Tutto è bene…

fire-spitting-dragon… quel che finisce bene, si dice. Sicuro. Solo che se ogni tanto qualcosa andasse liscio senza prima mettere a rischio le tue coronarie non sarebbe malaccio.

Avevo accennato in questo post che a inizio anno ci siamo decisi a cambiare gestore di telefonia fissa: dopo un mese passato praticamente senza ADSL e nessuna soluzione da parte di Infostrada, abbiamo approfittato di un’offerta TIM che ci farà spendere circa 10 € in meno al mese per tornare in “Telecom”. Richiesta di attivazione a TIM, raccomandata di disdetta a Infostrada, eccetera eccetera.

Devo dire che già l’attivazione con TIM non era partita sotto una stella particolarmente benevola: dopo un inizio promettente (dopo 5 giorni dalla richiesta di attivazione sono stata contattata per fissare l’intervento del tecnico qui a casa… e considerate che l’attivazione l’abbiamo fatta il 5 gennaio, con feste e weekend nel mezzo), sono iniziate le magagne.

Il 12 gennaio attendiamo il tecnico, che doveva passare tra le 10.30 e le 11.30. Si fa mezzogiorno e niente. Si fa l’una e niente… così chiamo il 187: beh, non si sanno spiegare come mai non sia venuto, a loro risulta l’appuntamento che ho io. Non potendogli spiegare nemmeno io come mai non sia venuto, l’operatrice mi dice che segnalerà la cosa chiedendo che ci ricontattino per un nuovo appuntamento. Mi raccomando che stavolta il tecnico mi dia un colpo di telefono quando sta per arrivare, giusto per non perdere un’altra mattinata per nulla (sto ancora cercando lavoro… ma se lavorassi aver buttato una mattina di ferie per niente e dover chiedere altre ore di permesso sarebbe stato ancor meno simpatico). Mi assicura di sì, bene, buona giornata.

Passano i giorni, nessuno richiama. Così richiamiamo noi: l’operatrice che risponde dice di vedere un appuntamento già fissato per il 23 gennaio, sempre tra le 10.30 e le 12.30. Ricordo di nuovo la faccenda di chiamare prima di venire, mentre mi chiedo quando dannazione pensavano di farci sapere qualcosa.

Arriva il fatidico 23 gennaio. E arriva anche il tecnico (anzi, la tecnica), e mi chiama prima di venire. Fa quello che deve fare, torna in centrale per attivare, torna qui a recuperare il baracchino che aveva lasciato attaccato alla presa, dice che è tutto a posto. Io però non riesco a navigare nè da PC nè da cellulare… la tecnica mi dice che forse c’è da cambiare qualche impostazione nel router, mi lascia i dati di accesso all’ADSL (quelli generici), io prima provo senza successo a mettere a posto il router, poi penso che sicuramente il Consorte è più bravo di me e gli passo la palla quando rientra da lavoro.

Ma il Consorte i miracoli non li fa… e non riusciamo a connetterci. Ci viene in mente che, a differenza delle due volte precedenti, stavolta non si è mai aperta la pagina automatica di attivazione account (l’unica che si apriva sia nel 2006 quando abbiamo attivato la prima Alice, e anche nel 2010 dopo il passaggio a Infostrada). Così cerchiamo in rete se quello può essere il problema, scopriamo che in effetti potrebbe essere, in qualche modo riusciamo a registrare una nuova casella di posta @tim.it e ad associarla all’account TIM fisso anche senza la pagina automatica.

Nonostante questo non riusciamo a navigare. E allora richiamiamo il 187.

Il primo commerciale ci ha detto che dopo l’intervento del tecnico c’erano altri lavori da fare in centrale e che quindi avremmo comunque dovuto attendere 24 ore. Eh? Ma la tecnica ha detto che la linea era disponibile e attiva da subito, non ha parlato di attese!

Il secondo commerciale (contattato quindi per conferma) ha invece rilevato che il router risultava non connesso ed ha aperto un guasto per verifiche.

Stamattina mi chiama un’operatrice dell’assistenza tecnica, che invece di risolvere il problema ha solo complicato le cose creando problemi dove non ce n’erano: mentre le spiegavo il problema, ha improvvisamente rilevato che la nostra utenza era “in blacklist per morosità” e che quindi poteva solo chiudere il guasto. Non ha saputo/voluto dirmi altro e mi ha rimandata al commerciale (e qui veramente ho rimpianto con tutto il cuore di non aver conosciuto prima il servizio di cui mi ha parlato Ivo Gandolfo in un commento al mio post sul MIUR. In ogni caso: grazie ancora per l’info, tra due anni può essere che ne approfittiamo).

La terza operatrice del commerciale (gentilissima, stavolta) è caduta dalle nuvole: non solo non risulta alcuna morosità pregressa a nostro carico (graziarcavolo, son ragioniera nell’animo. Odio pagare spese che non mi spettano, ma odio molto di più avere debiti in sospeso), ma addirittura risulta un credito di 13 € a nostro favore, relativo all’utenza cessata nell’ottobre 2010 (13 € che ovviamente nessuno si è mai curato di restituirci, ma che a mio parere possono anche tenersi, tant’è che me li ero dimenticati: quell’errore di fatturazione fu uno dei motivi per cui nel 2010 ce ne siamo andati, e per chiudere alla svelta i ponti decidemmo di lasciar perdere di chiederli indietro). Ha quindi riaperto la segnalazione al reparto tecnico, e in più ha fatto segnalazione urgente all’ufficio fatturazione per togliere dalla nostra utenza dalla blacklist (il vero motivo per cui l’ADSL non funzionava… hai voglia cambiare le impostazioni del router, registrare roba e sacrificare galletti a qualche oscura divinità): si è congedata augurandomi che entro sera potesse essere tutto sistemato, e chiedendosi anche lei come fosse stato possibile un pasticcio del genere (anche perchè se veramente fossimo stati morosi dal 2010… col piffero che ci avrebbero accettato l’attivazione di una nuova linea!).

Passano quattro ore, mi richiama l’assistenza tecnica. E qui arriviamo all’apoteosi dell’assurdo. Inizio a spiegare il problema e… l’operatrice torna a tirar fuori la storia della blacklist (sottintendendo, come l’altra, che se siamo dei cattivi pagatori… eh, fattacci nostri), che non può fare nulla e che dobbiamo chiamare il commerciale.

E qui (credo che parte del mio quartiere possa testimoniare… ehm…) sono andata in berserk. Ma sul serio. Sono lieta che l’Aquilina fosse a scuola e che si sia risparmiata (almeno fino a quando nell’adolescenza non combinerà qualche grossa minchiata) di assistere alla trasformazione di sua mamma in un drago sotto l’effetto dell’incantesimo “Ira”. Diciamo che ho spiegato due-tre cose alla malcapitata, tra cui il fatto che era il caso che si mettessero a conversare un attimo tra i loro vari reparti e la smettessero di importunare l’utente senza risolvere nulla, perchè una cosa del genere era da denuncia. Fine chiamata. Riprendo il telefono e torno a chiamare il commerciale, pensando che a breve il drago si sarebbe sbafato una seconda portata.

Mentre sono in attesa, mi richiama sul cellulare l’operatrice di prima (della quale apprezzo il coraggio. Sinceramente io non so se mi sarei richiamata…): mi dice che ha fatto lei le verifiche, che dovrebbe aver sistemato tutto e mi chiede di riavviare il router e riprovare a navigare. Provvedo, scongiurando che i vari spistolamenti di ieri sera nei settaggi del router non abbiano incasinato nulla e… ussignur, funziona tutto! Posta elettronica, browser… l’ADSL funziona!

E niente. Ci tenevo a gongolare con qualcuno.

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5 pensieri su “Tutto è bene…

    • Guarda, ti capisco perfettamente: è il motivo per cui non riesco a convincermi a cambiare gestore per luce e gas (non mi sono informata bene proprio per questo, ma sono dell’idea che monetariamente ci converrebbe passare a Coop): come faccio a dimenticarmi il colossale casino che ci ha piantato Eni quando siamo passati ad Hera (iniziato a ottobre 2010 e terminato a dicembre 2015)?
      Per l’ADSL, sono diversi anni che il Consorte avrebbe voluto cambiare… io finora avevo sempre tirato indietro perchè – possibilità di casini a parte – le alternative erano tutte più costose del contratto (monco) che avevamo in essere e alcune richiedevano anche un certo sbattezzo (ad esempio l’installazione della parabola, con Eolo). Stavolta è saltato fuori qualcosa di meno caro… e ho dato la mia approvazione.
      Ma sono sicura che i casini non sono ancora finiti: se non con Tim (aspetto la prima bolletta), con Infostrada… (che comunque fino al 7/2 abbiamo ancora sul groppone: per disdire la linea si prendono bel 28 giorni… tanto siamo noi che paghiamo).
      Per il momento però mi godo l’ADSL funzionante… che ci mancava da più di un mese!

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      • Pregodiniente 🙂
        Comunque tranquilla, un mio amico diceva sempre “Una bella giornata è solo un periodo transitorio molto breve tra 2 giornate piovose”. Quindi se ora funzionerà, molto a breve ti tireranno fuori casotti a non finire (non ti ricordi la tua sfortunata zia a cui han attivato l’adsl non voluta?).
        Io provando questo nuovo (si fà per dire, ha almeno 7 anni sul groppone se non di più) provider ho appena detto addio alla linea fissa (con sommo dispiacere di nonna, mamma e papà che ora si devono accontentare di usare un cellulare con tastoni enormi e senza rubrica per chiamare fratelli/sorelle/cugine/qualcheparentedefuntoperlopiù), che oramai IHMO tanto utile non è più (chi + chi – siamo tutti rintracciabili sul mobile). Ma soprattutto vuoi mettere avere l’ADSL sempre dietro? Io fossi in te ne approfitterei subito, tra 2 anni molto probabilmente i prezzi saranno molto diversi, visto che quelli attuali son in promozione.
        Tieni conto che comunque più son grossi più casini fanno, ed essendo TIM residuato bellico di ciò che fù, pur avendo tutto in “casa” visto che è loro, son più casinisti di tutti gli altri messi assieme, e ne hai appena avuta la conferma (una attivazione del menga trasformata in una piccola Odissea). Non adagiarti sugli allori 😉
        Comunque dovessero mai fare casini sappi che ADUC ha riferito che puoi cessare unilateralmente il contratto senza penali, visto che comunque son casinisti (facendo presente anche quest’episodio tanto per). Il loro avvocato saprà spiegarti meglio se lo contatti 🙂

        Ah! questo è il mio speedtest attuale, fatto in mezzo alle montagne (son in trasferta lavorativa) 😛 http://www.speedtest.net/android/2570938044.png

        Saluti

        Ivo

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  1. Il tuo post mi fa squillare un campanello d’allarme.
    Da due anni vanto un credito con TIM (ex Telecom) di circa 60 €. Vari sollecitazioni, anche a fronte di una richiesta loro di 250 € per una cessazione mai registrata. Serie di raccomandate, chiarimenti ed infine mi comunicano che stanno disponendo il rimborso di 60 €. Visto che non arriva sollecito. All’ultima telefonata vengo a sapere che non mi vengono spediti perchè avrei 77 € da pagare, ovvero dovrei saldare pagando io 17 € che però ancora non mi hanno chiesto ufficialmente.
    Non so come andrà a finire, io per ora faccio il pesce in barile, anche se penso che prima o poi si faranno vivi richiedendo quei 77 € di non so cosa ed intanto i miei 60 andranno in prescrizione.

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    • Deformazione (ex) professionale: per non far prescrivere il tuo credito, basta che poco prima che scadano i due anni dalla tua ultima richiesta (a mezzo raccomandata) tu invii un’altra raccomandata: dal ricevimento di quest’ultima riparte il conteggio dei due anni (e così via finchè non ti rompi le scatole o finchè il costo di affrancatura delle raccomandate non supera il tuo credito… il che, se le Poste continuano ad aumentare le tariffe, avverà abbastanza in fretta: già ora siamo sopra i 5 €).
      Per quanto riguarda la boiata dei 77 €, finchè non ti fanno formale richiesta scritta (magari con raccomandata… le lettere semplici puoi anche ignorarle, visto come si comportano loro) puoi ampiamente fregartene.
      In ogni caso – da ragioniera che sono, sebbene “non praticante” – mi chiedo che razza di bolgia infernale e guazzabuglio possa essere la contabilità aziendale dei fornitori di utenze (tutti!): noi a scuola diventavamo cretini (e il prof appioppava brutti voti) se nei compiti di ragioneria c’erano discrepanze di poche centinaia di lire (e giustamente, tra l’altro. Si chiama “far quadrare i conti” mica per sport). Qua siamo nella “realtà” e devono avere degli sbilanci di decine di migliaia di € (per essere ottimisti) bellamente ignorati…

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