10×10 tag

Alleggerisco un po’ l’atmosfera e approfitto per continuare un tag creato da Oriana del blog I discorsi dell’ ascensore; la nomina mi arriva da Perennemente Sloggata,  che ringrazio per il pensiero e lo spunto!

Iniziamo con il regolamento per per partecipare:

  1. Citare il blogger che ha creato il tag, taggando il suo 10×10 tag (https://oriana75.wordpress.com/2017/05/26/10×10-tag/)
  2. Citare il blogger che ti ha nominato linkando il suo 10×10 tag (https://perennementesloggata.wordpress.com/2017/06/05/tag-10x10tag/)
  3. Semplificare la vita al successivo blogger, scrivendo il link del proprio 10×10 tag (https://gitementali.wordpress.com/2017/06/08/10×10-tag/)
  4. Rispondere alLA DOMANDA
  5. Nominare da 0 a 100 blogger
  6. Usate l’immagine che volete

LA DOMANDA: 

Esclusi i beni primari, quali sono le 10 cose di cui non potresti fare a meno? Perché?

In ordine non troppo casuale, ci provo:

  1. Lo smartphone – Ormai è il mio centro operativo portatile, per quanto fino a neanche due anni fa fossi convinta che un normale cellulare mi fosse più che sufficiente. Invece adesso non potrei più fare a meno della comodità di WhatsApp; dell’immediatezza di poter controllare la posta elettronica dove mi pare; di internet a portata di mano; di foto e filmati che nulla hanno da invidiare alla fotocamera e videocamera di casa, della mia playlist sempre a portata di orecchio; di poter dare un occhio a Shake & Fidget senza avere un PC sotto mano; dell’app della Biblioteca per cercare qualche titolo che mi ha incuriosita e segnarmelo tra i preferiti per il prossimo prestito; di ripassare inglese, francese, spagnolo e giapponese e di provare a infilarmi in zucca qualcosa di tedesco con Duolingo e Memrise… e poi non vado avanti, che ci siam già capiti.
  2. Il WiFi –  Che già da 11 anni ci ha dato la possibilità di navigare in internet senza dover cablare tutta casa… Ora poi che col cambio gestore da febbraio funziona liscio come l’olio, è un paradiso. E poi ovviamente mi serve per risparmiare la connessione dati dello smartphone. 😛 )
  3. 19022467_10212550464777175_1480671585_oUna pila di almeno 10 libri sul comodino, in attesa di essere letti. – Quando iniziano ad essere meno, mi prende tristezza… Ma per fortuna è difficile che succeda: a parte essere “costretta” a rimpiazzare i miei libri letti perchè i miei autori stra-preferiti (se potessi acquistare le nuove uscite di tutti i miei scrittori preferiti, avrei un paio di new entry a settimana, mi sa… solo che tocca limitarsi…) continuano a sfornare, la mia adorata Biblioteca Comunale mi permette il saccheggio a gruppi di 5 volumi per volta.
  4. Il PC portatile – Perchè è vero che con lo smartphone si fanno tante cose, ma personalmente non riesco a farci proprio tutto (ad esempio, scrivere questo post. E’ vero, c’è l’app di WordPress. Ma a scrivere testi lunghi su quello schermino mi viene l’orticaria!). E allora il caro vecchio (ha superato in scioltezza i 6 anni di vita, a febbraio) Asus è assolutamente un must.
  5. Gli auricolari – Perchè è vero che ora ho il mio migliaio di canzoni preferite sempre a portata d’orecchio (una roba da fantascienza, se penso a quando andavo in giro con walkman e musicassette!)… ma senza auricolari servono a poco!
  6. Il microonde – Lo uso da ormai quasi 13 anni in pratica solo per scaldare (il latte della colazione, l’acqua per un té, il cioccolato da sciogliere per una torta, un pasto veloce, il parmigiano grattugiato per fare le cialdine rapidamente…), ma decisamente non potrei più farne a meno.
  7. L’agenda – Perché dei miei tre neuroni fidarsi è bene, ma non fidarsi è ancora meglio. E anche se le cose più importanti me le segno con tanto di promemoria  sonoro anche sul cellulare, non riesco proprio ad eliminare quel libricino portatile che mi appesantisce la borsa: nonostante tutto, mi resta più comodo annotare su carta. Anche per qualche riscontro “storico”, dato che le sto conservando tutte dal 2004… O__O
  8. La matita per sopracciglia – Che, insieme a quella per occhi e al mascara, è poi anche l’unico oggetto di makeup che utilizzo quotidianamente… Però, se senza ombretto e mascara posso anche accettare di uscire (in fondo, gli occhiali mascherano un po’), senza matita per sopracciglia… no, proprio no.
  9. Gli orecchini – Soprattutto da quando l’anno scorso ho scoperto AliExpress e ho praticamente triplicato la mia collezione al costo medio di 1 € al paio. Prima li cambiavo molto di rado, perchè bene o male cascavo sempre sugli stessi a mia disposizione… adesso che ho l’imbarazzo della scelta, invece, è un divertimento variare ogni giorno. 😀
  10. Il bancomat – In pratica, giravo con più contanti addosso quando avevo 13 anni: allora, cercavo di avere sempre intorno alle 12.000 L. nel portafogli (non so perchè 12, ma tant’è). Ora mi capita spesso di girare per anche più di una settimana con meno di 6 €… perchè tutte le volte che posso, preferisco usare “lui” (soprattutto perchè nel totale delle operazioni gratuite sul c/c i prelievi di contanti vengono conteggiati, ma i pagamenti col Pos no… quindi, meno prelievi di contanti facciamo meglio è).

Sarebbe il momento delle nominations… però è da talmente tanto che sono latitante (e anche quando mi capita di sbirciare in giro non delurko mai) che non mi va di chiamare direttamente in causa nessuno. Quindi facciamo così: formalmente opto per 0 nomination. In pratica, chiunque abbia trovato un po’ divertente o interessante questo tag è libero di continuarlo come e dove vuole. 🙂

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Gotta Catch’em All

C’è chi chiede a gran voce le dimissioni del ministro della salute, dopo l’ideona del Fertility Day (che, tra l’altro, gode anche del record di “sito internet aperto e chiuso nello stesso minuto”. Sì, c’è un sito internet dedicato all’eventone. Potete cercarlo, anche se siete di fretta, perchè visitarlo è cosa rapida: in fondo è composto da un’unica pagina con il logo dell’iniziativa).

Io invece questa ministra la voglio ancora in carica. E voglio che le diano anche più ministeri. Perchè se ampliamo il suo raggio di azione, altro che scrivere un post al mese quando va bene… io torno a rompervi le balle minimo tre volte a settimana, come ai bei tempi. Una miniera d’oro di materiale. In alternativa, potrei assoldare il team che ha studiato la campagna perchè continui a sfornare idee solo per me, ma non so se accetterebbero (al massimo, se le gatte sono d’accordo, potrei pagarli in croccantini)… e poi non saprei dove mettermeli, che siamo già pur sempre in 3 e 2 gatte in 70 metri quadri.

Comunque: presente il trend dell’estate 2016, l’app Pokémon Go? Ecco, io no. No nel senso che il mio smartphonino non è abbastanza smart per giocarci, così so che esiste, l’ho intravista… ma non ho mai potuto cavarmi la soddifazione di acchiappare un Rattata o collezionare Pidgey. Però, grazie all’eventone, adesso colleziono qualcosa anch’io.

Ne ho trovate altre tre! Di cosa? Ma di immaginette!! Adesso ve le presento, eh… (proseguo con la numerazione dal post precedente).fert2

 12. “Prepara una culla per il futuro”. Bastasse una culla. Considerando che manco per un gatto ti basta la cesta con un cuscino, la stanno facendo un po’ troppo facile. Io credo che chi ha messo in piedi tutto l’ambaradan di figli non ne abbia manco uno. O, se li ha, ha anche uno stuolo di babysitter che glieli tirano su. Ho idea che chi ha messo in piedi tutto l’ambaradan non sa cosa significhi arrivare a fine mese in tre (o in quattro, o in cinque) con 1500 € (e non va neanche male!) di entrate mensili complessive e tutti i conti da pagare (altro che biglietti del treno gratis, visite mediche gratuite, spese per occhiali regalate, ecc ecc…). Non ha idea di cosa significhi andare a lavorare per girare l’intero stipendio all’asilo nido e alla babysitter (che copre gli orari in cui l’asilo chiude, ma tu lavori). Ammesso di avercelo, un lavoro. Non ha idea di tante cose. Perchè se ce l’avesse, saprebbe che se le nascite sono in calo la colpa non è della gente che aspetta perchè è pigra/egoista o non ha voglia di preparare una culla o di trombare come ricci. 14141936_10210755439632107_9053702033329587428_n

13. “Un figlio è sempre possibile, anche durante la malattia”. Questa l’ha scritta il Ministero della Salute. L’avesse scritta il Grande Puffo, considerando come si riproducono i puffi (a proposito… come si riproducono i puffi?) e il tasso di malattia presente al villaggio dei funghetti, forse avrei potuto capirla. Ma l’ha scritta il Ministero della Salute. Ora… qualcuno può gentilmente andare a spiegare a questa gente che in gravidanza diventi deficiente anche se ti viene un raffreddore, perchè porcapaletta non puoi assumere praticamente nessun farmaco senza rischi per il bimbo? E, una volta assodato che questi ameni individui hanno assimilato questo primo concetto, qualcuno può cortesemente tentare di inculcargli anche l’idea che con certe malattie (un bel tumore, ad esempio, come suggerisce il turbante rosa dell’esaltata in foto), se la mamma ammalata non si cura, a fine gravidanza non ci arriva viva (e figurarsi se ci arriva il bambino…)? Oppure, se si cura, il bambino è comunque spacciato (se gli va bene ha solo danni permanenti, ma che volete che sia…)?
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14. “Infezioni sessualmente trasmesse? Anche no. Difendi ogni giorno la tua fertilità”. Ho tenuto la migliore per ultima. Purtroppo non sono riuscita in nessun modo a trovare un’immagine più definita di questa (un ritaglio preso da un collage)… e, come accennato sopra, il sito ufficiale è M.I.A. e non è possibile sfogliare la gallery ufficiale lì. Comunque, serve lo stesso allo scopo (ahahah… notate il fine doppio senso). Siamo all’apoteosi. Campagna in favore della fertilità. Foto di profilattici. Sipario. Scherzi a parte, mi stupisce che il Ministero non sia già stato messo a ferro e fuoco dai fondamentalisti cattolici. Un filo per stendere con sette gommini con su dei post it con sette nomi diversi (ohi, complimenti al lui di turno. Già arrivare al weekend senza confondersi e pigliarsi dei papagni in faccia perchè l’hai chiamata Sonia, ma quella che ti stavi bombando era Caterina – “Azz! Giovedì è domani…” – non è da poco. C’è da dire che magari il post it appiccicato sopra serve da promemoria, tipo bigliettino nascosto nell’astuccio durante i compiti in classe). Alla faccia della castità prematrimoniale, del matrimonio per la vita e della condanna degli anticoncezionali. In ogni caso, qui il Ministero ha cannato. Mi spiego: per una volta ha tenuto fede al suo compito, la tutela della salute degli italiani (notevole, niente da dire). Ma se davvero voleva sostenere la fertilità e l’aumento del tasso di natalità, attaccati a quel filo dovevano esserci solo i post it: al ritmo di 30 tizie diverse ingroppate dallo stesso tipo (mi rifaccio al post di ieri: qui “John Holmes” di Elio e le Storie Tese sarebbe la morte sua) ogni mese, vuoi che non ci scappino almeno una decina di pargoli? Ogni bimestre hai una classe del nido già pronta.

Chiudo rifacendomi al post di 2 giorni fa (peraltro frutto anche quello di un’ideona del Ministero della Salute. Tra un po’ mi sa che faccio prima a passare a loro nome utente e password del blog e farli scrivere direttamente qui: ci risparmiamo un passaggio). Iniziative simili, pagate anche con i soldi delle mie (delle nostre) tasse, direi che ti fan proprio venir voglia di boicottare lo Stato… Se dovete sputtanare i soldi che mi prendete in questo modo, forse è il caso che io trovi la maniera di non darveli più (almeno quelli di un pacchetto di paglie, che dal resto non si scappa… volendo anche restare onesti).

Andate e moltiplicatevi (ma così anche no, eh…)

Questa settimana il Consorte è in ferie (anche la prossima). Quindi il blog non sarebbe stato tra le mie priorità, diciamo.

E invece… preparatevi, perchè se l’ultimo post era una robina breve breve, questo è uno dei miei soliti. Di lunghezza biblica. E, nonostante questo, non ho nemmeno scritto tutto quello che penso…

Giusto ieri ho scoperto un eventone, fissato per il giorno precedente quello del mio compleanno. Immagino che ormai lo sappiate… siore e siori, il 22 settembre è il Fertility Day!  Che sarebbe già una mezza vaccata se si riferisse all’agricoltura… invece no, di cavoli in un certo senso si parla, ma sono i cavoli sotto i quali nascerebbero i bambini.14199679_10153900562276864_43525261719966339_n

Quello che non mi ha permesso di tener ferme le dita sulla tastiera (in fondo che mi frega… io ho già dato, giusto? Rompete le palle a qualcun’altra…) è stata l’astuta e finissima campagna pubblicitaria che ha accompagnato il lancio dell’eventone. Roba che il top lo si può raggiungere giusto mettendo quale colonna sonora ufficiale dell’happening “John Holmes” di Elio e le Storie Tese.

Viste le immaginette a corredo del post? Ma quanto son belle, eh? Talmente belline che secondo me si meritano una bella chiosa una per ciascuna. Ma allora cominciamo subito, suvvia!!

  1. “La bellezza non ha età. La fertilità sì”. Che almeno nella seconda parte e almeno in un certo senso è vero. Peccato la seconda parte non c’entri un tubo con la prima, se vogliamo (che diamine vuole comunicarmi? Vuole rassicurarmi sul fatto che dopo la gravidanza non diventerò un roito – beh, non più di quanto lo sia in partenza – e quindi non ha senso aspettare di diventare inguardabile per fare un figlio?). Il fatto che la bellezza non abbia età, permettetemi di dire che è di base una minchiata colossale. E no, non lo scrivo perchè “vecchio è brutto” e quindi l’età c’entra eccome con l’aspetto fisico. Al contrario. Io non sono e non sarò mai Claudia Schiffer, ma le mie foto in età “teen” sono una roba da tener nascosta all’Aquilina finchè l’età “teen” non l’avrà superata lei: raccapriccianti. Per chiarire il concetto: faccio ancora pena (e tuttora non mi spiego come abbia fatto il Consorte ad innamorarsi… oltretutto proprio 18 anni fa, minchia che fegato che ha avuto…), ma di certo io son meglio adesso che 20 anni fa. Quindi la bellezza ha età eccome (magari non la stessa per tutti).
  2. “La fertilità è un bene comune”. Agghiacciante. Considerando da dove si passa per arrivare alla mia fertilità, altro che bene comune, saranno ampiamente fatti miei come me la gestisco e chi faccio accedere, eh? Altro che “bene comune“... proprietà privata direi, piuttosto. E poi il paragone con l’acqua che esce dal rubinetto… la paghi, l’acqua che esce dal rubinetto. E qui il dubbio è: ci pagheranno (anzi, vi pagheranno. Io ho già dato, stabilimento chiuso) per ogni ovulo fecondato (magari con uno sconto sulla bolletta dell’acqua, per stare in tema) oppure stanno studiando una nuova (mica tanto. La tassa sugli scapoli la mise all’epoca lo “zio” Benito, proprio per incentivare gli uomini a sposarsi e metter su famiglia) gabella per chi la fertilità non la fa fruttare?
  3. “Genitori giovani, Il modo migliore per essere creativi”. E alla canna del gas, visto che di questi tempi se non hai qualcuno (i nonni, dai) che ti sostiene economicamente voglio vedere come la mantieni una famiglia da ggggiovane (prima dei 30 un sacco di gente non è ancora riuscita a lavorare nello stesso posto di lavoro un anno intero. Se poi dici che aspetti un figlio… ciao, eh). E poi, mi sia permesso un personale “andate a stendere”, dato che mia madre ha conosciuto mio padre a 40 anni (lui ne aveva 38), a 42 l’ha sposato e a 44 (dopo due aborti spontanei) sono nata io. Cos’avrebbe dovuto fare, secondo questi coglioni (scusate la scurrilità, ma non c’è termine più adatto)? Darla via al primo che capitava giusto per dar retta a loro e non “restare indietro”?
  4. “La costituzione tutela la procreazione cosciente e responsabile”. La n.4. La n.4… Con i servizi (bwaahahhahah, buona questa!!) alle famiglie che ci sono (ci sono?) in Italia. Con il trattamento che subiscono tante mamme lavoratrici (e anche papà, o comunque chiunque abbia necessità famigliari. Ne parlavo in questo post). Con la chance di trovare un lavoro se dici che hai figli (o se non ne hai, ma al colloquio ti lasci sfuggire di avere un marito/fidanzato/moroso e non hai ancora 50 anni). Chi dannazione ha pensato la n.4?!?!?!?! Non che le altre siano digeribili, ma la 4… la 4 l’ha concepita un mentecatto, dai. Oppure l’han copiata pari pari, senza pensarci, dalla Germania, o dalla Svezia, o dalla Terra di Mezzo o da Narnia… 14199582_10210152938610254_2506579074528525979_n
  5. “Il rinvio alla maternità porta al figlio unico. Se arriva”. Primo: io, da brava grammar nazi, avrei visto molto meglio “Il rinvio della maternità”. Magari sbaglio io, ma scritta così già suona da errore grammaticale (se non bastasse la minchiata espressa dal concetto). Secondo: sarò anche di parte (figlia unica madre di figlia unica), ma credo che quanti figli fare sia la seconda cosa (la prima è se fare figli) che può riguardare soltanto chi deve farli (e mantenerli). Terzo: il “se arriva” minatorio in chiusura è incommentabile.
  6. “Datti una mossa! Non aspettare la cicogna”. Capito? Dai mo’, un po’ d’impegno santo cielo!! Non puoi restartene a casa e pensare che il pupo arrivi giù dal camino in un fagottino! Credi di poter avere un figlio senza faticare? E no! Via quelle chiappe dal divano, e in moto: tutti nell’orto a cercarlo sotto un cavolo, sto benedetto pargolo. Che, al massimo, se proprio il pupo non lo trovi mal che vada almeno un Pokémon l’acchiappi.

    Sinceramente… siamo seri davvero? La cicogna? Poteva forse essere la più “simpatica” (sì, come un’ernia inguinale o un calcio nelle gengive) del mazzo… ma insieme a tutto il resto è tra il penoso e il patetico.Fert
  7. “Non mandare gli spermatozoi in fumo”. Se non fosse che sui pacchetti di sigarette sta scritto – probabilmente per mera par condicio – che il fumo nuoce gravemente al feto, questa sarebbe un chiaro invito a spaccarti i polmoni di Marlboro rosse, in caso tu sia donna.
  8. “La fertilità maschile è più vulnerabile di quanto non sembri”. E, a corredo, una buccia di banana. La prima idea era stata un cetriolo morto, ma si vede che il verde in foto risaltava male. C’è però da ammettere una cosa (sorvolando sulla citazione musicale “L’unico frutto dell’amor… è la banana, è la bananaaaa”): questa in qualche modo dice una cosa giusta e che è necessario ribadire. Perché troppo spesso si da per scontato che i figli non arrivino per “colpa” della donna. Coppie in cui la donna ha speso mesi in visite, esami, analisi, cure. Ha sistemato tutto il sistemabile e… Niente. Solo allora, in cinque minuti (vabbe’ cinque giorni per l’esito) e un unico esame è venuto fuori che il problema stava nell’altra metà del cielo. A iniziare entrambi le indagini contemporaneamente si risparmiava tempo, denaro e nervi.
  9. “Sballato. Dopato. Fumato. Fertile?”. Fertile? Ma tesoro mio, uno che si fuma e cala l’impossibile sinceramente non mi sembra il padre più papabile dell’universo. Direi che la fertilità è l’ultimo dei suoi problemi, a meno che nel giro di 9 mesi non voglia diventare lui stesso il primo problema assoluto del pargolo… (peraltro, se la scrivevate almeno al plurale si evitava – come per quella delle sigarette – la poco simpatica impressione che invece la madre possa ingurgitare, fumare e iniettarsi la qualunque senza problemi).
  10. “La prevenzione garantisce il tuo futuro. In tutti i sensi”. La prevenzione. Cioè, qualcuno al ministero della salute ha il coraggio di parlare di prevenzione. Quando vai al CUP per prenotare una visita e ti rispondono che (e ti è andata bene!!) il primo (e unico) posto disponibile è dopo 6 mesi abbondanti. Cifra indicativa (che rispecchia solo quello che è capitato a me per una visita oculistica, richiesta a fine giugno. Ci vado il 2 gennaio. Fortuna che è un controllo – dato che sono passati 20 anni dall’ultima volta che un oculista ha avuto a che fare con la mia miopia+astigmatismo – che faccio per scrupolo avendo il rinnovo della patente a marzo 2017, e fortuna che mi sono mossa a giugno 2016). Perchè 6 mesi è un tempo fin troppo breve, rispetto ad altre esperienze simili (per esami molto più necessari e in situazioni molto più a rischio) che si sentono in giro. E questi mi parlano di prevenzione. Se si proponesse come istitutrice di asilo nido la strega della casetta di marzapane sarebbe più credibile. Ah, e poi non parliamo poi del “garantire un futuro”, perchè c’è da ridere (o da piangere, vedete voi).
  11. “Cin cin. L’alcol dimezza la fertilità”. E non solo quella. Perchè l’unica spiegazione è che questa campagna sia stata ideata da ubriachi e che l’effetto dell’alcool sui neuroni sia lo stesso che ha sulla fertilità. Prosit.

Altro che invogliare a fare figli.

Vedi sta campagna, pensi che tuo figlio da grande potrebbe ideare robe del genere (e magari neanche lo pagheranno per farlo, il che almeno giustificherebbe in parte il prestare neuroni per una cagata simile, ma sarà durante un indegnissimo e fichissimo “stage formativo”).

E mica ti butti per restare incinta.

Ti fai chiudere le tube, così, per precauzione.

N.B. La campagna è del Ministero della Salute. Solo per amor di precisione, l’attuale Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, è diventata mamma per la prima volta a 43 anni, nel 2015. Di norma non avrei nulla da dire (la mia mamma ne aveva 44). Ma stavolta… La coerenza prima di tutto, proprio.

Neverending Story – Part 14: ♪♫ This is the end… ♪♫

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E stavolta Morte lo mandiamo davvero in vacanza per sempre…

Nel post di ieri dicevo che vi avrei fatto sapere… Beh, sono lietissima di poter mantenere la promessa già oggi. E ancora di più (come da titolo del post) di poter davvero assicurare, stavolta, che questo è davvero l’ultimissima volta che vi stresso con questa storia. 🙂

Io ero dell’idea di aspettare risposta alla mia e-mail di sabato, o comunque di vedere se per posta arrivava qualcosa nei prossimi giorni: dopo le precedenti e completamente inutili mie telefonate al call center non avevo nessunissima intenzione di chiamare (più volte erano stati in grado di rimangiarsi pure la parola scritta, e ogni volta che avevo provato a chiarire la faccenda al call center era sempre venuto fuori che in qualche modo il torto doveva essere mio, perchè loro assolutamente non sbagliavano mai a fatturare).

Mio padre, invece, ha scelto di tagliare la testa al toro, non avendo niente da perdere e nemmeno i “nervi scoperti” con ENI (come invece ho io da un pezzo), così mi ha chiesto se gli passavo copia dell’e-mail con i dati: se ero d’accordo, voleva provare a chiamarli lui. Mal che vada non gli avrebbero detto niente. A quel punto avevo ben poco da perdere pure io…

Che dire: a lui è andata bene (sì, si vede che son proprio sfigata io di mio, con i call center… 9 su 10 che l’incompetente lo becco io), ha trovato una persona disponibile ad ascoltare il problema, che quando ha saputo che io non avevo più modo di accedere al sito ha subito detto che avrebbe inviato per e-mail copia del documento. E difatti mezz’ora dopo avevo la fantomatica fattura in posta elettronica (è inutile perchè non leggerà mai questo post, ma: grazie papà!).

E insomma… ci han messo tre anni per emetterla, ma

si tratta davvero, finalmente, della nota di accredito che storna completamente a zero il pasticcio di cinque anni fa. 

Anzi, pare che per posta dovrebbe pure arrivarmi un assegno di €.29.99 (se vi va, qui potete vedere i conteggi). Sinceramente: se arriva, bene. Se non arriva, pace. Ma se arriva faccio la spendacciona e invece di tener lì i soldi a rimborso di tutte le raccomandate inviate tra il 2010 e il 2012, vado a festeggiare la fine conclamata dell’odissea con Consorte e Aquilina al kaiten sushi…

Stavolta posso scriverlo: tutto è bene quel che finisce bene (è vero, potevo avere un po’ di pazienza e me la sarei cavata scrivendo direttamente un unico post e rompendovi le balle una volta sola…. ma diciamo che dopo quello che abbiamo passato per 3 anni, la pazienza per questa faccenda è stata esaurita un bel po’ di tempo fa! 😛 ).

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Neverending Story – Part 13

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Il (c) del marchio Eni è sempre di Eni, il (c) della Morte è sempre di Morte…

Che dire… mai titolo fu più azzeccato per questa serie di post.

Vi ricordate la mia odissea con quei delinquenti Eni? No? Bene, perchè quasi quasi l’avevo dimenticata pure io. Del resto, da quando la loro responsabile mi scrisse finalmente che era tutto sistemato e che non mi avrebbero mai più chiesto nulla sono passati tre anni. TRE ANNI.

A fondo post trovate i link ai ben 13 post precedenti, ma cerco di riassumere il più in breve possibile l’odissea:

Ad agosto 2010 cambiai gestore per la fornitura di Gas perchè Eni perchè per mesi non mi aveva mandato fatture per un loro errore (ammesso in due loro lettere di risposta alla mia richiesta di chiarimenti sulla mancata fatturazione e sulla presenza sul loro sito di valori di lettura contatore che non corrispondevano a quelli del mio contatore) di scambio letture contatori (in pratica, al mio contatore abbinavano la lettura del contatore del mio vicino del piano di sopra, di 6000 mc più alta del mio).

Eni affermò di aver risolto l’errore, ma appena ricevuta (e pagata) la prima bolletta regolare io e il Consorte decidemmo di cambiare gestore perchè la loro gestione del reclamo era stata vergognosa.

A questo punto Eni ci mandò (con ritardo di oltre 6 mesi dal cambio gestore)  una fattura a chiusura di oltre 5.000 €, utilizzando la lettura errata del mio vicino di casa e smentendo con i fatti la loro ammissione di errore e di risoluzione dello stesso (e passando anche i dati errati al nostro nuovo fornitore, quindi costringendomi ad aprire un reclamo anche preso questo!). Tutto questo accadeva nel febbraio 2011.

Tre anni (TRE!!) di raccomandate dal primo reclamo, solleciti, loro ammissione di errore senza mai sistemarlo realmente, loro intimazioni a pagare una cifra non dovuta per loro stessa ammissione, storno solo parziale della fattura ERRATA (hanno in pratica tentato di far pagare a me l’IVA sulla fattura, che non potevano più recuperare essendosi decisi a stornarla solo oltre un anno dopo l’emissione… l’IVA su una fornitura mai fatta e fatturata per errore, vi rendete conto?)… poi finalmente sembrava tutto risolto (nel 2012), con tanto di e-mail della responsabile del reclamo che mi assicurava che non non mi sarebbe più stato chiesto nulla:

«Da: V. D. – ENI
Data: 21/01/2013 17:04:54
A: Shunrei
Cc: R. L. ENI; Mbx B. Governance ENI; adiconsum.emiliaromagna@cisl.it
Oggetto: R: Utenza 13********48 – Reclamo riconosciuto fondato, ma mai risolto, in essere dal marzo 2010.

Buonasera,

Come anticipato nella telefonata del 18 di dicembre le confermo l’accredito di € 851,57 (*) inserito a sistema con rata manuale (vds videata sotto). In attesa della fattura di storno, le confermo che il saldo debito di € 819,58 relative alla fattura 20101211 non deve essere pagata e le azioni di morosità restano comunque bloccate. A disposizione per ogni ulteriore chiarimento in merito porgo un cordiale saluto.

D. V.»

Dalla videata allegata risultava la mia situazione contabile, con morosità a zero. Tutto a posto? In un mondo decente sì [(*) l’importo fa riferimento alla seconda fattura errata, quella in cui tentavano appunto di addebitarmi comunque almeno l’importo dell’IVA].

Notifica 20151121Ma poi, tre anni dopo l’ultimo mio contatto con loro… sabato 21 novembre mi arriva un’e-mail dal servizio clienti ENI (non sono più loro cliente da ormai 5 ANNI), che mi avvisa che è stata emessa una fattura sulla mia utenza (???) in data 17/11/2015. Il codice (dell’ex) utenza è corretto. Tutto il resto è di un’assurdità incomprensibile.

Non ho modo di vedere questo documento perchè sono anni che non essendo più loro cliente non posso accedere al loro sito (ho provato a farmi inviare una nuova password, e mi arriva pure. Solo che quando provo ad inserirla mi dice che non ho l’autorizzazione per accedere. A voi i commenti)… e son qui a chiedermi cosa si siano inventati stavolta per perseguitarmi e provare a rubarmi dei soldi. Pensate che nel frattempo quel famoso contatore non esiste nemmeno più, è stato sostituito (da ENI, che ha in gestione – sic! – queste operazioni sui contatori anche se voi avete altri gestori) nel maggio 2014.

Ho subito scritto un’e-mail alla responsabile che tre anni fa doveva aver risolto tutto (e per conoscenza alla boss suprema di ENI e all’Adiconsum). Attendo risposta (?).

Quello che so è che mi fionderò all’Adiconsum immediatamente non appena riuscirò ad avere informazioni su questo documento palesemente falso.

Che dire… vi farò sapere.

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Fa proprio pendant…

Uuuh… sono talmente presente qua che ormai mi succede con WordPress la stessa cosa che mi capita quando compro le sigarette: sono una fumatrice talmente incallita, che nell’intervallo tra l’acquisto di un pacchetto di paglie e l’altro la Philip Morris una volta su due m’ha cambiato qualcosa nella grafica della confezione (e i casi son due: o sono loro ossessivo-compulsivi per quanto riguarda il packaging, o effettivamente ha ragione il mio dentista a rifiutarsi di barrare la casellina “fumatrice” nella mia scheda personale, dopo aver sentito a quanto ammonta il mio consumo mensile).

Traduzione del paragrafo precedente: ogni volta che mi collego per spolverare il blog, mi ritrovo con WordPress che aggiunge qualcosa (l’ultima volta il bannerino per i cookies, stavolta una funzione che dovrebbe aiutarmi a non distrarmi mentre scrivo. In pratica stavolta un regalo di compleanno anticipato d’un mese: pure WP s’è accorto che sto invecchiando, si saran detti che se non ci mettono una pezza loro a venire incontro alle mie sempre più limitate capacità mentali… qua non mi vedono più. 😛

Passo di qua per mandar via un po’ di tristezza che ho addosso oggi, perchè sto vedendo sgretolarsi sotto le mie mani una cosa bella (un gruppo di aMMiche su FB, che nell’ultimo anno e mezzo mi ha dato veramente tanto) senza poterci fare niente… ma oggi invece voglio essere positiva a tutti i santi costi (l’Aquilina non solo sta continuando la sua sequenza di notti asciutte, ma ieri notte si è anche svegliata a m’ha chiamata per andare in bagno a fare pipì, già questo non mi par poco. Poi settimana prossima il Consorte è in ferie, e mi par tanto), tant’è che credo di aver rischiato che i vicini chiamassero la neuro perchè mi son messa a cantare i Roxette nel corridoio di casa, intanto che differenziavo la differenziata. Roba che m’è parso di esser tornata in 3^ superiore, giuro, però qualche pensieraccio s’è allontanato.

PPComunque, mentre girellavo sul solito Feissbuk, m’è capitata sott’occhio una chicca. E ho pensato di farla vedere pure a voi. Eccola qua.

Volevo pertanto attirare anche la vostra attenzione sulla schiccheria che è l’abbinamento qui sotto di titolo d’articolo (Paura del parto, e dai poi. A parte che il primo e miglior motivo per non avercela è: hai alternative? No, perchè se davvero le hai e le brevetti, diventi ricca in quattro secondi. Astenersi chi suggerisce l’adozione, che in effetti al momento è l’unica alternativa esistente al parto, per diventare madre…) con la fotina ad hoc.

Minchia, con quattro invasati del genere con quelle espressioni in sala parto (chissà che staranno a guardà… roba da X-Files, sicuro), la paura del parto l’han fatta venire a me. Adesso. Che non solo non sono incinta, ma che soprattutto – prima che mi ricapiti – come minimo bisogna che si scomodi di nuovo lo Spirito Santo (se non s’è ancora capito, l’Aquilina resta pezzo unico, con buona pace di tutti).  >.<

In ogni caso, ne approfitto per augurare un buon Ferragosto a tutti quelli che capitano qua… noi ci rileggiamo (visto l’andazzo, mi sa proprio) a settembre. 🙂

Biscotti alla crema (solare)

Non mi dilungo a sottolineare il superfluo (e cioè che ultimamente dire che sto latitando è farmi un complimento), ne approfitto giusto per dare un segno di vita (intanto che non sono ancora evaporata).

Le ultime settimane sono state un po’ impegnative: mia zia è stata operata a un piede (e ne avrà per un po’, visto che delle indicazioni che le hanno dato per la convalescenza tende a seguire solo quelle che non le rompono le balle… ‘namo bene…). Io e l’Aquilina siamo state impegnate in una girandola di esami e visite di controllo per le sue orecchie ed è venuto fuori che, nonostante quest’anno abbia avuto molte meno otiti… è messa peggio di quanto non fosse ad ottobre scorso. Per farla breve: col catarro che ha bloccato dietro i timpani, è come se stesse tutto il tempo con due dita ficcate nelle orecchie (e sono stati confermati i miei dubbi che i suoi impacci col parlare potessero dipendere da lì). Abbiamo tre mesi per farle fare tre cicli di aerosol a casa, due settimane di terme, mare quando possibile… poi a settembre si fa il punto della situazione e se non è migliorato nulla, compiuti i 4 anni farà “Ciao ciao” con la manina alle sue adenoidi.

20150630_160604Con il mare in qualche modo abbiamo già iniziato, anche se viste le ferie del Consorte per lo più si tratterà di toccate e fuga il sabato pomeriggio, fino a settembre. Comunque, martedì scorso in spiaggia per noi (amanti della montagna) è stato un evento: era dal 2007 che io e il Consorte non mettevamo piede al mare in costume da bagno (senza peraltro sentirne la mancanza…). E’ andata molto bene per la pupa (che non vede l’ora di tornare in spiaggia), abbastanza bene per me (più che altro perchè ho deciso di fregarmene se sembravo Moby Dick con costume fiorato. Cavoli di chi guarda), quello che c’ha rimesso di più è stato il Consorte: a star dietro all’Aquilina che il pomeriggio non si riusciva a levare dall’acqua (mentre la mattina non voleva quasi fare il bagno, era in modalità “patella” e appena l’acqua le arrivava al ginocchio voleva stare in braccio) il Consorte s’è ustionato il dorso dei piedi al punto che il giorno dopo, mentre al farmacista chiedevo una crema un po’ tosta per le scottature solari, mi chiedevo contemporaneamente se non fosse più appropriata la salsa barbecue che avevamo comprato sabato all’Iper. Ufffff… son riuscita ad evitare scottature alla pupa, ma prossima volta mi sa che dovrò romper di più le scatole a suon di “Vieni a rimetteti la crema…” pure al papà…

Con l’arrivo dell’estate, però, la voglia di stare al PC è finita in generale sotto le infradito… insomma, è finita che mi sono accorta con un po’ di ritardo che la storiaccia della normativa sui cookies che un mesetto fa mi aveva fatto oscurare il blog per qualche giorno si è praticamente risolta da sè. Come forse avrete visto dal banner che compare in basso quando aprite sto sito (che finalmente si riesce davvero a levare cliccando su “Chiudi e accetta”, mentre quello “di ripiego” che avevo dovuto metter su a giugno vegetava rompendo le scatole ovunque e basta), finalmente lo staff di WordPress s’è deciso a rilasciare quel widget che gli utenti europei stavano chiedendo da secoli.

Non so di preciso se l’abbiano fatto perchè si son stufati delle lamentele o perchè alla fine si son resi conto che rischiavano (loro) casini, ma almeno l’han fatto. Se a qualcuno interessa, ecco qui la comunicazione ufficiale di WordPress.com relativa al nuovo (invocatissimo) widget.

Cookies3Tra l’altro, stamattina aprendo Firefox dopo un sacco di tempo (ultimamente mi stava dando più noie che gioie, ed ero tornata a Chrome come browser predefinito), mi sono accorta che un’altra soluzione suggerita dagli utenti del web (accennavo qui ad una petizione lanciata sul tema) è stata raccolta dagli sviluppatori di Firefox (e, anche se non mi sono messa a guardare in giro, ho idea che presto l’esempio sarà seguito anche dagli altri browser principali): con uno degli ultimi aggiornamenti è stata aggiunta una barra che (tra tutti gli altri tasti presenti) permette di gestire i cookies presenti nella pagina web visualizzata, bloccarli, cancellarli gestirli come uno vuole con un paio di semplici click e senza dover andare a cercare col lanternino – ogni volta che si apre una pagina – la rispettiva voce nel menù.

Io comunque sono talmente preoccupata da ‘sta cosa dei cookies (per quanto riguarda me come utente internet) che… continuerò a usare Chrome e a fregarmene dei biscotti come ho fatto finora. U__U