Genetica (e inettitudine)

Questa mattina ero in Cardiologia all’ospedale per un elettrocardiogramma (nulla di che, nonostante i 4 mesi di assenza non ce la fate a liberarvi di me: si tratta semplicemente del secondo step per poter diventare donatori AVIS). Mi chiamano, entro in ambulatorio e consegno al medico la cartelletta che mi hanno compilato in accettazione. Mi preparo, mi stendo sul lettino, nel mentre lui inserisce i miei dati sulla macchina e a un certo punto mi fa:

“Quanti anni ha?”

“Trentotto”

“Cosa?”

“Trentotto, ancora per quattro mesi”

“Ah… ma allora la data indicata qui è giusta! A vederla gliene avrei dati una ventina…”

“Eh, magari… ormai sono il doppio! Ma sa che capitava pure a mia madre? Ancora quando aveva 70 anni, non gliene davano più di 60. L’unica differenza tra me e lei è che lei non voleva assolutamente dire la sua età perchè «Se ne dimostro meno, lascia che credano che ho quelli», a me invece non interessa dire quanti anni ho perchè tanto la carta d’identità mica la tarocco per omissione…”

“Ahah… Quindi è ereditario”

“Boh, probabile. Io intanto porto a casa i complimenti e ringrazio!”

Le differenze con mia madre, a voler essere sinceri, non si fermano al nascondere o meno la data di nascita. Mia mamma era anche capace di mettersi in piega i capelli, ci teneva a vestirsi bene e sempre in maniera consona all’occasione, non usciva senza rossetto, filo di fondotinta e almeno il mascara, la sera passata di Oil of Olaz prima di dormire.

Io invece affogo nel mio personale Maelstrom composto in parti uguali da:

  1. pigrizia – Per un po’ ho usato la crema idratante la mattina. Poi mi sono stufata. E il rossetto mi sembra una perdita di tempo: prima volta che mangio qualcosa (dato che non usandolo granchè ne ho uno semplicissimo e economicissimo, altro che matt gloss lunga durata e no transfer) è andato. Facciam prima e lo metto giusto per le occasioni importanti. Tipo ai matrimoni, magari fino a fine cerimonia mi dura;
  2. inettitudine – Non ho la minima idea di come si usi un fondotinta e non so usare gli ombretti in polvere: solo qualche anno fa ho imparato a farmi la riga sugli occhi con la matita, prima ombretto liquido o niente. Non sono capace di pettinarmi, se non dando qualche colpo di spazzola e lasciando che i capelli vadano dove credono… indipendentemente dalla lunghezza del taglio. E grazie a Dio ho i capelli lisci.
  3. depressione – Se siete sovrappeso e girate per negozi cercando qualcosa di decente a prezzi umani, sapete di cosa parlo. In pratica, la mia mise abituale è cambiata di quasi niente rispetto a quando avevo 16 anni: jeans (l’ultima gonna l’ho messa quando mi sono sposata, e se dico “ultima” credetemi) e maglietta/maglione. E non sto scherzando… nel senso che ho ancora diversi capi di quel periodo che ancora mi stanno (più decentemente di molti di quelli appesi nei negozi). Giusto ieri mattina mi è venuto in mente che il gilet della Fruit che avevo addosso dovevo averlo preso quando ero fidanzata da poco, tipo nel 1999… ah, e non parliamo del top sottostante. Quello di sicuro ce l’avevo per la gita in Francia del 1996, e già allora non era nuovo di pacca. Ah, in questa terza sezione mettiamoci anche l’orrore per la vita da spiaggia e l’abbrustolirsi al sole: quando capita di doverci andare (l’Aquilina adora il mare), l’unico momento in cui esco dall’ombra è per fare il bagno. E poi un pizzico del punto 1 (pigrizia): protezione 50+ (il solare dell’Aquilina) per tutti e via andare (anche se così mantengo il mio bel colorito cadaverico 12 mesi l’anno: chissene).

Ora, fate un mix di queste tre cose: che può uscirne? Non una alle soglie degli anta (che ormai a quell’età dovresti aver imparato a bardarti in un certo modo): ormai si mettono più in tiro di me le dodicenni per l’interrogazione di Geografia. Non potendo darmi 12 anni, la gente si ferma al primo numero credibile…

Poi ok, un po’ di genetica ci sta. Perchè per dirla tutta, poi, non capitava solo a mia mamma di non dimostrare l’età che aveva.

A mia nonna (materna) ne successe una pure migliore.

Maggio 1981, nonna stava per compiere 73 anni. Venendo a trovarci insieme a mia zia, all’altezza di I. purtroppo hanno avuto un incidente: niente di grave per loro, ma l’Opel di mia zia ha reso l’anima. Sono state portate all’ospedale di I. per i controlli di rito, durante la visita a mia nonna esce uno dei medici e avvicina mia zia:

“Senta, sua madre dice di non aver battuto la testa… però vorremmo fare lo stesso qualche accertamento approfondito, perchè non credo che stia rispondendo a tono, mi sembra molto confusa”

“Oddio, ma in che senso?”

“Le abbiamo fatto le solite domande di valutazione, e continua a insistere di avere 72 anni… ma non è possibile, ne avrà al massimo 55!”

“E’ possibile sì… se non le credete controllate i documenti, è davvero dell’08!” 😀 (per la cronaca, in quel momento mia zia di anni ne aveva quasi 47: il complimento indiretto se l’è beccato pure lei, se alla sua mammina ne stavano attribuendo solo 8 di più…)

E niente.

Se davvero si tratta di genetica ed è ereditario, spero che a suo tempo l’Aquilina mi pagherà almeno una pizza come ringraziamento… 😛

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2 pensieri su “Genetica (e inettitudine)

  1. Sono un caso disperato; pigra, inetta al trucco e sovrappeso…..con in più cinquanta superati …. consolati….potrebbe essere per sempre. Mi va bene che non dimostro la mia età, sennò sarebbe un guaio !!!!
    Elisa

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