Partenza in 1^ (sezione B)

OLYMPUS DIGITAL CAMERA E’ passata una settimana da quando l’Aquilina ha iniziato l’avventura della scuola per l’infanzia, anche se finora in classe ci ha passato soltanto 9 ore (stamattina compresa). Presto per fare bilanci e sputare giudizi, ma diciamo che un’idea ho iniziato a farmela già dal terzo giorno.

Mettiamola così: se continuiamo di sto passo (e non è detto: la crisi di “coccolite” che mi dimostra che anche lei è umana potrebbe comunque capitare un giorno qualsiasi), d’ora in poi chiamatemi pure “L’inutile Orpello” o anche “Ambrogio datti una mossa con quella bici, che faccio tardi all’asilo!”.

Terzo giorno d’inserimento dell’Aquilina alla materna, dicevamo, e potrei riassumere il nostro distacco al suo arrivo in classe con la seguente frase: m’ha cagata solo perchè le servivo per levare la giacca. S’è fermata ed è tornata da me giusto il tempo di strattonarsi il giubbotto e ordinarmi “Mamma, togliere!!”.

Appunto mentale per la sottoscritta: darle il bacio di saluto prima di sbottonarle la giacca. Se no mi riduco a sbaciucchiare l’aria reggendo in mano un giubbottino jeans…

Stesso giorno, al momento di riportarla a casa. Tra le altre cose (positive, phew… almeno per ora) che m’ha detto la maestra, vi riporto questa: “… poi le ho chiesto <<Se ti scappa la pipì me lo dici, va bene?>> e lei <<No!>>.

Che dite, apprezzo la coerenza della pupa o mi dispero per la sua testardaggine senza speranza? La maestra ha detto tranquilla che caratteri come il suo sono una cosa positiva. Ecco… io sono quasi tre anni che ho a che fare con “caratteri come il suo” (anzi, col suo proprio). E di aggettivi da snocciolare ne avrei taaaaaaanti. Ma nessuno di questi è “positivo“. E nemmeno un suo sinonimo…

Chiudo con una divagazione su un altro “inserimento”.

Premetto, mi pare di averlo già scritto, che l’Aquilina ha ottenuto questo suo soprannome “bloggesco” anche in virtù della sua capacità polmonare: già due giorni dopo averla portata a casa dall’ospedale, dire che “strilla come un’aquila…” era descrivere i suoi pianti ed urla in maniera alquanto edulcorata e riduttiva. Dico davvero: quando ci si mette, sento letteralmente i timpani che mi vibrano all’interno dell’orecchio, roba che due ore di concerto degli Aerosmith ti paiono la ninna nanna di Brahms suonata col carillon.

Strilla così tanto che la pediatra è arrivata a chiederci “Mi chiedo come fate a starle vicino quando piange così…” (eh, signora mia… qualsiasi altra ipotesi è considerata reato dal codice penale, quindi per forza vicino, le stiamo!). La pediatra. Una che ne avrà sentiti pochi di bambini piangere, giusto (tra l’altro ne ha tre suoi)?

Comunque. Settimana scorsa la mia amica D., che insegna alla scuola dell’infanzia a R****, qua vicino, e che quest’anno ha una nuova classe di bimbi dell’età dell’Aquilina mi scrive su Feissbuk che se può consolarmi ha in sezione un bambino che urla molto, ma molto più dell’Aquilina… e che quindi se di mattina mi sento fischiare le orecchie, è lei che mi sta pensando.

“…un bambino che urla molto, ma molto più dell’Aquilina?? No, ma vi rendete conto di che significa?

Adesso bisogna solo sperare tutti che lui e l’Aquilina non si incontrino mai…Ma soprattutto che non gli venga in mente di mettersi insieme e procreare (ma non poteva essere un’altra bambina?!?). Perchè ne va del futuro dei timpani dell’intera umanità se i geni di quei due si mischiano, non scherzo.

Ho già avvisato D. : se tra tot anni mi sentirò dire dall’Aquilina la frase “Mamma, questo è il mio moroso, è di R****” io semplicemente la contatterò e le chiederò un nome… E se dopo un po’ su questo blog comparirà un post che vi inviterà a procurarvi entro 8-9 mesi dei buoni tappi per le orecchie, voi fidatevi e fatelo. Non importa da dove mi starete leggendo, voi fatelo. Poi mi ringrazierete…

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11 pensieri su “Partenza in 1^ (sezione B)

    • Oddio… io credo che sia attorno al metro, ormai… però riuscire a misurarla è “mission impossible”. Scrivo circa un metro perchè i pantaloni per i 3 anni “98 cm” le vanno giusti di misura, almeno in lunghezza (in larghezza, se ne perde la metà per la strada…).

      L’ultimo dato “ufficiale” è la misurazione della pediatra che risale ormai a novembre dell’anno scorso: allora era 93 cm. Da lì non c’è più stato verso di metterla in piedi ferma quel tanto da riuscire a usare un metro e ottenere risultati attendibili… per dire, a luglio di quest’anno ha provato a misurarla la mia amica D. ed è venuto fuori un 92 cm (voglio dire… in 7 mesi non può aver PERSO un centimetro!!!).

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  1. Uuuh ma che signorina! ^-^
    Comunque dai, meglio che vada volentieri piuttosto che faccia scenate ogni mattina perchè non vuole andare a scuola. Almeno vuol dire che si trova bene 🙂

    PS: al tuo segnale, saprò che dovrò comprare i tappi per le orecchie xD

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    • Sicuramente sì! Anche perchè per andare a scuola rognando avrà tempo tra qualche anno (se possibile, magari non prima delle superiori…)…
      Per ora segnalo anche il suo alto livello di autostima (a parte l’altra sera, che guardando una sua foto se ne è uscita con un convinto “Bimba bella!”, che m’ha fatta cappottare dal ridere per 10 minuti… 😀 ): se quando la vado a prendere le chiedo se è stata brava, la risposta è invariabilmente “Sì”.
      Per fortuna finora questa versione mi viene poi confermata anche dalle maestre…

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  2. ‘Sti bambini sono tutti autoritari: settimana scorsa sono stato un paio di giorni da mia sorella e mia nipote una sera ha detto al padre “papà, prendimi IMMEDIATAMENTE quella cosa” 🙂 comunque l’Aquilina da quello che ho capito è spirito di contraddizione, quindi magari se speri che arrivi con un moroso che fa casino te ne becchi uno quasi silenzioso 🙂

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    • Tra le cose che mi sono sentita dire da quel tappo di neanche tre anni, ce n’è una fresca di nemmeno un’ora fa…
      La mattina, dopo averla vestita, le chiedevo se mi dava una mano a portare in bagno il pigiama “incidentato”, le volte che capita che si sporchi (oppure se è semplicemente da lavare perchè ha completato il servizio). Lei pigliava su (tutto! Guai che provassi a prender su qualcosa io) e portava la roba nel cesto o in lavatrice, a seconda.
      Stamattina se n’è uscita con un: “No.” aggiungendo “E’ lavoro da mamma”.
      Andiamo bene! 😀 😀 😀

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  3. Sempre ricordarsi che quelle bambine tutte “mammina cara” “tieni mamma il mio giubbino” “ti penserò tanto”, esistono solo nei film di una volta, le pubblicità dei biscotti e nelle voci finte delle bambole che mi regalava mia nonna da piccola (e che io il secondo giorno avevo già devastato) 🙂
    E poi, fosse così l’avresti già portata dallo psichiatra per bambini 🙂
    Elisa

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    • Ma infatti preferisco 100.000 volte così! 😉
      Preferisco che abbia preso bene la nuova scuola, che sia impaziente di andarci al punto di trascurare i saluti “con tutti i crismi”, mi va benissimo anche che lì assaggi cose che io finora non sono riuscita a farle sentire… mi importa che lei stia bene e faccia progressi, alla fine dei conti non me ne frega più di tanto (nel senso che non ci sto certo male!) se sceglie di farli con le maestre piuttosto che con me.

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  4. cara io ho 64 anni… di professoine insegno di quando in quando parlo a dei congressi… e non ho bisogno del microfono (manco nell’aula dei 400 dell’università) chiedi a Patt e Michele…. quindi all’aquilina si prospetta un radioso futuro anche in caso di piena crisi energetica e di ritorno ai segnali di fumo e ai piccioni

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  5. Pingback: Partenza in 1^ classe | Gite Mentali

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