Di come soddisfare un cliente…

Slide-Raccolta-Bimbi… e di come fottersene altamente di soddisfarlo, quando il (dis)servizio lo offri soltanto tu.

Volevo raccontarvi una cosa che mi è capitata nei giorni scorsi, e che mi ha fatta un pochino riflettere. A maggio ho iniziato (cosa che non facevo da millemila anni) una raccolta punti: quella di quest’anno della Granarolo Bimbi, di cui vedete il banner qua di fianco. L’ho iniziata più per vedere cosa combinavamo, ma fatto sta che tra l’Aquilina che a merenda gradisce sia gli yogurt che le creme di questa linea e la loro versione di “fetta al latte” con la cremina bigusto latte-cacao che piace parecchio anche a me e al Consorte… insomma, a inizio settembre mi sono ritrovata con i 35 punti necessari per richiedere l’accappatoio-poncho di Winnie The Pooh della Caleffi.

L’Aquilina ne ha già uno, sempre Caleffi e sempre di Winnie The Pooh: è un'”eredità” che abbiamo ricevuto, anni fa ha asciugato i cugini del Consorte. Comodissimo per imbozzolare la pupa appena uscita dalla doccia, pur avendo un po’ di anni sul groppone (il cugino “piccolo” del Consorte ha compiuto 12 anni a maggio) è ancora come nuovo… averne uno in più per potergli dare il cambio (soprattutto in inverno, che i panni – soprattutto le spugne – s’asciugano più a porconi che altro) non era poi una cattiva idea.

Compilo la scheda, me la scansiono su PC tanto per averne una mia copia (che 11 anni a lavorare in uno studio legale lasciano il segno…), la imbusto e l’11/09/2013 la spedisco con raccomandata A.R. (nelle istruzioni c’era scritto di usare preferibilmente questo tipo di invio, no problem: son più tranquilla pure io) all’indirizzo indicato (distante tipo 15 km da casa mia). E concedetemi che ci son rimasta maluccio: è vero che ormai sono due anni che ho smesso di andare a lavoro e di avere rapporti regolari con le Poste Italiane, ma l’ultima volta che ho spedito una raccomandata A.R. (“normale”, non parlo delle “raccomandate 1”) per lo Studio mi pare stessero a 3,40 €, se non superavano i 20 grammi. A novembre scorso l’ultima raccomandata A.R. che ho mandato all’Eni (e che superava i 20 grammi per via degli allegati) mi era costata 3,90 €. Stavolta, per una raccomandata A.R. di 13 grammi che doveva farsi 15 km, le Poste mi hanno chiesto… 4,30 €! E sticavoli, direi. Come minimo ti aspetti che la cartolina di ritorno ti venga riconsegnata da un postino (figo, tra l’altro: mi pare il minimo) in frac con tanto di vassoietto in argento. Ma andiamo avanti.

Il 17/09/2013 la Granarolo mi manda un’e-mail: mi ringraziano della partecipazione, la scheda è regolare, “nei termini” mi spediranno l’accappatoio di Winnie The Pooh richiesto. Ora: io i termini di consegna manco me li ero andati a leggere. Insomma, non eravamo con l’acqua alla gola (alla brutta, l’Aquilina s’asciuga anche con un bel telo da bagno), metteteci pure il tempo che vi pare. M’aspettavo qualche settimana, un par di mesi, toh. E invece…

Alle 13.30 del 20/09/2013 suona il campanello (me lo ricordo così di preciso perchè stavo cambiando il pannolino all’Aquilina per metterla a letto per il sonnellino… sì, c’è scappata una madonnina tra i denti, ma molto meno consistente che se il corriere avesse suonato tipo mezz’ora dopo, con la pupa appena addormentata). Ebbene sì: era il corriere che mi consegnava il pacco con l’accappatoio! Insomma, approfitto anche del blog per fare i miei complimenti alla Granarolo: ottimo servizio.

PTMa che han fatto nel mentre, le Poste Italiane? Beh, intanto han consegnato la raccomandata… e dai poi. Però nel momento in cui io ho ricevuto il pacco, quelle stesse Poste non erano ancora state in grado di riconsegnarmi la ricevuta di ritorno della suddetta raccomandata (per la cronaca, la cartolina è poi arrivata il 23/9). Roba che sinceramente mi sto davvero chiedendo perchè dannazione io abbia pagato il supplemento (€ 0,70, mi pare) per la ricevuta di ritorno, vista (in questo caso) la sua effettiva inutilità.

Insomma, lasciatemi dire che si vede proprio chi può concedersi il lusso di sbattersene altamente della qualità del servizio che offre, visto e considerato che o ti rivolgi a loro (so che ci sono corrieri che offrono anche il servizio di “raccomandate A.R.”, e tra l’altro pare anche a costi inferiori rispetto alle Poste, ma temo sia un servizio rivolto agli studi professionali o alle aziende, non ai privati ) o t’attacchi…

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50 pensieri su “Di come soddisfare un cliente…

    • No, figurati… stupita no! Non sto a dirti che razza di odissee ho avuto in studio, ne ricordo una epocale con la cartolina di ritorno di un atto giudiziario (citazione spedita a inizio gennaio 2006, doveva percorrere nemmeno 300 km)… roba che dovemmo iscrivere la causa a ruolo utilizzando l’attestato (che “non ha valore legale”) di consegna stampato alle Poste perchè nemmeno il duplicato della cartolina che avevo richiesto (febbraio 2006) arrivò in tempo (e per fortuna la Cancelleria accettò lo stesso il fascicolo)!
      Sai poi quando arrivò quella cartolina? Dopo che il Giudice di Pace aveva emesso la sentenza (e pensa alle tempistiche della nostra giustizia). Tipo nell’agosto del 2007… se non 2008.
      Ah, il duplicato della cartolina – che io sappia – è tuttora M.I.A.

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  1. Dai, ti va ancora bene: a me le ultime raccomandate A.R. che ho inviato… beh, sto ancora aspettando il ritorno della “ricevuta di ritorno” (ma forse sono io che mi aspetto troppo da un ente pubblico: in fondo l’ultima l’ho spedita solo 3 anni fa… nel 2010, primo semestre… 😛 )

    In compenso, un mio collega qua nel Regno del Nulla dove vivo, è riuscito ad aspettare ben 3 mesi una raccomandata… ok, politicamente non siamo ancora nell’Europa (Unione) ma geograficamente si, siamo a solo 1500 km da Torino…

    Però queste cose mi fanno comprendere che forse potrebbe essere un bene che le raccomandate (a.r. o meno) vengano sostituite dalla pec (anche perchè mi hanno obbligato a prenderne una, in quanto pare io sia un’azienda, quindi tanto vale usarla, no?)

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    • La P.E.C. potrebbe essere una soluzione, solo che la vedo dura: non solo riuscire a dotare ogni singolo cittadino di PEC quando in tantissime zone del paese anche solo avere l’ADSL è un miraggio, io poi voglio un incaricato governativo che spieghi a mia zia come ca77o si una una PEC o un qualsivoglia PC (col piffero che lo faccio io… non ho – per ora -. mica ammazzato nessuno, per scontare una pena simile!)…

      Scherzi a parte e prendendo da quello che riescono a fare le Poste del Regno del Nulla: i servizi postali esteri possono essere misteriosi quanto X-Files… Faccio un esempio: come è possibile che ci sia un sito (Zavvi.com) del Regno Unito che riesce a spedirmi, tramite la posta ordinaria della Royal Mail, un pacchettino con un videogioco per la Wii… facendomi pagare ben 1 sterlina (attorno all’euro, per semplificare) di spese di spedizione (e il “francobollo” sul pacco conferma, non mi stanno regalando niente)??? Se faccio la stessa cosa dall’Italia verso la Gran Bretagna, altro che 1 euro…

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      • La PEC è il MALE. Te lo dico per esperienza – plurima esperienza: spesso succede che al mittente la pec risulti inviata, ricevuta e letta, mentre in verità il destinatario ne è del tutto ignaro. Senza parlare degli allegati: che se sono più di uno rischiano di volatilizzarsi nel nulla mentre il protocollo dell’ente che riceve la PEC tenta di acquisirli e numerarli.
        Fidati, sono meglio le poste. Detto questo mi sembra di aver chiarito il concetto :S

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        • I miei unici contatti con la PEC sono stati in ufficio, il mio boss è stato tra i primi a dotarsi di casella PEC qualche anno prima che diventasse obbligatoria per tutti i professionisti.
          Non so se fosse una caratteristica del servizio che aveva lui (nel senso: non so se le PEC di altri gestori funzionino diversamente), ma ricordo che era parecchio complicata… non tanto da spedire (era una mail normale, alla fin fine), quanto da ricevere. In effetti il messaggio veniva inviato al destinatario come allegato, la mail vera e propria conteneva solo una sorta di messaggio standard “Questo è un messaggio di posta certificata eccetera eccetera, pinfete panfete”… e questo creava non pochi problemi, soprattutto quando a ricevere erano i soliti “utonti” (che magari cestinavano il messaggio prendendolo per spam, o sicuramente non lo leggevano fino in fondo per capire cosa dovevano fare).
          In Cancelleria del Tribunale (dovevamo inviare i file delle comparse conclusionali), riuscii in qualche modo a spiegarmi con la Cancelliera (spaesata perchè le nostre comparse erano le uniche che le arrivavano in quel “modo strano”), mentre ricordo che con gli studi di altri colleghi a volte mi capitò di dover utilizzare l’indirizzo di posta privato (e non PEC) del boss per rispedire tutto, per avere qualche speranza che occhi umani leggessero il messaggio: dipendeva anche da come erano settati firewall o antivirus, in alcuni casi addirittura il famoso “allegato-PEC” spesso finiva nuclearizzato prima di giungere a destinazione.
          Insomma… il mio parere sulle PEC e che siano complicate (foss’anche solo in apparenza, ma con la maggior parte degli utonti quella basta e avanza) in maniera assolutamente inutile.

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            • Ammettendo un po’ di sfiga a beccarmi una selva di utonti come destinatari… a questo punto mi sorge il dubbio che fosse la PEC specifica del mio boss ad essere un po’ più cervellotica di quanto non siano altre PEC.
              E dire che pensavo che una cosa del genere fosse in buona misura “standardizzata” (ma contemporaneamente ammetto la mia ignoranza in materia).

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              • Per quanto ne so le PEC funzionano proprio così: il messaggio che mandi è recapitato come allegato di un altro messaggio (che ha lo sfondo giallino per significare che si tratta di un messaggio-vettore) che informa il destinatario che si tratta di posta certificata e bla bla. Purtroppo capita che nel passaggio dal mittente al destinatario a volte qualcosa vada storto, e in particolare il programma di protocollo della mia regione (cui sovente per lavoro mando delle PEC) se ci sono allegati multipli pare sceglierne UNO A CASO e trattenerlo a protocollo, mentre cancella dalla mail gli altri, che però sono regolarmente stati inviati dal nostro ufficio di protocollo, al quale peraltro risulta la corretta consegna del messaggio.
                Un delirio, particolarmente quando si tratta di comunicazioni che devono pervenire entro un dato termine (altrimenti, di solito, ci becchiamo qualche sanzione…)

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                • Ok, almeno adesso so che quando c’erano problemi per le mail che inviavamo dallo studio non era colpa nè nostra nè della nostra PEC.
                  Certo che però con casini simili a livello software, mi piacerebbe proprio sapere come ci si possa illudere che la PEC possa sostituire le raccomandate ordinarie (perchè se a me risulta ricevuto, ma il destinatario non ha avuto niente perchè qualche programma ha combinato cose… sai che bordello? E la responsabilità alla fine di chi è?).
                  Oddio, per la verità a livello di incasinamento (m’è tornata in mente l’odissea che raccontavo nella risposta a Paola dei gatti) effettivamente calza parecchio, forse l’illusa sono io che m’immaginavo che si potesse sostituire un sistema con delle “falle” con qualcosa che non ne avesse…

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                  • Oddio la PEC….
                    A parte che hanno indirizzi imrpoponibili (il mio capo ha tre nomi e tutti e tre + il cognome sono la prima parte del suo indirizzo pec, seguito da @ordineavvocatimilano.it – che poi anche la parte finale cambia a seconda del gestore del servizio, alcune sono milano.pecavvocati.it e cambiano da città a città, una confusione che non ti dico!).
                    Ma poi puoi inviare una mail PEC solo ad un altro indirizzo PEC, altrimenti ti ritorna un messaggio di errore. Noi per inviare le conclusionali in cancelleria usiamo gli indirizzi normali di studio,

                    Pensa, dall’anno prossimo diventa obbligatorio l’invio telematico di tutti gli atti (a mezzo PEC o polisweb)… io voglio suicidarmi, ti invidio perchè tu non sarai in studio u__u”

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                    • Il mio boss aveva un account @legalmail.it, proprio perchè se l’era fatto prima che fosse obbligatorio: si era scelto lui anche la prima parte (che riprendeva il suo indirizzo personale) e insomma… s’affrontava, non era chilometrico.
                      Chi invece – una volta diventato obbligatorio – aveva aderito al servizio convenzionato con il Consiglio dell’Ordine, s’è trovato appioppato appunto un “avv.pincopallo.mazzanti.viendalmare@ordineavvocatir*****a.it”.

                      E a me veniva in mente quando facevo assistenza tecnica, e il responsabile della posta elettronica si raccomandava di cercare di far stare il “prima della chiocciola” in 8 caratteri, che se c’era qualche indirizzo che s’incasinava di solito eran quelli più lunghi di così (tra cui il mio: negli indirizzi aziendali prima della chiocciola avevamo il nome di battesimo, e il mio è di 9). Vero che parliamo del 1999-2000, e ormai è archeologia informatica.
                      Ma altrettanto vero che “avv.pincopallo.mazzanti.viendalmare@ordineavvocatir*****a.it” non s’affronta proprio!!! XD

                      P.S. Tutta la mia solidarietà riguardo l’invio telematico degli atti. Certo che tra questa bella news che mi dai e il fatto che poche settimane fa han chiuso la Sezione Distaccata della mia città (tutto trasferito sul Tribunale del capoluogo, compresi i procedimenti che erano dell’altra ex-Sezione Distaccata che c’era in provincia… auguriiiiiii)… sai che mi passa un po’ la voglia di cercare di rientrare “nel ramo”, quando dovrò pensare a tornare al lavoro? 😛

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                    • Con la PEC delle Poste Italiane puoi inviare anche a indirizzi non PEC (visto che la maggioranza delle fatture spedite da mio padre vanno proprio a quegli indirizzi).

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  2. Beh, la questione è che la cartolina di ritorno da 0,70 di una raccomandata AR “normale” viaggia come una qualunque posta ordinaria normale e ci mette il suo tempo = taaaanto.
    La differenza con la raccomandata AR 1 è che, oltre a costare un botto e ad avere la consegna per il giorno dopo (però, mi pare, si debba spedire prima delle 12 se no i giorni per la consegna sono 2) anche la cartolina viaggia come fosse una raccomandata e ci mette 1 o 2 giorni a tornare.

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    • Peccato che, anche se ormai ce ne stiamo giustamente dimenticando, quella che costa 0,70 cent (lettera, ricevuta di ritorno o cartolina che sia) sarebbe non posta ordinaria, bensì… (rullo di tamburi prego, e iniziate a preparare le grasse risate) posta prioritaria.
      Quella che all’inizio costava più della posta ordinaria perchè, se imbucata entro un certo orario, sarebbe giunta a destinazione il giorno dopo.
      Quella che sul sito delle Poste Italiane ancora si chiama proprio “Prioritaria”.
      Quella che, quando soppressero la posta ordinaria, un’impiegata delle Poste mi assicurò che la Prioritaria avrebbe continuato ad avere gli stessi tempi di consegna, nonostante io avessi espresso dubbi in merito (“Ma ora se son tutte prioritarie, come fate a consegnarle tutte in un giorno??”)..
      Ma, a parer mio, l’unica cosa prioritaria qua è la presa per il c**o.

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      • Infatti,sono stati dei volponi, all’inizio hanno affiancato alla posta ordinaria la posta prioritaria, costo maggiore consegna più veloce. Poi hanno tolto la posta ordinaria e lasciato la posta prioritaria. Ma solo come prezzo perchè hanno adeguato i tempi della posta prioritaria con la lentezza della posta ordinaria. In pratica ci hanno aumentato di un bel po’ il costo della posta zitti zitti quatti quatti e come dici tu ci è rimasta l’incommensurabile presa per il lato B.

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        • E dire che dovremmo pure esserci abituati, ormai… (perchè mica succede solo con le Poste! Poco che ci si metta a far mente locale, scommetto che vengon fuori un bel po’ di servizi che son peggiorati notevolmente negli ultimi anni, nonostante il loro costo abbia continuato ad aumentare…)

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          • Stò aspettando un pacchetto dall’America ma non so se quel cane di postino lo ha portato e invece di aspettare e/o lasciarlo al portinaio (che nell’ultimo mese si è preso ben 2 giorni di meritato permesso ed era assente) o lo ha mollato sopra le cassette della posta alla mercè di chiunque, come ha già fatto con un poster che avevo ordinato…

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            • Guarda, io al momento avrei 30 € di buoni regalo da utilizzare su Amazon… ormai è un mese che mi è arrivato il primo, e ancora sono lì che non ho fatto un ordine. Un po’ l’indecisione (hanno millemila articoli), ma soprattutto l’inquietante interrogativo: “ma come spediscono??”
              Perchè con i corrieri le mie esperienze son state molto altalenanti (dipende molto non dal corriere come “ditta”, ma dal corriere come “persona”), con la posta… pure.
              Mi riferisco al sito cui accenno nella risposta a MK66: il Consorte ordina un gioco per la Wii in edizione “deluxe”, che lì costa addirittura meno dello stesso gioco in edizione standard che si trova in negozio qua da noi. Il pacchetto è leggermente più grosso del solito (la scatola del gioco è in metallo, tanto per dirne una, e contiene anche gadget, CD colonna sonora e libretto illlustrato), quindi il postino non può metterla in buchetta come al solito (dall’Inghilterra cose simili si possono ancora spedire per posta ordinaria, senza caterve di moduli e di firme). Vabbè, poco male: tanto io sono a casa da lavoro (era già nata l’Aquilina), scenderò a prenderlo.
              Ennò.
              Perchè il postino mica ha suonato il campanello (non dovevo firmare, ma magari un minimo di cortesia e buonsenso…). Ha appoggiato il pacco per terra sotto le cassette della posta, nel cortile del condominio (per fortuna la nostra porta è “perpendicolare” rispetto alla strada pubblica, dal marciapiede quasi non si notava). Alla mercè di chiunque, condizioni meteo comprese. L’ho trovato uscendo tot ore dopo per portare l’Aquilina al parco.
              Ecco: da quella volta le spedizioni le abbiam fatte arrivare in ditta dal Consorte (chiedendo il permesso, ovvio)… pure se il postino privo di buonsenso, la cassetta delle lettere che hanno loro lì è grossa come un monolocale, ci stanno pure i pacchetti…

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              • Per non parlare di quanto ti infilano a forza nella buca della posta qualcosa che non deve essere piegato e/o fragile e fanno macelli. GRRRRRR….
                Poi non ho capito, le poste sono in crisi ma per portare la posta ordinaria passa uno, per le raccomandate viene un’altro ad un’altro orario, per le assicurate un’altro ancora, per i pacchi qualcun’altro di diverso, per le cartoline verdi un’altro ancora, ecc. ad libitum.

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                • No, ma è già da un po’ che le poste sono un delirio…
                  Non so se sia ancora così, perchè son due anni che ho smesso di lavorare e sono tre anni che qui a casa non abbiamo più la linea telefonica (ergo non ci consegnano nemmeno l’elenco del telefono), ma negli ultimi anni la consegna dei nuovi elenchi telefonici (e il ritiro di quelli vecchi!) era stata affidata ai postini (penso per togliere quel minimo di lavoro a chi lo faceva prima e per incasinare chi un lavoro già ce l’avrebbe avuto).
                  Cioè: il postino di dove lavoravo io la posta la consegna(va) in BICI ed era già carico come un mulo perchè la sua zona del centro storico comprende un sacco di uffici, studi professionali, ecc. Figurati te sto povero cristo quando doveva trascinarsi appresso pure il malloppo degli elenchi (e dai poi, che almeno man mano li scaricava) e soprattutto ritirare quelli vecchi (che in pratica tornava alla sede più carico di quando era partito…). Da panico.

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              • Lato amazon e corriere, non ho mai avuto un solo problema in vita mia.
                Hanno anche un accordo con penali non indifferenti.

                Con le poste, o altri corrieri è un discorso a parte.
                Ormai faccio spedire tutto da mia madre in centro a MI dove non possono permettersi di bucare una consegna.

                Nei paesini invece o consegnano a caso o dicono di non aver trovato nessuno.
                Cosa che è successa anche a me, per la sfortuna di una società di corrieri visto che li ho chiamati direttamente in sede centrale presentandomi col ruolo aziendale e minacciandoli di interrompere il contratto.

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                • Grazie per le info su Amazon! 🙂
                  Mi sa adesso che quei due volumi di Games of Thrones sono un po’ più vicini alla mia libreria…
                  Io ero un po’ titubante perchè con gli acquisti online finora ho bazzicato pochissimo, del tipo: una volta ho ricaricato il cellulare, una volta ho ordinato uno sciroppo per l’Aquilina (andandolo a ritirare di persona in una delle farmacie del centro… ma per assurdo mi costa meno far così che andarlo a comprare direttamente, visto che sul sito è scontato del 20%!), 4-5 volte abbiam pigliato dei giochi per la Wii. Fine delle mie esperienze…

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                  • Amazon spedisce con SDA (che e’ la divisione pacchi di Poste Italiane), ma sospetto che minaccino di interrompere il contratto che facendo due conti dovrebbe passare i 3 milioni di euro…
                    A parte qualche equivoco (mi han consegnato un pacco il giorno PRIMA di quello previsto, e mia nonna non era in casa), mai avuto problemi.

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                    • Peccato se interrompono il contratto perchè il corriere SDA della mia zona (sempre se non cambia) è il tizio che mi ha portato il pacco della Granarolo: pare in gamba.
                      Però se mi dici che SDA è una divisione di Poste Italiane (non lo sapevo ma avrei dovuto sospettarlo, in effetti)… ecco, forse posso farmi un’ideuzza del perchè Amazon possa avere motivi di insoddisfazione.

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                    • Hai frainteso: intendevo dire che SDA per Amazon consegna bene perche’ in caso contrario rischiano di perdere un contratto milionario. Lo fanno solo per convenienza loro. Io non ho mai avuto problemi, e penso nemmeno gli altri che hanno ordinato da Amazon, mentre con SDA non Amazon di problemi ne ho avuti parecchi.
                      Ho avuto invece ottime esperienze con GLS (nel caso ti interessasse).

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                    • Esatto, avevo capito nell’altro senso…
                      Comunque abbiam fatto il primo ordine su Amazon, tutto benissimo se non… che è arrivato il giorno prima. Non è stato un problema perchè avevo chiesto la spedizione in ditta dal Consorte (in orario di lavoro, là qualcuno c’è sempre)… ma se avessi messo l’indirizzo di casa col cavolo che avrei potuto ricevere il pacco: a quell’ora stavo lasciando l’Aquilina al nido (vero che qui sarebbe forse passato in orario diverso… ma quando?)!

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  3. Mitica Granarolo! Certo che così pochi giorni… in genere una raccomandata ci mette già di suo 2-4gg per arrivare a destinazione!
    Seconda metà degli anni ’90: lettera da Supeimonti a fuori Duesseldorf: una settimana. Di ritorno: 3 gg (avevo un’amica di penna lì). Supeimonti-Tarvisio (confine italo-austro-sloveno) una settimana ad andare ed una a tornare.

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    • E dire che ci sta bene un “chi ha orecchie per intendere, intenda…”!
      Mah, io so solo che più andiamo avanti più certi servizi sembrano “tornare indietro” (nonostante continuino ad aumentare di prezzo): tipo quando mio padre racconta che “nel dopoguerra” i postini passavano due volte al giorno a consegnare la posta a me sembra una cosa talmente fuori dai coppi (rispetto ad ora!) che “il dopoguerra” pare più credibile esser quello delle guerre d’indipendenza, e non della seconda guerra mondiale…

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  4. Che poi a volte va pure bene… Io ultimamente ho imbucato una lettera di martedì sera (dopo le 19) e il giovedì mattina è arrivata. Di contro, l’ultima ricevuta di ritorno ha impiegato un fottio di tempo per tornare, appunto. Cosa inspiegabile, secondo me visto che dovrebbero andare coi tempi della posta normale, no?
    Mitici quelli della Granarolo: di solito per spedirti i premi le ditte impiegano mesi e mesi… Poi, quando nemmeno ti ricordi di aver spedito la scheda coi punti, ecco che arriva il pacchetto…. Magari puntano sull’effetto sorpresa? 😉

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    • Infatti, memore delle raccolte punti del passato, a dir la verità “due mesi” per me era un tempo ragionevolissimo: ricordo ancora quando i vari Mulini Bianchi “pimpati” (ricordo quello radio e quello con la roba per disegnare, ma sicuro che in casa ne ho avuti minimo un altro o due) giungevano finalmente a destinazione… e io nel frattempo m’ero appunto dimenticata che dovesse arrivare! 🙂

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  5. Sai che con le cartoline di ritorno avevo avuto la stessa impressione?
    Avevo spedito due A/R a distanza di un giorno.
    Una cartolina la più importante, arrivò dopo una settimana e mi dimenticai della seconda.
    Che arrivò forse dieci giorni dopo o oltre, tanto che quando la vidi in casella pensai ad un errore del postino.

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    • Almeno non sono l’unica!
      E’ vero che ormai le spedizioni si possono tracciare tramite internet, quindi se uno vuol sapere se la raccomandata è arrivata a destinazione può pigliare la sua ricevutina, il suo computerino e via… trova che la letterina è giunta a Pincopallo 3 giorni fa.
      Però…
      … però questo genere di ricerca e la relativa stampa, tecnicamente non ha valore legale (e spesso le raccomandate si mandano proprio per questo motivo) e
      … però io sta cacchio di cartolina l’ho pagata e neanche poco. Se il suo vero scopo è pulircisi il lato B, almeno che la facciano 3 veli e un po’ più morbidosa.

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  6. Raccomandata arrivata in tre giorni, e cartolina in trenta. Risposta delle Poste “dovevo fare raccomandata anche la cartiolina” Mi sa che è la norma. Per quanto riguarda la PEC pare che per il mio ufficio non sia uirgente averla
    Aspetteremo….

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    • “Fare raccomandata anche la cartolina”??? Questa mi è davvero nuova… che io sapessi, finora la cartolina aveva affrancatura ordinaria perchè quello era: una cartolina (come spedire i saluti da Cortina, per dire). Ma suppongo sia una nuova ideuzza venuta alle Poste per tirar su qualche soldo in più.
      Per il discorso PEC, mi permetto una considerazione: i professionisti/titolari di P.IVA sono stati obbligati già da anni a dotarsi di PEC.
      Il fatto che invece per gli enti pubblici (come quello dove lavori tu, che sicuramente non è l’unico!) tuttora possa essere “non urgente” averla… ecco mi dà ulteriore conferma del fatto che viviamo in un paese alquanto distorto!

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      • Quella che ha anche la cartolina che viaggia come raccomandata (e mi pare sia tracciabile anche on-line, quindi) è la famosa Raccomandata AR 1 che appunto costa un botto perchè paghi sia la busta/raccomandata sia la cartolina/raccomandata.

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        • Tracciabili online son tracciabili tutte: solo che la stampa della schermata non sarebbe valida come documento legale (la cartolina sì). Dico sarebbe perchè, conoscendo il sistema, è capitato che in Cancelleria accettassero fascicoli con quella stampa al posto della cartolina effettiva (in attesa e nella speranza che arrivasse), in alcuni casi in cui il rischio era di dover rifare da capo tutti gli atti perchè stavano per scadere dei termini. E mi astengo dal commentare…
          Non mi astengo però dal dire che è una bella porcata che pagando di più venga reso quello che dovrebbe essere il servizio normale, mentre pagando lo “standard” ottieni una schifezza… non è che per pagare l’affrancatura ordinaria gli hai dato i soldi del Monopoli, giusto?

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    • Ma grazie!! Sicuro che li sfrutteremo… 🙂 Tra l’altro, la linea Crescendo è una delle mie preferite in generale.
      Ammetto che ho letto cose che mi han fatto un po’ scadere la Coop, riguardo a contratti e condizioni di lavoro dei dipendenti. Purtroppo, è difficile fare a meno di farci la spesa, non solo perchè insieme a Conad in zona è la catena principale di supermercati… ma anche perchè (avendo contatti e amicizie che lavorano per altre catene, anche fuori regione) poco che ti guardi attorno ti rendi conto che quelle sono le condizioni che applicano praticamente anche tutti i concorrenti (e allora da chi vai se, come al solito, nel mazzo non si salva nessuno?).
      Ammettiamo anche che mette stizza il pensiero che a fare certe cose sia una “cooperativa”… peccato che, sempre poco che uno alzi gli occhi, pure altre cooperative non è che facciano molto diversamente con i propri dipendenti (potrei citarne una che produce cavi elettrici come altre che gestiscono servizi per l’infanzia, come…).
      E mette stizza anche pensare che se veramente si mettessero in pratica tutti i suggerimenti di “boicottaggio” che arrivano dalla rete, supportati dai più svariati e validi motivi, alla fine chi ci andrebbe di mezzo sarebbero sempre e comunque… i dipendenti di cui sopra.
      Ma scusami per la divagazione… m’è scappata una riflessione che non c’entra un tubo col tuo suggerimento e pochino anche col post (solo che è un po’ di giorni che mi ronza in testa e prima o poi aveva da uscirsene).

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      • Ma sì. il fatto è che nel discorso coop rientra il fatto che sono i tuoi soldi ad appoggiare un determinato atteggiamento verso i lavoratori, e ciò fa girare le scatole. Io ultimamente sto limitando lì gli acquisti, ma solo perché, se non prendi prodotti in offerta, la convenienza non c’è, anzi, con 50€ di spesa, ti ritrovi a non aver preso un bel nulla.
        Però i prodotti crescendo sono buoni, quindi potendo approfittare anche dello sconto… 🙂 (sì, c’ho il braccino corto. Moooolto corto!)

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        • E’ mica questione di braccino corto… è sopravvivenza! Pure noi si migra là dove quella settimana ci sono le offerte più interessanti, e ci sono diverse cose che acquisto direttamente soltanto nei discount (la sabbia per la lettiera all’Eurospin, per dirne una).
          Nonostante questo riuscire a stare sotto i 100 € con la spesa settimanale (e vabbè che siam 3 più le gatte) ultimamente sta diventando sempre di più un’impresa… malgrado nel carrello non ci finisca nulla di “lussuoso”!

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  7. Guarda, con me sfondi una porta aperta!
    In studio sono io che mi occupo di spedire le raccomandate (o le lettere con posta ordinaria, tipo le fatture) e dell’organizzazione dei corrieri.

    Hanno qualche mese fa cambiato le tariffe postali, ci hanno avvisato i fattorini che tutti i giorni portano le raccomandate all’ufficio postale. Ci ho messo SETTIMANE per avere un nuovo tariffario aggiornato perchè quelli sul sito erano SBAGLIATI e in posta continuavano a dire che ancora non li avevano – salvo poi lamentarsi che le raccomandate che portavo avevano sempre bisogno dell’aggiunta di francobolli: grazie al cazzo, quando mi farai sapere qual è il costo di una raccomandata per scaglioni di peso, allora avrai i francobolli giusti. Ma tu pensa! <.<

    Finalmente abbiamo avuto il tariffario: posta ordinaria sotto ai 20g sono 0,70€. Una raccomandata invece sono 3,60€ (+ 0,70€ per la ricevuta di ritorno, già u.u).
    E hanno aumentato le tariffe perchè? Boh! Visto che il servizio fa forse ancora più cagare…
    Tra l'altro non ti dico il casino per avere pure i tagli giusti di francobolli… ormai gli 0,10 sono introvabili e dopo il cambio tariffario inizialmente non c'erano nemmeno gli 0,70… vabbè. Cambi le tariffe e non mi adegui i tagli dei francobolli? Che collage devo fare io per mettere gli importi giusti??

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    • Che io mi ricordi, il cambio tariffe alle Poste è sempre stato un delirio: in teoria, con tutte le volte che hanno ritoccato i costi, si potrebbe ragionevolmente pensare che possano essere in grado di organizzare un cambio tariffario decente. Invece no: gli aumenti non erano praticamente pubblicizzati, le tabaccherie si trovavano senza francobolli dei tagli nuovi (“Son cambiate le tariffe il settordici piovembre, ma in Posta c’han detto che devono ancora stampare i francobolli nuovi”) e senza francobolli per integrare (“Li hanno finiti, non sanno quando arrivano”)… hai voglia quante volte, dopo essere andata in Tabaccheria per spedire delle ordinarie, mi è poi toccato arrivare fino in Posta per spedirle (“Noi non abbiamo i francobolli, però se vai in Posta lì ti stampano direttamente l’etichetta” E grazie al cavolo. Peccato che così sto in giro tutta mattina, a saperlo andavo direttamente in Posta!).

      Secondo me anche solo questo dimostra ancora una volta il menefreghismo e fancazzismo di chi gestisce questo servizio (e ribadisco: di chi lo gestisce, quelli dei “piani alti”. Che la maggior parte dei portalettere e dei cristi allo sportello il loro lavoro lo fanno, nonostante le deliranti politiche aziendali).

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      • Ecco, qui stessa trafila. Mi vengono certi istinti omicidi… anche se naturalmente non è colpa degli sportellisti, però purtroppo sono quelli che si beccano tutti i reclami, essendo sempre a contatto con il pubblico.

        Ah, ti rispondo qui anche per la faccenda PEC perchè più sopra non mi dà più il tasto di risposta, forse si è raggiunto il numero massimo di commenti concatenati? xD Boh.
        Il mio capo ha 3 nomi, in totale ci sono 25 lettere prima della chiocciola… e non avendo mai avuto una pec prima, abbiamo aderito alla convenzione dell’ordine per tutti gli avvocati in studio. Però nella sede di Torino, per esempio, ce l’hanno tutti diversa praticamente, è un bel casino (e continuano a sbagliare a scriverle negli atti, non capisco quale sia la difficoltà di copiare la narrativa da un atto già scritto recentemente u.u).

        Anche da noi hanno fatto un bordello con le sezioni. La nostra specializzata adesso è stata divisa in A e B perchè hanno accorpato anche l’impresa e la concorrenza sleale, hanno aggiunto qualche giudice, cambiato il presidente di sezione e trasferito la cancelleria ad un altro piano (avevo appena imparato la strada per la vecchia cancelleria, grazie tante -.-) con conseguente incasinamento e perdita di alcuni documenti e fascicoli perchè sono incapaci di organizzare le cose.

        No, effettivamente con queste belle novità non so se è il caso di tornare nel settore.
        Anche se ho sentito di studi in cui le segretarie non fanno fotocopie nè preparano fascicoli… ma forse è solo una leggenda metropolitana xD (me l’ha detto una signora che fa appunto la segretaria in uno studio qui a Milano)

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        • No no, ho sentito anch’io di studi dove le segretarie non fanno fotocopie nè fascicoli, non rispondono nemmeno al telefono e inoltre non ricevono i clienti. Anzi, è proprio il genere di studio che sta prendendo piede qua in zona, anche a sentire uno degli avvocati del mio ex studio che è andato in pensione e che ho incontrato in giro recentemente.
          Come è possibile?
          In questo modo: il lavoro della segretaria lo fa direttamente l’avvocato o lo fa fare ai praticanti (aggratis, che quelli che passano anche solo un rimborso spese ai praticanti si contan sulle dita d’una mano). Così ci si risparmia di avere una segretaria (e di doverla pagare. O promettere di pagarla, nei casi di alcune mie colleghe…). Sai, la crisi…
          Ovvio: può funzionare per gli studi piccoli (non credo proprio che in uno come quello dove lavori tu si possa fare a meno del personale di segreteria!), ma sono appunto gli studi piccoli (un solo avvocato, due, massimo 4-5 ma di solito non associati) la realtà della provincia (credo della gran parte d’Italia).
          Pare sia il trend che va per la maggiore, soprattutto tra i nuovi avvocati o comunque per quelli sotto i 50. Altro motivo per cui sono a dir poco scettica sul fatto di (poter) rientrare nel settore…

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