Il trasloco della Principessa

20170729_192616.jpgQuesta estate ha anche portato un cambiamento non da poco, in famiglia.

Premessa: la Ciccia è una gatta affettuosissima (e chiacchierona), ma un bel po’ permalosa. E’ sempre stata – purtroppo – il tipo di gatto che se deve farti sapere che qualcosa che non le va non te lo dice miagolando o lamentandosi (tipo gnolando davanti a una ciotola vuota o raspando davanti a una lettiera poco pulita), ma piuttosto pisciando da qualche parte (e continuando fino alla risoluzione del “problema”… ammesso che si riuscisse a capire quale fosse).

E questo mica da adesso che ha quasi 13 anni e uno potrebbe dire “sta invecchiando, non ci prende più”… da sempre, anche da prima che arrivasse Leda. Tant’è che in casa è da un pezzo che non abbiamo più tappeti. Da quando è arrivata anche l’Aquilina più o meno tutti i giorni qualche ricordino in giro lo lasciava. Tipo la cacca quasi quotidiana sul pavimento del bagno, o il bidet utilizzato per la pipì (nonostante due lettiere, utilizzate seppur condivise con la collega). Però quelli erano posti facilmente pulibili, e sinceramente quasi non ci facevo più caso.

Negli ultimi mesi però la cosa si era un po ‘ “aggravata”, anche se in maniera saltuaria: ha iniziato a bersagliare il nostro letto. Non ricordo esattamente il numero di episodi (la maggior parte si è risolta a lavatrici e bicarbonato), ma abbiamo dovuto buttare un cuscino in lattice (non lavabile) e anche i due piumoni (di quelli che si accoppiano e con cui fai tutto l’anno), cui a forza di lavaggi hanno ceduto le cuciture e ormai avevano perso la maggior parte delle piume dell’imbottitura. Ma anche qui, nonostante la spesa per ricomprare la biancheria danneggiata, in qualche modo si andava avanti.

Poi venerdì 30 giugno, mentre ero in casa con l’Aquilina, l’ha rifatta su uno dei miei cuscini (per fortuna quello lavabile in lavatrice). E sabato mattina, mentre facevamo le valigie per partire due giorni dopo per la montagna, l’ha rifatta in mezzo al letto sopra una borsa (vuota) che dovevamo portare con noi (con ancora tutta la biancheria del giorno prima stesa ad asciugare…)

Dovendo partire lunedì 3 luglio per star via quasi una settimana, non sapevamo come fare (cosa avremmo trovato, al ritorno? Una cosa è intervenire sul materasso immediatamente, una cosa è se la pipì resta lì anche solo mezza giornata… e, a parte chiedergli di passare per fare manutenzione alle gatte, non potevo certo chiedere a mio padre di impegnarsi anche a ripulirci il materasso ogni singolo giorno).

L’unica soluzione rapida che ci è venuta in mente per non ammattire (a parte le vacanze con l’angoscia, quante altre volte avremmo dovuto cambiare il letto da lì alla partenza?) è stata chiedere aiuto alla famiglia del Consorte: noi viviamo in condominio senza un giardino nostro, loro invece abitano in una casa quadrifamigliare, con giardino esclusivo di proprietà sia davanti casa che sul retro.

Fortunatamente, la Ciccia si è adattata bene fin da subito, anche se io ho costretto il Consorte a chiamare i suoi tutti i giorni (di solito è tanto se si sentono una volta, mentre è in ferie) per un saluto (… e per avere notizie della gatta. 😛 ) e al nostro ritorno dalla montagna sembrava stare meglio di quando non fosse stata da anni (temo da quando le abbiamo messo in casa Leda…): anche la bisnonna sembrava essersi affezionata (la Ciccia la segue per l’orto meglio di un cagnolino, e la bisnonna l’ha ribattezzata “Principessa“… titolo che la gatta ha subito accettato senza problemi: accorre prontamente così come ha sempre fatto con “Ciccia” o “Shunrei“).

Ne abbiamo parlato, e alla fine il Consorte ha provato a chiedere ai suoi se la sistemazione della micia poteva essere definitiva (ovviamente fermo restando che avremmo continuato a provvedere noi a pappa, lettiera, antipulci, veterinario…). Si aspettava come minimo un po’ di reticenza (più che comprensibile: alle 13 del sabato ti chiedo di tenermi la gatta, alle 15 te la sbologno, 10 giorni dopo ti chiedo di tenerla e basta… “Se avessi voluto un gatto me lo sarei preso da solo” sarebbe stata una risposta sensata e comprensibile).

E invece no… la risposta è stata “Va bene”.

20170729_192817.jpgInsomma, la Ciccia è là in “trasferta” da allora: ha a disposizione due giardini (essendo comunicanti, non disdegna nemmeno quello della vicina), un sacco di posti dove sonnecchiare/rifugiarsi, almeno un amico (Mimì, il gatto della vicina, che in poche settimane pare abbia digerito più della Leda in 8 anni) a farle compagnia. Ha espressamente richiesto e utilizza la lettiera solo per la pipì (per il resto pare che il prato della vicina sia molto più performante… ehm…), ha i suoi posti dove riposare e grattarsi, intrattiene chiunque abbia voglia di risponderle con le sue miagolate, ci tiene a fare almeno un sopralluogo quotidiano dentro casa e alla plebea ciotola dell’acqua preferisce quella corrente che goccia da un annaffiatoio. Può salutare il Consorte quando lui si ferma a pranzo nei giorni feriali, e un paio di weekend al mese cerchiamo di andarla a trovare tutti insieme.

L’Aquilina ha preso il cambiamento meglio di quanto temessi: ci è rimasta un po’ male subito, quando al momento di tornare a casa ha capito sul serio che la Ciccia non sarebbe venuta con noi. Dopo però ha semplicemente assimilato che ora lei è dai nonni, e che quando andiamo là può salutarla. Insomma, non la cerca (nel senso che non chiede ad nauseam “Quando torna la Ciccia?” e tu daccapo ogni volta a spiegare questo e quello).

Anche Leda mi ha sorpresa: ammetto di aver chiesto a mio padre, quando poteva, di andare a darle un occhio anche la mattina e non solo alla sera come eravamo d’accordo inizialmente: Leda non è mai stata sola in vita sua (prima con la famiglia d’origine, poi con noi o solo con la Ciccia le 5 volte che siamo andati in vacanza negli ultimi 8 anni), appiopparle 6 giorni di solitudine “a secco” mi inquietava un po’. Invece niente: semplicemente è diventata più coccolosa di prima. E’ sempre quel tipo di gatto che chiede e accetta coccole solo quando, come, dove e soprattutto per quanto tempo decide lei, ma ora te la ritrovi più spesso tra i piedi a fare le fusa in cerca di una carezza o un grattino.

Per farla breve: quella che l’ha vissuta peggio, con magone e quant’altro sono stata io… 😂😂

La Ciccia ha qualche problema solo con i coinquilini occasionali. L’altro giorno, ad esempio, miagolava disperata. Eppure, i croccantini li aveva avuti da poco,  il tonnino l’aveva mangiato a pranzo… che avrà? Dopo un po’ mio suocero esce a vedere.

La Ciccia, gnolando, lo porta fino alla ciotola dei croccantini. Croccantini che si stava pappando un riccio! 😂😂

Riccio che ha dovuto cacciar via mio suocero, perché la temibile felina di 8 Kg era terrorizzata dall’intruso (chi ha detto che il gatto è un predatore?).

E non è bastato allontanare l’invasore… da autentica “principessa“, la Ciccia ha continuato a lamentarsi e non si è degnata di mangiare finché la ciotola non è stata lavata e ri-riempita… 😀

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In viaggio sul ponte

(Immagine presa dal web)

(Immagine presa dal web)

Solo qualche riga, perchè dato che ne avevo parlato un paio di mesi fa mi sembra giusto dare una conclusione a quel post.

Oggi pomeriggio intorno alle 14.30 la nostra vecchietta in pelo e vibrisse, la Siria, è scivolata via nel sonno: mio padre l’aveva lasciata addormentata sul “suo” divano, da cui negli ultimi giorni non riusciva più a muoversi, e non è più riuscito a svegliarla.

siria2La cosa buona è che è successo in modo non traumatico, a casa sua, circondata dalle sue cose e con mio papà vicino. La cosa particolare è che è capitato proprio il 17 gennaio, giorno del patrono degli animali Sant’Antonio Abate (e proprio oggi mio padre aveva assistito alla funzione nella sua parrocchia e mi ha detto di averle messo accanto sul cuscino il relativo santino. Io ultimamente sono molto poco credente, però un pochino questa cosa mi fa riflettere, lo ammetto).

In ogni caso, non si è trattato di un fulmine a ciel sereno: ho scritto già tempo fa che stava male, intorno a Natale era stata ricoverata un’altra settimana per un ciclo di flebo che le ha concesso qualche settimana in più, ma in questi giorni era arrivata al punto da non riuscire più ad alzare nemmeno la testa dal cuscino (mio padre aveva ventilato di attendere domani o al massimo giovedì, ma poi di portarla dal veterinario per l’ultima volta… quindi, meglio così).

Che dire… mi dispiace, ovvio. Dopo 20 anni… a chi non dispiacerebbe? Però mi consola il modo in cui se ne è andata, e, lo ammetto… mi consola anche avere una data precisa per ricordarla (finora, i due gatti “del palazzo” che ho avuto “in comproprietà” prima di lei erano semplicemente svaniti: morti? Persi? Rubati? Mah…).

Beh, Siria, buona permanenza sul Ponte, allora. E già che ci sei… salutami Michael, la Micky, la Milla e Tino, ok?

Siria

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Siria a circa 8 mesi

Torno dopo oltre un mese per dedicare un post a una gatta. Una gatta di cui in questo blog credo di aver scritto forse solo di sfuggita, tipo un cameo in occasione della Giornata Mondiale dei Gatti del 2011 e un paio di citazioni.

Eppure per me è stata una gatta importante: era metà febbraio del 1997, quando è entrata a far parte della famiglia, la prima gatta esclusivamente nostra.

A dicembre del ’96 era sparita dal cortile la gatta “della casa”, Micky, poco prima di Natale. Avevo già pronto un pacchettino per lei sotto l’albero: un magone, al momento dell’apertura dei regali… gliel’ho conservato per settimane, sperando che tornasse. Invece non ne abbiamo più saputo nulla, nonostante ricerche e volantini.

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Uno dei primi incontri con Milla, la micia dei vicini che diventerà la sua migliore amica

A fine gennaio, poi, era morta mia nonna. 88 anni, sì. Inchiodata a letto da un ictus da luglio del ’95, sì. Ma pur sempre l’unica nonna che avevo ancora… insomma, un periodo da schifo.

Fatto sta che quando a inizio febbraio provai a insistere per un nuovo gatto, solo nostro, i miei non riuscirono ad essere categorici nel “No!” come erano stati fino ad allora: mio  padre chiese e ottenne dal padrone di casa il permesso di tenere un nostro gatto in appartamento.

Arrivò a casa nostra il 12 febbraio 1997: piccola e affamatissima. Mentre ero a scuola un’incaricata dell’Enpa, che sapeva che stavamo cercando un micio di adottare, aveva chiamato i miei: a poche decine di metri da casa nostra c’era un gattino che forse faceva al caso nostro. L’aveva trovato per strada una signora, che però era in procinto di trasferirsi e non poteva quindi tenerlo. Insomma: il tempo di pranzare e io e mio padre eravamo a casa sua, con tanto di portantino prestato dai vicini. Come ho scritto, quel gatto aveva una fame atavica, in quei primi giorni: prima di poter andare a comprare qualcosa di più adatto a un gatto (in casa non avevamo più nulla, anche il famoso “regalo di Natale” era stato nel frattempo ceduto ai vicini per la loro gatta e i supermercati allora non facevano orario continuato) ricordo che tra le altre cose spazzolò pure un piattino del minestrone avanzato dal pranzo…

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A 10 anni, ben portati

Era talmente piccola che venne stimata essere una gatta di tre mesi (invece poi capimmo che doveva averne almeno 6). E anzi: aveva una testa talmente massiccia rispetto al corpicino che la signora dell’Enpa ce la consegnò per maschio… da lì il nome, Sirio come il “mio” adorato Sirio il Dragone (fortunatamente è stato semplice modificare il nome una volta assodato che decisamente maschio non era…).

Uno dei miei primi ricordi con lei è di un pomeriggio di fine febbraio in cui ero sola a casa. Seduta alla scrivania,  stavo facendo i compiti mentre Siria dormiva sul mio letto alle mie spalle. A un certo punto mi sono sentita poggiare una “mano”sulla spalla. Quando ho trovato la forza di girare la testa verso  la “mano” mi sono trovata a fissare negli occhi gialli un batuffolo bianco e tigrato. Ma prima di riuscirci… eh, se non me la sono fatta sotto poco c’è mancato! 😨

In ogni caso Siria non è  mai stata la “mia” gatta: mio padre è  sempre stato il suo preferito, salvo una sbandata per il Consorte prima che ci sposassimo (in effetti ha preso malissimo il nostro matrimonio, al punto da passare dalla cotta palese ad ignorare altrettanto palesemente il Consorte. Credo che si sia offesa a morte che lui abbia scelto me e non lei…)… motivo per cui quando mi sono sposata è rimasta a casa dei miei.

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La foto più recente che ho, a 20 anni e 2 mesi.

È comunque “grazie a lei” se abbiamo adottato Shunrei: un paio di mesi dopo il mio matrimonio Siria sparì da casa per 10 giorni. Non era abituata a stare fuori, e memore di come era andata con Micky, convinsi il Consorte e portammo a casa Shunrei perchè “io senza gatti non ci sto!”. Il giorno dopo l’arrivo di Shunrei (manco a farlo apposta), una signora chiamò mio padre per dire che aveva trovato la Siria

E insomma,  miagolando e scherzando, il 15 d’agosto scorso Siria ha compiuto 20 rispettabilissimi e felini anni.

Perché ne scrivo ora?

Beh, che ha 20 anni l’ho appena detto,  quindi è ovvio che mi aspettassi questo momento: Siria è stata ricoverata a fine ottobre. Qualche acciacco era da un pezzo che ce l’aveva, ma ultimamente era molto peggiorata.  Stavolta la diagnosi è poco simpatica e – vista l’età – con poche scappatoie: i reni non ne possono più, e anche lei sembra veramente stanca… e non nasconde più di star male. Oggi pomeriggio sapremo qualcosa di più.

Prima l’appartamento dove sono cresciuta, poi mia mamma… ora la gatta. So che è stupido (perchè è così che va la vita), ma mi sembra di perdere un altro pezzetto di me. Spero che le notizie di oggi pomeriggio siano migliori di quanto temo…

Etologia

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Oh, insomma… potevo mica lasciarlo su Amazon!!

L’Aquilina è sommersa di peluche. Ne ha ereditati, gliene arrivano in regalo… e nonostante tutto, ogni tanto ci caschiamo pure noi, perchè porca vacca… siamo pur sempre i suoi genitori, avremo pure il diritto di fallire un tiro salvezza davanti a qualcosa di estremamente puccioso, tipo il peluche del Gatto con gli Stivali che le abbiamo regalato per l’ultimo compleanno, no??!?

Tra i fornitori ufficiali di pupazzi c’è (come è ovvio che sia) mia Zia, che tanto anche a ripeterle che ormai riusciamo a coprire tutti i rami del mondo animale (e anche qualcosa in più, vista la presenza di un drago azzurro e di Sulley di Monsters & Co.)… figurarsi se m’ascolta. Vede un pupazzo che le piace, lo compra e lo regala.

Solo che a volte, con mia Zia, capitano situazioni un po’ surreali: lei compra cose, le consegna… ma in realtà si tratta d’altro.

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Oggi vogliamo presentarvi un rarissimo esemplare di “cinciglio”, conosciuto in alcune zone del mondo anche come “conillà”.

Ad esempio, qua a sinistra potete vedere il peluche che ha regalato all’Aquilina per la scorsa Pasqua, e che a lei sembrava perfettamente a tema pasquale. Difatti ce l’ha presentato come “coniglio”.

Solo che… beh, ammetto che questo ha richiesto un po’ di brainstorming: oltre a non sembrare assolutamente un coniglio (orecchie tonde e coda lunga un metro) a me… non sembrava assolutamente niente di conosciuto (un topo che ha fatto la plastica alle orecchie per ridurle? Mah…). C’è voluto il Consorte: “Per la verità… a me sembra  più un cincillà…”.

Ora, ammettiamo che secondo me c’è gente di 30-40 anni in giro che non ha la minima idea di cosa dannazione sia un cincillà. Insomma, mia Zia che ha varcato la soglia degli 80 può esser giustificata. Inoltre, sto pupazzo all’Aquilina è piaciuto indipendentemente dai suoi precedenti genetici, quindi fondamentalmente: chissene. Grazie Zia, anzi: il cincillà in effetti nello zoo non l’avevamo (conigli, invece, come minimo ce ne son già tre di svariate misure e colori).

Quello che m’ha fatta agitare un po’ di più (ma forse sono apprensiva io a saperla da sola a 130 km da qui) è stato quello che è successo un paio di settimane fa.

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E ora lo zoo comprende anche un “cangatto”.

L’8 novembre abbiamo fatto una piccola festicciola per il compleanno dell’Aquilina (ancora per quest’anno, giusto noi, nonni, bisnonna e zio). Mia Zia non è potuta esser presente, quest’anno, perchè ha avuto la bella idea di ammalarsi qualche giorno prima e non è parso il caso a nessuno di farla strapazzare tra treni e corriere. Comunque: due domeniche fa, mio padre va su lui a trovarla (fortunello: la mattina dopo si son svegliati con i primi 15 cm di neve della stagione) e quando torna a casa porta giù anche i regali di compleanno che mia Zia non ha potuto consegnare alla pupa.

Li lascia a casa nostra (insieme a un mezzo salame, un tocco di pecorino e due vasi di miele da 1 Kg, che mia Zia ha pure paura che qua si muoia di fame) rientrando, e noi troviamo tutto in cucina quando torniamo dal pranzo a casa di mio suocero. In cima a tutto troneggia, non incartato,  il peluche che vedete qua a sinistra. L’Aquilina lo vede, e per citare 7 su 8 dei libri delle Principesse Disney, “E’ subito amore!” (una serie di colpi di fulmine a raffica da chiudersi in casa e pregare, in quelle fiabe). E’ da allora che questo gattino (perchè gattino è, dai!) è diventato il suo compagno di nanna ufficiale, scalzando in scioltezza Nina la Pulcina della Coop.

Così il giorno dopo, quando l’Aquilina torna a casa dall’asilo, le propongo: “Telefoniamo alla Zia, così la ringrazi per il gattino e le dici quanto ti piace?” “Sìììììì!”. Detto fatto. Chiamo mia zia e: “Ti passo l’Aquilina, che vuole ringraziarti per i regali”.

E mia Zia, tranquillissima: “Ciao Aquilina! Allora, ti è piaciuto il CAGNOLINO?”.

Dite che stavolta devo preoccuparmi?

Almanacco del giorno dopo

11210468_10206159523647641_6127909688714163552_nOggi, 6 maggio, il sole sorge alle 5.00 e tramonta alle 19.13. La luna tramonta alle 6.45 e sorge alle 21.31 (in pratica, per un paio d’ore, la titolarità del cielo resta vacante: regolatevi). Il santo del giorno è Santa Shunrei Martire da Faenza, che trascorse gli ultimi 1* anni della sua vita costantemente sottoposta ai supplizi della perforazione acustica dei timpani e della depilazione a strappo con manini prensili. Si dice che sentisse voci, che solevano ripeterle frasi come “Dai Ciccia, non pappare… Mamma ci fa la foto!!”. Patrona dei gatti abbandonati, poi adottati e quindi sognanti un nuovo abbandono.

Proverbio del giorno: “Santa Shunrei da Faenza, dell’Aquilina farebbe volentieri senza”.

Comunque, scherzi a parte, qua l’Aquilina ha l’otite all’orecchio sinistro (manco a dirlo, che la tosse di settimana scorsa non finisse così).

Che ormai non so più neanche se dire “ha di nuovo” (episodio che si reitera) o “ha ancora” (condizione continuativa).

Oppure se andare direttamente all’anagrafe e denunciare l’otite come nuovo membro del nucleo famigliare.

In ogni caso, quella che vedete in foto assieme alla “santa” felina è l’Aquilina con l’otite in corso e manco dopata di Nurofen o che. Scrivo solo che le due volte che ho avuto l’otite io, ero schienata e piegata a mezzo dal male, altro che pensare a farmi i selfie coi gatti.

Buon per lei che non sembra avere gran fastidio per il mal d’orecchi (solo che mi complica alquanto la vita: capire se il catarro le ha per l’ennesima volta infiammato le orecchie è un casino… ogni volta entriamo in studio dalla pediatra, per mio dubbio, con lei che salta come un grillo e io che faccio – inizialmente, perchè poi di solito ho ragione – la figura dell’apprensiva scassamaroni)…

Buona Pasquetta

PASQUA 2016, prototipo.

PASQUA 2016, prototipo.

Quest’anno sto in ritardo pure con gli auguri per Pasqua… ma è stata una Pasqua mezza disastrata, il Consorte che ancora non sta bene (no, non per il dito. A quello ha tolto i punti sabato, non è ancora al top ma guarisce. Sta ancora poco bene per un’infezione che martedì scorso l’ha portato a bissare la visita al Pronto Soccorso della domenica, e che lo mantiene in malattia fino – almeno – a venerdì 10), l’Aquilina alle prese con l’ennesima tosse e con lo sfogo in testa che non migliora (noi si continua a curarla… prossima visita il 28 aprile, ma non ho idea di come ci arriveremo).

Insomma, umore un po’ così. Per fortuna, nonostante le premesse, la giornata di ieri è stata buona: la bici senza pedali che abbiamo regalato all’Aquilina al posto del classico uovo di Pasqua (ne abbiamo comunque racimolati sei, e la sorpresa più apprezzata è stata senza dubbio il fischietto a forma di pallone da calcio dell’uovo del nonno paterno) è stata un successone (se poi calasse sto ventaccio gelido, magari riuscirei a fargliela provare pure in cortile invece che solo nel corridoio di casa…) e le sorti della festa sono state tirate su da un bel pomeriggio e cena (pizza da asporto) in famiglia qua da noi.

 

Dilemma regalizio

«Ciao a tutti, sono Shunrei. Sono “sobria” ormai da 5… 6 anni direi, dev’essere stato a dicembre 2008 che ho acquistato il mio ultimo modellino-giocattolo (♥Shiryu♥).
Qualche sabato fa, però, fa ero al Toys Center di F. con il Consorte e l’Aquilina, che ha tre anni, e d’improvviso ci spunta davanti in scaffale una scatola con i pupazzetti di Ben, Holly, il Vecchio Saggio Elfo, Tata Susina e c’era pure Gastone [*Woof! Woof!*].
Ecco… son stata a tanto così dal tirar fuori i 15 € e comprarla.
Per ME. Però ce l’ho fatta, non ho ceduto.»

Ok, scusate l’incipit da Alcolisti Anonimi… mi serve per introdurre il vero dilemma, che è a base di giocattoli. Comunque che sono diventata dipendente da “Il piccolo Regno di Ben e Holly” è vero: in effetti non so se piaccia di più a me o all’Aquilina! Del resto, ci sono alcune “chicche” che sicuramente lei non può ancora gustare, mentre invece a me fanno cappottare: il Pronto Intervento Elfi che fa il verso pari pari ai Thunderbird, o la porta parlante della miniera dei Nani con il suo indovinello preso di peso dal Signore degli Anelli. E poi diciamocelo: un cartone animato per bambini con il promo che si rifà alla sigla del Trono di Spade… non è forse avanti anni luce?!?

Veniamo al dilemma.

Premessa: in tre anni di vita, l’Aquilina non ha MAI e dico MAI chiesto un giocattolo. Nè quando siamo in giro insieme, nè vedendo spot in TV o qualche altro bambino (tipo al parco) che ci stava giocando, nè al centro giochi. Non mi sono mai sentita dire “Me lo prendi? Me lo compri? Lo voglio! Posso averlo anch’io?”. Non so lo il perchè, possibile che ne abbia abbastanza dei suoi giochi (e non sono pochi) o che le vada bene adattarsi a quello che decidiamo di regalarle noi… non lo so. So che ad un certo punto avevo anche iniziato a chiedermi se ci fosse qualcosa che non andava, visto che sentendo altre mamme i suoi coetanei invece umanamente chiedono, contrattano, desiderano… capricciano anche, se capita.

DaisyFinita la premessa, nelle ultime settimane ci siamo accorti che quando in TV trasmettono lo spot del giocattolo che vedete qui a destra… beh, la sua attenzione si risveglia. Non ce l’ha chiesto nemmeno questa volta, semplicemente quando vede passare la pubblicità in TV inizia a saltare per la stanza, ridere, dice che è bello… poi inizia lo spot successivo e lei si rimette seduta o a giocare come al solito. Insomma, succede solo con questo gatto che si entusiasmi scoppiando di gioia.

Il mio dilemma è questo, considerando che:

  • per Natale ci sarebbero già regali pronti a sufficienza, messi da parte durante l’anno quando capitava l’occasione e l’offerta;
  • stiamo parlando dell'”imitazione” di un gatto che si muove, miagola, fa altre robette… ma per quanto le recensioni di altri genitori trovate online ne parlino benissimo, l’Aquilina di gatte vere ne ha già due!!!;
  • è già piena di pupazzi e peluche, dico davvero… peluche che non miagolano o si alzano in piedi ma se ne stanno semplicemente fermi ad aspettare che sia lei a dargli vita, è vero, ma ne ha già tantissimi (più di quanti ne avessi io al doppio o triplo della sua età)

ma anche che:

  • la gatta Daisy è in questo periodo in offerta con il 30% di sconto sia all’Ipercoop che su Amazon allo stesso prezzo (una quarantina di €uro, per farla breve… non son pochi, ma risparmiarne 20 sul prezzo intero mica fa schifo);
  • è il primo e finora anche unico giocattolo per cui ho visto l’Aquilina entusiasmarsi così tanto (e lo stesso non lo chiede, impazzisce solo di felicità vedendo lo spot)… se fosse una che ogni 3 pubblicità chiede 2 giocattoli, non mi sarebbe rimasto così impresso. E sicuramente non asseconderei ogni sua richiesta, come minimo le direi di scegliere;
  • vero che diversi dei giocattoli messi da parte non vanno a male e che alcuni di questi forse saranno ancora più adatti tra qualche mese o addirittura l’anno prossimo per il compleanno o per Natale (si tratta ad esempio di offerte del Lidl, che conviene acchiappare quando capitano e sono in assortimento perchè non è detto che ricapitino…).

Voi che fareste? Sono combattuta tra il glissare e andare avanti con i regali che già abbiam preso pensando che tanto sarà felice lo stesso, e il farle la sorpresa di realizzare un suo desiderio tanto palese quanto direttamente inespresso.

Si accettano suggerimenti, magari riesco a chiarirmi le idee…