Tecnologia del tubo

100_1840Ricordo che mia madre, quando parlava della morte di mio nonno nel ’52, a volte aggiungeva che (tra le altre e ben più importanti ragioni) era stato un peccato perchè aveva mancato di pochissimo (un annetto e mezzo) di poter vedere in funzione quella “televisione” di cui si parlava già da anni, e che lo incuriosiva parecchio (sto parlando del nonno barbiere-ciclista-fotografo). “Chissà quanto gli sarebbe piaciuta, lui che aveva il pallino della «tecnologia»”.

Mio padre raccontava che la nonna (sua madre) non aveva mai capito fino in fondo come funzionasse ‘sta televisione, s’era fatta spiegare il “meccanismo” più volte ma, anche quando i miei comprarono il primo Philips (12 canali e a colori, una roba all’avanguardissima per il ’76… 12 canali erano talmente un’enormità che non si riuscivano ancora a “riempire” tutti!) e se ne trovò uno nel salotto di casa… ecco, davanti a quella “scatola” mia nonna restava comunque guardinga… quasi con l’impressione che si trattasse di una specie di “magia”. La radio sì, quella la capiva. Ma la televisione… credo che il dubbio di come facesse tutta quella gente a star lì dentro, sotto sotto le sia sempre rimasto. E se non arrivava al punto di quelli che rispondevano a voce alta “Buonasera a lei, signorina!” quando compariva l’annunciatrice della RAI, ecco… magari senza accorgersene, ma una ravviata ai capelli se la dava: sia mai farsi trovare in disordine.

Altri tempi? Osta… non parliamo di secoli fa, ma di certo cambiamenti ce ne son stati tanti. Mi basta guardare il “cassone” Sony 32 pollici wide che troneggia nel nostro salotto: 9 anni di vita (nel 2004 c’erano già in giro i televisori “piatti” al plasma e avevano da poco visto la luce gli LCD, ma i primi tenevano fede al nome e avevano costi da dissanguarsi, i secondi non erano ancora granchè affidabili… e costavano comunque molto di più di un “tubo catodico”. Dai poi che c’era la lista nozze, ma c’è un limite di vergogna anche a cosa mettere in lista…), ed è già archeologia. Il Philips di cui sopra oltrepassò i 5 lustri (acquistato nel ’76 in occasione del matrimonio dei miei, tirò le cuoia un anno o due prima che nel 2004 mi sposassi io) senza subire questa umiliazione…

E i cambiamenti non si sono ovviamente limitati alla sola televisione. Tante cose che quando ero piccola stavan bene giusto in una puntata di Star Trek o sul cruscotto di KITT in Supercar ora son robetta di tutti i giorni. Forse però, per certi versi, un limite non sarebbe male… e mi spiego.

Negli ultimi mesi, la cara TV mi porta direttamente in casa questo irritantissimo ragazzino (che vi devo dire, a me sta simpatico quanto una manciata di formiche rosse nelle mutande) che se ne esce con un “le digital card dei Gormiti funzionano sul tablet e sul tuo smartphone”. Sul tuo che, scusa, cinno???

Te e i tuoi amichetti lì c’avete sì e no 5 anni per gamba (perchè io non me ne intendo e spero di non intendermene mai – il doppio cromosoma X dell’Aquilina mi concede di essere un pochino ottimista in merito – di Gormiti, ma visto l’andazzo secondo me già alle medie sono “out”) e… lo smartphone??

E perchè poi servirebbe uno smartphone per un gioco di carte? Ma presto detto: per farci un mucchio di cosine in più (giocarci a carte pareva brutto) tipo guardare puntate di cartoni animati (e qui qualcuno mi spieghi perchè debba esser meglio e maggiormente figo guardarle su uno schermino da 7 pollici invece che sul megaschermo del salotto. Ma forse c’è sotto un complotto dell’Associazione Oculisti e Ottici Italiani) o vedere i personaggi delle card “in realtà aumentata”. Ecco. Pure la fantasia è fuori moda, ormai. Se non hai il telefonino che ti fa vedere il mostrillo in 3D che si muove, con i tuoi neuroncini non ce la fai a immaginartelo. Stiam messi bene.

Ok, lo ammetto. Sono obsoleta e forse mio nonno, quello col pallino per la tecnologia, si vergognerebbe pure di me. Ma lo smartphone alle elementari, l’Aquilina se lo potrà giusto sognare. Gormiti o non Gormiti.

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10 pensieri su “Tecnologia del tubo

    • Ma se lo prendiamo come un gioco “nuovo” a sè stante e lo utilizziamo con un po’ di buon senso, ben venga… insomma, se torno indietro di qualche decennio, me l’immagino bene l’emozione di interagire con i miei personaggi preferiti.
      Insomma, non è che son contro la tecnologia a priori.

      Solo che c’è modo e modo, e soprattutto dovrebbe esserci un tempo per ogni cosa. Un gioco di carte è già bello per conto suo, perchè per diventare più appetibile deve per forza portarsi appresso una dannatissima “App”?

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  1. Io per un certo verso la penso come te!
    Sebbene guardo sempre con meraviglia agli enormi progressi che la tecnologia ha fatto in questi anni (esponenziali, direi), a volte penso a come sono cambiata io con tutte queste novità – e non necessariamente in meglio.

    Anni fa mi divertivo un sacco con mud e avvenutre di d&d, passavo ore a scrivere raccontini fantasy da usare come background dei personaggi o semplicemente per svago, perchè ero brava e mi piaceva.
    Da quando ho iniziato a giocare online (o comunque ai videogame in generale) mi sono accorta che di questa fantasia ne ho sempre meno, faccio andare sempre meno l’immaginazione… è un pochino triste.
    Poi penso alle nuove generazioni che invece non ci proveranno nemmeno mai ad inventare storie fantastiche o vivere avventure solo nella loro testa, perchè hanno già “la pappa pronta”.

    Non so. Pare che la tecnologia ci dia tanti vantaggi, ma al tempo stesso ci toglie comunque qualcosa di prezioso.

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    • Io credo che i ragazzini siano ancora capaci di sognare e fantasticare per conto loro. Per gli adulti magari si fa man mano più difficile (stress, impegni, stanchezza, pigrizia, preoccupazioni)… invidio chi è ancora capace di “mollare gli ormeggi” della fantasia, e rimpiango quando immaginavo intere saghe per riuscire ad addormentarmi, ai tempi della scuola (i miei mi spedivano a dormire che io sonno non ne avevo ancora mezzo…). Mo’ già è tanto se riesco a legger 20-30 pagine di un libro senza abbioccarmici sopra…

      Quello che mi infastidisce di spot come questi è invece l’idea di fondo che debba esserti necessario il giocattolino tecnologico per “aumentare” il divertimento. Ma diosanto, hai le carte, hai gli amici per giocare… non ce n’è già più che abbastanza per farsi dei signori “viaggi mentali”?!?

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      • Certo, i ragazzini hanno sempre un’abbondante dose di fantasia… il problema è che spesso non sono stimolati a tirarla fuori per via di tutti i “giocattolini tecnologici” di cui sono ormai circondati.

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    • Ammetto che a me non è mai successo.
      Il famoso Philips era pure dotato di telecomando, un monolito nero 20 x 6 x 3 cm (quando uscirono i famosi “gusci”, anni e anni dopo, non ci fu verso di trovargliene uno), pesante un chilo e diviso in due sezioni: quella sopra, con i tastini dei canali, potevo usarla anch’io; quella sotto, con i tastini delle funzioni (colore, contrasto, sta cippa) invece mi era vietata (volume a parte)…

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      • Eh, fortunatissima.
        Io ero della generazione precedente: “figlia, alzati e cambia canale. VAI!”.

        P.S.
        Fra poco iphone, smartphone, ipad e che ne sono che si inventeranno, li daranno in dotazione appena usciti dal grembo materno. Rabbbbrividiamo….

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        • Io sto rabbrividendo già ora… mi spiego: non abbiamo il telefono fisso, quindi usiamo solo i cellulari. Sia io che il Consorte siamo comunque abbastanza allergici al telefono, giusto per dare un’idea la mia ultima chiamata ricevuta attualmente risale al 25/6 (il Consorte) e l’ultima che ho fatto io è del 23/6. Questo per dire che al telefono ci stiamo poco e niente.

          Ebbene: l’Aquilina, appena le riesce, si impadronisce del mio cellulare, se lo piazza in zona orecchio (più o meno… a volte è più sulla nuca) e poi inizia a girar per casa “conversando” (nel senso che, baccagliando a modo suo, sembra sostenga un vero dialogo, con tanto di cambi di tono, pause per ascoltare l’interlocutore, ecc.).
          Ieri sera, c’ha messo il carico da 11: ha iniziato a “comporre il numero” (smuovicchia le ditine sulla tastiera, senza premere tasti) prima di iniziare a parlare.

          Ecco: e io sono quella che pigliava per il culo la pubblicità del telefono della Chicco che magnificava le doti del giocattolo per lo sviluppo del “senso del pronto”… T__T

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          • Il problema non è l’Aquilina ma la solita faccenda dell’emulazione. E ovunque uno vada è circondato da persone al cellulare iphone, smartphone, ipad, tablet. Parco supermercato TV ecc ecc ecc… Non si scampa. T__T

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