Giorgio’s Story

GiorgioPremessa: se c’è un post che appartiene senza dubbi alla categoria “deliri” del sottotitolo del blog… ecco, state per leggerlo. Fine premessa.

Immagino vi ricordiate la campagna pubblicitaria della Coca Coca di quest’estate, con l’etichetta sulle bottiglie “personalizzata” con il nome di qualcuno con cui avreste dovuto condividere la bevanda. Io ormai l’avevo passata nel dimenticatoio (dopo aver notato en passant che c’aveva preso gusto pure la Nutella, a battezzar barattoli), poi  ho letto questo post di Sanguemisto84 e… osta, ma non ho mica mai parlato di Giorgio!

Nei mesi scorsi non ho mai avuto modo di spulciare granchè tra le bottigliette, lo ammetto: far la spesa con l’Aquilina negli ultimi mesi è diventata un’impresa epica da compiersi nel più breve tempo possibile. Se l’anno scorso si divertiva come una matta a farsi portare in giro sul seggiolino del carrello, ora la sua resistenza è di circa… toh, 5 minuti? Dopo vuole scendere. Solo che farla scendere a pascolare per i fatti suoi equivale a sguinzagliare i quattro cavalieri dell’Apocalisse – compressi in 12 kg e 92 cm – all’interno del supermercato: va dove vuole lei e attiva la modalità /ignore a qualsiasi esortazione simile a “Fermati/Non correre/Non toccare/Lascia lì/Vieni qui”. Tenerla sul carrello equivale a far la spesa spingendo la sirena dei pompieri tra la corsia dei detersivi e quella dei latticini, ma al momento è ancora preferibile alla sua liberazione.

In ogni caso, in tutta estate io non sono mai riuscita a trovare una bottiglietta col mio nome (al massimo con la versione al maschile… buona per mio nonno!), nè con quello del Consorte o dell’Aquilina. E dire che i nostri nomi sono una normalità quasi noiosa (giusto una bottarella di vita per quello del Consorte, che termina “con consonante”): manco fossimo registrati all’anagrafe come Abelarda, Sigismondo e Duodenia, toh. Quella che invece ho trovato (e pure comprato: eravamo in coda alla cassa, e presa da botta di sete improvvisa ho iniziato a spulciare nei frighetti lì accanto) è stata la bottiglietta che vedete qua in foto. Chi è Giorgio? Oddio, vero che uno dei miei ben tre cugini si chiama Giorgio… ma non è affatto riferita a lui.

Tocca tornare indietro di quei quindici anni, a quando giocavo a D&D e ci si trovava una volta  a settimana nella sala sopra il bar del paese del Consorte. Una sera, rimase sul tavolo una bottiglia di Coca Cola da un litro e mezzo, con circa tanto (vedi foto, anche se la bottiglietta di quest’anno era una mezzo litro) così di bibita avanzata. La settimana dopo era ancora sul tavolo… ma nessuno se l’era filata. La settimana successiva la bottiglia era ancora lì ad attenderci… ma te figurati se ora qualcuno aveva il coraggio di berla.

Da lì a iniziare ad usarla come posacenere (i fumatori) o “cestino” per quando c’era da fare la punta ad una matita nè è corsa poca. Poi sono arrivate le briciole di patatina, forse sulla scia della leggenda urbana “se metti un pezzo di salsiccia nella cocacola, dopo una settimana s’è sciolto”. Vuoi non aggiungerci qualche briciola di biscotto? Insomma, ci siamo capiti. Dopo un paio di mesi, la bottiglia era diventata parte integrante dello scenario. E dopo un paio di mesi era parso doveroso… buttarla? Giammai! Era parso doveroso darle un nome… non ricordo proprio da dove uscì quel “Giorgio“, ma se lo ritrovò appioppato e vergato addosso con un indelebile nero. Per completezza, tra le altre scritte che finirono addosso a quella bottiglia c’era anche un ottimista quanto improbabile “Bevimi, sono potabile!”.

Ricordo che quell’anno il 1° aprile cadeva proprio la sera che ci incontravamo a giocare… io e la mia amica D. avevamo anche pensato ad uno scherzo per il resto del gruppo, anche se poi non l’abbiamo messo in pratica. L’idea era di procurarsi una bottiglia di Coca Cola tanto anonima quanto vuota e scribacchiarla per farla somigliare a Giorgio. Poi si trattava di arrivare sul posto prima di tutti gli altri, parcheggiare l’auto fuori vista, salire in sala (il più era convincere poi il barista a reggerci il gioco), occultare Giorgio e sistemare sul tavolo al suo posto l’impostora, rovesciata, col tappo rotolato poco distante e qualche goccia di liquido vicino all’imboccatura… tanto per dare l’idea che Giorgio fosse “evaso”. Poi filarsela e tornare dopo che fossero arrivati gli altri per vedere l’effetto che faceva, ovviamente fingendosi sgomente per la fuga della nostra mascotte.

Una stupidata, vero. Ma pur sempre un ricordo di quelli che fanno sorridere anche a distanza di anni: “Giorgio” è una figura mitologica per chi giocava in quel gruppo di D&D, basta nominarlo e nessuno se l’è ancora dimenticato. E’ anche rimasto su quel tavolo finchè abbiamo giocato lì, e credo sia stato sloggiato solo quando anche a noi non è stato più dato l’uso della sala… diversamente, facile che fosse ancora lì tuttora. Il tributo (involontario) fattogli dalla “mamma” (la Coca Cola Company, appunto) secondo me ci sta tutto… 😀

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17 pensieri su “Giorgio’s Story

    • Io invece, come scritto, non sono riuscita a trovare niente di utile… l’idea però è stata senza dubbio carina (tant’è che è poi stata ripresa da altri).
      P.S. Grazie per l’apprezzamento al nuovo abito del blog. 🙂

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  1. La nutella con il nome l’ho vista a casa di mia nipote, che anche la cocacola avesse una campagna pubblicitaria analoga, l’ho scoperto da te. Bella la storia della bottiglia Giorgio e del vostro scherzo “mancato”.
    Elisa

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    • Per la Nutella, mi sa che in casa nostra non ci sarà storia… ora scrivo una cosa che potrebbe scandalizzare i più: ci siamo votati ad un’altra crema cacao-nocciole. U_U
      Qualche mese fa abbiam scoperto che quella a marchio Conad, oltre a costare un pochino meno, è altrettanto buonerrima se non di più della Nutella… da allora, in casa entra solo quella! 😀

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  2. Innanzitutto sono onorato di aver ricevuto una citazione, per una volta non in giudizio 🙂 battutacce a parte, ci sono episodi apparentemente insignificanti che però, ricordati a distanza di anni, strappano un sorriso:è il sale della vita, ed è bello così 🙂 ciao Giorgio, sarai per sempre nei nostri cuori 🙂

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    • Ma piuttosto devo ringraziarti io per avermi dato uno spunto! 😉
      In effetti, a ben pensarci, la gran parte dei ricordi belli o magari anche solo simpatici è molto spesso fatta “di niente”…

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  3. Ciao Giorgio! 🙂
    Per la Nutella, un rimedio sta qui: http://www.nutellaseitu.it/delivery-video/
    Fino a qualche giorno fa te le spedivano a casa, ora te le puoi direttamente stampare…
    Però è allucinante che non abbia trovato i vostri nomi, insomma, da quel che ho capito (quello del consorte mi manca) il tuo e quello dell’Aquilina sono davvero normali!
    Ma invece, hai notato che di solito mettevamo anche i nomi più diffusi nella tua città, nel dispenser di etichette? Qui era Bruno: ok che non ho grosse frequentazioni, ma io di Bruno non ne ho sentito nessuno in giro!

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      • Sì, ma tu non puoi scrivermi delle cose del genere!! 😄 😄 😄
        Perchè io, già col tuo primo commento, avevo iniziato ad elaborare la malsana idea di stampare qualche etichettina e “truccare” la spalmabile Conad da Nutella personalizzata; con uno dei nostri tre nomi, però.
        Adesso l’idea s’è arricchita della tentazione di creare una versione rediviva e ciocconocciolosa del Giorgio da bere! O__O

        P.S. Vuoi la verità? Non so “a che impiegato dell’anagrafe abbian chiesto”, ma pure qua io ho intravisto per lo più nomi di gente che non ho mai conosciuto… C’è comunque da dire che se guardassero gli ultimi iscritti (parlo dei coetanei dell’Aquilina: quando non ti ricordi il nome di un bimbo intorno alla sua età, basta pescarne uno tra quelli che scriverò e le probabilità di averlo azzeccato sono verso l’80%) avrebbero consegnato solo camionate di Leonardo, Lorenzo e Riccardo (per le femmine c’è una relativa maggiore varietà. In ogni caso, l’Aquilina – pur col suo normalissimo nome – resta un “pezzo unico”: ancora non ho trovato una sua omonima).

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    • Vero, Sofia è abbastanza gettonato (non quanto Leonardo, però) e Giulia è in fase di revival… Però per le femmine noto comunque qualche botta di vita in più! Con punte di originalità “mitologica”: l’anno scorso al corso di musica c’era una Nausicaa, mentre al nido l’Aquilina frequenta anche una Daphne.

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  4. Pingback: Referrer Top 10 #9 | Gite Mentali

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