12/12/11

Mi è successo un mesetto fa. Non stavo facendo niente di aulico, per parlar chiaro ero alle prese con lo smistamento di carta, plastica, vetro e lattine per confezionare i sacconi di differenziata da portare all’Isola Ecologica (questo sempre sperando che prima o poi si decidano a metter su gli accrediti dei conferimenti in bolletta, visto che con tutti sti casini per TARI-TASI-TACI-e-paga nell’ultima fattura per i rifiuti si sono “misteriosamente” scordati di metter su i millanta kg di roba che abbiamo portato a luglio).

Auricolari nelle orecchie, per prendermi una pausa da Zecchini d’Oro e canzoncine varie che fanno parte della playlist dell’Aquilina (prima che inizi a pronunciarla del tutto bene, devo assolutamente trovare il modo di convincerla a fare un video di ♪♫ Uischi il gnagnecchio, sale la vavagna… ♪♫). E poi così, sfruttando il lettore Mp3 dello smartphone, sono anche sicura di sentire il telefono se squilla nonostante il casino che faccio tentando di appiattire le bottiglie di plastica e sbragando scatole.

Poi però, a tradimento, i Counting Crows mi sparano questa nei timpani:

♫♪ When you sleep
You find your mother in the night
But she stays just out of sight
So there isn’t any sweetness, in the dreaming ♫♪

E in un attimo è stato come se tre anni non fossero passati: la stessa pugnalata al cuore delle settimane dopo quel 12 dicembre che ha portato via mia mamma. Non è stata la prima volta da allora che mi è capitato di ascoltare questa canzone… stavolta è andata così.

 

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4 pensieri su “12/12/11

  1. Tempo fa, una persona mi disse che il tempo è rimedio di tutti i mali. Sbagliava
    Con il passare del tempo, ho potuto constatare che le esperienze che ci hanno davvero colpito (nel bene, e nel male) restano con noi, sempre.
    Una cosa però te la posso dire: è certo che le esperienze come la tua restano (e vorrei ben vedere fosse altrimenti…siamo umani, no?) ma…..mutano, cambiano forma, si plasmano con il nostro essere…e questo le rende più accettabili.
    Non fraintendermi, il dolore per una perdita resta sempre ma, l’accettarlo, l’accoglierlo dentro di noi, aiuta a metabolizzarlo meglio..ed il tempo, alla fine, è proprio questo che fà.
    Ci saranno altri momenti, tra giorni, settimane, mesi ,anni, chissà….ma il dolore, la “malinconia” ritornerà, e penserai a chi è mancato, a quel punto, pensaci ancora più intensamente, soprattutto ai momenti belli, alle emozioni di allora, e a tutto quello che questi ha fato per te (e tu per lui/lei) e se anche una lacrima dovesse scendere dal tuo viso, sarà comunque una lacrima un pò meno salata, perchè comprenderai che quel che provi serve a far rivivere con te quella persona speciale.
    Una sorta di caramella al rabarbaro, insomma……un pò dolce, un pò amara….

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    • Che il tempo sia un rimedio per tutti i mali non lo credo nemmeno io… forse può esserlo per i “non mali” (nel senso delle cose che, alla fine dei conti, non erano poi così importanti), ma per altre fa poco.
      Però mi piace l’idea di trovare un lato positivo (un’occasione per ripensare) quando i ricordi tristi ti pigliano “a tradimento”. 🙂

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    • Sai che devo riguardare se son poi riuscita a filmarla in novembre? Perchè già adesso la canzoncina è diventata “Uischi il gnagneTTo”… vero che spero che la pronuncia dell’Aquilina in generale migliori ancora, ma se non mi dò una mossa finisce che non riesco a “fermare” nemmeno una chicca!!!

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