Esattamente tre lustri fa…

rose-rosseLa sera del nostro primo appuntamento (fa molto shojo manga, lo so) il (futuro) Consorte ha fatto l’errore di arrivare sotto casa mia in anticipo. Anzi, l’errore non è stato tanto arrivare in anticipo (che era la prima volta che girava in quella zona della mia città, doveva cercare la via e la casa e c’era un nebbione della consistenza del cemento), ma di suonare il campanello, in anticipo (se ne fosse stato buonino in auto fino alle 20, succedeva niente).

Io ero ancora in bagno a prepararmi… suona il campanello, arriva mia madre: “Cosa faccio?” “E cosa vuoi fare? Rispondi. Io qua ho ancora da fare… e poi è in anticipo lui!” “No, dico: devo farlo salire?”. Ops… “Ma va là… non mi pare il caso, la prima volta! Se poi è agitato quanto lo sono io… qua non c’arriva mica” (cioè: fareste conoscere la vostra famiglia al vostro possibile ragazzo la prima volta che uscite insieme?? A me pareva un tantino impegnativo…) “Oh, senti, è maleducazione lasciare uno fuori dalla porta!” “Mamma… ma se tanto hai già deciso… cacchio stai qua fuori dalla porta del bagno??? Va al citofono!”.

Ed è stato così che il Consorte, la prima volta che è venuto a casa mia, s’è ritrovato sul groppone un “Sì, ciao… dai, vieni su che non è ancora pronta!”. E sarebbe stato nulla. Se non fosse che pure mia madre era agitata (la sua unica figlioletta (*), al suo primo appuntamento con un ragazzo… ommioddio!!)… così ha invitato il Consorte a salire. Ma non gli ha aperto il portone.

Così (io sempre in bagno a lottare con una lente a contatto, diocristo!) il Consorte ha dovuto suonare di nuovo. E far presente all’incoraggiamento di mia madre “Sali, sali!” che “Signora… il portone è chiuso…” “Oddioooo… scusa scusa, ti apro subito!!”. E il portone si aprì. E basta. Perchè figurarsi se mia madre ha avuto in mente di dare un paio di istruzioni in più. Tipo far presente che il Consorte avrebbe dovuto accendersi la luce da solo, per attraversare l’androne del palazzo (da su si accendeva solo quella della nostra scala). O tipo spiegargli quale delle almeno 5 porte che davano su quel cortile era quella giusta. Macchè… Fortunatamente, il Consorte individuò nell’oscurità l’alone della luce della nostra scala (almeno quella mia madre s’era ricordata di accenderla, oltre a dare lo scrocco al portoncino interno… deo gratias)… e la raggiunse al buio, a tentoni.

Finita qui? Beh, no… è poi salito in casa. Gli è andata bene, da un lato, perchè mio padre in quel momento era a far due chiacchiere al bar con gli amici (metà dei possibili futuri suoceri, se l’era risparmiata). Gli è andata male, dall’altro canto, perchè il genitore latitante è stato prontamente sostituito da mia zia, che era ospite da noi per le festività natalizie. E figuratevi se mia zia si lasciava scappare l’occasione di vedere de visu chi stava per portare fuori a cena la sua unica nipotina (*). E figuratevi se si lasciava intralciare da una minuzia quale l’essersi appena distribuita in testa non so quale cavolo di lozione rinforzante per capelli.

Per farla breve: il Consorte è arrivato a casa mia. E s’è trovato davanti mia mamma. E la copia di mia mamma (mia madre e mia zia erano gemelle omozigote, per chi se lo fosse perso in altri post). La copia di mia mamma con i capelli sparati e elettrizzati sulla testa per la frizione con la lozione. Una sorta di Medusa, ma senza le testine dei serpenti, ecco.

Dopo c’è stata la cena, dopo c’è stata la rosa di origami, più dopo c’è stato un mutuo, un matrimonio, due gatte, una pupa (e tanto altro nel mezzo, ma che ve lo sto a scrivere….). Ma insomma: con premesse del genere, o non s’iniziava neppure… o s’arrivava a stasera a festeggiare 15 anni insieme, giusto? ♥

Per concludere, vi siete sorbiti tutta sta pappardella semplicemente per permettermi di augurare un

 ♥ Buon anniversario al Consorte ♥

(se e quando passerà di qui). E un grazie per esserci sempre stato in tutti questi anni, e soprattutto per essere ancora con me.

(*) Figlioletta e nipotina, all’epoca, stazzava quel metro e settanta per un’ottantina buona di chili. Sapevatelo.

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12 pensieri su “Esattamente tre lustri fa…

  1. mkio marito ed io ci siamo conosciuti studenti a pavia, dopo 3 mesi lo messo fisicamente all’angolo e ho chiesto la sua mano (è diventato verde penicillina) poi ha conosciuto i miei ma convivevamo già prima volta che è venuto a pranzo come fidanzato ufficiale ha detto a mio padre.- dottore, vorrei sposare sua figlia- e mio padrfe- dottore , peggio per lei, non si accettano reclami!-

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      • mio padre è sempre esilarante.pensa che il marito della mia collega di disegno è l’ingegnere che ha messo i pannelli (tiziana è architetto) da quando l’ha conosciuto 5 anni fa, quando per lavoro passa da queste parti non manca di passare a far quattro risate con lui come anti-stress ma erano così pure il mio bisnonno e il famoso zio nino fratello di mio nonno

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  2. Ecco…”esilarante” non è probabilmente l’aggettivo che avrei utilizzato… ma di certo è stata una serata hmm…SINGOLARE (ok,ok..mi autocensuro :-p)
    Shunrei….certo è che “il Consorte”© è davvero cocciuto e testardo..dubito ti libererai di lui tanto facilmente…ma dopotutto, da un TORO, ascendente TORO…e pure BUFALO nell’oroscopo Cinese, che ti aspettavi? ^_~

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  3. Credo anche io che questo sia il giusto “epilogo” (per modo di dire) ad un inizio come quello: insomma, altro non poteva se non finire qui, ora, insieme 🙂

    Grandissimi, davvero!
    Trovo che voi siate un grande esempio di una bella coppia che si ama genuinamente.

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    • Grazie. 🙂
      Intendiamoci, è mica sempre tutto da Mulino Bianco… soprattutto gli ultimi due anni ci han messi parecchio alla prova (prima s’allarga la famiglia, poi nel giro d’un mese si restringe di nuovo, a lavoro dal Consorte l’attività principale s’è spostata dalla metallurgia alla matematica [diciamo che c’è gente che sta dando i numeri e i suoi nervi iniziano a risentirne…], alcuni amici si fan uccel di bosco, le occasioni per “staccare” un po’ si son ridotte circa a 0… roba così), tensioni ce ne sono state e immagino – purtroppo – ce ne saranno ancora.
      Però appunto: siamo ancora qua… 😉

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