Rapporto di causa-effetto

OLYMPUS DIGITAL CAMERA Durante lo scorso inverno, uno dei rimedi più utili per affrontare i raffreddori dell‘Aquilina era stato lo “Sciroppo dell’Orso” (<- attenti a cliccare, che la pagina “tossisce”!), uno sciroppo “per la tosse” a base di miele, propoli ed eucalipto che avevamo acquistato in Fiera a Capoluogovicino, presso lo stand del Trentino Alto-Adige. Arrivati a giugno, la bottiglietta era pericolosamente quasi vuota: vabbè che sta arrivando l’estate, ma vero anche che la prossima fiera sarebbe stata a gennaio 2014… Come fare?

Mi sono messa a fare qualche ricerchina in rete, e in effetti lo sciroppo l’avevo anche trovato (vedasi link “con la tosse”)… peccato che con le spese di spedizione fossero praticamente pari al costo di una bottiglietta: si trattava comprarne in quantità industriali o sarebbe stato molto poco economico. Continuando a snasare, in maniera molto molto casuale ho scoperto che una delle farmacie della mia città aveva un sito internet di e-commerce. E non solo avevano tra gli articoli in vendita uno sciroppo molto simile a quello che cercavo io, ma sul sito tale sciroppo era anche scontato (in quel momento) del 20%. Certo che però… “magari tanto vale andare a comprarselo in negozio, tanto con quel che costerà farselo spedire (per nemmeno 3 km) lo sconto del 20% va a donnine!”. E invece no: tra le possibilità di consegna c’era anche il ritiro direttamente in farmacia a costo zero.  Insomma, io che son tanto restia a comprare online… c’ho provato.

Ed è andata benissimo: nel giro di nemmeno due giorni mi è arrivata l’e-mail che mi avvisava che il mio ordine era pronto per il ritiro; tempo di arrivare in piazza e avevo il mio pacchettino con lo sciroppo tra le mani, accessoriato di qualche depliant informativo e di 3-4 campioncini omaggio (tra cui, mi pare, quello di una crema solare). Un buon paio di €uri risparmiati senza aver fatto molto di più che andare a comprarlo normalmente.

Con l’inizio del nido, l’Aquilina s’è ovviamente beccata anche un’infreddatura (e, nonostante sia stata purtroppo corredata dallo strascico di una fastidiosa otite, per ora ci va ancora di lusso), così considerato l’autunno appena iniziato, l’inverno a seguire e il fatto che sicuramente quello sarebbe stato solo il primo raffreddore di una serie, ho fatto un nuovo ordine. Tutto liscissimo come la prima volta. Quello che mi ha colpita stavolta, però, sono stati i campioncini allegati…

Campioncini2Vi agevolo il “particolare” nell’immagine qua a destra. E ho anche idea del ragionamento che sta dietro questa scelta particolare di assortimento…

Dato che l’ordine era per uno sciroppo per bambini, i primi due campioncini (quelli sopra) sono abbastanza ovvi: in casa ha da esserci un pargolo.  E i pargoli hai voglia a lavarli… tre minuti dopo che hai finito di asciugarli e li hai liberati in giro per casa/cortile/parchetto, son già belli immorciati e pronti per un nuovo ciclo di lavaggio.

Quelli sotto, invece… Beh, se in casa c’è un pargolo (e tanto più che detto pargolo ha bisogno di uno sciroppo per la tosse!), allora… sicuro garantito che deve esserci anche minimo un adulto che riposa in maniera molto varia ed eventuale (soprattutto eventuale)! XD

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9 pensieri su “Rapporto di causa-effetto

  1. Ahahah geniale! Bè dai diciamo che effettivamente quei campioncini potrebbero trovare il loro utilizzo 😉

    Comunque io *adoro* i campioncini omaggio di farmacie/profumerie, si scoprono un sacco di prodotti nuovi e validi o, male che vada, ti togli qualche curiosità su un certo prodotto.
    I migliori sono i campioncini dei profumi: ne ho talmente tanti che praticamente non compro profumi XD

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    • A me facevano (questa frase viene declinata al passato perchè solo dioochiperlui sa quando riusciremo ad andare nuovamente in vacanza da qualche parte) un sacco comodo in viaggio: magari è da incoscienti provare prodotti nuovi lontano da casa (metti che per sfiga sei allergico, poi a chi chiedi? Al farmacista turco, ammesso che tu riesca a capire quale è la farmacia?), ma per organizzare il beauty-case – soprattutto per viaggi brevi, tipo una notte o due – sono comodissimi.
      Quando poi capitano i micro-flaconcini (come quello del bagnoschiuma nella foto) doppio giubilo: una volta vuotato… perfetto per essere riempito di qualcos’altro! 😛

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  2. Questo del ritiro di merce ordinata via internet è un buon sistema: le cose non si perdono e si abbattono in parte i costi. Io l’ho fatto con delle foto stampate su snapfish e ritirate da Eldo. Provare per credere 🙂

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    • Per le foto faccio più o meno la stessa cosa anch’io, da un annetto: faccio l’ordine via web e ritiro/pago direttamente all’Ipercoop. In effetti, potendo, lo preferisco di gran lunga al pagare la consegna e poi diventar deficiente tra corrieri & co…

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  3. Anche perchè la consegna a casa è sempre un rebus: spesso ho dovuto discutere con i corrieri per mettermi d’accordo sull’ora di consegna e spiegare, manco fosse una cosa tanto strana, che se scrivo dalle 16 in poi la mattina alle 11 “non sono a casa”. Il concetto di persona che lavora sembra non tangere a molti di loro. Invece così passo io a prendere il prodotto quando mi è comodo e niente spese di spedizioni e “caccia allo spedizioniere”.
    Per il campione “antiborse degli occhi” si vede che sanno benissimo cosa vuol dire accudire un bimbo di notte che non riesce a dormire perchè non sta bene.
    ELisa

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    • Ammetto che le ultime due consegne tramite corriere con cui ho avuto a che fare qua a casa (però si trattava di spedizioni per le quali non avevo possibilità di “trattare”) sono andate bene… ma più per botta di fondoschiena che altro (leggasi: al momento non lavoro e per un caso mistico non ero nemmeno fuori con la pupa). Però per il resto non ho avuto delle gran esperienze positive… per riuscire a ricevere qualcosa sono diventata spesso deficiente, addirittura in un paio di casi è successo anche in ufficio: gli orari di studio erano 8.30-12.30 e 16.00-19.00, invariabilmente i corrieri passavano (dio solo sa perchè diamine, trattandosi di un posto di lavoro!) tra le 13.00 e le 15.30.
      Per le consegne qua a casa, ultimamente abbiamo risolto così: metto come indirizzo di consegna quello della ditta dove lavora il Consorte (ovviamente ogni volta chiediamo prima il permesso di poterlo fare)… va là che qualcuno trovano!

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