Dubbi

Probabile che non se ne sia accorto nessuno, che manco da questo postaccio da ormai una quindicina di giorni… in effetti credo, in quattro anni (il quarto compleanno del blog in effetti stato ieri… e ammetto di averci dovuto fare i conti, perchè ero convinta fosse il terzo!), di non aver mai abbandonato il blog per così “tanto” (che tantissimo poi non è…) se non in estate e soprattutto non senza avvisare che per un po’ non vi avrei scassato le balle.

Vabbè… fatto sta che in effetti in questo periodo un po’ la voglia di scrivere non è tantissima, ma soprattutto mi sembra di non avere niente di interessante da raccontare. Solite robe.

Poi è successo che un’amica mi abbia chiesto informazioni su WordPress e sui blog, perchè le sta frullando in testa l’idea di crearne uno suo.

Non che io sia chissà che guru in materia, ma nel mio piccolo ho tentato di darle una mano a chiarirsi le idee. E’ stato appunto spistolando a mia volta su WordPress per trovarle link e info che mi è tornato in mente Robe da Gatti,  il primo blog con cui ho avuto a che fare non in qualità di commentatrice o di semplice lurker. Lacrimuccia: era stato un progetto in collaborazione molto carino, e aveva un sacco di potenzialità… peccato che nel corso dei mesi sia naufragato.

Che stia per naufragare pure questo, di blog?

Sembra che finora io non abbia fatto poi un brutto lavoro… mi sono arrivati complimenti anche recentemente, e dire che è da un po’ che non mi pare di aver sfornato niente di particolarmente brillante (quindi se già mi imbarazzo per le lodi quando in effetti ho fatto qualcosa di buono, figuratevi mo’ che nutro dei dubbi). Magari è vittima pure lui del periodo un po’ grigio: un’estate tutt’altro che rilassante che invece di farcele ricaricare ci ha completamente prosciugato le batterie, ma ora soprattutto il caratterino e i capricci dell’Aquilina che sono sinceramente insopportabili e praticamente ingestibili… visto che qualsiasi tentativo di prenderla con le buone e spiegarle si risolve nel venire ignorati mentre lei strilla come venisse scuoiata. L’ha sempre fatto, ma ora che si avvicina il suo terzo compleanno – e pur essendo piccola, non è più così piccola – la cosa sta diventando veramente frustrante: non ci sarà mai modo di ragionare con quella lì, allora?

L’ultimo capriccio? Beh, le abbiamo trovato un monopattino di Barbie in ottime condizioni (in pratica, giusto le ruote impolverate) a ben 2 €, in un mercatino domenicale. Ottimo per farla provare: un suo amichetto lo usa per andare all’asilo la mattina, lei finora lo ha sempre guardato usarlo, ma una volta che erano stati in offerta all’Iper s’è visto che ci aveva fatto un pensierino… solo che quelli erano dei cosi completamente di plastica e al costo di 15 € non ci sembravano granchè robusti. Quello che le abbiamo preso invece ha il telaio in metallo, e 2 € per farla almeno provare non erano una tragedia. La tragedia l’ha fatta lei quando al pomeriggio l’abbiamo portata al parco a provarlo: c’è salita su con entrambi i piedi (la mattina in mezzo alla folla del mercato, invece, aveva tentato in tutti i modi di usarlo correttamente… ma non si può mandare una treenne in monopattino in mezzo alle bancarelle!!) e pretendeva che il monopattino andasse avanti da solo (“Cara, mica è uno segway: mi pareva che stamattina tu lo sapessi come funzionava…”). Credete ci sia stato modo di spiegarle e farla smettere di piangere?

Ah, e non parliamo poi delle occhiate di certi passanti quando la cosa succede in pubblico. Peccato solo che finora non mi sia mai capitato il passante deprecante che decide anche di fare il caziano e impicciarsi invece di stare solo a guardare (per fortuna, gli unici che finora si sono “impicciati” sono sempre state persone ottime che hanno tentato di distrarre la scimmia urlatrice: cassiere di supermercato, signori anziani in coda dopo di noi…): la mia intenzione è di rispondere “Lei sa fare di meglio? Prego, da adesso è sua!”. Dedicata soprattutto a quei genitori che deprecano accompagnati da figli più grandi: perchè se hai avuto culo di sfornare pargoli angelici… benone, è il tuo turno di avere a che fare con un bambino vero (o piuttosto di rinfrescarti un po’ la memoria di quando a strillare era il tuo ragazzone).

Scherzi a parte. In effetti devo cercare di darmi una mossa in generale, c’è bisogno di qualche novità. E forse un piccolo modo l’ho anche trovato… ma magari ve ne parlo più avanti (sono ancora in fase di test).

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11 pensieri su “Dubbi

  1. Ah, le scenate… Che belle… Come mi piacciono… LE ODIO!!!! Soprattutto perché ci provo ad essere l’adulto della situazione e a mantenere la calma, ma quando esagera, mi sale il sangue al cervello… Io non sono nemmeno per il distrarla: porcamiseria, ti faccio fare praticamente tutto, e se qualche volta ti dico un NO, devi capire che è no e perché… Insomma, io ho una visione catastrofica della sua adolescenza, sappilo!

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    • Vedo che ci capiamo!!!!! Non sai quanto mi alleggerisce il cuore!!!!
      Perchè infatti pure noi non è che le chiediamo la luna (tipo come invece capitava a me, che mi portavano al parco la domenica con il vestito bello della festa e poi non mi lasciavano fare una sega perchè “ti sporchi, si rovina il vestito”. Ma porca pupazza, se mi porti al parco di domenica o accetti che il vestito bello si rovini, oppure mi ci porti direttamente vestita per giocare e fanculo il giorno di festa e il consono abbigliamento… ci vorrà mica la scala per capirlo???)… i divieti e quella manciata di regole nel 99% dei casi sono per la sua incolumità o per quella altrui (se mentre lei gioca un bimbo cerca di giocare con quello che sta usando lei, lanciargli addosso il giocattolo non è esattamente una buona decisione…), non certo per far bella figura con gli estranei (non mi incazzo nemmeno quando mi ignora alla richiesta “fai ciao alla signora!”… io invece mi beccavo dei cagnoni, una volta che “la signora” se ne era andata!).
      Le sue incazzature invece spesso sono preventive alla nostra (basta iniziare a spiegarle con calma cosa c’è che non va… l’esempio del monopattino è calzante!) e nel 99% dei casi per delle minchiate (e io ci provo a mettermi nei suoi panni, ma no… per quanto io abbia sempre avuto poca pazienza per molte delle sue tragedie non mi sarei incazzata).
      Quello che mi ricordo era che un’occhiataccia del babbo o un rimprovero della mamma bastavano a gelarmi… l’Aquilina invece se ne strafotte. Se ne strafotte anche di eventuali strilli (io, quando i miei arrivavano agli strilli in pubblico, ero già lì a scriver testamento: era l’unica opzione sensata che mi rimanesse).
      E purtroppo non mi ricordo affatto come i miei abbiano fatto ad inculcarmi quel minimo di rispetto… (e non è che i miei siano stati dei dittatori che mi abbian fatto vivere in un clima di terrore… e anzi, arrivata all’adolescenza a quel paese glieli ho anche mandati. Questo per dire che la mia una famiglia normale, anche più tranquilla e permissiva di molte altre… mi è capitato di non andare in posti o non fare cose perchè erano i genitori delle mie amiche che non le lasciavano fare alle figlie e io sarei stata l’unica).

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      • No, i miei erano decisamente tirati, e pure io ricordo che uno sguardo di mamma mi bloccava da ogni mio proposito. Io poi, quando stiamo a casa, l’urlo glielo lancio, perché mi scappa, e lei ha anche la tranquillità di dirmi “non si urla!”.ma cavolo, io non urlerei, se lei, invece di farsi ripetere le cose 800 volte, mi ascoltasse!!! Aaaaah….. 😉

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  2. Io sono single e senza figli e quindi temo di appartenere alla categoria che non apprezza i bimbi urlanti, chiedo venia. (Quelli che si fermano con i genitori presso la gelateria sotto casa di mamma,, li strangolerei violentieri a volt) Penso che oggigiorno tutti i bambini abbiano imparato a ulrare in forma preventiva per evitare che i genitori siano tranquilli, freddi e reattivi con il 100% di efficacia. Noi da piccole forse eravamo più ingenue e le occhiatacce ci facevano impressione . Il “parlare con calma” per far ragionare una bimba o un bimbo oggi è una “mission impossible”!
    La maggior parte delle persone di fronte alla urla della tua bimba non reagisce perchè probabilmente ci è già passata 🙂
    Elisa

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    • Sai anche cosa? Se ai nostri tempi scappava un urlaccio a un genitore (o magari anche uno scapaccione) nessuno si sognava nè di criticare nè di guardar male o metterci il becco. Il fatto che mentre il pupo fa i capricci il resto del mondo si metta a biasimare il genitore “inetto”, non è che aiuti granchè: ovvio che il pupo la prende come una sorta di tifo per lui…

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    • L’idea di base era molto buona, ma credo che riuscire a coordinare diverse persone a distanza non sia quasi mai facile. Per non parlar del fatto che nel frattempo possono capitare tante cose…
      Da un certo punto di vista un blog multi-autore dovrebbe essere più agevolato a sopravvivere (va là che mica tutti saranno a corto di spunti, vien scontato pensare)… Invece ho notato (e non solo lì) che non è affatto così.

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