Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio…

… avere il monopolio dell’apri-porta sarebbe meglio ancora.

Bandabassotti

© Walt Disney

Stavolta volevo raccontarvi una cosa che m’è capitata ancora a dicembre. Così, giusto per avere anche il vostro parere e vedere qual è il mio livello di paranoia.

Il giovedì prima di Natale, intorno alla mezza, ero lì che cazzeggiavo un attimo davanti al PC con sulle ginocchia le lasagne appena tolte dal microonde, per mangiare un boccone prima di andare a recuperare l’Aquilina al nido e fare nel mentre quelle altre 16-17 cose. Suona il campanello. Eccheccazz… mollo le lasagne, vado al citofono. E vi riporto meglio che posso il dialogo che è seguito col mio interlocutore due piani più sotto (in viola, as usual, sono io; in arancione il tizio).

“Chi è?”

“Buongiorno, sono un incaricato della luce può aprirmi?”

“E per quale motivo?”

“Devo lasciare dei documenti importanti.”

“Guardi, lì di fianco a lei c’è la cassetta delle lettere. Può metterli lì.”

“No, ho bisogno che lei mi apra perchè non posso mettere i documenti nella cassetta, visto che contengono i vostri dati personali.”

“Non si preoccupi e li metta pure in buchetta”.

“Non posso, per disposizioni aziendali non posso lasciare i documenti nella cassetta ma devo farmi aprire per consegnarli perchè contengono i vostri dati personali!”.

“Guardi, nella cassetta delle lettere il postino lascia documenti di ogni genere, fiscali e addirittura anche medici [quando aspettavo l’Aquilina, ho ricevuto in questo modo il referto completo dell’amniocentesi, dal laboratorio modenese che ha fatto le analisi su incarico della mia ginecologa; inoltre, portando busta affrancata-indirizzata, si possono ricevere dalla ASL direttamente a casa per posta le analisi del sangue & co., N.d. Shunrei], contenenti dati personalissimi e sicuramente ancor più sensibili di quelli che sono in possesso dell'”azienda della luce”. Se va bene per quelli, anche lei può lasciare i suoi documenti in buchetta”.

“Ma sbigiduda Antani con scappellamento a destra, gli alieni, le cavallette e la supercazzola prematurata, e poi sappia che ho lasciato il gatto sul fuoco…”

“Senta, io non le apro. Veda lei, se vuol provare da qualcuno dei vicini faccia pure”.

Ebbene: i vicini (dio sa se quelli di sopra o di sotto da me) gli hanno aperto. =__=

No vabbè, allora rapinatemi.

A quel punto, recupero le lasagne ed esco in balcone (col senno di poi, potevo lasciar stare la pasta al forno e acchiappare piuttosto la fotocamera. Ma dai poi, che non sono un’aquila lo sapevo da mo’)… che devo dirvi, c’avevo la curiosità di vederlo, questo fantomatico “incaricato della luce” (e togliermi l’insano – ma in linea con il periodo natalizio – dubbio se tale “luce” aveva la minuscola o la maiuscola e, in tale secondo caso, se magari il tizio era corredato di alucce in piuma di cigno e aureola a led).

E quindi son lì, al gelo di dicembre, col felpone di pile e in mano una confezione di lasagne Coop per microonde e una forchetta… tipo avvoltoio sul ramo, solo che l’avvoltoio sarebbe stato infinitamente più elegante di me. Un tantino più macabro, giusto quello.

Dopo qualche minuto, sento aprirsi la porta in fondo ed esce il tizio. No, niente alucce e nessun alone strano sulla testa. Avrà avuto non più della mia età (anzi, probabilmente qualcosa in meno), distinto, ben vestito, cappottino scuro al ginocchio, pantaloni con la piega, cartellina di pelle marrone sotto braccio. Attraversa il cortile, esce in strada, si allontana. Ecco, diciamola tutta: in un confronto all’americana, mettendoci uno accanto all’altro, avrei avuto più possibilità io (conciata da casa com’ero e con il pranzo in mano) di beccarmi il ruolo di “sbandata” (“E’ lei la colpevole, la riconosco!! E’ quella che ha accoppato il signor Jones tirandogli le cucucche (*) per rubargli le lasagne!”  (*) Cucucche: come l’Aquilina chiama le costruzioni. Lego Duplo o di legno non importa).

Io rientro e dieci minuti dopo scendo, per andare a recuperare l’Aquilina. Che ve lo scrivo a fare? Ovviamente nessunissima traccia di questi fantomatici documenti in giro per le scale (quindi “dentro“, dove doveva assolutamente consegnarli il tizio).  E qui concedetemi un appunto: son documenti talmente personali da portarsi appresso il destino dell’umanità e non poter essere lasciati incustoditi nella cassetta delle lettere del destinatario… ma bensì da dover essere lasciati a vajoni per le scale di un condominio???? Cristo quanto devi aver fumato male, ragazzo mio. E io dovrei aver fumato altrettante porcherie per bermela, una boiata così.

Ovviamente, altrettanto deserta trovo la cassetta delle lettere (ma il postino è passato, da quella del mio vicino sbuca l’angolo francobollato di un probabile biglietto d’auguri). Il che non fa altro che confermare i miei sospetti che l'”incaricato della luce” non fosse incaricato nè dalla luce con la minuscola (quella che ci fa avere le bollette per l’elettricità) nè dalla Luce con la maiuscola (il Boss del Piano di Sopra ®) e soprattutto non avesse alcun importantissimo documento da consegnare.

Mi restan due dubbi. Il primo è cosa effettivamente abbia fatto quel tipo per le scale nei pochi minuti che è rimasto dentro. Il secondo è chi diamine dei miei vicini sia stato il genio che gli ha aperto (come se ultimamente se ne sentissero poche, di storie “strane”… e oltre tutto con quello che è capitato ai loro garage lo scorso ottobre)!!!

P.S. Non c’entra, ma ricollegandomi al post di giovedì, per la serie “ultime parole famose”… venerdì pomeriggio eravamo dalla pediatra con l’Aquilina piangente per otite. Sembra però che stavolta siamo riuscite a scamparcela senza antibiotico (difatti stamattina è tornata al nido).

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16 pensieri su “Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio…

  1. A parte che se devi lasciare dei documenti importanti ad una persona, forse citofoni direttamente a quella persona e non al primo campanello che ti capita sotto al naso, no?
    O nel caso di documenti relativi al condominio, credo sia l’amministratore a gestire queste faccende e quindi a dover essere contattato.

    Anche io penso sia un farlocco “incaricato della luce”, però non capisco cosa possa aver combinato nei pochi minuti che è rimasto dentro. Boooh. Forse sperava che la gente gli aprisse anche le porte di casa propria?

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    • Secondo me già il fatto che, dopo aver tritato le balle con la “confidenzialità” estrema dei documenti, abbia poi deciso di suonare anche altrove direi che conferma bene la bufala…

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  2. Girano un sacco di “incaricati” che sono sub-.sub-agenti di compagnie elettriche e gas che con questo sistema cercano di farti firmare un contratto luce o gas a tua insaputa o senza il tuo consenso. Mi è capitato, ero in casa e purtroppo qualcuno gli ha aperto, ma ero informata su questa “truffa” che con la scusa di “firmi per i dati della privacy” ti appioppava un contratto belle e buono. Mi ha suonato una ragazza con un ragazzo, ma io avevo il fermaporta e non li ho fatti entrare.

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      • Ne ho sentite parecchie di storie del genere, in cui qualcuno si ritrova un nuovo gestore di qualche utenza senza essersi reso conto di “aver chiesto” di cambiarlo.
        E immagino che io e te non siamo le sole ad aver sentito di queste truffe, tutt’altro… quindi mi chiedo: ma perchè diamine ci sono ancora dei polli che aprono porte e portoni manco fossero una concessionaria il giorno del lancio di una nuova auto????

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  3. …ne passano anche da me questi tizi simpaticissimi, però vengono presi a calci nel sedere. Senza chiedere conferme, anche perché quelli “veri” non passano porta a porta e raccomandano, appunto, di non aprire a nessuno. E un premio a chiunque abbia aperto… mannaggia…

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    • Quelli veri fanno come ha fatto la ditta del tizio che ha scampanellato oggi alle 14.30 facendomi pigliare un infarto (e tirare 2 madonne perchè l’Aquilina stava dormendo… fortuna che non s’è svegliata): a fine settimana scorsa abbiamo trovato in buchetta un volantino in cui la ditta in questione avvisava che nei giorni successivi sarebbe passato un loro incaricato, munito di tesserino di riconoscimento con foto, a presentare un sistema di rilevazione di fughe di gas (il volantino conteneva anche tutti i dati, riferimenti e contatti della ditta per chiedere informazioni e chiarimenti). Insomma, oggi al citofono ho capito subito con chi avevo a che fare, e (in caso fossimo stati interessati) avrei aperto con tranquillità.

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      • E, a proposito: devo convincere il Consorte a metterci in caccia di un campanello nuovo: sono ormai 10 anni che quello che abbiamo (e che deve essere quello “originale” degli anni ’60) mi fa saltare le coronarie… credo di aver dato abbastanza! 😀

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      • Scusami per la diffidenza, ma io non avrei aperto nemmeno a quello. Per un volantino come quello che dici (e anche per il tesserino) oggi basta avere un pc con stampante. Personalmente, posso raccontarti un caso: una volta mi si presentò (sul luogo di lavoro) un tizio che esibiva la lettera di presentazione del sindaco di un paesello vicino … ebbene, casualmente io in quel periodo ero vicesindaco proprio di quel paesello e, come avrai già capito (a parte il fatto che sapevo benissimo che da noi non c’era nessuna inziativa di quel genere), non corrispondeva ne’ il nome del sindaco ne’ la carta intestata del comune ….

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        • Vero anche questo, ma almeno con la storia del volantino (avendo qualche giorno di preavviso) volendo sarebbe stato possibile informarsi sia in rete che – eventualmente – presso le Forze dell’Ordine della genuinità della ditta o di altre truffe sotto lo stesso nome.
          Mica come è successo stamattina con tre (tre! Per proporre un’offerta dovrebbe bastare una persona, direi…) tizi “x” che han suonato per un’offerta gas-elettricità di Eni (e chi segue questo blog da un po’ e sa di quello che mi ha combinato proprio Eni negli anni scorsi – 13 post, c’ho scritto su! – può immaginare il tenore della mia risposta. Tra l’altro urlata urbi et orbi dal balcone, perchè sti tre geni han suonato il campanello e poi non si son nemmeno degnati di rispondere al citofono).

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  4. in compenso quando veramente diverei chessò firmare.. a meno che non si tratti dello storico postino vinicio amante e amato dai cani del quartiere, mi dicono.per cortesia NON APRA le faccio passare tutto dalle sbarre del cancello…

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  5. Sono esattamente incaricati farlocchi : http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/447_news/349646_lavoro_dufficiofinisce_a_farecontratti_in_strada/
    E io dopo aver brillantemente superato un colloquio civetta ho fatto una giornata “di prova” accanto ad una di queste personagge (esteticamente gradevole, e questo mi ha rallegrato la giornata 🙂 ) che si è giocata una carta che le ho inavvertitamente suggerito io. Quella, visto che eravamo ben vestiti, di spacciarsi per Mormone. Diffidare sempre e comunque, oramai quasi quasi non bisogna più fidarsi nemmeno di se stessi purtroppo

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    • Ne ero sicura…
      Evidentemente però questo genere di “commercio” in qualche modo pagherà… perchè se tutti facessero come faccio io (se ho bisogno di qualcosa, mi informo/faccio viva io, grazie!), avrebbero dovuto smetterlo già da un pezzo (come anche tutti i tentativi di vender qualcosa per telefono).

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