Pannolino mon amour

10799276_10204785442856480_428653044_nProbabile che la domanda non se la sia posta nessuno: “Ma l’Aquilina, poi, a che punto sta con l’abbandono del pannolino?”.

Comunque sia, io ho lo stesso pronta la risposta: “Sta un po’ più indietro del punto di partenza”.

Scherzi a parte: vista anche la stagione poco propizia, diciamo che in questo periodo non sto insistendo perchè inizi a farla nel water o nel vasino. Forse un tentativo più serio lo farò durante le vacanze di Natale, ma per il momento non mi pare il caso di stressarla. Ovvio però che l’argomento non è certo caduto completamente: più che altro nella mia pia illusione che l’impulso arrivi da lei. Così capita di darle qualche imbeccata, o di fare qualche commento o allusione più o meno velata.

Inutilmente.

Tanto per darvi un’idea, questo è più o meno pari pari un dialogo avvenuto nel nostro bagno a inizio mese. Io sto espletando (sì, anche fare uso del water in solitudine ormai è diventato un lusso, a casa nostra), mentre l’Aquilina mi osserva. Ad un certo punto sentenzia:
“Pipì da bimbi grandi”
E io: “Guarda che tra due giorni diventi grande anche tu, bisogna che inizi a far pipì così”
“Nooooo… Io bimba pipia!” (e qui si punta il petto con l’indice, perché sia chiaro e senza possibilità di dubbi a quale bimba “pipia” [piccola] si sta riferendo)
“Davvero: venerdì compi tre anni. Non sei più tanto piccola.”
“Noooooo…”
“Fidati… È il tuo compleanno, lo saprò bene!”
“Nononò!!” (si noti l’utilizzo del suo famosissimo “No-uno-e-trino”, quale ultima risorsa per evitare la catastrofe del diventare grandi).
“Vabbuo’. Allora i tuoi regali me li piglio io, eh?”
Non ha fatto una grinza: ha preso su, s’è girata senza aggiungere una parola ed è tornata in salotto a disegnare gatti in mezzo a prati fioriti.

Così, visto che i ricatti con lei non funzionano, persa per persa ho tentato anche un’altra strada: quella della corruzione.

Servendomi biecamente di n.3 paía di mutandine con su Peppa Pig. Del resto, uno dei trucchi “infallibili” che leggi quando ti informi sulle migliori tattiche per spannolinare pupi è questo “Comprategli, o scegliete insieme, delle mutandine con su i suoi personaggi preferiti per invogliarlo ad indossarle”. Cestone delle offerte all’Iper: tre paia di slip della Peppa a 3 €. Vabbuò: di mutande è pieno un cassetto (sperando di spannolinarla e prevedendo incidenti, quest’estate mi ero premunita…), ma per 3 € non moriamo… soprattutto se magari è la volta buona.

Quando l’Aquilina le ha viste, la scena è stata circa questa:

“Ooooooh… Belle!”
“Ti piacciono?”
“Sissi’! Belle, beeeeelleeeee!!”
“Vorresti metterle?”
“NO”.

Notate come nel dialogo non si faccia alcun cenno di sorta a concetti tipo “metterle al posto del pannolino”, “usare il vasino” o “andare in bagno”.

Non ce n’è bisogno. Lei già sa.

Sa a cosa servono le mutandine, e sa di non essere minimamente interessata a quelle robe lì, qualsiasi cavolo di personaggio ci sia effigiato sopra.

Ecco: l’unica cosa che mi consola al momento è pensare che difficilmente prenderà la patente con ancora un Pampers addosso.

Anche se, vista la dose di testardaggine che ha quella bambina, mi ritrovo al tempo stesso a pensare con terrore a quel “difficilmente” e alle alternative che lascia aperte…

P.S. Ho comunque saputo che a scuola, almeno, quando la portano in bagno con le compagne accetta di sedersi sulla tazzetta anche lei e capita che espleti lì: non si rifiuta categoricamente come invece capita qua a casa. A questo punto ho il dubbio che il problema sia farle capire che il nostro bagno è sia per grandi che per piccoli…

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11 pensieri su “Pannolino mon amour

  1. Inutile CHIEDERE AL BAMBINO SE VUOLE …. ad un certo punto bisogna prender le redini in mano della situazione e farle capire chi comanda : TU, che SEI LA MADRE! I pannolini NON si comprano più e si mettono le mutandine. I primi giorni saranno duri, ma devi essere forte, perché a tre anni avere il pannolino non è soprattutto sano, oltre che costoso, anche se ti capisco che sia comodo per amor di pace! Ma la comodità corrompe e non insegna a diventare adulti. In bocca al lupo mia cara!!! sarà una settimana dura, ma poi Aquilina capitola e se non capitola, vuol dire che come madre devi farti valere di più, allora qui deve intervenire anche il padre, che deve mostrare una faccia severa e “cazziare” Aquilina. Quindi parlane prima con tuo marito e poi procedi. Perché QUANDO I GENITORI SONO COALIZZATI IN UNA PRESA DI POSIZIONE I FIGLI NON HANNO SCAMPO DEVO ACCETTARE LA SITUAZIONE!!! Guai al genitore buonista e disfattista dell’altro!! Un sorriso : D Renata

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    • Per la linea dura l’unica è aspettare la prossima primavera (inoltrata): sarebbe un po’ da idioti farlo in inverno, con il carico di roba da lavare che comporta (per non parlar del fatto che con 18-19° non sia fantastico nemmeno per la salute doverla spogliare/lavare ogni due per tre).
      Spannolinare in inverno è possibile solo se il pupo collabora o è addirittura lui a chiedere di sbarazzarsi del pannolino: tempo tre giorni, è fatta. Trascinare la faccenda per settimane o addirittura mesi non solo è controproducente per tutti, ma è anche abbastanza inutile (direi che è la dimostrazione che il momento non è quello giusto).
      Se poi in dote capitano bambini che si lasciano convincere o che ascoltano quello che i genitori dicono senza voler fare per forza di testa loro, tanto di guadagnato. Il modello che è capitato a me è differente: non ha mai accettato di far nulla ascoltando quello che le dicevamo/spiegavamo (l’imparare a camminare è un altro esempio calzante: provare a fare passettini tenuta per manine? Giammai. Ma quando ha deciso lei, di punto in bianco s’è staccata e ha iniziato a camminare da sola, manco tenendosi appoggiata a muri o mobili). Perchè iniziare adesso?

      Quello che spero è che nel frattempo, soprattutto grazie all’esempio delle compagne a scuola, non ci sia bisogno di arrivare a quel punto. Anche perchè, con il carattere che ha, fargliela vivere come un’imposizione non solo è controproducente, ma è soprattutto inutile.
      Ne ho avuta fin troppa prova durante lo svezzamento: l’abbiamo vissuta da cani entrambe, e alla fine ha comunque seguito i suoi tempi (col senno di poi ha iniziato a mangiare come e cosa solo quando lo ha deciso lei, i miei sforzi sono serviti solo a frustrarci entrambe).

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    • L’immagine rende bene…
      Mettiamo la così: per quello che posso impormi lo faccio e senza troppi complimenti. Do le dovute spiegazioni del perché sì o no, ma se poi lei non ascolta o rifiuta… L’avviso l’ha avuto, si fa come dico io.
      Questo perché per alcune cose la collaborazione volontaria sarebbe gradita, ma non è necessaria… Si fa anche con la collaborazione imposta (vuoi i pastelli? OK, ma io son 5 minuti che ti ho chiesto di metter via le costruzioni. Finché non le metti via, non puoi usare altro).

      Qua la faccenda cambia: non è questione di te lo faccio fare anche se non vuoi o vorresti altro. È questione che se non vuole lei (intesa come voglia anche solo di provare)… Non lo fa.
      E obbligarla sinceramente mi sembra peggio (non è come obbligarla a metter la giacca se non vuole)…

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  2. mah io la penso come ontano, per carità io non mi sono posta problemi: ho eliminato i pannolini e stop dicendogli di servirsi del water (e non del vasino) evidentemente siamo vecchia maniera sia io sia mio figlio : si è adattato (anche se con qualche incidente, non ricordo nemmeno che stagione fosse però era molto presto
    non mi pare che sia rimasto traumatizzato anche se non ho chiesto il suo parere

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    • Io so solo che i miei non han cavato un ragno dal buco fino a quando non sono stata io a decidere di usare il water.
      Ecco perché mi permetto di insistere: si riesce se il bambino decide di adattarsi al cambiamento (più o meno palesemente: non importa una dichiarazione d’intenti, basta che capito il meccanismo poi lo usi o ci provi).
      Ma se di carattere è uno di quei tipi che piuttosto che adattarsi si dà la zappa sui piedi…

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  3. Io comincio ad immaginarmi un’Aquilina adolescente a cui direte che no, non può stare fuori fino a tardi e prego per voi 😄

    Scherzi a parte, è una bambina testarda che non si fa troppo comandare ed in verità sono convinta che queste doti un domani le saranno parecchio utili per farsi strada nella vita 😉

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    • In futuro non dico, il problema è ragionarci adesso: basta dirle “Un attimo che ti spiego come/cosa…” e attacca a strillare senza ascoltar ragioni perché deve far subito e a modo suo…
      Tante volte la voglia è di sassarla giù dalla finestra, lo ammetto (ma pure lì troverebbe da ridire per esser lanciata a modo suo)!

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  4. Pingback: Progressi | Gite Mentali

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