La gourmet

006okVe la ricordate la drammatica saga (qua, tipo) sullo svezzamento dell’Aquilina? Ecco, da allora il suo rapporto con il cibo è decisamente migliorato. Ma diciamo che tuttora, se qualcuno le offrisse un’alternativa per nutrirsi senza dover perdere tempo a sedersi a tavola e mangiare quel che le rifiliamo nel piatto… ohi, sarebbe mica un brutto lavoro.

Per farla breve: 108 cm x 17 chili (scarsi) di ignoranza gastronomica fatti personcina.

A volte ne capitano anche di carine. Tipo l’altra sera, che io ero alle prese con un coccino di pesto alla genovese fatto dalla bisnonna e una fetta di pane (e che ci devo fare se lo apprezzo più come salsa che come condimento per la pasta?) e l’Aquilina se ne esce seria con: “Non puoi mangiarlo” “E perchè?” “Perchè non puoi mangiarlo” “Ma perchè?!?” (e qui inizi a pensare che è vero, avrebbe proprio ragione lei: fetta di pane con pesto = calorie alle stelle, colesterolo non pervenuto, carboidrati e grassi che ballano il valzer insieme…). Ma qui arriva il colpo di genio: “Perchè è brutto. 😀

Più spesso ne capitano di esasperanti. Tipo metterci un’ora e 20 per mangiare un piatto di minestra in brodo e mezza svizzera (che ha chiesto lei, peraltro). Tuttora, a volte, pagherei per poterla mandare in mensa (dove, in compagnia dei suoi amici, pare si trasformi in perfetta commensale) anche a cena… o magari durante le vacanze, piuttosto che affrontare un pasto insieme a lei (soprattutto se a casa ci siamo solo io e lei…).

Altre volte ne capitano di “inquietanti”, nel senso che mi fanno riflettere.

Un martedì sono andata a prenderla da scuola dopo pranzo, perchè aveva una visita (quella di aggiornamento dalla logopedista ASL. Che, en passant, è andata benissimo: talmente bene che c’hanno levato dalle liste d’attesa perchè secondo loro l’Aquilina non ha più bisogno di un bel niente e per la sua età parla e comprende tutto a dovere. Grazie al piffero: siamo andati in privato…), quindi ci hanno dato un sacchettino con la merenda da mangiare a casa.

C’era dentro una fetta di ciambella (quella romagnola… senza il buco, per intenderci. Anzi, facciamo così: quella della foto. Che, se la cliccate, vi porta pure alla relativa ricetta di Giallozafferano.it, toh), che fa la cuoca della scuola (quindi non roba confezionata), fetta di 1 cm poco più di spessore. E sopra, come ogni “brazadela” che si rispetti, c’erano sparsi un po’ di zuccherini bianchi.

Bene: mi accorgo che l’Aquilina inizia a levare chirurgicamente tutti gli zuccherini uno a uno prima di iniziare a mangiare la ciambella. Al che le chiedo perchè li stia togliendo.
“Non mi piacciono”.
“Ma li hai mai sentiti, almeno?” (ho a che fare da 4 anni con un’inappetente senza curiosità per il cibo: la domanda è d’obbligo).
“No”
(e te pareva…)
“E come fai a dire che non ti piacciono, allora?”
“Nicola (suo compagno N.d.Shunrei) ha detto che fanno male”
“Fanno male? Tre zuccherini in croce?”
“Sì, fanno male ai denti”.

Vero, fondamentalmente. Ma entro certi limiti… E lì m’è toccato spiegarle che male ai denti (ma mica solo quello) le sarebbe venuto solo se si fosse mangiata da sola una ciambella intera ricoperta di zuccherini e poi non si fosse lavata i denti… non era necessario che si privasse del “buono” di una fettina di dolce.

Scusate il pippone.

Quello che voglio dire è che io sono più che d’accordo col limitare le porcherie e offrire una dieta variata e bilanciata ai bambini (anche agli adulti, per la verità…).

Ma, parlando di bambini, secondo me bisogna anche stare attente a non finire in paranoia, e soprattutto dobbiamo ricordarci che i bimbi sono attentissimi (nel bene e nel male)… e ci mettono un niente a travisare o ingigantire qualcosa.

Sarà che appunto io parto già con una bambina poco curiosa e poco interessata al mangiare… ma se poi me la ritrovo già a 4 anni a mettersi dei paletti (paletti fondamentalmente inutili, sia perchè fortunatamente l’Aquilina non è in sovrappeso e ha ancora tutti i denti sani, sia perchè, soprattutto… tre zuccherini in croce una volta ogni due settimane – a occhio e spanna, considerando il ciclo delle merende – non ammazzano nessuno. Da figlia di diabetica, direi che non ammazzano nemmeno un diabetico, entro certi limiti… che faremmo comunque bene a seguire tutti) temendo chissà quali conseguenze… santo dio, è finita.

Torno al solito discorso: la via migliore è quella che sta in mezzo. Un po’ di tutto (non devo specificarvi “a meno che uno non abbia patologie o allergie particolari”, vero?), senza esagerare con niente.

Soprattutto senza esagerare con le paranoie (e qui mi vengono in mente alcune mamme di 1^ hanno fatto un esposto alla commissione mensa della scuola dell’Aquilina riguardo a come viene tagliata/pulita la frutta della merenda di metà mattina. Tipo a fette invece che a spicchi, robe così. Signore mie, se avete tutto sto tempo libero… mica ne venite a spendere un po’ a spicciarmi casa?).

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20 pensieri su “La gourmet

  1. No, ma diciamocelo… Ciambella… Perché ciambella???? E’ buona, eh, ma c’ha un nome che non c’azzecca niente (si usa anche nei forni emiliani)!!!
    Qui non abbiamo problemi di gusto, diciamo che sono entrambi per la quantità, ecco… Però la Puzzola aveva iniziato a fare la schizzinosa e più che le nostre repetita (“dai, assaggialo,magari scopri che ti piace!”), la svolta l’ha data quel moralizzatore di Daniel Tiger, per cui lei, da sola, si canta “se non assaggi il cibo non sai se è buonoooo”. Sgrunt!
    Sl resto hai ragione, io ad esempio evito di fare commenti fisici su di lei o sulle altre persone, proprio per evitare che inizi la fissa da cibo che ne consegue… Toh, magari le dico che se mangia troppi dolci poi le fa male la pancia. Per la cronaca, nella nostra scuola pare che i bimbi dell’ultimo anno abbiano già iniziato delle discriminazioni del genere “io con quello non ci gioco perché è grasso!”… bisogna davvero stare molto attenti coi figli, con l’esempio che si da loro e con quello che si dice….

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    • Mitico Daniel Tiger!! 😀 Ti assicuro, anche qui per diverse cose la soluzione è stata… il tigrotto con la felpa rossa. Perchè se le ripetiamo noi, l’Aquilina non ci bada. Se le canticchia Daniel… allora è Vangelo! XD

      Sull’altra cosa che scrivi (5 anni e già discriminazioni sull’aspetto fisico) non mi stupisco. Perchè io sono stata una bambina cicciotta (a partire dalle elementari), e già “ai miei tempi” per le battutine non c’era certo bisogno di aspettare la scuola media o le superiori. Se poi aggiungi che io portavo pure gli occhiali (e non era come adesso, che sono diventati “fashion” e so di bambini che li chiedono pur avendo 10/10 di vista)… ‘na tragedia.
      Però, appunto per questo, vorrei che certi (s)ragionamenti non passassero proprio minimamente per la testa all’Aquilina.

      P.S. Quella del perchè si chiami “ciambella” (in italiano, perchè in dialetto si dice poi “brazadèla”) non avendo il buco e non essendo nemmeno tonda è una delle domande (destinata a restare senza risposta) che continuerò pure io a farmi finchè campo… 😉

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  2. Ahahah. Allora non mi preoccupo, non sono sola.
    Ancora adesso a 40 anni e passa tolgo zucchero e zuccherini da sopra dolci vari (la mia scusa più che lo zucchero fa male ai denti è che mi sembra di masticare formichine). ^_^

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  3. oh ma io al tuo posto starei tranquilla Shun. Tutto sommato se non è una gran mangiona non è un male, lo sai anche tu, no,che le direttive del dott. Veronesi son chiare: mantenersi snelli tutta la vita è un gran calcio in culo a un sacco di brutte patologie. Con ciò non metterei i bambini a dieta a meno di bisogni e casi molto particolari ma se la tua si autoregola…… buon per lei, e per te.

    Poi guarda, non è detto che vada avanti così… un bel giorno magari si sveglia e si sbrana il frigorifero. Ne conosco, che han fatto così……

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    • Io sono sovrappeso da una vita, quindi son la prima a dire che preferisco così piuttosto che dannarmi per tenere l’Aquilina a stecchetto già ora.
      Poi, se avesse la fortuna con la C maiuscola di aver ereditato anche il metabolismo, dal Consorte (quello capace di farsi fuori una fetta di Sacher addizionata di mascarpone e non prendere un grammo, come me che invece sono ingrassata un chilo solo guardandolo), e non solo il colore di occhi e capelli… sarei la prima ad esser contenta per lei!

      Però, già che a me le paranoie le hanno messe fin da piccola per via del peso in eccesso… dato che lei al momento non ha bisogno proprio di niente (nè di stare in riga, nè di ingozzarsi: perchè alla fine, nonostante scarso appetito e tempi biblici per finire un pasto, non è sottopeso, gli esami sono a posto e alla sua maniera cresce) mi sembra assurdo che se ne faccia (e questa dello zucchero che fa male ai denti passi, che fondamentalmente è anche giusta. Ma ha 4 anni. A 7 che m’aspetto?).

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      • ci sta, magari l’ha sentito dire dalla maestra o da qualche mamma e le è rimasto impresso
        Il Nin, che ora ha quasi 9 anni, da piccolo non mangiava le caramelle (tutt’ora dice che non gli piacciono) perché guardava Lazy Town, quel cartone sui benefici dello sport e del mangiare sano.
        Sportacus, hai presente? Se no, cercalo su you tube è orripilante da vedere (3 attori, resto pupazzi) ma passa un messaggio molto positivo

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        • Sì che ce l’ho presente!
          Ho solo intravisto qualche puntata, perchè lo davano non ricordo su che canale… che NON era Rai YoYo (e in quel periodo con l’Aquilina eravamo praticamente fisse su Rai YoYo, quando si accendeva la TV), ma ricordo anch’io che – riuscendo a digerire i pupazzi, ma parlo per me che lo guardavo con 30 e rotti anni sul groppone… – l’idea base era ottima (di sicuro molto più utile e sensata di altra roba che capita di vedere girando i canali…).

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  4. Io da bambina non toccavo quasi cibo, carne poi manco a parlarne….. col tempo sono riuscita a ingurgitare le peggio schifezze per l’ingrasso, il fegato a pezzi e il colesterolo a palla!!!!
    Per assaggiare c’è sempre tempo
    ELisa

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    • Quello sicuro… diciamo che al momento mi accontenterei se velocizzasse un po’ i tempi (che impiegare ogni sera non meno di un’ora per cenare è un po’ una rottura… le sere che deve fare il bagno, in pratica non c’è tempo per fare niente insieme, prima che vada a letto).

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  5. ecco un problema che non ho mai avuto:mio cognato chiamava mio figlio “la mietitrebbia!” . però il figlio di una sua amica che da piccolo si comportava come l’aquilina, con lui mangiava con entusiasmo, al punto che la nonna più di una volta , ha chiamato disperata mio figlio perchè il nipotino aveva platealmente dichiarato che avrebbe solo mangiato il piatto X cucinato da zio elia (che comunque la nonna cucinava perfettamnte) per fortuna il ragazzino ora liceale è cresciuto perchè nel frattempo il suo cuoco preferito è andato a lavorare in baviera!

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    • Per fortuna sì… diventava decisamente un po’ scomodo!! 😀
      Dell’Aquilina devo dire (sigh!) che è stata sempre piuttosto coerente… gliene fregava un piffero chiunque fosse stato ai fornelli. =__=
      Per fortuna ultimamente va meglio: non è una mangiona, ma bene o male mangia un po’ di tutto (ha le sue preferenze, e il suo sogno sarebbe mangiare pranzo e cena stelline in brodo e wurstel… ma a parte questo se le proponi altro lo mangia. Magari ci mette il triplo del tempo, ma lo mangia).

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