‘na favola…

GitaMercoledì scorso l’Aquilina ha avuto la sua prima attività “fuori dalla scuola” della sua carriera di alunna di scuola materna.

L’evento in programma era una passeggiata con la classe nel parco botanico cittadino che è vicino all’asilo. Ma vicino proprio, come potete vedere dalla foto qui a sinistra: la parte bordata in azzurro è la scuola materna dell’Aquilina; quella bordata in arancione la meta dell’uscita…

Per far le fighe, però, io e la mamma del suo compagno N. era una settimana che quando ci incrociamo parliamo di “gita nel bosco” riferendoci all'”happening” di mercoledì 22 ottobre… ohi, la giusta scelta di termini è un po’ la confezione con cui si presentano le cose. Tipo gli zii del Consorte, che una volta ordinarono in un ristorante in Francia una pietanza che tradotta risultava circa “Pesce veloce del Baltico con contorno di tuberi novelli e bulbi profumati”. Baccalà con patate e cipolle, ecco cosa si trovarono nel piatto…

Comunque, divagazioni semantico-culinarie a parte… la notte prima della gita, si alza un vento a tipo 7000 km/h. Impresa ardua pure riuscire a dormire: da qualche cavolo di parte c’è una sirena di allarme che continua a tritare maroni attivandosi ogni due per tre proprio a causa del vento… arrivati a mattina sempre con lo stesso vento e con circa 10°C in meno rispetto alla mattina prima, mi metto a strolgare come vestire l’Aquilina in previsione del tempo che passerà fuori… e nel mentre mi chiedo se tutti i pupi rientreranno tutti a scuola o se qualcuno dei più leggeri, lei compresa, volerà via durante l’escursione (sì, “escursione“. Presente il pesce veloce del Baltico di prima? Ecco, stesso sistema).

Fatto sta che sta cosa della “gita nel bosco” deve avermi traviata: sarà possibile che quella mattina, nel marasma, proprio la tuta ROSSA, quella che ha la felpa col CAPPUCCIO, sono andata a mettere all’Aquilina?!?!?

Io non me ne sono resa conto fino a quando, entrando in classe, la maestra l’ha sgamata subito. A quel punto mi son sentita abbastanza demente… 😀 😀 😀

Ma non è finita qui.

10730864_10204977577789415_7266118890586510525_nTorno a casa, inizio a sbrigare le solite faccende, nel mentre accendo il portatile e apro FB per dare una sbirciata durante le pause. E cosa ti trovo, postata in un gruppo di cui faccio parte (dove assolutamente nei giorni passati non mi era capitato di accennare alla passeggiata dell’Aquilina… nè tanto meno ero arrivata a scrivere del mio “lapsus fiabesco” di poco prima) e dedicate alle romagnole del gruppo? La vignetta che vedete qui a destra… a farlo apposta non ci si riusciva! 😛

No, ma allora ditelo.

A sto punto, come minimo, durante la passeggiata il lupo dovevano almeno avvistarlo…!! 😛

Traduzione (alla vigliacca) dialoghi della vignetta per non romagnoli:
“Ti ho visto! Brutto lupaccio del cazzo!”
“Zio becco…” (becco: caprone. Ergo: “zio cornuto”. Intendendo magari non esattamente “zio”…)
“Ti ho sgamato di nuovo, lupaccio di merda!”
“Puttana minina…” (“minina” non so che significhi… ma dai che il senso si capisce)
“Va via, brutto animalaccio del cazzo!!”
“Fatta pugnetta, ciò… non riesco a cagare in pace!”.

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7 pensieri su “‘na favola…

  1. Quindi niente lupo? Dai, meglio per lui, che con tutti i bimbini curiosi, avrebbe di sicuro avuto la peggio! Qui cmq sono davvero andati in gita nel bosco: hanno fatto un’uscita a castagne in un posto ad una ventina (30? Boh, non sono del posto…) di chilometri da qui, con tanto di spostamento in pullman (grande, perché sennò cinquanta bimbi + maestre dove li mettevano?) Cioè, manco tre anni e già è andata in gita da sola!!! Non ero pronta, si vede? 😉

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    • Appero’! 🙂
      Farà la gita in pullman anche l’Aquilina (a parte che lei è una veterana del “tutù grande”: quest’estate al baby parking cera almeno un uscita del genere a settimana), ma non prima di aprile (nel mentre son previste altre tre uscite al parco di settimana scorsa)
      Li portano in una fattoria dei dintorni anche per vedere gli animali dal vivo… Pare che gli anni passati un bimbo fosse convinto che la maestra lo stesse perculando, mentre indicava le galline: “Ma no maestra..
      I polli sono quelli nelle vaschette che ci sono al Conad quando faccio la spesa con la mamma!” =__=;

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      • Guarda, qui stiamo in campagna, quindi di polli se ne vedono a iosa… Cmq pure loro a primavera faranno una gita (questa in effetti era un’uscita didattica) al parco metilico o allo zoo safari, mentre le passeggiate per il paese non vengono calcolate: per quelle ci hanno chiesto l’autorizzazione ad inizio anno, poi le faranno a loro gradimento.

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      • Comunque c’è veramente da dire che adesso con le gite sono moooolto più avanti di quando andavo a scuola io… Non ricordo di preciso dove, ma ho letto di gite con “pernottamento” già gli ultimi anni delle elementari (primarie, vabbè).
        Io per la prima gita di tre giorni ho dovuto aspettare la terza superiore (e poi no comment, che mi son beccata l’influenza due giorni prima e quindi l’ho dovuta saltare… ma è un altro discorso)!!!!

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        • Pernottamento già alle elementari??? Uh mamma… Noi la prima gita di tre giorni la facevamo in terza media (ma io non ho partecipato, causa opposizione di mia sorella, che, detto tra noi, ancora non perdono per questo fatto…)! però in effetti alle elementari l’estate andavamo in ostello per una settimana nei “campeggi” organizzati dalla parrocchia, quindi in effetti sì, direi che l’età è giusta… E’ farsene una ragione da genitori, la parte complicata! 🙂

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