Andate e moltiplicatevi (ma così anche no, eh…)

Questa settimana il Consorte è in ferie (anche la prossima). Quindi il blog non sarebbe stato tra le mie priorità, diciamo.

E invece… preparatevi, perchè se l’ultimo post era una robina breve breve, questo è uno dei miei soliti. Di lunghezza biblica. E, nonostante questo, non ho nemmeno scritto tutto quello che penso…

Giusto ieri ho scoperto un eventone, fissato per il giorno precedente quello del mio compleanno. Immagino che ormai lo sappiate… siore e siori, il 22 settembre è il Fertility Day!  Che sarebbe già una mezza vaccata se si riferisse all’agricoltura… invece no, di cavoli in un certo senso si parla, ma sono i cavoli sotto i quali nascerebbero i bambini.14199679_10153900562276864_43525261719966339_n

Quello che non mi ha permesso di tener ferme le dita sulla tastiera (in fondo che mi frega… io ho già dato, giusto? Rompete le palle a qualcun’altra…) è stata l’astuta e finissima campagna pubblicitaria che ha accompagnato il lancio dell’eventone. Roba che il top lo si può raggiungere giusto mettendo quale colonna sonora ufficiale dell’happening “John Holmes” di Elio e le Storie Tese.

Viste le immaginette a corredo del post? Ma quanto son belle, eh? Talmente belline che secondo me si meritano una bella chiosa una per ciascuna. Ma allora cominciamo subito, suvvia!!

  1. “La bellezza non ha età. La fertilità sì”. Che almeno nella seconda parte e almeno in un certo senso è vero. Peccato la seconda parte non c’entri un tubo con la prima, se vogliamo (che diamine vuole comunicarmi? Vuole rassicurarmi sul fatto che dopo la gravidanza non diventerò un roito – beh, non più di quanto lo sia in partenza – e quindi non ha senso aspettare di diventare inguardabile per fare un figlio?). Il fatto che la bellezza non abbia età, permettetemi di dire che è di base una minchiata colossale. E no, non lo scrivo perchè “vecchio è brutto” e quindi l’età c’entra eccome con l’aspetto fisico. Al contrario. Io non sono e non sarò mai Claudia Schiffer, ma le mie foto in età “teen” sono una roba da tener nascosta all’Aquilina finchè l’età “teen” non l’avrà superata lei: raccapriccianti. Per chiarire il concetto: faccio ancora pena (e tuttora non mi spiego come abbia fatto il Consorte ad innamorarsi… oltretutto proprio 18 anni fa, minchia che fegato che ha avuto…), ma di certo io son meglio adesso che 20 anni fa. Quindi la bellezza ha età eccome (magari non la stessa per tutti).
  2. “La fertilità è un bene comune”. Agghiacciante. Considerando da dove si passa per arrivare alla mia fertilità, altro che bene comune, saranno ampiamente fatti miei come me la gestisco e chi faccio accedere, eh? Altro che “bene comune“... proprietà privata direi, piuttosto. E poi il paragone con l’acqua che esce dal rubinetto… la paghi, l’acqua che esce dal rubinetto. E qui il dubbio è: ci pagheranno (anzi, vi pagheranno. Io ho già dato, stabilimento chiuso) per ogni ovulo fecondato (magari con uno sconto sulla bolletta dell’acqua, per stare in tema) oppure stanno studiando una nuova (mica tanto. La tassa sugli scapoli la mise all’epoca lo “zio” Benito, proprio per incentivare gli uomini a sposarsi e metter su famiglia) gabella per chi la fertilità non la fa fruttare?
  3. “Genitori giovani, Il modo migliore per essere creativi”. E alla canna del gas, visto che di questi tempi se non hai qualcuno (i nonni, dai) che ti sostiene economicamente voglio vedere come la mantieni una famiglia da ggggiovane (prima dei 30 un sacco di gente non è ancora riuscita a lavorare nello stesso posto di lavoro un anno intero. Se poi dici che aspetti un figlio… ciao, eh). E poi, mi sia permesso un personale “andate a stendere”, dato che mia madre ha conosciuto mio padre a 40 anni (lui ne aveva 38), a 42 l’ha sposato e a 44 (dopo due aborti spontanei) sono nata io. Cos’avrebbe dovuto fare, secondo questi coglioni (scusate la scurrilità, ma non c’è termine più adatto)? Darla via al primo che capitava giusto per dar retta a loro e non “restare indietro”?
  4. “La costituzione tutela la procreazione cosciente e responsabile”. La n.4. La n.4… Con i servizi (bwaahahhahah, buona questa!!) alle famiglie che ci sono (ci sono?) in Italia. Con il trattamento che subiscono tante mamme lavoratrici (e anche papà, o comunque chiunque abbia necessità famigliari. Ne parlavo in questo post). Con la chance di trovare un lavoro se dici che hai figli (o se non ne hai, ma al colloquio ti lasci sfuggire di avere un marito/fidanzato/moroso e non hai ancora 50 anni). Chi dannazione ha pensato la n.4?!?!?!?! Non che le altre siano digeribili, ma la 4… la 4 l’ha concepita un mentecatto, dai. Oppure l’han copiata pari pari, senza pensarci, dalla Germania, o dalla Svezia, o dalla Terra di Mezzo o da Narnia… 14199582_10210152938610254_2506579074528525979_n
  5. “Il rinvio alla maternità porta al figlio unico. Se arriva”. Primo: io, da brava grammar nazi, avrei visto molto meglio “Il rinvio della maternità”. Magari sbaglio io, ma scritta così già suona da errore grammaticale (se non bastasse la minchiata espressa dal concetto). Secondo: sarò anche di parte (figlia unica madre di figlia unica), ma credo che quanti figli fare sia la seconda cosa (la prima è se fare figli) che può riguardare soltanto chi deve farli (e mantenerli). Terzo: il “se arriva” minatorio in chiusura è incommentabile.
  6. “Datti una mossa! Non aspettare la cicogna”. Capito? Dai mo’, un po’ d’impegno santo cielo!! Non puoi restartene a casa e pensare che il pupo arrivi giù dal camino in un fagottino! Credi di poter avere un figlio senza faticare? E no! Via quelle chiappe dal divano, e in moto: tutti nell’orto a cercarlo sotto un cavolo, sto benedetto pargolo. Che, al massimo, se proprio il pupo non lo trovi mal che vada almeno un Pokémon l’acchiappi.

    Sinceramente… siamo seri davvero? La cicogna? Poteva forse essere la più “simpatica” (sì, come un’ernia inguinale o un calcio nelle gengive) del mazzo… ma insieme a tutto il resto è tra il penoso e il patetico.Fert
  7. “Non mandare gli spermatozoi in fumo”. Se non fosse che sui pacchetti di sigarette sta scritto – probabilmente per mera par condicio – che il fumo nuoce gravemente al feto, questa sarebbe un chiaro invito a spaccarti i polmoni di Marlboro rosse, in caso tu sia donna.
  8. “La fertilità maschile è più vulnerabile di quanto non sembri”. E, a corredo, una buccia di banana. La prima idea era stata un cetriolo morto, ma si vede che il verde in foto risaltava male. C’è però da ammettere una cosa (sorvolando sulla citazione musicale “L’unico frutto dell’amor… è la banana, è la bananaaaa”): questa in qualche modo dice una cosa giusta e che è necessario ribadire. Perché troppo spesso si da per scontato che i figli non arrivino per “colpa” della donna. Coppie in cui la donna ha speso mesi in visite, esami, analisi, cure. Ha sistemato tutto il sistemabile e… Niente. Solo allora, in cinque minuti (vabbe’ cinque giorni per l’esito) e un unico esame è venuto fuori che il problema stava nell’altra metà del cielo. A iniziare entrambi le indagini contemporaneamente si risparmiava tempo, denaro e nervi.
  9. “Sballato. Dopato. Fumato. Fertile?”. Fertile? Ma tesoro mio, uno che si fuma e cala l’impossibile sinceramente non mi sembra il padre più papabile dell’universo. Direi che la fertilità è l’ultimo dei suoi problemi, a meno che nel giro di 9 mesi non voglia diventare lui stesso il primo problema assoluto del pargolo… (peraltro, se la scrivevate almeno al plurale si evitava – come per quella delle sigarette – la poco simpatica impressione che invece la madre possa ingurgitare, fumare e iniettarsi la qualunque senza problemi).
  10. “La prevenzione garantisce il tuo futuro. In tutti i sensi”. La prevenzione. Cioè, qualcuno al ministero della salute ha il coraggio di parlare di prevenzione. Quando vai al CUP per prenotare una visita e ti rispondono che (e ti è andata bene!!) il primo (e unico) posto disponibile è dopo 6 mesi abbondanti. Cifra indicativa (che rispecchia solo quello che è capitato a me per una visita oculistica, richiesta a fine giugno. Ci vado il 2 gennaio. Fortuna che è un controllo – dato che sono passati 20 anni dall’ultima volta che un oculista ha avuto a che fare con la mia miopia+astigmatismo – che faccio per scrupolo avendo il rinnovo della patente a marzo 2017, e fortuna che mi sono mossa a giugno 2016). Perchè 6 mesi è un tempo fin troppo breve, rispetto ad altre esperienze simili (per esami molto più necessari e in situazioni molto più a rischio) che si sentono in giro. E questi mi parlano di prevenzione. Se si proponesse come istitutrice di asilo nido la strega della casetta di marzapane sarebbe più credibile. Ah, e poi non parliamo poi del “garantire un futuro”, perchè c’è da ridere (o da piangere, vedete voi).
  11. “Cin cin. L’alcol dimezza la fertilità”. E non solo quella. Perchè l’unica spiegazione è che questa campagna sia stata ideata da ubriachi e che l’effetto dell’alcool sui neuroni sia lo stesso che ha sulla fertilità. Prosit.

Altro che invogliare a fare figli.

Vedi sta campagna, pensi che tuo figlio da grande potrebbe ideare robe del genere (e magari neanche lo pagheranno per farlo, il che almeno giustificherebbe in parte il prestare neuroni per una cagata simile, ma sarà durante un indegnissimo e fichissimo “stage formativo”).

E mica ti butti per restare incinta.

Ti fai chiudere le tube, così, per precauzione.

N.B. La campagna è del Ministero della Salute. Solo per amor di precisione, l’attuale Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, è diventata mamma per la prima volta a 43 anni, nel 2015. Di norma non avrei nulla da dire (la mia mamma ne aveva 44). Ma stavolta… La coerenza prima di tutto, proprio.

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