopportazione, mi hai fatto venire in mente la vicina di mio padre: la sua era un po’ inaffidabile (diciamo che si presentava quando le pareva) e stava tentando di trovare un’altra signora… così, quando ha saputo che la colf della vicina cercava per fare altre ore in giro, l’ha contattata per mettersi d’accordo.
          Quando questa signora le è entrata in casa per il colloquio, le è bastata un’occhiata alla miriade di soprammobili (tutti ovviamente fragilissimi) esposti sui mobili della sala: “Guardi, le dico di no io… tutta questa roba è impossibile da tener spolverata come si deve!”. 😄

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          • Anch’io ho parecchi cazzilli ma comprerò taaaaaaanti bei billy con ante di vetro e vetrinette a vista dall’ikea e non se ne parli più.
            L’aver avuto una nonna raid ammazzasoprammobili insegna.

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  6. Di pavimenti & affini non capisco molto, so solo che questo che ho a casa (bianco) è la croce di mia mamma. Ti lascio però un saluto, ogni tanto toro dalla latitanza e vengo a leggere 🙂

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    • Mi sto rendendo conto che il problema è più diffuso di quanto pensassi! 🙂
      La croce di mia madre era invece un pavimento di piastrelle marrone (sempre di cucina)… si lamentava che dopo averlo pulito non si notava la differenza. Lei però era in netto vantaggio su di me: non si notava la differenza perchè, sporco o pulito, quel pavimento era sempre uguale (nel senso che non si notava proprio lo sporco, probabilmente quel marroncino istoriato lo mimetizzava)!
      Il mio invece sembra lordo anche dopo appena lavato. T__T

      P.S. Grazie mille per la visita! 😀

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