Tutto è relativo

Dalla fine di luglio, nella mia città è entrato in vigore un “Piano Sosta” che ha sollevato un sacco di polemiche e ha visto l’estinzione per tutto il centro storico (ma non solo) di parcheggi “bianchi” o a disco orario in favore di un uniforme blu puffo a pagamento (se proprio proprio qualcuno ha voglia di approfondire, il Comune c’ha fatto pure un sito apposta, tiè qua).

Non entro nel merito, difatti non sto scrivendo per dire se son favorevole o meno: di mio, non ho nemmeno l’auto, in centro ci sono sempre andata in bici anche quando ci lavoravo, e ho la fortuna di avere mio padre che all’occorrenza (leggasi: diluvi universali & co.) non solo si presta da taxista solo che possa, ma è pure residente in pieno centro in un condominio con posti auto di proprietà… in caso di necessità, molto spesso abbiamo la possibilità di lasciar l’auto lì da lui.

Ammetto che le mie idee di base in merito al Piano Sosta potrebbero inacidirsi e non poco nel momento in cui – tornando a cercar lavoro – dovessi trovare un impiego di nuovo in centro ma con in più una pupa da scarrozzare a scuola e un abbonamento di 320 e rotti € all’anno (in quanto non residente in centro) da aggiungere alle spese per una ipotetica seconda auto di casa… ma attualmente non ha nessun senso dedicare all’ipotetico “problema” più di queste righe.

In ogni caso, tutti questi cambiamenti sono appunto iniziati a fine luglio ed è come minimo presto per poter fare bilanci tra miglioramenti e peggioramenti, tra chi ci guadagna e chi ci rimette. Il Piano Sosta può essere un bene, può essere un male, può esser migliorato… quello che vuole: si vedrà col tempo e con l’arrivo dell’autunno e la ripresa completa di attività, uffici e scuole. Insomma, ho trovato abbastanza tendenziose alcune foto che circolavano online due giorni dopo la “rivoluzione” in cui si mettevano a confronto alcune strade della città insistendo su come fossero “deserti” i parcheggi ora a pagamento, rispetto a “prima” dove il bordo della strada “gratuito” era zeppo di auto. Tendenziose perchè in alcune si vedeva benissimo che alla foto scattata a fine luglio (periodo di chiusura delle scuole e di ferie) era accostata ad una foto scattata in inverno (magari nel periodo dello shopping natalizio!): gli alberi del viale con e senza foglie lo dimostravano fin troppo bene.

movsUna cosa, però, mi ha fatta riflettere più di tutte su questa rivoluzione, e ve la faccio vedere sfruttando queste foto (che ho un po’ pasticciato… nella speranza di renderle più immediate) che hanno girato su FB nelle pagine “locali”, scattate in uno dei quattro corsi principali poco dopo che le strisce blu nuove di zecca eran state dipinte e poco prima che la segnaletica verticale ormai obsoleta venisse rimossa (non è l’unico esempio di questo genere che è stato segnalato, tra l’altro).

E qui le mie domande “epocali”.

Se finora in quel tratto di strada c’è stato un Divieto di Sosta, non sarà stato perchè si riteneva non vi fosse la possibilità di parcheggiare in sicurezza (per non parlar del fatto che la maggior parte dei veicoli va ad ingombrare il marciapiede, con gaudio di sedie a rotelle, carrozzine e passeggini, come si può ben notare nella foto in basso a destra)?

Ma soprattutto: come mai invece, con l’arrivo della sosta a pagamento, all’improvviso non è più pericoloso/inagibile parcheggiare lì? Magia?

Insomma, passi mutare a pagamento tutti i parcheggi “liberi” o a disco orario già esistenti (cavillando il Codice della Strada che pare imporrebbe che a tot parcheggi a pagamento corrispondano altrettanti parcheggi gratuiti: ho scoperto che è sufficiente che il Sindaco dichiari la zona “area di interesse urbanistico” e il CdS può andare a donnine), ma “inventarsene” addirittura di nuovi in questo modo mi sembra un po’ disonesto e irrispettoso.

A breve potrò farne a meno (l’Aquilina ha sempre meno autonomia sul passeggino, dopo poco scalpita per girare per conto suo), ma son quasi due anni che giro con carrozzina o passeggino davanti ai miei piedi: già di base non è facile barcamenarsi per marciapiedi ingombri, scivoli occupati da auto in sosta (se non inesistenti) e compagnia bella. E ancora meno simpatico deve esserlo se ci si trova sopra o a spingere una sedia a rotelle, oppure a doversi servire di deambulatori.

C’è chi ha scritto che parcheggi del genere sono “abusivi” per via del fatto che, a norma del CdS, tra l’auto parcheggiata e gli edifici dovrebbe comunque esserci lo spazio di un metro… ma si vede che qua in Romagna, con la crisi, s’è accorciato pure il metro e quindi va bene così.

Comunque, Codice della Strada e questioni stradal-morali a parte, personalmente avrei preferito piuttosto meno parcheggi, ma più sicurezza e rispetto per pedoni, disabili e bambini piccoli. Al fatto che le leggi vengano calpestate o cavillate (spesso dalle Istituzioni in primis, di qualsiasi bandiera siano, ormai) ormai in qualche modo c’ho fatto il callo… al fatto che le persone non contino un piffero davanti al Dio Denaro, purtroppo ancora no.

P.S. Altro motivo marginale di mia inca77atura, è che “purtroppo” con questo post do ragione ad alcune lamentele (alcune anche tendenziose, ammettiamolo) della locale opposizione. Il fatto che di mio, invece, “tiferei” per l’opposta zona politica cui appartiene il Sindaco non fa che aumentare di parecchio i giri al minuto compiuti dalle mie (virtuali) balle…

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12 pensieri su “Tutto è relativo

  1. Tutto è relativo, ma soprattutto, quando c’è da far sborsare ai cittadini ci mettono un attimo, quando dovrebbero rimborsare loro, trovano mille cavilli che glielo impediscono.

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    • Basta anche solo pensare alle differenze di tempistica (e di aggiunta di spese, penali e interessi) tra quando sei tu a dover pagare e quando la P.A. deve rimborsare qualcosa a te (Interessi? E chell’è, se magnano?)…

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      • SUVVONE bianco? no perchè stò seguendo su Facciadilibro (senza loggarmi, da semplice osservatrice) le vicissitudini di receptionist vari di alberghi su Vorrei-una-camera e ne dicono parecchie su chi ha suvvoni (soprattutto di colore bianco)… Tipo il tipo che lo parcheggia in spiaggia, i poliziotti non apprezzano, lui se ne sbatte e ribadisce che può parcheggiare dove vuole. Risultato 2000 cocuzze di multone.

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        • Ti direi che il colore non importa, se non fosse che recentemente ho letto non ricordo dove (ma probabilmente su Feissbuk) di una teoria secondo la quale quelli col SUV bianco siano ancora più patacca degli altri… Recitava all’incirca si trattava di chi, non avendo dei gran soldi per far lo sborone ma volendo avere per forza il SUV – che fa faigo – lo pigliava appunto bianco perchè pare che il bianco sia il colore più economico.
          Ecco, non so se sia vero (anche perchè il bianco tende ad essere il colore base e senza costi aggiuntivi di quasi tutte le auto… ma insieme ad almeno altri tre o quattro tra cui scegliere!)… ma diciamo che quando si tratta di SUV-pataccaggine ho la tendenza a crederci…

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  2. Due volte in pochi mesi sono capitata con un suvvone che ha parcheggiato sulle rotaie del tram lasciandolo incustodito e senza presentarsi alle strombazzate e urla del conducente. Abbiamo aspettato un bel po’ prima che qualcuno con moooooooolta tranquillità si presentasse per togliere il mezzo. E con una faccia stile “E beh, andate in macchina e non vi succederebbe”
    A gente del genere farei pagare anche dieci euro l’ora il parcheggio si degnassero di parcheggiare come si deve
    Elisa

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    • 10 € l’ora? Ma quello doveva beccarsi un bel multone per interruzione di pubblico servizio, altro che 10 € l’ora! Ha bloccato un’intera linea del tram solo perchè doveva farsi i suoi imprescindibili cavoli…
      Posso passar sopra al fatto che i vigili non possano multare chi parcheggia nei posti “rosa” senza averne diritto (sono posti “di cortesia”, il CdS in merito non dice nulla, quindi… largo ai cafoni maleducati), ma nel caso che citi un verbale ci stava tutto (mi sto chiedendo perchè il conducente non li abbia chiamati, ma mi sto anche rispondendo che non sarebbero arrivati in tempo).
      O quanto meno una bella foto di sputtanamento su internet… (foss’anche solo per raccogliere qualche “madonna” in più da inviare virtualmente al patacca).

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