Chi non muore…

… prima o poi torna rompere le balle. Ebbene sì, ci sono ancora. Che dire… passavo di qua e…

No, non passavo affatto di qua. Per dirla tutta, passavo da Twitter. Stamattina m’è venuta voglia di capire come mai con Twitter proprio non mi ci trovo. Accedo al profilo, cambio avatar (beh, questo lo so fare)… e mi accorgo che l’ultimo tweet a mio carico risale al 18 settembre 2017: esatto, l’ultimo post pubblicato qui. E insomma… se di Twitter me ne frega una cippa (no, non ho capito nemmeno oggi perché non mi ci trovo. Sarà per la prossima volta… tra altri 7-8 mesi, suppongo), beh, di questo postaccio non posso (ancora) dir lo stesso.

Se non ho scritto per 7 mesi non è stato perché non sia successo niente degno di nota. Tutt’altro… di carne al fuoco ne abbiamo avuta parecchia, avrei potuto scassarvi l’anima con saghe di post (non a livello della battaglia con Eni, ma insomma… ce ne sarebbe stata). Più prosaicamente… non avevo voglia di scrivere. E se non ho voglia di scrivere io… figuriamoci chi legge qualcosa scritto controvoglia quanta può averne. Meglio tacere, giusto?

Ad ogni modo, stamattina ho capito che non sono comunque ancora pronta a mollare questo blog al suo destino.

Che è successo da queste parti da ottobre in qua?

Beh, l’Aquilina ha imparato a scrivere, a leggere, a fare addizioni e sottrazioni e un po’ tutto il corredo culturale-cognitivo della prima elementare (primaria, sì, è vero. Ma “prima primaria”, permettetemi, fa proprio pietà… anni con la prof di italiano che ti dice di evitare ripetizioni, poi arriva un ministro dell’istruzione e te ne impone una proprio per il primo anno di scuola. Ma vadavialcù…). Ha fatto nuove amicizie, rinsaldato le vecchie e si trova bene con le maestre. La cosa buona è che anche le maestre si trovano bene con lei (non solo a livello di rendimento, anche a livello di comportamento ed educazione… il che vuol dire che io e il Consorte forse non stiamo facendo poi un brutto lavoro).

L’Aquilina ha anche partecipato al suo primo saggio (a dicembre) e alla sua prima garetta (domenica scorsa) di ginnastica ritmica, si è divertita, ha messo insieme due medaglie (di partecipazione, le danno a tutte) e siamo contenti tutti. Io ho dovuto imparare a farle lo chignon (mai fatto – né subìto – uno in vita mia): l’allenatrice si era raccomandata tantissimo per i capelli: chignon, eventuali frange tirate indietro, tutto fissatissimo, 3000 mollette, ecc.

A Natale l’avevo scampata perché l’Aquilina aveva ancora i capelli troppo corti dall’ultimo taglio di giugno 2017 (quindi codina di cavallo, bassa se no ne perdiamo la metà, e ciaone).

Ad aprile i cm in più di crescita m’han tolto l’alibi. E allora via: un’ora su Youtube a capire cosa diamine fare, che l’Aquilina ha pure la frangia e i capelli ancora son mica tanto lunghi. Provo con quello che ho in casa, scopro che se uso un “copricoda” bene o male l’impalcatura reggerebbe senza troppi ciuffi che sparano (si veda foto. Dai, non faceva poi così schifo, manco avevo usato lacca…)… ma no, niente copricoda ammesso.  Torno a studiare, vengo a conoscenza di attrezzi mai visti o quasi (forcine di due tipi, una ciambella non commestibile…), li compro. Li provo.

La mattina della garetta siamo al ritrovo davanti al palazzetto, per poi partire alla volta della bassa modenese. Arriva una bimba compagna di corso dell’Aquilina. Perfettissima. Tanto che alla madre chiedono “Wow! Ma l’hai portata dalla parrucchiera?”. E lei “No, fatto io in 5 minuti”.

Bene: autostima distrutta in 3, 2, 1…: io c’ho messo un’ora d’orologio e lo chignon dell’Aquilina non so se stesse su più per l’effetto del quintale di lacca, delle forcine bigusto a farcire la ciambella o della quantità di madonne e santi assortiti che ho invocato in quell’ora… però è rimasto su tutto il giorno, eh. Poi a sera l’abbiamo smantellato con martello, scalpello e metal detector per rintracciare tutte le forcine in mezzo alla selva (e lo stesso ce n’è sfuggita una, che il giorno dopo è stata fagocitata in qualche modo dal Roomba).

Ma ora, avendo già abusato fin troppo della pazienza di eventuali lettori, che è successo a noi “vecchi” ve lo racconto la prossima volta (magari prima di altri 8 mesi).

 

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2 pensieri su “Chi non muore…

  1. Ben ritrovata !
    Contenta che tu e l’aquilina stiate bene. Le mamme di bimbe votate alla danza classica artistica ecc… sono votate al martirio del chignon con forcine lacca ecc…. a meno di tagliare i capelli a zero. Pare che alle bimbe questa opzione non piaccia molto. Io sempre stata fuori dell’ ordinario. e odiavo la danza. Oggi come contrappasso adoro il balletto. Aspetto prossime news.
    Elisa

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    • A zero, hai detto? Mmmmh… beh, caso mai…
      No dai, scherzo: fino a lì non ci sono ancora arrivata. Per ora i miei nervi hanno retto… XD
      Sono negatissima con tutto quello che ha a che fare con trucco e parrucco (in primis per me, figurati farlo a qualcun altro… ah già, perché la mise dell’Aquilina per gare e saggi comprende anche ombretto azzurro, mascara e rossetto rosa. Il mascara le ho già detto che prossima volta se lo mette da sola, è stata talmente ubbidiente al mio “stai ferma” che al primo tentativo pareva un panda del WWF), ma in qualche modo mi tocca farcela.
      Quando ad agosto scorso le abbiamo chiesto cosa volesse fare di sport, se ne è uscita con un “Voglio fare le capriole e la ruota”. Un tentativo a basket (che ha fatto per due anni) l’abbiamo fatto lo stesso, sai mai che volesse continuare… però le abbiamo fatto provare anche ginnastica artistica e ritmica (l’associazione sportiva è la stessa, puoi scegliere se fare le due lezioni di prova per un corso solo o farne una e una). Il passo successivo sarebbe stato judo (la ruota magari no… però capriole in qualche modo le fai anche lì), ma si è decisa per la ritmica (poi vedremo se l’anno prossimo vuol continuare).
      P.S. La ruota per quest’anno non è riuscita a impararla… se ha ereditato la mia atleticità, è possibile che non l’impari mai ^__^; (fortunatamente almeno il fisico l’ha preso dal babbo)

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