♪♫ In the jungle, the mighty jungle… ♪♫

… beh, il leone probabilmente non c’era e basta, perchè con il casino che è successo di sicuro lo svegliavamo noi.

Fino a ieri sera ero convinta che il mio prossimo post sarebbe stato di tutt’altro genere (lo stavo rifinendo), ma pensare di poter star tranquilli per un po’ è stato evidentemente troppo ottimistico. Stamattina poco dopo le 8.30 stavo portanto al CRE l’Aquilina, come al solito da due settimane. La gran parte del percorso è su pista ciclo-pedonale, quindi piuttosto tranquilla, giusto?

Ma anche no.

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Nella foto qui sopra potete vedere il tratto che stavo percorrendo io, visto dalla mia prospettiva. Vedete qualcosa? Sì, ok, la siepe. Intendo: vedete altro, a parte la siepe e un po’ della strada? Ok… facciamo un gioco. Adesso guardate la foto sotto, ripresa dalla parte opposta.

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E ora, vedete qualcosa? Esatto! A metà ciclabile c’è un “taglio”, che non fa parte della ciclabile principale (come da cartello stradale): sarebbe il proseguimento di un passaggio pedonale che viene dal parcheggio adiacente.

In parole povere: chi si immette da quel taglio (a piedi o in bicicletta) diventa visibile a chi percorre la ciclabile nel senso in cui la stavo percorrendo io solo quando ormai è in mezzo alla pista.

Grazie a questa bella situazione (e al fatto che chi si è immesso non si è fermato  scendendo dalla bici e accertandosi di aver via libera, ma ha solo rallentato un po’ per imboccare la curva e via), stamattina sono finita per terra, con l’Aquilina che era sul seggiolino posteriore.

E inizialmente era pure colpa mia: “Non hai frenato, andavi troppo veloce!” “Grazie al cavolo… quando l’ostacolo mi si è parato davanti ormai ero a mezzo metro!” (senza un motivo per farlo, vorrei capire chi è che frenerebbe a casaccio tanto per inchiodare. Per inciso: il trasporto dell’Aquilina sul seggiolino è perfettamente in regola, dato che ha meno di 8 anni. Ma è piuttosto ovvio che il suo peso in più sulla bicicletta contribuisce ad aumentare lo spazio che mi serve per poter fermare il mezzo. Se uno mi spunta davanti all’improvviso, è possibile che io riesca a inchiodare da sola… ma decisamente improbabile con lei sopra).

Poi è successo che un paio di mamme (non so chi siano, comunque grazie), che stavano anche loro accompagnando i bimbi al CRE, si sono fermate a vedere cosa era successo (sentendo me che avevo alzato la voce e soprattutto l’Aquilina che piangeva terrorizzata) e hanno anche loro fatto notare che quello che avrebbe dovuto fermarsi era la mia controparte.

Nessun danno evidente alle persone: non sono riuscita a non far cadere la bicicletta perchè il peso dell’Aquilina dietro non mi ha concesso di reggerla, ma sono almeno riuscita ad accompagnarla fino a terra evitando il botto sull’asfalto. L’Aquilina ha il collo un po’ abraso dalla cintura del seggiolino, ma grazie al cielo la lego sempre… se no la recuperavo in mezzo alla siepe.

La bici di chi mi è apparso davanti ha la ruota davanti piegata e da sostituire… la mia bici all’apparenza sembrava incolume, invece fermandomi per farle dare una controllata (dopo aver lasciato l’Aquilina al CRE ho avuto la sensazione che il manubrio avesse qualche lieve problema di sterzata a sinistra) a detta del meccanico potrebbe essere antieconomica da riparare (sembrava nulla, invece pare  essere incrinato il telaio, roba da portare a un fabbro a far risaldare… roba che costa meno una bici nuova, insomma). Per andare va ancora, ma diciamo che il meccanico non si è preso responsabilità sul livello di sicurezza ed essendo il mio unico mezzo di trasporto, e dovendoci scarrozzare in giro l’Aquilina… concludete voi.

In conclusione:

  1. fermatevi sempre e scendete dalla bici per controllare se potete immettervi da una secondaria su una principale in sicurezza, in situazioni simili (di norma dovrebbe succedervi solo se frequentate la Foresta Amazzonica, ma abbiamo appena visto che potrebbe capitarvi anche in piena Pianura Padana. Va’ che roba ‘sta globalizzazione, eh?);
  2. legate sempre i bambini ai seggiolini (a tutti i seggiolini. Auto, bici, autoscontro, seggioloni, passeggini, monoposto di formula 1, space shuttle, tutti), se avete intenzione di trascorrere ancora qualche decennio insieme a loro;
  3. un GRAZIE di ❤ va sicuramente al servizio di manutenzione del verde comunale (cui appena arrivata a casa ho fatto partire segnalazione con il crisma dell’apposita App e con foto allegate: aspettiamo che si faccia davvero male qualcuno, per dare una potatina?): erano solo 27 anni che usavo la mia bici (è dall’estate del 1990 che quella poveraccia mi scarrozza in giro, regalo per una pagella di 1^ media piuttosto buona), avevo davvero una gran voglia di doverla cambiare (e per scaramanzia non scrivo a chi toccherà sborsare i quattrini, ma temo di conoscere già il suo IBAN… qualche indizio: ama il viola, scribacchia su un blog, adora i gatti, leggere e nel 1990 oltre a ricevere in regalo una bicicletta è anche diventata fan di Shiryu dei Cavalieri dello Zodiaco).
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