Una guerra, due nonni (cit. Elisa di SportelloUtenti)

Non annuncio niente di sorprendente scrivendo che quest’anno ricorre il centenario dell’inizio della 1^ Guerra Mondiale. Vero che per l’Italia l’entrata in guerra è stata l’anno successivo, il 24 maggio 1915, ma le celebrazioni sono giustamente già iniziate, in svariati modi.

La prima “celebrazione” che mi ha toccata direttamente è stata l’iniziativa di Famiglia Cristiana (come potete anche vedere dagli ultimi miei aggiornamenti di Goodreads, qua a destra) di far uscire una collana di 10 romanzi a tema abbinati al settimanale… mio papà Famiglia Cristiana lo compra sistematicamente dai tempi dei tempi, in più anche lui è abbastanza appassionato di quel periodo storico (insomma: oltre a segnalargli la pubblicità sul settimanale, non ho dovuto insistere granchè per convincerlo a fare la collezione! 😉 ). Occasione ghiottissima per qualche lettura che mi mancava: incredibilmente, dei 10 titoli della collana, non ne avevo finora letto praticamente nessuno (ho un dubbio su uno di quelli che devono ancora uscire… ma se pure l’ho letto, non esagero dicendo che sarà stato 15 o più anni fa).

La seconda è stata questo post di Elisa sul suo blog SportelloUtenti… e mi scuso con lei se ho biecamente copiato/citato pari pari il suo titolo, ma in effetti non sono riuscita a trovare niente che potesse descrivere meglio di così anche il mio post: perchè, come è capitato a lei, anche io sono nipote di due nonni che hanno partecipato direttamente a quel conflitto.

Sono molto legata a quel periodo storico: la 1^ Guerra Mondiale è stato l’argomento di storia che ho portato all’esame di 5^ elementare (quando ancora si faceva l’esame in 5^ elementare)… e il motivo di questa scelta è stato appunto che ha coinvolto anche entrambi i miei nonni. Entrambi i due nonni che io non ho mai conosciuto, se non tramite i racconti di mia madre e di mio padre (per quanto potesse saperne lui, visto che è rimasto orfano di padre a soli tre anni), visto che sono morti tutti e due molto prima che io nascessi. Forse è stato proprio per questo che, al momento di scegliere l’argomento d’esame, ho finito col privilegiare la 1^ Guerra Mondiale rispetto alla 2^ (che pure aveva visto coinvolti entrambi i miei genitori e le loro famiglie).

Al momento invece di decidere la facoltà universitaria “alternativa” a quella Scienze della Comunicazione che era stata la mia prima scelta (ma il test d’ammissione per il numero chiuso decise diversamente…), sono poi stati quegli stessi ricordi ad avere un peso determinante… insieme ad una provvidenziale quando fortuita (i miei genitori non se la sentivano di prendere la bidonvia per salire sulla Marmolada col resto del gruppo, e pure a me toccò restare a terra con loro) visita al Museo che si trova al Passo Fedaia, ai piedi della Marmolada. Roba da “Ma come diamine ho fatto a non pensarci prima,a Storia Contemporanea?!?”.

Quando ero piccola i racconti sui nonni che non c’erano più mi avevano sempre affascinata (le foto erano poche, filmati manco a parlarne!, non avevo molti altri modi per cercare di conoscerli). Ovvio fare anche un po’ di casino, da piccoli… ricordo un compito svolto in 2^ elementare, bisognava descrivere la propria famiglia: la solita roba “Il mio papà si chiama…, ha… anni, ha gli occhi… ,  e i capelli…, di mestiere fa il …”. Roba così. Mia nonna paterna, scomparsa da un paio d’anni abbondanti, la liquidai con un “La mia nonna materna si chiamava Colomba, è morta di malattia a 85 anni quando io avevo 4 anni”, ai nonni invece… appioppai ad entrambi un “è morto in guerra”. Che non era vero (beh, non direttamente… diciamo che entrambi hanno avuto la salute molto compromessa dalle condizioni di vita in tempo di guerra, il nonno paterno proprio durante la 1^ Guerra Mondiale, il nonno materno invece durante la 2^). Ma dà un’idea di quanto quei racconti mi avessero colpita.

02 - Nonno Pietro 23 anniIl mio nonno paterno, Pietro, era classe 1890. Si era già sciroppato anche la guerra di Libia del 1911, quando fu spedito in prima linea nella 1^ Guerra Mondiale. Fu fatto prigioniero durante la ritirata di Caporetto (ancora adesso ammetto che mi vengono i brividi, quando la sento nominare…). Fortuna in un certo senso perchè nonostante tutto portò a casa la pelle, sfortuna perchè, a detta di mio padre, è con ogni probabilità stato a causa dei postumi della prigionia in Jugoslavia che è poi finito col morire nel 1939, quando mio padre aveva solo 3 anni.

08 - Francesco

Nonno Francesco, inizio 1917. “Nonno” si fa per dire, che in questa foto aveva sì e no 16 anni…

 Il mio nonno materno, Francesco, invece era classe 1901. Non era di leva (tant’è che mi pare che gli ultimi arruolati furono i celebri “ragazzi del ’99”) e in effetti non combattè nel vero senso del termine, ma si arruolò comunque volontario a 15 anni per aiutare a scavare le trincee e tirar su qualche soldo da mandare alla famiglia.

La cosa particolare è che mentre del mio nonno materno esistono ben sei fotografie di quel periodo, compresa questa che ho pubblicato qui a destra in questo post (e che è l’unica in cui è ritratto da solo, le altre sono tutte di gruppo), non ne esiste invece nessuna che ritragga il mio nonno paterno in uniforme, nè relativamente alla guerra di Libia, nè scattata in occasione della 1^ G.M. (tant’è che l’unica “del periodo” che ho trovato è “in borghese” ed è del 1913, come si legge dall’annotazione). Vero anche che del mio nonno paterno esistono pochissime foto in generale (quella di questo post è anzi l’unica che lo ritrae “da giovane”… per quanto non sia certo morto “vecchio”).

Tra l’altro, facendo un passo indietro ad inizio post e tornando al “24 maggio 1915”, devo ringraziare mia madre e il suo avermi voluto insegnare le canzoni che suo papà aveva portato a casa dalla guerra. Perchè è stato merito de “La canzone del Piave” se durante un’interrogazione in 5^ elementare mi son ricordata quella data alla domanda della maestra “… e quando invece è entrata in guerra l’Italia?”. Ammetto che lì per lì la parte del libro che ne parlava non mi era proprio venuta in mente… poi un flash musicale: “… ♪♫ Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio – dei primi fanti il 24 maggio…♪♫”“aspe’… ma se lo dice la canzone, sarà poi una data importante..!”. Hey, a scuola come nella vita spesso ci vuole anche la fortuna con la “C” maiuscola… e anche sapersi arrangiare con quel che si ha sottomano e in maniere non sempre convenzionali… 😛

P.S. Segnalo anche questo link che mi ha passato sempre Elisa, dove si trova un sacco di materiale interessante sulla Grande Guerra.

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5 pensieri su “Una guerra, due nonni (cit. Elisa di SportelloUtenti)

  1. Grazie per la citazione, 🙂
    Anche il mio nonno paterno, quello che ha tramato per far fuori il suo capitano tanto per intenderci, si chiamava Pietro. e di lui in divisa non ho foto, visto quanto ha amato quel periodo. Del nonno materno, Alberto, di foto in divisa ne ho di più, un po’ perchè si tratta di autoscatti visto che era un discreto fotografo dilettante e un po’ perchè lui ha fatto una “guerra” più tranquilla, nelle retrovie, come sottoufficiale di raccordo tra il fronte e i comandi centrali.
    E si, spesso la vita è questione di C.
    Atlra cosa in comune: anche io portati la prima guerra mondiale all’esame di V elementare e avevo imparato a memoria un tot di canzoni di guerra come il Piave, la Tradotta e Signore delle Cime. Quest’ultima, che comunque è una canzone di molto posteriore, quando la sento cantare mi fa ancora adesso scendere la lacrimuccia.
    Smack
    ELisa

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    • La citazione era il minimo! 🙂
      Mi hai fatto tornare in mente tanti ricordi, anche piccole cose… e anche rimpianti: per quanto io sia sempre stata piuttosto attenta quando mia madre (o anche altri parenti, se ne avevano voglia… forse ero una bambina strana: mi piaceva stare a sentire i discorsi dei grandi, quando capitava qualche riunione di famiglia) raccontava, mi sono resa conto che non so se sarò in grado di renderli allo stesso modo all’Aquilina (sempre se lei avrà la mia stessa curiosità di sapere): già un mucchio di particolari si confondono o si sono appannati.
      Cavoli che peccato… 😦

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      • Anche a me piaceva ascoltare la nonna e i nonni e le loro storie.
        Dovrei scriverle tutte. Comunque mia mamma mi ha battutta nel tempo e ha scritto un diario con tutte le vicissitudini di famiglia dai bisnonni in poi.
        Devo farmelo dare
        ELisa

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        • Grandiosa, tua mamma!! 🙂
          A me è capitato sotto mano la copia di un quaderno-diario che la sorella della nonna del Consorte ha scritto nel corso di diversi anni (quando andava in vacanza al mare) e indirizzato alla sua nipotina, in cui ha annotato gli avvenimenti salienti della sua vita (e quindi, in parte, anche di quella della nonna del Consorte). Non si trattava della mia famiglia, ma poterlo leggere è stata un’esperienza bellissima.

          Purtroppo qua io sono la prima “grafomane” della famiglia… L’unica cosa che sto tentando di fare è annotare man mano gli avvenimenti “importanti” dell’Aquilina su un’agenda (ormai sono alla quarta). E ammetto che il motivo principale, a parte lasciarle qualche ricordo dei suoi primi anni, è darle una “base” da cui partire se prima o poi avrà figli pure lei… io mi sono trovata totalmente spiazzata e “persa”, non avendo nessuno cui chiedere (le nonne purtroppo non ci sono). L’illusione è che magari non capiti la stessa cosa a lei, che io ci sia ancora o meno.

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