Silenzio

Per oggi avevo programmato un post. Poche righe (miracolo!), una delle mie solite minchiate leggere.

Mercoledì mi alzo normalmente, preparo l’Aquilina normalmente, la porto al centro estivo normalmente, spiccio normali faccenduole. Poi, normalmente, accendo il PC e apro Facebook.

E di normale non c’è niente.

La prima notifica che leggo è di un’amica che vive a Narni: “T. ha detto di stare bene durante Terremoto in Italia Centrale”.

Gelo.

Quello che è successo lo sapete benissimo.

Come mi sono sentita lo sapete anche troppo, perché è come vi siete sentiti voi, pur con tutte le varianti del caso e relativi pensieri personali che si accavallano (“… Faenza nel 2000, Abruzzo nel 2009, Emilia nel 2012… Dio, i bambini sotto le macerie… L’Aquilina…”).

Solo ieri mi è venuto in mente il post programmato per oggi. L’inutile (in un momento del genere) stupido (ancora di più in un momento del genere) post di oggi.

E allora no. Lo posticipo.

Perché in soli due giorni ho già letto e visto troppe cazzate, in mezzo alle cose dolorose e importanti:

chi approfitta del terremoto per tirare acqua al proprio mulino, qualunque mulino sia, anche se non c’entra una beneamata mazza. Tipo il mulino dell’allattamento al seno, con pseudoarticoli che promettono dritte sull’alimentazione dei bimbi durante un’emergenza  (e invece, se gli regali un click, scopri che il tutto si riassume in “Latte artificiale, vade retro! Esci da questo corpo! Non provateci a mandarlo con gli aiuti, anatema su di voi!”, che poi “is the new black”: per certa gente va bene per qualsiasi occasione. Tira il terremoto? Ti muore la nonna? Ti si guasta la macchina? Ecco, non provare a dare il latte artificiale al pupo, la colpa è di quello). O tipo il mulino dell’omofobia, tirando fuori che il terremoto è una punizione divina per mettere in guardia dalle unioni civili (ora, siamo seri: se Quello Del Piano Di Sopra non si scomoda a fulminare chi spara una cagata del genere, oltretutto in Suo Nome, figuriamoci se si scomoda a terremotare paesi ad minchiam per le unioni civili, dai);

chi ha detto che il terremoto è un segno del karma perché la crudele Amatrice è la patria natale della abominevole pasta all’amatriciana: buono che ora sia ridotta in pepe, come uno degli ingredienti di quella demoniaca ricetta;

chi si fa i selfie con le macerie di sfondo (e mai che qualche cornicione pericolante ci faccia la grazia al momento giusto scrafazzandogli smartfonino e selfistik. Scusate, non ho resistito).

chi… (beh, aggiungete a scelta un argomento più o meno d’attualità o più o meno politico per far polemica, e qualcuno ha sicuramente trovato il modo di usarlo per far polemica o quale più o meno assurdo capro espiatorio anche in questa situazione).

Ora, io di solito sono il per il vivi e lascia vivere. Però stavolta faccio una fatica del diavolo a tener ferme le ditine sulla tastiera… solo che non è questo il momento.

Meglio star zitta.

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3 pensieri su “Silenzio

    • Ho idea che la nostra mattinata del 24 abbia avuto un bel po’ di punti in comune…

      Per il resto sono perplessa. Il web è una risorsa inestimabile, ma più si va avanti più in certe situazioni mi sembra che faccia più danni che altro.
      Magari sono io che son di memoria corta, ma… certe boiate in occasione del terremoto in Abruzzo a me non è sembrato averle lette. Qualcuna sì, c’è roba che si trascina da allora o da prima e viene puntualmente riscaldata, è vero.
      Ma così tante, così stupide e così in fretta… stavolta l’idiozia umana si sta superando.

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