Privacy e biscotti

BiscottiForse qualcuno negli ultimi giorni aveva notato che qua stava succedendo qualcosa di strano… in effetti da domenica 31 maggio ho scelto di “blindare” questo blog rendendolo privato, mentre tentavo di chiarirmi le idee e capire cosa farne. Ma non perchè io abbia deciso di smettere di scrivere (anche se ultimamente l’ho fatto molto poco)… ora vi spiego.

Il terremoto è stato causato dalla scadenza per l’adeguamento dei siti web alla normativa UE sui cookies (una roba che come al solito sembra scritta da qualcuno che non ha la minima idea dell’argomento su cui sta legiferando), che in pratica impone a tutti i siti un pop up (fortunatamente anche solo un banner, secondo gli ultimi aggiornamenti) con l’informazione che il sito che si sta visitando utilizza cookies di profilazione, ed un cappero di tastino “ok” per confermare che si è d’accordo o no sull’utilizzo dei cookie (se sì, si continua a navigare, se no i cookies indesiderati dovrebbero venire disattivati). Ora: qualcuno dice che di questa cosa si sentiva la mancanza e che ci voleva. A me in tutta sincerità pare una roba abbastanza macchinosa e ho anche dubbi sulla sua efficacia a livello di evitarsi “spam” o messaggi pubblicitari, o prelevamento di dati sensibili a propria insaputa, comunque lasciam stare.

Io finora di questa minchiata me ne ero accorta solo perchè tutte le volte che aprivo qualche pagina sempre più spesso compariva qualche noioso banner del genere che ogni volta mi faceva pensare “Ossantamadonna, e certo che so che ci sono i cookies…” ovviamente senza dare “ok”, “no” o quant’altro perchè spesso dovevo solo dare un’occhiatina veloce alla pagina cercata… sarebbe stato più il tempo di leggere st’informativa e approvare chissà cosa che il tempo che avrei trascorso su quel sito. E non parliamo dei cristoni che mi venivano sulla punta della lingua quando navigavo da cellulare con i 3,5″ di schermino del mio Samsung… tutto lo schermo occupato da sta boiata di popup, spesso con la croce, l’ok o quant’altro per chiuderlo visualizzati “fuori schermo”.

Domenica 31 maggio, leggo questo post di Jun Fender… casco letteralmente dal pero e mi piglia il panico.

Perchè panico? Presto detto: il problema è che a partire dal 3 giugno 2015 tutti i siti non in regola con questa boi… ehm, normativa sono passibili di sanzioni a partire da 6000 € in su.

Direte: “E che ci vuole. Adeguati. C’hai due giorni di tempo.” Bene… inizio a fare ricerche come una scema (combattendo con la nostra connessione ADSL che tra domenica e lunedì è stata oscena) e scopro che Wordpress.com ha deciso (finora, nonostante le richieste degli utenti iniziate già nel 2012) di NON permettere agli utenti “free” (come la sottoscritta) di mettersi in regola. In questo modo:

  1. gli utenti free di WordPress.com non possono modificare i codici html, css o che altro delle proprie pagine, non possono implementare plugin che facciano partire popup; peraltro, non possono nemmeno installare cookies, di nessun tipo.
  2. WordPress, a differenza di Blogspot, ha scelto di non implementare un banner automatico valido per tutti gli utenti.

Unico suggerimento pervenuto: “inserite un widget testuale che rimandi alla nostra pagina di politica dei cookies e informate gli utenti che possono disattivarli dal loro browser”. E io questa cosa l’ho fatta, ma non sembrava “così regolare” da lasciarmi tenere il blog pubblico a cuor leggero. Soprattutto non in questi ultimi giorni di “ponte”, che al PC ci son stata poco in generale (ho preferito stare con Consorte e Aquilina, tra festa scolastica di fine anno e prima sortita al mare per la nana).

Il punto della questione era: dato che il suggerimento non sembrava per nulla in regola con la normativa… l’eventuale sanzione di 6000 o più €, la dovrei pagare io o quelli di WordPress?

Vero che magari non dovrò mai rispondere a questa domanda… ma nel dubbio ho preferito blindare il blog fino a nuovo ordine (peccato non aver potuto dare alcuna spiegazione, se non in privato in questo post – ora pubblico). E nel mentre studiare la faccenda (un grazie a Perennemente Sloggata, che ho coinvolto suo malgrado nel ginepraio e che è stata impagabile per potermi confrontare con qualcuno che fosse “nel mio stesso pantano”).

Tra le soluzioni prese in considerazione, anche la migrazione del blog su Blogspot (che, a differenza di WordPress, ha inserito senza tante pippe un popuppino in cima alle sue pagine, adeguando in un colpo solo i blog di tutti i suoi utenti alla normativa), ma questa opzione si è rivelata da subito un calvario: solo per dire il primo ostacolo, l’utility di conversione online del file .xml di WordPress in file .xml Blogspot accetta solo file sotto 1 Mb. I miei 4 anni e mezzo di blog hanno generato un file di 15 Mb (ho dovuto scassar l’anima al Consorte perchè mi aiutasse con l’utility per la conversione offline che ero riuscita a scaricare, che però era una serie di incomprensibili – per il mio portatile – file per Apache… ci sta ancora lavorando). Non ho ancora scartato del tutto questa soluzione (nel caso, vi farò sapere “dove” vado a finire, ovvio), ma spero di non doverla utilizzare.

Nel mentre ho adeguato come potevo il blog con banner laterale, footer e pagina informativa sui cookies.

Ho anche scritto una e-mail al Garante, per chiedere chiarimenti (ovviamente non ho ancora ricevuto risposta… oggi era festivo!!).

Poi, oggi, ho scovato quelli che sembrano essere gli ultimi aggiornamenti del Garante (en passant, vi faccio notare che ancora ieri lo stesso sito del Garante non era a norma con questa storia dei popup… no comment). L’articolo 14 di questa pagina mi ha aperto gli occhi:

“14. Chi è tenuto a fornire l’informativa e a richiedere il consenso per l’uso dei cookie?

Il titolare del sito web che installa cookie di profilazione.

Per i cookie di terze parti installati tramite il sito, gli obblighi di informativa e consenso gravano sulle terze parti, ma il titolare del sito, quale intermediario tecnico tra queste e gli utenti, è tenuto a inserire nell’informativa “estesa” i link aggiornati alle informative e ai moduli di consenso delle terze parti stesse.”

Ebbene: io non ho modo di installare (o disinstallare) alcunchè. E’ WordPress che fa tutto (e quindi deve informare, direi). Leggendo questo articolo i miei banner, footer e pagina informativa forse sono “pure troppo”… Quindi rieccomi qua: blog riaperto.

Concludo con qualche link che può essere utile per chi si trovasse nella mia stessa situazione:

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7 pensieri su “Privacy e biscotti

  1. Pingback: Aggiornamento sui Cookie | meltin' slog

  2. Allora … posso concordare col garante che sia opportuno avvisare la gente di quante tracce lascia in giro per il web (molti secondo me se si rendessero conto di quante informazioni lasciano in rete alla mercè di cani & porci ogni volta che navigano brucerebbero il computer), ma toglierei il tuo “sembra” scritto da gente che ne sa della materia di cui legifera quanto i nostri nonni ne sanno di anime e manga … Come sempre chi legifera non sa di cosa parla. Bentornata (pubblicamente) su questi schermi 🙂

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    • A parte che già quando firmi un qualsiasi contratto di utenza o spedisci una cartolina per un concorso hai già consegnato tutti (o quasi) i tuoi dati su un piatto d’argento… non c’è bisogno di un PC per mandare a donnine la propria privacy (come potrebbero testimoniare torme di ottantenni che non sanno nemmeno cos’è un “maus” ma che in compenso vengono tampinati ogni due per tre al telefono o direttamente sulla porta di casa).

      Giusto una chicca sempre a proposito di questa legge (e del fatto che appunto chi le scrive farebbe meglio a scrivere barzellette per la Settimana Enigmistica): l’informativa dovrebbe essere data nella lingua di chi legge. Ora: dato che teoricamente chiunque da qualunque angolo del globo terracqueo potrebbe capitare sul tuo sito… immagina un po’ quanto dovrebbe essere lunga non solo la pagina di informativa… ma anche solo il bannerino che ti avvisa che puoi andare a leggerla.

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  3. Pingback: Biscotti alla crema (solare) | Gite Mentali

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