Di sonnellini e assurdità

Diciamo pure che per il momento non sto tenendo troppo fede al proposito che mi ero fatta per il nuovo anno: lasciare il blog meno abbandonato…

Il problema è che in questi giorni sono piuttosto concentrata sul cercare di risolvere un paio di beghe con l’asilo dell’Aquilina, sinceramente faccio un po’ fatica a concentrarmi su altro. Però una chiacchierata fatta venerdì con la mamma di un suo compagno (lui è in 3^, l’Aquilina è in 1^) mi ha un po’ chiarito le idee, fatto capire che non sono affatto io paranoica… e mi ha anche ricordato che questo postaccio è anche un po’ un mio luogo di sfogo e di confronto. Sai mai che pure stavolta non arrivi da qui un buon suggerimento per levarmi d’impiccio.

Ho parlato di due beghe, ma pigliamole una alla volta (che magari se nel frattempo risolvo vi risparmiate la seconda).

Non ricordo se l’avevo già scritto, comunque dall’inizio dell’anno scolastico io non non avevo potuto lasciare l’Aquilina all’asilo al pomeriggio (nonostante la sua iscrizione fosse per le 40 ore settimanali) perché nella sua scuola avevano avvisato e detto che chi era abituato a dormire era il caso che fosse ripreso dopo mangiato, perchè a scuola fanno solo “ora di riposo”: l’aula destinata alla nanna è infatti occupata da qualche anno da una classe regolare per aumentare i posti disponibili, visto il numero di richieste di iscrizione (e lo stesso non tutti riescono a entrare in graduatoria). E infatti al colloquio di settembre con le maestre (presente anche il Consorte) si era deciso questo: l’Aquilina ancora dorme dopo pranzo, la vado a prendere (tanto per quest’anno ancora abbiamo deciso che non riprenderò a cercare lavoro: chissà quanto si ammalerà la pupa, tanto vale che io resti a casa). Poi magari dopo Natale vediamo se può rinunciare al sonnellino e iniziare a rimanere il pomeriggio.

Alla riunione di sezione che c’è stata a ottobre, poi, hanno (neanche tanto velatamente) fatto capire che essendo pochi i materassini per l’ora del risposo, chi non lavora (per la serie “Voi, che non fate una minchia tutto il giorno…”) era il caso che andasse sempre a prendersi i bambini appena dopo pranzo, perchè lo spazio è poco ed è meglio che restino a dormire solo quelli che hanno i genitori che lavorano. E già qui, se siete stati attenti, c’è qualcosa che non quadra (dormire?!?!?). Anche non volendo tener conto del fatto che in classe sarebbero 26 (non ci son mai tutti, per un malanno o per l’altro), ma a pranzo restano in 12-13 (quando va bene). Di questi 3-4 vengono ritirati dopo pranzo. Circa 10 bambini, gli “eletti”, fanno il pomeriggio… su una classe di 26.

Ah, giusto: l’orario per recuperare i bambini sarebbe le 13.30… durante la riunione però viene ribadito se per favore possiamo andarli a prendere entro le 13.15, perchè a quell’ora iniziano a stendere i tappetoni per far sdraiare quelli che restano. Ok, vado a prendere l’Aquilina un quarto d’ora prima.

Poi succede che andando alle 13.15 trovo sempre l’aula già buia e l’Aquilina seduta in un angolo a un tavolino nella semioscurità che sfoglia un libro (a volte con uno degli altri paria che devono tornare a casa, altre volte da sola)… o magari seduta fuori dalla classe con le bidelle (giustificazione: muovendosi per la classe, rischiava di pestare una mano di quelli sdraiati… ma Cristo, non sono nemmeno le 13.15 in punto! Altro che iniziare a tirar fuori i materassini… gli altri li avete già messi in letargo!).

Addirittura una volta, a ottobre (tre anni non ancora compiuti, e padronanza del linguaggio tutt’altro che perfetta per spiegarsi, chiedere o che), l’ho trovata fuori in giardino da sola senza nessuno che la guardasse (la maestra era dentro l’aula, con le veneziane abbassate, insieme agli altri bambini e alla bidella/inserviente/chissàchi che le dà una mano al pomeriggio. E’ uscita apposta con me per andare a cercare l’Aquilina, che era completamente sola a giocare in un castello di plastica a 7-8 metri di distanza, davanti ad un’altra sezione).

Ok: inizio ad andarla a prendere alle 13… io la vorrei lasciare fino all’ultimo minuto perchè stia di più in compagnia di altri bimbi (con me poi ci sta fino a sera e nel weekend!), non certo perchè finisca da sola. Quindi tanto vale. Il punto è che ultimamente i 10 superstiti sono già “a nanna” alle 13. Il Consorte mi ha vietato di andare prima delle 13, non esiste che alla fine ci tocchi andarla a prendere alle 12.45 spaccate. Però i maroni girano… e l’Aquilina spesso sta lì ad aspettarmi al buio da sola (ok, tecnicamente non sola perchè più in là nella stanza ci sono altre persone).

Cerco di arrivare a concludere.

Venerdì scorso mi capita questo: alle 13.02 (ho guardato apposta l’orologio… faticavo a crederci), l’aula era già completamente buia, gli altri bimbi erano sdraiati sui materassini con tanto di musichina ninnannosa, e l’Aquilina era al tavolino da sola a sfogliare un libro (dio sa cosa vedesse, al buio). Nonostante questo, quando sono arrivata la pupa ha provato a nascondersi dietro il libro pur di rimanere con gli altri (in passato, altre volte ha provato a sdraiarsi con tutti gli altri, ma è stata allontanata perché “doveva” venir via con me).

Visto che già dal 7 gennaio ogni volta che dopo pranzo sono andata a prenderla ha fatto storie per venire, mi decido e dico alla maestra che l’Aquilina inizia ad aver meno bisogno di dormire (quindi ce la farebbe a fare come tutti gli altri, facendo “il riposo” al pomeriggio), sta facendo capire fin troppo bene che avrebbe piacere di restare di più, e quindi sarebbe il momento di fare quel che s’era detto a settembre: cominciare a farla restare fino alle 15.30-16.

Ecco cosa mi sento rispondere: che l’Aquilina non può restare al pomeriggio perché chi resta dorme, che dovrei riabituarla a dormire e “poi ne riparliamo”. Rendiamoci conto: a settembre non poteva restare perchè dormiva e lì non dormivano. A gennaio non può restare perchè ha meno bisogno di dormire e lì dormono. Credo che se io e il Consorte ci stiamo sentendo presi per il culo, la nostra reazione sia piuttosto umana.

Il Consorte a questo punto m’ha detto di chiedere un colloquio individuale (quando devo chiedere cose io, mi rispondon sempre che han da fare coi bimbi… Verissimo, ma è anche un’ottima scappatoia per evitare i discorsi che non garbano), che a costo di prender ferie vuol parlarci lui. Io, nel mio timore di vedere casini dove non ce ne sono, decido prima di fare due chiacchiere (quelle di inizio post) con la mamma (nuora di cari amici dei miei) di un bimbo che quest’anno fa la terza, lei è rappresentante di classe da tre anni… D. può sicuramente chiarirmi un po’ le idee, ha più esperienza di me.

Ebbene: l’ho sconvolta (le ho parlato anche dell’altra faccenda). E mi ha detto di rivolgermi immediatamente alla responsabile del plesso, e che anzi avrei dovuto farlo da mo’. Insomma, son stata troppo a lungo troppo buona, educata e… cogliona. Perchè non sta nè in cielo nè in terra: che si rifiutino di tenere una bambina per tutto l’orario (e non importa assolutamente che i genitori lavorino o no, o che passino il tempo a pettinare giraffe o piegare origami: alle insegnanti non deve importare nulla), che sviino le richieste perchè sono occupate e senza proporre un momento in cui parlare con calma, è inconcepibile e… ancor di più le situazioni deliranti in cui la trovo quando vado a riprenderla.

Insomma, sembrerebbe proprio che io non sia una semplice paranoica scassamaroni. Ora devo decidere come muovermi…

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19 pensieri su “Di sonnellini e assurdità

  1. Ma dai! Ma queste stanno fuori… E tu sei stata davvero molto tollerante, forse troppo. Io ho deciso di non lasciare la Puzzola al pomeriggio perchè nella sua scuola dormono e fanno merenda… Insomma, cose che può fare tranquillamente anche a casa senza che si perda niente. Cmq a noi hanno chiesto di andare a prendere i bambini entro l’una, perchè a quell’ora portano quelli che rimangono a dormire (in una stanzona al piano superiore), ma anche quando è capitato che io sia arrivata che loro erano già saliti, i bimbi che dovevano andar via rimanevano con una maestra, magari dei più grandi, ma mai soli o in penombra, che scherziamo? Pooi ‘sta cosa che ti cambiano le carte in tavola durante l’anno non ha senso: voi mi offrite un servizio? Beh, dovete rispettarlo, o al limite, se c’è bisogno di fare qualche cambiamento, facciamo una riunione e ne discutiamo insieme. Ma così proprio non esiste. E non esiste che le maestre non cerchino un confronto coi genitori, insomma, mi fa pensare che si sentano la coscienza sporca. Facci sapere come va a finire, ok?

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    • A me invece farebbe piacere che l’Aquilina iniziasse a restare per una serie di motivi:
      – ha migliorato tantissimo con il linguaggio, da quando ha iniziato l’asilo, ma ha ancora difficoltà con parole e discorsi lunghi (leggasi: quando si lancia a parlare, è una gran chiacchierona ma… non si capisce una sega): più tempo può trascorrere con altri bimbi (anche se pare che questo tempo sia più che altro dedicato al sonno, vabbè), meglio sarebbe per lei;
      – ha migliorato tantissimo anche con il mangiare, ma la metà delle merende che portiamo a casa mi tocca mangiarle io (non c’è verso che io convinca l’Aquilina ad assaggiare pane e marmellata)… se invece restasse a mangiare con i suoi compagni anche a merenda, sono convinta che pian piano mangerebbe tutte le varianti anche di questo pasto;
      – paghiamo la mensa che comprende anche la merenda, e portandola via prima la merenda ce la danno da asporto. Ma ovviamente non comprende mai il bere (come fanno a darci un thè che ancora deve essere preparato?) ed è molto più monotona: quando chi resta ha lo yogurt con i cereali, a noi rifilano i cracker. Quando chi resta ha il gelato, a noi rifilano i cracker (e via di seguito). Pagando 5,32 € al giorno, sinceramente non mi sembra troppo da tirchi aver piacere di sfruttarli tutti…

      E comunque il fatto che i bambini che “fanno qualcosa di diverso” di solito vengano affidati temporaneament e ad altre sezioni non sei la prima a dirmelo: altre mamme (anche di altre regioni) mi hanno confermato che se la classe va a dormire e un bimbo no, questo viene lasciato in un’altra sezione (magari di bimbi più grandi). Oppure che se la classe cambia luogo per andare a dormire, i bambini che non restano aspettano i genitori in altre sezioni o in cortile affidati ad altri insegnanti.
      Sinceramente non riesco a capire perchè non facciano così anche lì.

      E non farmi dire altro sul fatto che evitino il confronto… ok che a febbraio ci saranno i colloqui (l’ho scoperto dalla mamma del bimbo di 3^ con cui ho parlato), ma febbraio è tra un mese. Io avrei piacere di chiarire prima, che dici?
      Come avrei avuto piacere di avere un parere (brevissimo, eh!) sul linguaggio prima della visita di controllo dei tre anni dell’Aquilina, invece quando l’ho chiesto sono stata rimandata ai colloqui individuali… così l’iniziativa di farle fare una visita da NPI e logopedista per dare un’occhio alla situazione e levarci qualche dubbio è tutta farina del sacco mio e della pediatra, quando invece di solito dovrebbe partire da “terze parti” (insegnanti in primis). Ma con i tempi dell’ASL, ti figuri aspettare febbraio e POI iniziare la trafila? La pediatra mi ha detto “Senti, intanto inizia a prenotare la visita… se poi le maestre ti dicono che non c’è bisogno, annulli tutto”. Bene: la visita, nonostante le tempistiche bibliche – ce l’ho il 21 gennaio, i colloqui… te l’ho già detto…

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      • No, vabbè, ma veramente non puoi chiedere niente al di fuori del colloquio individuale? Lo trovo assurdo… Cioè, tra maestre e genitori ci dev’essere un rapporto di collaborazione e comunicazione, mica possono lavorare a compartimenti stagni! Domanda: queste maestre saranno lì anche l’anno prossimo o magari sono solo supplenti per cui ti tocca sopportarle “solo” fino a giugno?

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        • Una è la maestra che avremo per tutti e tre gli anni, l’altra non ti so dire perché questo è il suo primo anno in questa scuola (essendo scuola comunale, non so quanto stabili siano le nomine “recenti”).

          Comunque la comunicazione c’è… Quando interessa a loro, però.
          Ti faccio un esempio cretino: sotto Natale han messo fuori i calendari con la foto di ciascun pupo (ogni classe aveva il suo), anche per raccolta fondi.
          Io compro quello dell’Aquilina, PPI chiedo se potevo chiederne qualche altra copia (tipo per i nonni e gli zii). Risposta: “Ah, ma dovevi dirmelo prima, ormai son stampati”.
          Al che rispondo che essendo il primo anno non sapevo che si dovesse far così (né quando dovrei far richiesta…), sarà per l’anno prossimo, anche se è un peccato.

          Sarebbe finita lì se non fosse che una delle ultime mattine prima del Natale porto l’Aquilina e vedo che la maestra sta distribuendo copie extra dei calendari ad altre due mamme. Che avranno magari chiesto prima… Ma altrettanto sicuramente saranno state avvisate, a differenza di me, che potevano farlo.
          Non ho detto niente perché non mi andava di polemizzare. E loro ci hanno perso 20 € (4 per ciascuna copia che avrei preso per mio padre, mio suocero, mio cognato, mia zia e una vicina di mio padre che stravede per Dany).

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  2. I problemi organizzativi della scuola non posso ricadere sui bambini e i loro genitori, non sta alle maestre discriminare tanto meno sul fatto che le mamme lavorino o meno. A loro cosa fai tu del tuo tempo non deve importare proprio nulla. Mi danno l’idea di persone che non hanno intenzione di far fare nulla il pomeriggio ai bimbi e che si siano accorte che meno ne hanno meglio è e che fare dormire quelli che restano sia moooolto più semplice come gestione…. Anche no!!!!
    Chiedi ed esigi un colloquio individuale, vacci col consorte. Se te lo negassero scrivi al/alla superiore delle maestre-
    Smack
    Elisa

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    • Grazie!
      Mi stai confermando quello che credo sarà il nostro prossimo passo: domani chiedo colloquio individuale, se mi rispondono pippe o che tanto c’è a febbraio, mi attivo per ottenerlo dalla responsabile del plesso (l’altra mamma mi ha detto chi era fino all’anno scorso, ma quest’anno potrebbe esser cambiata persona).

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  3. sistema rapido e sicuro : dato che la piccola non fa tutte le 40 ore settimanali per le quali pagate chiedete (con raccomandata AR)
    il rimborso delle ore non fruite minacciando una causa legale. vedrai che si svegliano

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    • “Purtroppo” è una strada non percorribile, dato che non paghiamo: è una scuola comunale, non c’è retta mensile per la frequenza. L’unico costo è la mensa (e il contributo volontario a inizio anno o i 50 cent a foto per le copie richieste di quelle che fanno a scuola, ma questo ci sta), 5,32 € al giorno (ovviamente se si resta a pranzo).
      Anche perchè figurati se eran 4 mesi che pagavo retta intera per poi mandarla metà del tempo: col piffero. In un caso del genere la bambina se la tenevano tutto il giorno, senza cavoli.

      Spese a parte, resta il fatto che la richiesta di iscrizione è stata fatta e accettata per 40 ore settimanali (dalle 8 alle 16, anche se poi di solito siam là solo verso le 9: dato che io non lavoro, ancora per quest’anno ne approfitto per non costringere l’Aquilina a levatacce e la sveglio sulle 8) e non per sole 25 o che altro (e sempre per 40 ore ho presentato richiesta di iscrizione per l’anno prossimo). Credo sia sufficiente…

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        • Questo è plausibile.
          Cavoli, più approfondisco questa storia, più mi rendo conto che non sono io la paranoica scassapalle… è effettivamente una questione seria.
          E pensa che qui sul blog non ho ancora nemmeno sganciato quella che secondo me è una questione ancora più grave… (prossimo post, ci sto lavorando).

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  4. L’ Aquilina (tanto più che è progenie di due giocatori di ruolo) sta *EVIDENTEMENTE* sviluppando o affinando la infravisione o scurovisione XD Per il resto, se il Consorte è fisicamente adatto a questo ruolo io credo basti, almeno come inizio, una chiacchieratina con l’ espressione che aveva Ken di Hokuto pochi secondi prima di far esplodere i nemici tipo fuoco d’ artificio 🙂

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    • Oddio, se c’è una cosa buona che si può dire dell’Aquilina è che effettivamente la paura buio le fa una pippa! Le volte che fa fatica ad addormentarsi o che magari la mattina si sveglia prima non piange nè si muove dal letto: attacca a cantare (e fin qui ok) e a farsi storie incredibili con i pupazzi che ha nel letto. Lo sviluppo della scurovisione potrebbe effettivamente venirle utile per gli anni futuri: invece di beccarsi la cazziata dalla mamma perchè alle 22.30 ancora canta nel letto, si mette a leggere a luce spenta finchè le gira e nessuno può aver motivo o sentore di dirle niente… 😀 😀

      Il Consorte-Ken invece non ce lo vedo granchè: una maglietta rossa e un gilettino di jeans glieli trovo anche, qua in casa, ma biondino e magro com’è secondo me l’effetto “Dopo-tre-giorni-muoooori…” riesce poco credibile comunque… 😉

      P.S. Grazie perchè m’hai fatta sorridere… e dopo la mattinataccia di oggi (alla fine ho chiesto il colloquio con le responsabili di plesso, giovedì alle 16) ne avevo davvero bisogno! 🙂

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      • E le maestre non possono neppure lamentarsi, dopotutto, prima, hai provato in tutti i modi a parlarci con calma nonostante il loro reiterato comportamento da irresponsabili.

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        • Più che altro, ogni volta che saltava fuori qualcosa di scomodo, tagliavan lì col fatto di dover badare agli altri. Che per carità è verissimo… Ma lasciar tutto sospeso senza chiarire niente conviene solo a loro.
          E soprattutto: vabbe’ far gli gnorri non suggerendo di parlarne in un momento di maggior calma… Ma negare un colloquio richiesto decisamente non va.

          Quello che mi dà più fastidio è però il cambio di versioni “in corsa” (per non parlar del ritornello “tu che non lavori = tu essere inutile che non fai un ca77o da mane a sera”…)

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          • E certo, chi ha la mamma che non lavora non ha diritto alla socializzazione. Come no.
            Da come si comportano sembrano solo delle gran fanca77iste.

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            • Infatti credo che abbiamo una visione completamente differente della scuola materna: io la vedo come un luogo dove un bimbo può stare con i suoi coetanei, imparare cose, diventare autonomo e crescere come persona e come membro di un gruppo.
              Loro invece, evidentemente, come un parcheggio o un sostituto di baby sitter per chi non può badare ai figli.

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              • O, almeno, questo è quel che vien da pensare sentendo certe cose (tra l’altro: su FB un’amica maestra d’asilo a Bologna mi ha appena confermato tutto quello che penso e ho scritto io…).

                Poi non sto affatto dicendo che per il resto non siano brave: l’Aquilina ha fatto progressi enormi in questi mesi, hanno fatto tante attività, mi hanno detto che è brava e ubbidisce e lei si trova bene…
                Motivo per cui le farebbe bene condividere tutto il tempo possibile in classe, riposo e merenda compresi.

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