Sperem

dita-incrociateSabato mattina abbiamo consegnato in segreteria il modulo per l’iscrizione dell’Aquilina alla scuola per l’infanzia (la materna, per le cariatidi come me che non riescono ad abituarsi alle nuove denominazioni).

Emozionata? No. In ansia? Sì. Ma non per il motivo che potete pensare. Non è la “mamma chioccia” che esce allo scoperto e cinguetta piangendo “Ommioddio, la mia piccolina sta crescendo… bwhaaaaaaaaa”. E’ semmai la “mamma iena” incarognita dura a forza di tirar cancheri contro punteggi, graduatorie e posti disponibili inferiori alla richiesta.

Insomma, punto è che con il sistema di graduatorie del mio comune noi ci ritroviamo solo con i 30 punticini base (residenti nella zona di stradario di competenza). Meglio dello zero assoluto che se uno avesse voluto iscriverla fuori zona, ma (visto che fuori zona credo non ci provi nessuno… perchè tentare, quando sai già di andare incontro al fallimento?) peggio di qualsiasi altra situazione.

Questo un po’ perchè nessuno in famiglia per fortuna ha a che fare con la L.104 (handicap e invalidità… e grazie al cielo, figuriamoci).

Poi la pupa non ha stuoli di fratelli maggiori/minori che le regalino punti.

Inoltre, io e/o il Consorte non siamo deceduti e, per sfiga ulteriore, andiam pure d’accordo: quindi niente vedovanze, divorzi, separazioni. Una noiosissima famiglia tipo Mulino Bianco.

Ciliegina sulla torta: per gli standard di graduatoria io sono a casa a grattarmela tutto il giorno, quindi per tutelare il lavoro a chi ce l’ha… vediamo di far sì che chi è rimasto a casa non possa più trovarselo. Insomma, se lavorano entrambi i genitori si ha diritto a dei punti. Se uno dei due è a casa (foss’anche solo temporaneamente al momento dell’iscrizione: successo ad una della mamme presenti. Ha iscritto il primo figlio che era disoccupata e ora le tocca iscrivere anche il secondo da disoccupata, visto che il lavoro che nel mentre era riuscita a trovare lo ha perso a dicembre), ciccia. Se entrambi i genitori sono disoccupati, ciccia uguale (questo per dire a che livello di assurdità si riesce ad arrivare). Vero, entrambi (o uno) in quel momento sono a casa per badare al pupo. Ma magari non avrebbero in programma di starci per tre anni.

Oltre tutto, a meno che entrambi i genitori lavorino, nei moduli non c’è nemmeno modo di mettere “dove” lavora il genitore lavoratore (il luogo viene richiesto solo nella sezione per i punteggi), quindi il fatto che il Consorte sia lontano da casa dalla mattina alla sera con l’unica auto di casa non frega niente a nessuno (questo nel caso in cui, mancando i posti nell’asilo vicino a casa, saltellando fino al primo comunale con posti disponibili si vada a finire presi in uno degli altri asili, magari nelle frazioni di campagna… senza mezzi pubblici, diventa divertente). Aggiungiamo il numero risicato di posti disponibili (quest’anno è anche l’anno che invece di tre sezioni ne partono solo due… l’asilo ne ha 8 in tutto, 3-3-2 appunto), l’impressione è che sia un terno al lotto se me la prendono. Anzi no: un terno al lotto è più probabile.

So benissimo che i casi sono tanti e che è umanamente impossibile considerarli tutti e riuscire a paragonarli senza metter dei paletti, possibilmente pochi e netti. Solo che alcuni criteri finiscono per dare dei “colpi d’accetta” troppo secchi. Che poi, volendo, la colpa non è nemmeno di graduatorie e selezioni: la scuola materna è importante, prepara a quello che è il percorso scolastico successivo. In un paese civile dovrebbero essere garantiti i posti per tutti i bambini che ne fanno richiesta, indipendentemente dal fatto che sia un “grado di scuola” non obbligatorio (e che probabilmente fa anche comodo mantenere tale).

Metteteci pure che io son pessimista di base, ma sinceramente sono molto scoraggiata. E, visto che faccio parte della bistrattata ed inutile categoria “famiglia monoreddito e monofiglio”, vedo poche ragioni per tirarmi su di morale (anche il fatto che la mamma di un bimbo che frequenta il baby parking con l’Aquilina e che si iscriverà alla stessa materna mi abbia chiesto di indicarci a vicenda per vedere se possono esser messi nella stessa sezione e continuare a stare insieme, ha preso un sapore agrodolce: sarebbe bello per la pupa conservare almeno un amichetto… ma bisogna prima che riesca ad andare a scuola!). 😦

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11 pensieri su “Sperem

  1. Ma anche una volta era così difficile iscrivere i bambini alla scuola materna? Non ricordo che i miei genitori si siano mai lamentati di questo nè per me nè per mio fratello (almeno non li ho sentiti lamentarsi da che ne ho memoria, prima non so xD)

    Boh, anche io trovo inconcepibile tutta questa difficoltà nel trovare posti per mandare a scuola i bambini, dovrebbe invece essere una cosa scontata a naturale.
    Invece addirittura quest’anno parte una sezione in meno? Io capisco che probabilmente manchino i soldi per stipendiare altro personale ma è proprio questa la follia!

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    • Mancano i soldi e stop: non è che quest’anno parte una sezione in meno perchè non hanno soldi per insegnanti “in più”, diciamo che “ogni tre anni” di regola c’è una sezione in meno (le sezioni sono proprio 8 regolarmente… 3-3-2). Noi siamo i soliti fortunatissssssssimi (con 28 posti disponibili in meno dell’anno scorso e 28 in meno del prossimo).
      Dico solo che io però le tasse le pago, mi piacerebbe giusto (almeno ogni tanto) avere qualche servizio indietro quando uno ha bisogno.
      Non mi pare di chiedere la luna chiedendo che accedere alla scuola materna comunale possa essere un diritto per tutti e NON un PRIVILEGIO per pochi. Vorrei che il Comune si sbattesse per far sì che tutte le richieste siano esaudite, tutto qua.

      E comunque sembra anche a me che tempo fa non ci fossero tutte ste fregnacce. Il che dà da riflettere, visto che tempo fa c’eran pure più nascite…

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  2. Noi abbiamo fatto domanda al parrocchiale che sta qui al Paesello… Ora, noi non abbiamo cambiato residenza, tanto per stare tranquilli che, in qualità di cittadini aquilani, ci ricostruiscano la casa senza cercare escamotages… Chiaramente la precedenza ce l’hanno i residenti, quindi aspetto con ansia che mi facciano sapere qualcosa!

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    • Ho idea che in questo periodo di famiglie con le dita incrociate ce ne siano in giro parecchie…
      Però, ripeto: ci sono diverse realtà che fanno un po’ schifo, per il fatto che i soldi pubblici vengano dirottati altrove invece che dove ci sarebbe bisogno per aiutare le famiglie.
      Ah, e mica solo riguardo alle scuole materne: hai sollevato un’altra questione “simpatica”… la ricostruzione dopo il terremoto a L’Aquila. Cui si deve aggiungere il terremoto in Emilia che ha pure avuto il corredo degli allagamenti nelle ultime settimane. Cui ci si deve aggiungere di sicuro qualcos’altro, che al momento però mi sfugge.
      Però per le puttanate i fondi ci sono sempre, eh?

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      • Tra l’altro ciò mi fa sorgere una domanda spontanea: ma tutti i soldi che erano stati raccolti con le donazioni ed i famosi sms? Che fine hanno fatto?
        Magari è una domanda da ingenua, non essendo fisicamente là e non sapendo se e quanto qualcosa si è mosso, però viene da chiedersele certe cose.

        Come dici tu, i fondi per le minchiate ci sono sempre, ma per le cose serie si trova sempre qualche scusa. Vabè.

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        • Vuoi la verità? A me le donazioni per SMS convincono poco… Quanto effettivamente di quell’Euro che mi levano dal credito va a finire ai terremotati/alluvionati? E il resto, chi lo intasca?
          Magari sbaglio, eh. Però in sto paese fidarsi è bene, non fidarsi è molto meglio.
          E ancora meglio sarebbe riuscire a far avere gli aiuti direttamente a qualcuno sul posto.

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  3. Genitore o non genitore il Comune prende i soldi delle tasse di tutti i cittadini, anche da chi figli non ne ha, e dovrebbe garantire i servizi, asilo compreso, Poi dovremmo essere in calo delle nascite e quindi meno bimbi da sistemare nelle scuole o sbaglio?

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    • Esatto: noi le tasse le abbiamo pagate, le stiamo pagando e le pagheremo… come le han sempre pagate pure i miei (mio padre risiede qua ormai da 78 anni, precisi precisi domani che è il suo compleanno), pur avendo mandato me ad una scuola materna paritaria (e quindi, all’epoca, non avendo “intaccato” le risorse del Comune). Come le sta pagando un sacco di gente che non ha figli o non chiede contributi o – tagliamo corto – se la cava per i fatti suoi.
      A chiedere che ci sia UN posto per mia figlia (intendendo: per tutti i bambini che ne fanno richiesta) alla materna comunale non mi sembra di essere esosa.

      E riguardo al calo delle nascite, è un pensiero che ho avuto pure io, anche prima del commento di Mika riguardo al fatto che “quando eravamo piccole noi” (faccio di tutta l’erba un fascio anche se so che tra di noi ci sono svariati anni di differenza… non secoli, però) tutte ste pippe non esistessero… peccato che da allora le nascite sian solo calate.
      Vero che nel frattempo ci sono stati dei cambiamenti per via dell’aumento di immigrati (e relativa prole), ma comunque un po’ di puzza di bruciato si fa fatica a non sentirla.
      A ragionarci su e pensare quanti soldi son stati sottratti all’istruzione e alla scuola per ritrovarci in situazioni simili, dovrebbe venire la pelle d’oca a chiunque abbia un minimo di buon senso.

      P.S. Ovviamente grazie! 🙂

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