Brutti tiri

2candlesNe parlo poco “a voce” e anche per scritto, più o meno, non mi scappa una parola. L’anno passato, che era il primo anniversario, qui non ne ho proprio nemmeno scritto. A sentirmi, a leggermi… e anche a vedermi (visto che, lo ammetto, complici i malanni stagionali dell’Aquilina la visita che sarebbe “rituale” intorno al 2 novembre io l’ho fatta parecchi giorni dopo la ricorrenza ufficiale…) immagino possa sembrare che ormai non me ne possa fregar di meno. O quasi.

In realtà è solo il mio lato “ragionieristico” che si fa avanti: parlarne, scriverne… cambierebbe qualcosa? Nel senso: serve a riportare indietro qualcuno? No. Per lo più serve a farsi consolare un po’ (vero che questo non è mai male), ma forse ancor di più a stracciar l’anima a chi non c’entra niente. Non ho mai avuto una gran voglia di romper scatole alla gente con i miei patemi, men che meno inizio ora.

E’ vero che in due anni ha iniziato a farmi meno male. Fisicamente, intendo: all’inizio era proprio come avere un macigno sul petto, all’altezza del cuore. Lì, costante, anche a non pensarci consciamente. Poi, pian piano, le fitte arrivano solo quando tornano a tormentarmi quelle spine nel fianco che mi porterò dietro a vita. Immagino che, se “la Ragioniera che è in me” arriverà a prevalere anche qui, prima o poi mi farò una ragione anche di quelle. Magari tra un po’, se e quando l’Aquilina avrà voglia di sfogliare qualche album di foto e stare ad ascoltare qualche favola che “favola” invece non è.

Certo però, Mamma, che m’hai fatto davvero un pessimo scherzo due anni fa… non ero (e non lo sono manco ora) mica pronta ad assumere il tuo ruolo senza poter avere una “Nonna” come rete di protezione!

Annunci

17 pensieri su “Brutti tiri

  1. Non credo che nessuno di coloro che ti leggono abbia mai pensato che non ne scrivessi perché non te ne fregasse nulla. Da quel poco che ti conosco lo intuisco che non sei una che scrive tanto per scrivere. E a me non resta che mandarti un abbraccio virtuale, che non serve a molto, ma che vorrebbe solo ricordarti che nel tuo essere mamma, c’è anche la mamma che è stata lei per te, ed è chiaro che avete fatto entrambe un buon lavoro! ❤

    Mi piace

    • Sul “buon lavoro” o meno sarà il caso di chiedere all’Aquilina tra qualche anno… 😉
      Quello che so è che da due anni a questa parte è come se “mi manchi un pezzo”… e temo che si stia ripercuotendo sia sul mio esser mamma che sui miei rapporti “con gli altri” in generale.

      Mi piace

  2. io sto zitta e ti abbraccio seppur virtualmente! queste cose sono talmente grandi e talmente personali che non riesco mai ad immaginare come dev’essere viverle… quindi, ripeto, sto zitta!

    Mi piace

    • Le volte in cui sono riuscita a “farmi una ragione” di una perdita è sempre stato quanto la persona cara veniva a mancare a causa di malattia dolorosa e/o lunga e logorante. Più difficile per le perdite “a ciel sereno”, quando proprio non te l’aspettavi (ad esempio per mia suocera).
      Il caso di mia madre sarebbe rientrato nella prima categoria (erano anni che non stava più tanto bene, e mesi che stava male davvero)… non fosse per il fatto che ho dei conti che per me sono rimasti in sospeso (nonostante tutti mi ripetano che non si poteva a fare altrimenti, ecc. ecc.)..
      E poi per il fatto che era mia mamma, ma questo manco è da dire…

      Mi piace

  3. Avrei mille cose da dire, ma non riesco a dirne nemmeno una, o forse non riesco a scriverle, in fondo ci ho messo ben 13 anni per riuscire a scrivere un post dedicato a mio padre, ma non credo sia per questo: è che proprio non ne sono in grado!
    L’unica cosa che sono in grado di fare è mandarti un abbraccio virtuale!

    Mi piace

    • Grazie!
      Non so se sia la stessa cosa che capita a me… è un po’ come quando rivedi qualcuno dopo un sacco di tempo, qualcuno di fidato e con cui magari avresti voglia di sfogarti/confidarti un po’. Ma quando arriva la fatidica domanda “Come va? Che mi racconti?”… ce ne sarebbe talmente tanta da dire che l’unica soluzione umanamente possibile è un “Si va, niente di che…”. E resti lì come un’idiota con i tuoi patemi, dubbi e storie…

      Mi piace

  4. Non ci sono tempi giusti per metabolizzare queste cose (superarle credo che forse non si riesce mai del tutto), così come non ci sono comportamenti “giusti” da tenere. Parlarne (scriverne) qui senz’ altro può farti bene, e chi ti legge da un po’ di tempo sa ascoltati (leggerti) e comprenderti, quindi scrivi tutto quello che ti passa per la testa senza filtri. Qui puoi. Quando l’Aquilina sarà cresciuta e pronta a sentire qualche storia sulla nonna, magari nei suoi occhi curiosi potrai trovare un senso nuovo a tutto questo. Per adesso ti lascio un abbraccio silenzioso, e mi spiace non poter fare altro.

    Mi piace

    • Grazie. 🙂
      Tempi “giusti” non credo nemmeno io… ognuno reagisce a modo suo e le variabili sono troppe. Credo che l’importante sia riuscire a non cristallizzarsi sulla perdita ma – anche “in qualche modo” – pian piano andare avanti, che sia perchè uno sta andando avanti davvero o che sia perchè… “fa diverso!”.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...