Siria

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Siria a circa 8 mesi

Torno dopo oltre un mese per dedicare un post a una gatta. Una gatta di cui in questo blog credo di aver scritto forse solo di sfuggita, tipo un cameo in occasione della Giornata Mondiale dei Gatti del 2011 e un paio di citazioni.

Eppure per me è stata una gatta importante: era metà febbraio del 1997, quando è entrata a far parte della famiglia, la prima gatta esclusivamente nostra.

A dicembre del ’96 era sparita dal cortile la gatta “della casa”, Micky, poco prima di Natale. Avevo già pronto un pacchettino per lei sotto l’albero: un magone, al momento dell’apertura dei regali… gliel’ho conservato per settimane, sperando che tornasse. Invece non ne abbiamo più saputo nulla, nonostante ricerche e volantini.

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Uno dei primi incontri con Milla, la micia dei vicini che diventerà la sua migliore amica

A fine gennaio, poi, era morta mia nonna. 88 anni, sì. Inchiodata a letto da un ictus da luglio del ’95, sì. Ma pur sempre l’unica nonna che avevo ancora… insomma, un periodo da schifo.

Fatto sta che quando a inizio febbraio provai a insistere per un nuovo gatto, solo nostro, i miei non riuscirono ad essere categorici nel “No!” come erano stati fino ad allora: mio  padre chiese e ottenne dal padrone di casa il permesso di tenere un nostro gatto in appartamento.

Arrivò a casa nostra il 12 febbraio 1997: piccola e affamatissima. Mentre ero a scuola un’incaricata dell’Enpa, che sapeva che stavamo cercando un micio di adottare, aveva chiamato i miei: a poche decine di metri da casa nostra c’era un gattino che forse faceva al caso nostro. L’aveva trovato per strada una signora, che però era in procinto di trasferirsi e non poteva quindi tenerlo. Insomma: il tempo di pranzare e io e mio padre eravamo a casa sua, con tanto di portantino prestato dai vicini. Come ho scritto, quel gatto aveva una fame atavica, in quei primi giorni: prima di poter andare a comprare qualcosa di più adatto a un gatto (in casa non avevamo più nulla, anche il famoso “regalo di Natale” era stato nel frattempo ceduto ai vicini per la loro gatta e i supermercati allora non facevano orario continuato) ricordo che tra le altre cose spazzolò pure un piattino del minestrone avanzato dal pranzo…

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A 10 anni, ben portati

Era talmente piccola che venne stimata essere una gatta di tre mesi (invece poi capimmo che doveva averne almeno 6). E anzi: aveva una testa talmente massiccia rispetto al corpicino che la signora dell’Enpa ce la consegnò per maschio… da lì il nome, Sirio come il “mio” adorato Sirio il Dragone (fortunatamente è stato semplice modificare il nome una volta assodato che decisamente maschio non era…).

Uno dei miei primi ricordi con lei è di un pomeriggio di fine febbraio in cui ero sola a casa. Seduta alla scrivania,  stavo facendo i compiti mentre Siria dormiva sul mio letto alle mie spalle. A un certo punto mi sono sentita poggiare una “mano”sulla spalla. Quando ho trovato la forza di girare la testa verso  la “mano” mi sono trovata a fissare negli occhi gialli un batuffolo bianco e tigrato. Ma prima di riuscirci… eh, se non me la sono fatta sotto poco c’è mancato! 😨

In ogni caso Siria non è  mai stata la “mia” gatta: mio padre è  sempre stato il suo preferito, salvo una sbandata per il Consorte prima che ci sposassimo (in effetti ha preso malissimo il nostro matrimonio, al punto da passare dalla cotta palese ad ignorare altrettanto palesemente il Consorte. Credo che si sia offesa a morte che lui abbia scelto me e non lei…)… motivo per cui quando mi sono sposata è rimasta a casa dei miei.

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La foto più recente che ho, a 20 anni e 2 mesi.

È comunque “grazie a lei” se abbiamo adottato Shunrei: un paio di mesi dopo il mio matrimonio Siria sparì da casa per 10 giorni. Non era abituata a stare fuori, e memore di come era andata con Micky, convinsi il Consorte e portammo a casa Shunrei perchè “io senza gatti non ci sto!”. Il giorno dopo l’arrivo di Shunrei (manco a farlo apposta), una signora chiamò mio padre per dire che aveva trovato la Siria

E insomma,  miagolando e scherzando, il 15 d’agosto scorso Siria ha compiuto 20 rispettabilissimi e felini anni.

Perché ne scrivo ora?

Beh, che ha 20 anni l’ho appena detto,  quindi è ovvio che mi aspettassi questo momento: Siria è stata ricoverata a fine ottobre. Qualche acciacco era da un pezzo che ce l’aveva, ma ultimamente era molto peggiorata.  Stavolta la diagnosi è poco simpatica e – vista l’età – con poche scappatoie: i reni non ne possono più, e anche lei sembra veramente stanca… e non nasconde più di star male. Oggi pomeriggio sapremo qualcosa di più.

Prima l’appartamento dove sono cresciuta, poi mia mamma… ora la gatta. So che è stupido (perchè è così che va la vita), ma mi sembra di perdere un altro pezzetto di me. Spero che le notizie di oggi pomeriggio siano migliori di quanto temo…

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9 pensieri su “Siria

  1. Ti capisco fin nel profondo del midollo di tutte le mie ossa, mia cara amica, la scorsa primavera abbiamo detto addio a Quark, il nostro vecchiaccio di 18 anni. Se n’è andato semplicemente di vecchiaia, era “sano” per quanto possa esserlo un gatto di quell’età, ma ormai non ci vedeva e non ci sentiva più, non era in grado di usare la lettiera (perché non riusciva ad entrarci) mangiava a stento e a volte bisognava imboccarlo. Era con noi da prima che nascesse il nostro primo figlio. Ha raggiunto Link, il suo fratello adottivo, che l’ha preceduto (in circostanze ben più tragiche) di qualche anno nelle verdi praterie del cielo dei gatti con alberi di croccantini e fiumi di latte.
    Ora ne abbiamo ancora 2, Bro e Arwen, che speriamo ci accompagnino per molti molti anni a venire.
    Ti abbraccio e una grattatina dietro le orecchie alla tua amica speciale.

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    • Grazie! Essendoci passata pure tu, sai benissimo come mi sento…
      Per quanto riguarda la lettiera, anche la Siria è da un po’ che fa parecchia fatica (e, lo ammetto, mi dispiace per lei ma anche per mio padre che deve starci attento e ripulire in giro… ha pur sempre 80 anni anche lui). Vederci ci vede, appetito ne ha messo insieme anche più che negli anni da adulta, ma è da un po’ che beve come una spugna… e nonostante questo il veterinario l’ha trovata fortemente disidratata.
      L’altra cosa che ha notato mio padre da qualche mese è che a volte (di solito la mattina molto presto… fortuna che la vicina di sopra è sorda e degli altri condomini non si è mai lamentato nessuno) si mette a miagolare (forte) senza apparente motivo… visto che il veterinario già da un po’ ha parlato di “demenza senile”, finora avevamo dato la colpa a qualche “svarione”.
      In realtà negli ultimi giorni sto pensando che invece più che confusa sia appunto sofferente (è vero che i gatti tendono ad essere poco lamentosi e dissimulare il dolore… ma se davvero non ne possono più…).
      E insomma… se c’è la possibilità di farle passare dell’altro tempo in maniera decente, è ovvio che si fa tutto il possibile. Ma se questo tempo deve essere per lei una sofferenza… beh, non sembra la soluzione migliore per nessuno. Oggi pomeriggio vogliamo cercare di capire che possibilità ci sono. 😦

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  2. Mi spiace per Siria, come saprai ci sono passata con Tatanka
    era ormai vecchia la cagnona, stanca e alla fine paralizzata. Abbiamo deciso di non farla soffrire oltre e Hunter invece si è spento dormendo. I Cani grossi durano molto meno, tutt’oggi mi sembra d’aver perso un pezzettino di quello che era, il vuoto che han lasciato non è colmabile, ci sono alti cani, altri gatti, ognuno di loro si fa il suo posticino, ma quando se ne vanno lo lasciano vuoto.

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    • Tatanka, Hunter… e la Dea, che tra l’altro la Siria l’ha anche conosciuta “di persona” (pur se a distanza di sicurezza, in cortile).
      Comunque è vero, proprio così: è come perdere un pezzo del puzzle.
      Sicuramente ne aggiungerai altri, e pian piano il disegno si forma lo stesso… ma il “buchetto” resta e non c’è niente che lo possa chiudere alla perfezione.

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  3. Quando è mancata bonnie la cocketina di casa aveva 15 anni e per un cane sono tanti. Stava male per via di un tumore. Poi venne topazia una gattanera e marrone vissuta per 18 anni un caratterino che levati. Si faceva rispettare. Ora mamma ha pinko un gattone tigrato rosa bellissimo. Gli animali di casa accompagnano e rendono migliore la nostra vita.
    In bocca al lupo a Siria
    Elisa

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    • Grazie!
      Alla fine oggi è andata meglio di quanto temessi: per ora Siria è tornata a casa. Non che scoppi di salute, ma la settimana di flebo le ha fatto più bene di quanto ci fossimo azzardati a sperare: il veterinario ha detto che secondo lui non soffre (sono davvero contenta di essermi sbagliata, e che le sue sessioni canore all’alba siano solo qualche “svarione” da vecchietta), e che finchè riesce a mangiare da sola possiamo stare tranquilli (per quanto si può).
      Ovvio che è tutto merito suo (e del vet)… però magari questo post ha portato bene. 🙂

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  4. Quello che cerco di pensare in queste circostanze è che almeno hanno vissuto una vita lunga, piena, circondati di amore e attenzione e che non gli abbiamo mai fatto mancare niente.
    In realtà, non so come la prenderò io quando sarà il turno della mia adorata Lulina. Già il solo pensiero mi fa venire un magone :(((

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    • Per la verità non so nemmeno io come la prenderò (per ora sono contenta che il momento sia stato rimandato di un altro pochino): i gatti che ho perso finora lo sono stati nel senso letterale del termine: usciti dal portone e mai più rivisti. Dispiace, ma c’è sempre quel minimo di dubbio che non siano morti (oddio, ovviamente nel frattempo sì: Michael ora avrebbe 28 anni e Micky 27…) e che abbiano trovato una nuova casa. Non che faccia piacere, ma è una cosa che (nel bene e nel male) non ti permette di chiudere il capitolo. Stavolta è la volta che di dubbi non ce ne saranno.
      Comunque hai ragione: la consapevolezza di aver contribuito a far vivere una buona vita al cucciolo di casa di sicuro è d’aiuto.

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  5. Pingback: In viaggio sul ponte | Gite Mentali

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