Chi non mangia in compagnia…

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Scrivevo a fine settembre che l’Aquilina quest’autunno avrebbe iniziato a frequentare un asilo nido (con l’idea di mandarla due mattine a settimana), per vedere se poteva essere il modo per sbloccare la “questione-pappa”. Come è andata? Mo’ vi racconto…

Dai poi lei che conosceva già il posto (tra ottobre dell’anno passato e lo scorso giugno ci siamo andate un pomeriggio a settimana per il corso di musica), dai poi che la dada responsabile l’aveva per questo motivo già vista al bancone della reception e non era quindi una perfetta sconosciuta… ma stiamo pur sempre parlando di una nemmeno duenne che fino a quel 23 settembre era sempre stata solo con me, o col Consorte, o con mio padre per 1-2 ore. Normale che facesse storie all’idea di trovarsi “da sola”, giusto?

Peccato che “Normale” sia una di quelle parole come “Piano” o “Fermati“: l’Aquilina non sa (o fa finta di non sapere) che significhino. Quindi se ne strafotte.

Il primo giorno (come accennavo in un commento ad un altro post) alla “consegna” l’ho dovuta placcare sulla porta per darle un bacio di saluto, perchè la fretta di andare a giocare era troppa. Al “ritiro” la dada m’ha detto che ha giocato con gli altri bimbi per tutto il tempo e l’Aquilina, dopo averci tenuto a portarmi una “tutù” (un’automobilina di plastica, che le macchinine sono una delle sue passioni) da vedere, l’ha riconsegnata da sola alla dada e poi s’è fatta metter scarpe e giacca senza storie.

Il secondo giorno, il momento dei saluti è stato sottolineato da un paio di gnicchi… poi la dada le ha ricordato che in giardino c’era lo scivolo, e allora tutto sistemato. Ohi, però almeno m’ha dimostrato di essere umana.

Il terzo giorno ha piagnucolato sia al momento di salutarci che quando sono tornata a prenderla (per spezzare una lancia a suo favore, devo dire che la mattina dopo mi sono accorta che aveva ben due denti che stavano per “forare”: il terzo dei canini e – allelujah allelujah! – l’ultimo degli incisivi), però nel frattempo ha giocato tranquilla con gli altri.

Il quarto giorno ha pianto sul serio quando l’ho lasciata… ma in compenso quando sono tornata a riprenderla ha approfittato del fatto che stessi parlando con la dada per metterci d’accordo sulla settimana dopo per aprirsi la porta e tentare la sortita per tornare a giocare.

Il quinto giorno, pianto “di rappresentanza” (si sentiva che non ci credeva manco lei, ma le che toccava farlo “da contratto”) tant’è che aveva già smesso mentre io aprivo la porta per uscire; poi a fine mattina, al momento dei saluti, al “ciao” con la manina ha aggiunto un bacetto lanciato alla dada (questa è poi diventata un’abitudine):  vorrà poi dire che male male lì non ci sta, giusto? 🙂

Insomma, per farla breve siamo arrivate senza problemi al momento di lasciarla lì per tre ore, pranzo compreso. O.M.G.

Il primo-giorno-con-pranzo è stato un mezzo fallimento: mangiare in compagnia avrebbe dovuto invogliarla? Sto cavolo. La dada è riuscita a farle mangiare sì e no due cucchiaini di maccheroncini… l’Aquilina teneva il boccone parcheggiato lì per un pochetto, poi lo sputava. Preciso come qua a casa, sai chellefrega degli altri che mangiano a quattro palmenti. Vabbè, mica che mi illudessi che con una scorpioncina zuccona come lei si potesse risolvere ‘sta faccenda con uno schiocco di dita e qualche commensale in più… ho provato a buttar lì alla dada il “trucco” che utilizzo a casa quando fa così (quando m’accorgo che sputa il boccone per “partito preso”, poco che riesca a recuperarlo glielo rificco in bocca. So che può far schifo, ma è per farle capire che quello non è il modo per evitare di assaggiare una cosa nuova. Massimo 3 tentativi, e nel 90% dei casi si redime e inizia a provarci davvero, a mangiarlo).

Avrà funzionato quello? Semplicemente si trattava di aspettare? Boh. Fatto sta che al suo secondo pranzo all’asilo l’Aquilina ha mangiato, imboccata, 11-12 fusilli al sugo e olio-parmigiano. Fusilli. Fu-sil-li. Lo sottolineo perchè qua a casa eravamo ancora ferme alle pastineplasmonmellinmilupacoop, che l’ultimo mio tentativo di farle mangiare delle conchigliette quasi ha richiesto l’intervento delle Forze Speciali.

E difatti: il giorno dopo i fusilli c’erano le famigerate conchigliette, al ragù. E l’Aquilina se le è mangiate da sola con la sua brava forchettina, seduta al tavolo con gli altri. Alle conchigliette son seguiti due spicchi di pizza il giorno dopo, poi è stata la volta di due (2!) piatti di stelline in brodo… e insomma, la pianto qui che ci siam capiti.

Lo ammetto: io ero molto molto scettica sul fatto che mangiare in compagnia di altri bimbi sarebbe veramente servito per incuriosirla finalmente verso il cibo. Mi sembrava davvero una causa persa. E, sono sincera: un po’ la prendevo anche come una mia sconfitta personale, di non essere abbastanza brava da riuscire a insegnarle a mangiare. L’idea del nido la digerivo più che altro pensando che giocare con gli altri le avrebbe certamente fatto molto bene (soprattutto visto il fatto che in inverno riuscire ad andare al parco è più complicato e che anche quando ci si va ci sono comunque meno bambini) e che così l’anno prossimo non si sarebbe trovata del tutto spaesata alla scuola materna.

Invece sono più che contenta di ammettere che riguardo al mangiare mi sbagliavo: sta veramente facendo progressi (anche se per ora non qua a casa…). Di più: eravamo partiti pensando di farle fare 2 mattine a settimana (un po’ non sapevamo se sarebbe servito, poi c’è la questione del vil denaro, con un solo stipendio). Ora invece, a vedere quanto le piace stare all’asilo, son qui che sto strolgando per vedere se riusciamo a far quadrare i conti passando al “pacchetto ore” successivo, per poterle far fare 3 mattine. 🙂

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10 pensieri su “Chi non mangia in compagnia…

  1. senza dubbio l’asilo permette ai bambini di smorzare certe abitudini copiando i compagni.
    rinnovo il consiglio che ti avevo dato: smetti con le pappine e le pastine e falle trovare cibo da adulti compatibile e digeribile ma gustoso : val la pena di provarglielo a dare e crearle un gusto “adulto”, per crescere bene e con tutti i nutrienti, le lasagne della nonna che si era spazzolata tempo fa insegnano. auguri!!!! 😀

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    • Per il mangiare proprio da grandi siamo ancora un po’ indietro… giusto per fare un esempio, oggi abbiamo tentato di farle assaggiare la crema fritta (primo esperimento di farla in casa del Consorte, e devo dire che è stato bravissimo: mia madre, su 5 volte che voleva farla, 4 finivamo a mangiare crema al cucchiaio perchè non le era venuta abbastanza soda…) e, a cena, i passatelli.
      Per la crema è stata una delusione, per i passatelli c’è margine di miglioramento (almeno non li ha buttati per terra, un pochetto li ha mangiati).
      Confido però che continuando con i pranzi al nido si facciano progressi anche a casa: intanto ci sono già alcune cose che tenta di mangiare da sola (tempo fa, non ci provava nemmeno). Il punto è che non mi sento ancora di lasciarla far da sola completamente perchè tende a “perdersi”: magari inizia bene (3-4 belle cucchiaiate), poi inizia a giocare con i pezzetti, a spargere in giro col cucchiaio… e allora inizio a darle man forte.
      Insomma, non ce la faccio ancora a mettermi nell’ordine di idee “Oh beh, se stavolta non mangia vedrai che alla prossima recupera!”… 😛

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  2. Bella lei! Possodirlopossodirlopossodirlo? Lo sapevo! 🙂 E sono davvero contenta!
    Qui invece stiamo in una fase davvero poco simpatica: segna il territorio, i giochi sono suoi e nessuno dorebbe toccarli, secondo lei (e parlo del pinco panco e dell’altalena del parco, quindi vedi un po’ tu) e quando le si avvicinano bimbi, anche conosciuti, li tiene lontani con odiosissimo “Semma lì” (ferma lì)… Ora, lei fino a un paio di mesi fa adorava gli altri bimbi, le ridevano gli occhi quando andavamo al parco e c ne trovava qualcuno. Ora no. Che poi, dopo un po’ che sta lì si diverte anche, solo che all’inizio è così antipatica che la eviterei pure io!!! Vabbé speriamo sia solo un periodo e che passerà, che sennò, chi se la sposa questa qui? 😄

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    • L’Aquilina per fortuna con gli altri bimbi non ha problemi (per ora, eh? Che mica posso giurarci che non dia un “voltone” pure lei). Anzi, ho notato piuttosto che se c’è qualcuno un po’ “prepotente” tende a subire senza far niente (ma è presto sia per parlare di “prepotenti” che di “vittime”, all’età che hanno ora).
      Però immagino che siano tutte fasi (ci può essere anche chi alcune se le salta, non dico): ad esempio, noi da qualche mese diventiamo deficienti per riuscire a fare la spesa: seduta nel carrello non ci vuol più stare, ma liberarla significa sguinzagliare per il supermercato i quattro cavalieri dell’Apocalisse compressi in 90 cm e 12 Kg. Così spesso puoi vedere due imbecilli che si affannano per riempire il carrello scarrozzando in giro la sirena dei pompieri… perchè l’unica è ignorarla, se i tentativi di distrarla con la bottiglia dell’acqua o la sua “tutù” (automobilina) preferita falliscono (con buona pace di chi ti lancia sguardi scandalizzati). =__=

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  3. Ma beeeeeene , bellissimo leggere di qiesti grandi progressi mangerecci della piccola!
    Probabilmente ha solo bisogno dei suoi tempi, di decidere lei quando e come (e in compagnia di chi) mangiare… Intanto questo é un bel passo avanti…le cose non potranno che migliorare secondo me!
    Qui ovviamente il problema del cibo non si é mai posto come ricorderai…siamo arrivati al punto che quando io dalla cucina dico che é pronto lui urla felice a suo padre e suo fratello di venire a tavola che “é pooooooonto!” Poi viene a prendersi il seggiolone e se lo spinge ,DA SOLO, fino al tavolo e inizia a rompere perché qualcuno lo metta dentro! 🙂

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    • Che l’unica sia lasciar decidere lei il quando e il come, io l’avevo già capito da un pezzo… solo che ho la pediatra che mi fa “terrorismo” (e non dico, di sicuro ha le sue buone intenzioni e ragioni)!
      E’ come per i primi passi: l’anno scorso di questi giorni, stavo iniziando a preoccuparmi perchè altri suoi coetanei avevano già iniziato e lei ancora nemmeno era interessata a gattonare… Ha aspettato i 15 mesi, però quando si è mossa si è mossa: niente manine, niente appoggi, camminava per conto suo da subito. Ho idea che sarà la stessa cosa pure per il mangiare e per il parlare…

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    • Ti dirò che non vedo l’ora!! 😀
      Intanto però, oltre a tentare molto più spesso di arrangiarsi da sola a mangiare, ha iniziato (qualche volta) ad arrampicarsi di sua iniziativa sul seggiolone: è già una bella differenza rispetto al solito, che devo correrle dietro in giro per casa per placcarla e portarla a mangiare…

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