A caccia di idee

Idea button!Premessa: che ultimamente scrivere mi riesca un po’ più difficoltoso che tempo fa, lo avevo già accennato in questo post. All’inizio di gennaio, stavo gironzolando sul blog di WordPress (mi pare “di rimbalzo” dopo aver dato un’occhiata al report annuale, quello che ho linkato in fondo a quest’altro post), per farla breve mi son trovata a scaricare un PDF (in inglese, ma dai poi) intitolato”365-days-of-writing-prompts” (se mai qualcun altro fosse incuriosito come me, cliccando sul link può scaricarselo).

Siti che promettono di dare spunti ed idee per il proprio blog ce ne sono a bizzeffe, e non nascondo di averci fatto qualche giretto… ma non ci ho mai trovato nulla di utile. Iniziare una “rubrica settimanale”? Ma ce la vedete una roba del genere in questo postaccio? Io proprio no. “Lanciare un sondaggio chiedendo ai propri lettori cosa vorrebbero leggere da voi”. Ma siamo deficienti? Già dovrei solo ringraziare se qualche malcapitato decide di leggermi… dovrei pure rompergli le balle chiedendogli di fare parte del mio lavoro? “Spiegate come risolvere un determinato problema”. Ecco, per lo più io dovrei scrivere post al contrario, chiedendo suggerimenti per sbrogliar qualche rogna… Oppure, geniale: “Scrivere una lista come questa (= di idee per post)”. Ma mi stai a pijà per il chiurlo???

Anche gironzolare sui siti dei quotidiani cercando notizie interessanti o curiose porta a poco. Di norma la mia attenzione viene attirata dall’ennesima porcata combinata in Parlamento (solo per dirne una: sinceramente, io di tutto il polverone che hanno e stanno alzando riguardo IMU, TARES e compagnia bella ne ho strapieni i coglioni. Non si possono fare robe del genere con una materia, quella fiscale, che dovrebbe invece essere il più chiara e determinata possibile. Fissata una minchia di aliquota, fissate un cappero di calcolo, fissata una dannatissima scadenza – e che sia quella, porca paletta: le proroghe ficcatevele in quel posto. Se volete far pagare la gente “più tardi”, fatelo direttamente –  e AMEN. Avendo tutti i dati certi sottomano il contribuente in qualche modo si organizza. Così diventa solo deficiente e incazzoso), o dagli ennesimi dati sull’occupazione (strano che ne rilevino ancora, ormai la maggior parte della gente è [dis]occupata a far altro che riuscire a lavorare), o… ci siamo capiti. Attacco a rodermi un po’ il fegato o ciò che ne rimane, e c’è ben poco che mi faccia venir voglia di scrivere un post.

Il PDF in questione, invece, ha meritato un’occhiatina in più. Ovvio che non tutti i 365 “spunti” sono adatti a me, o a questo blog. Però diversi hanno avuto il pregio di mettere in moto quegli sfaticati dei miei tre neuroni.

Perchè ho scritto questo post? Beh, un po’ per onestà e fare un “mea culpa”: quello che troverete qui (probabilmente in modo più discontinuo rispetto a quanto è stato finora) sarà sempre farina del mio sacco… ma capiterà che il “lievito” io sia andata a pescarlo altrove (e che sia quindi uno di quei 365 “writing prompts”). Un altro po’ perchè ho pensato che se quel file può dare una mano a me… magari può essere d’aiuto anche a qualcun altro. 🙂

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9 pensieri su “A caccia di idee

  1. magari ci farò un post come corollario al mio solito “ormai sono tutt* cakedesigner, graficdesigner, fooddesigner, opinionblogger, fashionist, makeupguru, lit-/cine-blogger/tuber, ecc.”. dico io, ma un blog dev’essere per forza sempre accattivante e super geniale? non può essere semplicemnte un blog? un diario?

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    • Secondo me dipende dal tipo di blog…
      Se hai un filo conduttore tematico e lo segui lo schema si fa più rigido, ma in un certo senso è più facile trovare spunti. E ha anche più senso che ci siano “rubriche” periodiche o roba simile.
      Se invece si è più vicini al “diario” vero e proprio, penso sia normale che il livello dei post non sia sempre lo stesso (tanto più se non hai niente da insegnare o mostrare agli altri): tende di più a rispecchiare l’andamento della vita del blogger (non è sempre festa).

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        • Premetto che non vorrei aver travisato il tuo commento, correggimi il tiro se sono fuori strada.
          Secondo me non esiste modo di accontentare tutti!
          Perchè per ogni lettore che resta deluso da un post “sotto tono” c’è sicuramente qualcun altro che preferisce tale post al “niente di nuovo da secoli” che deriverebbe da “Se non ho niente di buono da scrivere… ca77o scrivo a fare?”.
          Ti dirò… forse da un certo punto di vista preferisco le critiche all’assenza di commenti. Almeno ti danno qualcosa su cui lavorare: lo zero assoluto ti lascia lì a mezzo a chiederti dove hai cannato…

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  2. Suggerimenti per i post mi sa un po’ tipo tenere un diario sotto dettatura: la cosa più innaturale che ci sia. Io sono discontinua al 100% ma nun me ne po…de meno, Quando ho qualcosa che penso vada bene scrivere lo facci sennò pazienza, E ringrazio tutti quelli che passano a leggere compreso Lei gentile Signora. Piccolo inciso sulle tasse italiane; a tutte le cose sacrosante che hai detto vorrei anche decisioni non retroattive come cercano di fare ogni tre per due, vedi come per i bonus energia che già sono decennal e poi hanno cercato d irimangiarseli
    Elisa

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    • Qui hai centrato un punto: quello che non riesco a masticare io dei “suggerimenti” è il fatto che mi ricordano troppo il vecchio temino di scuola. E finchè toccava farlo perchè appunto eri a scuola, ok… Ma senza lo spettro dell’insufficienza, autocostringersi a una roba del genere piace poco anche a me.
      Motivo per cui, se non c’è qualche spunto che riesco in qualche modo a sentire mio (qualcosa che fa accendere la lampadina del “… che idiota a non averci pensato prima!”)… resta lì dove si trova.

      P.S. Quella della retroattività è un’altra abitudine disgustosa. Volevi/non volevi farmi pagare/detrarre la tal cosa? Bene, ciccio: ci pensavi PRIMA. Una mia ex collega aveva installato i pannelli solari nella casa appena acquistata (con mutuo!) proprio facendo i calcoli sulle detrazioni per il risparmio energetico: con quelle potevano starci, senza quelle era una spesa che non avrebbe potuto affrontare in quel momento.. Quando è venuta fuori sta cazzata che volevano rimangiarseli, puoi immaginare come stava.

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