Lingua matrigna

FlameTorno sull’argomento di questo post perchè, pochi giorni prima della sua pubblicazione, nel gruppo di Facebook cui accennavo son partite due discussioni, una di carattere diametralmente opposto all’altra. La prima era di una persona che si era stufata di leggere orrori ortografici gratuiti e in offerta 3×2 con omaggio di abbreviazioni, la seconda di un’altra che invece difendeva a spada tratta la libertà di scrivere come si vuole senza “maestrine saccenti” che invece di rispondere alle domande degli altri membri perdevano tempo a sottolinearne gli errori.

Sapete come la penso in merito, ma volevo solo puntualizzare alcuni concetti.

Scrivere e parlare correttamente la propria lingua madre non dovrebbe essere preso come una regoletta noiosa, come una formalità o come un eccesso di puntigliosità. Non è affatto far sfoggio della propria straripante cultura per umiliare chi “non ha potuto studiare”, visto che stiamo parlando di regole base che insegna la maestra già in seconda elementare (se non in prima) e che in Italia è obbligatorio da un bel pezzo sciropparsi la scuola fino alle medie. Personalmente, trovo molto più superbo chi pur di non ammettere gli errori si trincera dietro giustificazioni filosofiche o idealiste (“Io ai miei figli insegnerò piuttosto il rispetto per le persone!”. Come se i pargoli avessero le capacità solo per imparare un numero determinato di “rispetti” alla volta, e allora bisogna fare delle selezioni) che non c’entrano una beneamata cippazza. Al tempo stesso, c’è ovviamente modo e modo di far notare gli errori. Ma andiamo avanti, che di “buone maniere” volevo sì scrivere, ma non in questo senso.

Il modo in cui parliamo (quando incontriamo la gente di persona o contattiamo qualcuno al telefono) e in cui scriviamo (sul web, ad esempio) è il modo in cui ci presentiamo agli altri. Nel caso del web, spesso, è l’unico modo (fotina dell’avatar a parte) in cui gli altri possono conoscerci e farsi un’idea di noi. Curare il linguaggio, l’ortografia e la grammatica non è una cosa noiosa o fare un favore agli altri: è anche e soprattutto un modo per prenderci cura di noi stessi e di portarci rispetto.

Flame2Immagino che nessuna (parlo al femminile perchè il “flame” cui mi riferisco è venuto fuori appnto in un gruppo di mamme, ma vale per tutti) uscirebbe di casa con addosso un sacco della spazzatura con dei buchi per le braccia solo perchè “Tanto si capisce lo stesso” (che è un “vestito”). Credo che nessuna mangerebbe nel piatto ancora sporco dalla cena precedente perchè “Sono di fretta e tanto fa la sua funzione lo stesso”. Credo che nessuna andrebbe ad un colloquio di lavoro esordendo con un “Ohi coso, allora, cazzo famo qua?” perchè tanto “In questo periodo storico in cui l’Italia va a rotoli, ti preoccupi del rispetto della lingua italiana?” (giuro, ho letto anche questo).

Parlare e scrivere in modo corretto è soprattutto una forma di cura verso sè stessi (sul web, anzi, è il modo principale con cui ti poni rispetto agli altri: se la foto del profilo è virtualmente l’abito che indossi quando esci, come scrivi è come minimo gli accessori che abbini all’abito) e le proprie capacità (mi riferisco agli italiani di lingua madre, non agli stranieri… che a volte scrivono anche meglio dei nativi), ancor prima che verso gli altri.

Giustificare gli errori, demonizzare chi si ostina a scrivere correttamente e lapidare chi si stufa di leggere porcherie etichettandolo come “superbo” (come se aver imparato l’ortografia in seconda elementare e non averla poi dimenticata fosse motivo di superbia)… ecco, non lo capisco.

Non lo capisco, perchè andare in giro con il sacco della spazzatura addosso non comporterebbe un’insufficienza grave in italiano e in un sacco di altre materie (tutte quelle che comprendano qualche compito scritto che non sia completamente a base di numeri o righe tirate con la squadra), col rischio di essere bocciati. Scrivere boiate (almeno per ora, finchè anche gli insegnanti non si convinceranno che “l’italiano ormai tanto è una lingua morta”. Sì, ho letto anche questo) ancora sì.

Non lo capisco, perchè mangiare nel piatto sporco della sera prima non comporterebbe la bocciatura immediata ad un esame di ammissione ad un ordine professionale (è capitato, una degli avvocati dello studio in cui lavoravo è stata esaminatrice diverse volte) perchè magari il concetto esposto è corretto e i riferimenti di legge giusti… ma la commissione questo non lo saprà mai, perchè al primo “ha” senz’acca o “ke” con la “k” l’elaborato è finito nella pila dei respinti (e qui nessuno alzi il ditino per tacciare di “grammar nazi”: stiamo parlando di professioni che richiedono non solo laurea e praticantato… ma di guadagnarsi poi da vivere appunto con ciò che si scrive).

Non lo capisco, perchè un curriculum vitae scritto penosamente può ancora costare il possibile posto di lavoro (soprattutto se parliamo di un lavoro da svolgere dietro una scrivania).

E invece si guarda tanto alla forma magari laddove non importa, magari spendendo fior di quattrini… e si bistratta quello che invece è un patrimonio, tra l’altro ottenuto gratuitamente. Vi chiederete cosa c’entra il cogliere o perdere un’occasione di lavoro con un post su Facebook: anche un post su Facebook sarebbe un’occasione per mantenersi in allenamento con la lingua scritta, una volta terminati gli studi. Perchè la padronanza della propria lingua madre  la si perde esattamente come quella delle lingue “straniere” imparate, se non si continua ad usarla e curarla. Io ho smesso di avere Inglese tra le materie di studio in terza superiore: da allora, ho avuto ben scarse occasioni di scrivere in tale lingua, e praticamente nessuna di parlarla. Risultato: riesco ancora a leggere e comprendere un testo in inglese, faccio un po’ più fatica a comprendere il parlato (giusto con le canzoni, mi trovo bene… ma lì è diverso, ritmo e metrica aiutano tanto), ma mi metto le mani nei capelli se devo scriverlo e vado in panico se devo mettere insieme qualche frasetta a voce, affogando tra patemi di corretta pronuncia e grammatica. E invece no, l’esercizio lasciamolo alla palestra: quando si scrive spazio alla pigrizia, alla libertà, al pressappochismo. Con codazzo di paladini giustificanti.

Un ultimo appunto: mi sono stufata della giustificazione “scrivo con lo smartphone, è colpa del T9, mi è ‘partito’ il commento prima che finissi”. Se spendi 800 € per uno smartphone, il minimo è che tu riesca ad usarlo nel modo corretto, non lasciando decidere a lui cosa farti scrivere e quando postarlo. Se davvero sto benedetto T9 fa scrivere la gente in lingue non presenti sul nostro pianeta, credo che i danni che crea siano superiori alla sua presunta comodità: disattivatelo. Non è reato. Oppure prendetevi la briga di imporre la vostra volontà a quel programmino idiota. Anche il “mi è partito il commento” è un’ammissione di incapacità o di Parkinson incombente, se parliamo di Facebook: non sta in piedi perchè su Facebook il 90% di ciò che posti ha il tasto “Modifica” o “Cancella”. Basta utilizzarli, se davvero ci si accorge “troppo tardi” di aver scritto vaccate.

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12 pensieri su “Lingua matrigna

  1. Io per principio ho smesso di partecipare a gruppi in cui ci sono persone che uccidono la lingua italiana, nè parlo con gente (anche tra i miei “amici”) che si ripara dietro il “eh vabè ma è per fare veloce” o “scs io scrivo csì s nn t sta bn caxxi tuoi” <.<
    E lo so che un po' è come arrendersi, ma sono stanca di questa gente che continua a sdoganare l'ignoranza e si crede pure giustificata a farlo!

    Gli stronzi siamo noi "grammar nazi" che pretendiamo – pensa te che bestie che siamo – che la gente si ricordi ed utilizzi appropriatamente queste insulse regolette grammatiche. Ma l'importante è che passi il concetto, no? <,<

    Il vero problema è che queste persone sono sempre state così, solo che "grazie" ad internet ed i social network, ci stiamo rendendo conto di quanto sia estesa l'epidemia di ignoranza.
    Perchè puoi anche non aver studiato e tutti i cazzi che vuoi, ma ti dimostri solo ignorante e pure arrogante quando invece di dire "scusa, ho sbagliato" ti indigni perchè la gente sta a puntare il dito sui tuoi errori grammaticali…

    PS: tra l'altro il correttore automatico è la prima cosa che ho disattivato sull'iPhone, e che cazzo!

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    • Guarda, credo sia più “arrendersi” il mio glissare facendo finta di niente… perchè oltre a sproloquiare dell’argomento qui su questo blog e all’essermi fatta sentire nelle due discussioni delle immagini, altro non ho fatto nè farò in futuro. Non son capace di convincer mia figlia a mangiar la carne, te figurati dei marcantoni/gentili donzelle di 40 anni a metter l'”h” davanti alla “o” quando coniugano il verbo avere…
      Più che altro, se dovessi depennare/ignorare sistematicamente tutti i contatti/gruppi dove mi capita di legger castronerie… ecco, non dico che sulla mia bacheca Facebook ci sarebbe la classica “balla di paglia” del deserto che rotola, ma sicuro che una buona metà li dovrei eliminare/nascondere. Comprese amicizie carissime e di vecchia data, per dire… e allora amen.

      P.S. Io il T9 ce l’ho attivo tuttora… molto spesso ci faccio a botte (son tante le volte in cui per scrivere la parola che voglio io mi tocca “spezzarla in sillabe”), però non è certo quel nemico invincibile che cercano di farti credere! 😉

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      • Tra l’altro mi sono accorta del refuso nel mio commento. Ho scritto “regolette grammatiche” mentre intendevo “regolette grammaticali”, uffff >_< (che bella figura che faccio proprio in un post in cui si parla di gente che non sa l'italiano ahah)

        Comunque anche io non ho eliminato conoscenze/amicizie che scrivono in maniera pessima, ma diciamo che cerco di farmi coinvolgere il meno possibile su facebook (anche perchè tanto non se ne cava un ragno dal buco) e mi limito alle relazioni "dal vivo".
        Ho già provato tempo fa a fare quella che sotto ai post "ommioddio gombloddo scie chimiche" dei miei amici commentava con "è una cazzata + link al sito con l'informazione giusta" e tanto non aprono gli occhi nemmeno davanti all'evidenza, quindi se li lascio nel loro brodo almeno risparmio il mio fegato 😛

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        • Verissimo: col “parlato” ci si rode meno il fegato (per mal che vada, puoi tentare di convincerti “Nooo… ma ho sentito male, dai”)… vale il proverbio “verba volant (lontano dalle orecchie), scripta manent (sotto gli occhi…)”.

          E concordo anche per i tentativi di arginare bufale (una che mi dà ai nervi è quella ricorrente che chiede a tutti i propri contatti di cliccare lì, fare la giravolta, farla un’altra volta, baciare il gatto e dar fuoco al nonno sennò i propri dati personali finiranno in pasto a Novella 2000 e al primo ministro inglese che li userà per mandare spam a Peppa Pig. Fa una cosa: se vuoi proteggere la tua privacy, cancellati da Facebook, piglia a martellate il PC, brucia il router e usa lo smartphone al posto del legnetto da farti riportare dal cane!) o quant’altro… credo di non avere abbastanza vita da sprecare in attività senza speranza come quella di far ragionare certa gente!! 😀

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  2. Sono un filo combattuta: da un lato hai ragionissima, ma dall’altro io mi rendo conto che la scrittura sul web ha solo fatto emergere ciò che in effetti c’era già, un’ignoranza grammaticale di base e forse il fatto che la persona che scrive male venga corretta, risulta sgarbato proprio perché per l’autore, ciò che ha scritto, è scritto bene.
    Io quando scrivo qualche castroneria mi vergogno come un assassino, perché mi rendo conto dell’errore, ma se invece per me non fosse un errore? Quando leggo alcune cose scritte dalle mie nipoti le correggo, perché creo che debbano ancora imparare determinate cose, ma con persone più grandi di me… Obbiettivamente mi sembrerebbe di rimarcare la loro ignoranza, quindi soprassiedo.

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    • Guarda, di norma nemmeno io correggo gli altri… faccio finta di niente (nel mentre, magari, mi sanguinano gli occhi, ma vabbè) e stop. Se non hanno imparato in 30-35-40 anni, amen. Non ho più voglia, tempo, pazienza e nervi per tentare di arrivare io là, dove i prof di lettere non sono riusciti a giungere (ho provato per anni a spiegare ad un’amica che si diceva/scriveva “puRtroppo” e non “puLtroppo”. Causa persa). Se tutti facessero come me, le discussioni sull’argomento non nascerebbero nemmeno; visto però che qualche Don Chisciotte (<- parola che ho appena cercato, perchè non ero sicura di scriverla correttamente per come me la ricordavo, NdS) in giro c'è, e quindi le discussioni vengon fuori comunque… ecco, a quel punto il mio parere lo tiro fuori, e mi permetto anche di risentirmi con chi nega l'evidenza.

      Riguardo il fatto che uno sia convinto di "aver scritto bene" e quindi si risenta se riceve una critica, permettimi però un appunto: nell'era di internet, cosa costa levarsi il dubbio e fare una ricerchina online per vedere "chi ha ragione" (a me capita minimo una volta a settimana di consultare qualche dizionario o enciclopedia online per levarmi qualche dubbio)? Questo giusto per dire che tutti questi animi puri che si sentono vessati, prima di gridare al martirio e alla loro innocenza potrebbero anche controllare… foss'anche solo per la (remota, ma possibile) soddisfazione di rispondere al "grammar nazi" di turno: "Guarda che stavolta avevo ragione io/è un'eccezione che si può tollerare".

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  3. Anche a me capita qualche volta di sbagliare a scrivere qualcosa per “colpa” del t9 dello smartphone, ma poi rileggo e, in caso di errore, riscrivo la frase corretta! il concetto è sempre quello che espressi come commento del post l’altra volta: la gente NON RILEGGE. Perchè a volte (purtroppo poche) le regole grammaticali le sanno, ma “si scocciano” di correggere, ignorando il fatto che, soprattutto sul web, il modo in cui si scrive è il primo (e a volte unico) biglietto da visita. Però, a pensarci bene, la prossima volta che faccio qualche colloquio di lavoro, lo dico anch’io “Ohi coso, allora, cazzo famo qua?” Tanto la risposta è sempre “le faremo sapere…”.

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    • Concordo su due punti, sicuramente: la gente NON RILEGGE. Ci se ne accorge anche solo per il fatto che molto spesso il discorso inizia in un modo… e poi termina in tutt’altro, pascolando nel mentre altrove ancora. E invece già solo una rilettura rapida sarebbe una panacea: se non lo facessi, io pure avrei al mio attivo un buon carnet di sviste (molte molte di più di quante non ne abbia lo stesso!!) e non sto a dirti il numero di revisioni che ha avuto questo post prima d’esser pubblicato (è un numero a due cifre). E questo è il primo punto.

      Il secondo punto su cui concordo… sì, in effetti a sentire gli ultimi “colloqui” di “lavoro” (le virgolette abbondano perchè sono d’obbligo per entrambe le parole, non perchè c’era il 3×2 sui simboli di punteggiatura al Conad, eh?) che hanno sostenuto/stanno sostenendo alcune mie amiche, sono dell’idea anch’io che un esordio come quello del post non influirebbe per nulla sull’esito. Anzi… per male che vada uno si scaricherebbe pure i nervi!

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  4. inoppugnabile quando si scrivono cose serie,però quando batto delle risposte su fb, invece uso la battuta veloce e spesso facendo 2 cose contemporaneamente (scrivendo cose serie o parlando al telefono etc) e allora non vado per il sottile

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    • Ammettiamo la fretta e il sovraccarico di impegni… ma questo giustifica gli errori di battitura (che possono ripercuotersi sull’ortografia), l’assenza di maiuscole o di spaziature, qualche segno d’interpunzione che sbuca dove non dovrebbe. Per quanto riguarda la sintassi, i verbi coniugati caso e le discordanze reiterate plurale/singolare maschile/femminile… la fretta giustifica fino ad un certo punto. E giustifica ancora meno quando i post hanno lo stesso tenore costantemente (sia quando uno è di fretta perchè sta andando a lavoro, sia quando scrive in un momento di relax).

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  5. io su questo sono feroce. ma ne avevo già fatto un post, mi pare.
    1. scrivere esteso su internet NON ti costa nulla, non è come gli sms di una volta.
    2. scrivere comprensibile non è fare l’intellettuale ma una forma di rispetto per permettere all’altro di capire cosa tu vuoi comunicare (che sia un quesito o un’affermazione)
    3. chiedere di scrivere comprensibile è semplicemente una richiesta e non un’offesa (PORCATROTA – cambia pure la T che ho messo per rispetto al tuo blog)
    4. mail, blog, pagine o profili fb, sms, qualsiasi testo scritto abbreviato o senza punteggiatura o con soli puntini di sospensione suscitano in me l’immediato abbandono della pagina.
    5. sottoscrivo in toto Mika. anche sulla condivisione di link e stati di fb – bufalari: metti il pulsante qui, togli l’opzione di là, ecc. mavaffartiungirointramemollatiincurva
    6. non concordo del tutto con paola dei gatti e specifico: se capita ogni tanto che per fare mille cose, scrivi male, ok. ma se ogni volta scrivi male allora vuol dire che non te ne frega più di tanto. e allora mi dà anche un po’ fastidio.

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