Pagine e passi

Raro esemplare di gatto di biblioteca. Perché il gatto sa qual è il posto più comodo di casa.

E io che ho fatto, negli ultimi mesi? Di epocale poco.

Alla fine mi è toccata proprio la sorte che paventavo nel post di fine settembre: sono rappresentante di classe. Ma devo dire che non posso lamentarmi: ho beccato genitori molto collaborativi (nella chat di WhatsApp siamo in 18 su 21 famiglie), addirittura – almeno finora – riesco ad organizzare i colloqui con le maestre in neanche 24 ore (ebbene sì: invece di assegnarci giorno/ora le maestre, sono io a chiedere su WA che ognuno si scelga l’orario che ritiene migliore. Tutti contenti: nessuno deve fare i salti mortali per rispettare appuntamenti scomodi, le maestre non devono perdere tempo per assegnare i posti). La cosa incredibile è che neanche gli altri si lamentano di me. La cosa più incredibile è che qualcuno è arrivato a farmi i complimenti. Comunque grazie ai ritmi della scuola elementare (bene o male si è tutti davanti scuola allo stesso orario… alla materna era più difficile incrociarsi) ho potuto conoscere (meglio o da zero) diverse persone in gamba tra i genitori dei compagni dell’Aquilina.

Per il resto sto leggendo tantissimo, grazie soprattutto alla biblioteca comunale (santa subito!), e ad un’amica che qualche mese fa mi ha inserita in un “deleterio” gruppo di lettori su Facebook, un’autentica miniera di suggerimenti (ora nell’app della biblioteca ho una lista “desideri”  che è lunga un chilometro. E che invece d’accorciarsi s’allunga, perché spesso invece di spulciarla per depennare qualche titolo, mi lascio vincere dalla curiosità per libri visti per caso, magari negli scaffali dei nuovi arrivi…), e per surplus qualche mese fa mi ha regalato una sporta di libri che non le interessavano più. Insomma, ho sempre letto parecchio per gli standard medi, ma era un po’ che la lettura non mi prendeva così… forse da quando alle elementari macinavo tre libri della biblioteca a settimana.

Poi spulcio annunci di lavoro che non cercano assolutamente me, ma del resto al momento neanch’io sto cercando granchè loro… almeno finchè il Consorte non avrà nuovamente ore di ferie maturate da poter usare per le emergenze con l’Aquilina (e ad ogni modo credo che dovrò rivedere un po’ di cose, anche se non so ancora bene come e cosa). Questa però è un’altra storia.

Ah, e continuo a partecipare alle sfide su Samsung Health. Ormai è più di un anno che ho preso l’impegno di camminare ogni mattina che posso e da giugno scorso (quando in app sono iniziate le “sfide mondiali” mensili) non ho perso nemmeno un badge.

Esattamente come non ho perso nemmeno un etto, ma in generale sto meglio (la combo passeggiate+materasso nuovo mi ha fatto sparire il mal di schiena cronico) quindi continuo: ho sempre la silhouette di uno scaldabagno, ma di sicuro muoversi un po’ male non fa.

Intendiamoci, faccio quel che posso. A volte quando faccio i 4 (o 3, o 5…) miei giri attorno al parco, incontro il papà di una compagna dell’Aquilina. Che mi doppia quel paio di volte, visto che mentre io cammino lui corre. E niente: chiacchierando fuori dalla scuola, ho saputo che anche lui riesce a far 4 giri. Di corsa, appunto, e dopo aver fatto il turno di notte come OSS.

Possiamo pertanto concludere che sono un catorcio. Semovente, ma un catorcio: se provo a correre io (sì, ci ho provato, forte del fatto “Dai, dopo un anno che cammino per almeno 7-8 km al giorno, avrò ben messo insieme un po’ di fiato!”) dopo 200 metri mi ritrovo un polmone in mano, mentre il resto degli organi interni organizza il funerale della milza.

Concludendo, come dicevo per quanto mi riguarda non è successo niente di che: chi ha affrontato il cambiamento più drastico degli ultimi mesi è stato il Consorte. Però ve lo racconto alla prossima puntata.

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14 (Quattordici)

WhatsApp Image 2017-08-31 at 10.04.36Che sono i giorni che mancano al debutto dell’Aquilina nella scuola primaria. E non sono tanti. Soprattutto se in pratica non sai ancora una beneamata mazza di niente.

Già… perché non sappiamo ancora in che sezione è finita, con quali maestre (e qui, sinceramente… tanto non ne conosco nessuna, mi cambia ben poco), con che orario (alla fine è stata davvero presa al tempo pieno, oppure all’ultimo la spostano al modulo per ragioni organizzative? E già qui mi cambia un tot…) e  con che compagni della scuola dell’infanzia (e qui cambia all’Aquilina… la richiesta incrociata di restare in classe con la “sua” M.P. sarà stata esaudita?). Pare, forse, probabilmente che domani alle 12 metteranno fuori le classi definitive. Sperem.

Non sappiamo ancora nemmeno cosa le serva di preciso (e quando dico “preciso” lo dico davvero “precisamente”: in altre scuole so che hanno indicato pure marca e modello delle forbici…), visto che la riunione con dirigente e insegnanti è fissata per il 7 settembre alle 18, e in tale occasione dovremmo anche ricevere il listone ufficiale del materiale da procurarci.

Dai poi che un po’ di roba abbiamo già iniziato a prenderla (zaino, astuccio, grembiuli… insomma, quello che bene o male per forza ci vuole), già che la settimana dell’11/9 saremo anche impegnati in un lavoraccio che leverà tempo allo shopping: dobbiamo invertire due stanze di casa tra loro, il salotto e la camera dell’Aquilina.

In pratica le stiamo riportando alla loro destinazione originaria: finora ci avevano fatto comodo così (quando poi non si sapeva neanche “se” ci sarebbe stata un’Aquilina, avere il salotto un po’ più ampio sembrava più logico che tenere quella stanza praticamente inutilizzata), ma adesso è diventato più logico dare più spazio a lei che sta crescendo, sia per studiare in santa pace che per giocare in camera sua.

Non nascondo che è forte pure la speranza di tornare ad avere una parvenza di salotto, senza che sembri che tra la TV e il divano gli artificieri abbiano fatto brillare il sacco di Babbo Natale (perché al momento è lì che, per ragioni di spazio, sta la maggior parte dei giochi). Ora speriamo giusto di riuscire a spostare il divano (un tre posti blocco unico cui non si staccano manco i cuscini… O__O ;)…

Quindi, tutto in alto mare, per questo inizio di anno scolastico? No, dai, tutto no. Perché “quattordici” non è soltanto il titolo di questo post e i giorni che mancano all’inizio della scuola. “Quattordici” è anche qualcos’altro…

Ecco cosa è già pronto: i libri scolastici li abbiamo già in casa (grazie al fatto che sono identici per tutti le sezioni e tutti gli orari)! Un trauma, per me che nel giurassico 1984 in prima (e idem in seconda) elementare avevo IL libro di lettura (testo ministeriale, “Cominciamo”) e IL libro di matematica/logica (testo supplementare fatto comprare dalla maestra, “L’albero dei numeri”). Il sussidiario era una roba “da grandi”, ci avevi a che fare solo dalla terza (quando anche il libro di lettura subiva un’evoluzione e diventava “L’Orsa Maggiore”… e in classe nessuno conosceva ancora Ken il Guerriero, se no sai che figata sarebbe diventato, quel libro?).

Perché un trauma? Beh, perché quelli che vedete in foto sono i (tre) libri di testo dell’Aquilina per la prima elementare (ops, primaria…). E’ vero, presi singolarmente sono sottilini (e sono anche fatti bene, colorati e allegri). Ma sono 14 (quattordici) tra volumi, fascicoli e dispense. E’ molto probabile che siano soltanto paranoie mie (felicissima di fare mea culpa, se sarà così), ma io l’Aquilina a dover gestire 14 libri (più i quaderni) la vedo male… poi si porta a casa quello sbagliato, e per fare i compiti diventiamo deficienti.

Il mio primo incontro con la nostra biblioteca ambulante personale è andato così: a fine agosto, vado in centro per il solito scambio di libri in biblioteca comunale. Già che son lì, decido di provare a fermarmi in cartolibreria – poco distante – per vedere se è arrivato qualcosa (è vero, han detto che avrebbero avvisato loro… ma già che ci passo davanti, tanto vale). E infatti:

Cartolaia: “Due su tre li abbiamo ritirati proprio ieri pomeriggio dal distributore! Vuole che ci mettiamo la copertina colibrì sumisuraiperfigasuperindistruttibile? costa 1 euro e 30 a libro”
Io dico “Massì, conoscendo il soggetto… facciamo le cose per bene” (e penso “Tanto, 2 libri… 2 euro e 60”).
Cartolaia (tornando fuori dal retrobottega con un librino, una sorta di Bibbia-Bignami): “Metto la copertina anche a questo?”
Io dico: “Massì, visto che quelli di religione devono durare 3 anni” (e penso “Vabbè, 3 libri… 3 euro e 90”)

Cinque minuti e… *BRAAamm* (rumore di pila di libri copertinata e poggiata sul bancone)… 3 euro e 90? 9 euro e 10, un rene (per dovere di cronaca: copertine effettivamente perfette)! Ed erano solo “due” dei “tre” libri (il terzo ha poi richiesto l’investimento di altri 7 euro e 80 di copertine. E ci va pure di lusso che alle elementari i libri son gratis…)!! 😀

E niente: io avviso il Consorte, così non può dire che non lo sapeva. Io quando l’Aquilina compirà 13 anni scappo all’estero senza lasciare tracce (se vuol venire anche lui… 😉 ). Non ho il fegato di sapere quanti saranno i libri (attuali) per le superiori…

 

10×10 tag

Alleggerisco un po’ l’atmosfera e approfitto per continuare un tag creato da Oriana del blog I discorsi dell’ ascensore; la nomina mi arriva da Perennemente Sloggata,  che ringrazio per il pensiero e lo spunto!

Iniziamo con il regolamento per per partecipare:

  1. Citare il blogger che ha creato il tag, taggando il suo 10×10 tag (https://oriana75.wordpress.com/2017/05/26/10×10-tag/)
  2. Citare il blogger che ti ha nominato linkando il suo 10×10 tag (https://perennementesloggata.wordpress.com/2017/06/05/tag-10x10tag/)
  3. Semplificare la vita al successivo blogger, scrivendo il link del proprio 10×10 tag (https://gitementali.wordpress.com/2017/06/08/10×10-tag/)
  4. Rispondere alLA DOMANDA
  5. Nominare da 0 a 100 blogger
  6. Usate l’immagine che volete

LA DOMANDA: 

Esclusi i beni primari, quali sono le 10 cose di cui non potresti fare a meno? Perché?

In ordine non troppo casuale, ci provo:

  1. Lo smartphone – Ormai è il mio centro operativo portatile, per quanto fino a neanche due anni fa fossi convinta che un normale cellulare mi fosse più che sufficiente. Invece adesso non potrei più fare a meno della comodità di WhatsApp; dell’immediatezza di poter controllare la posta elettronica dove mi pare; di internet a portata di mano; di foto e filmati che nulla hanno da invidiare alla fotocamera e videocamera di casa, della mia playlist sempre a portata di orecchio; di poter dare un occhio a Shake & Fidget senza avere un PC sotto mano; dell’app della Biblioteca per cercare qualche titolo che mi ha incuriosita e segnarmelo tra i preferiti per il prossimo prestito; di ripassare inglese, francese, spagnolo e giapponese e di provare a infilarmi in zucca qualcosa di tedesco con Duolingo e Memrise… e poi non vado avanti, che ci siam già capiti.
  2. Il WiFi –  Che già da 11 anni ci ha dato la possibilità di navigare in internet senza dover cablare tutta casa… Ora poi che col cambio gestore da febbraio funziona liscio come l’olio, è un paradiso. E poi ovviamente mi serve per risparmiare la connessione dati dello smartphone. 😛 )
  3. 19022467_10212550464777175_1480671585_oUna pila di almeno 10 libri sul comodino, in attesa di essere letti. – Quando iniziano ad essere meno, mi prende tristezza… Ma per fortuna è difficile che succeda: a parte essere “costretta” a rimpiazzare i miei libri letti perchè i miei autori stra-preferiti (se potessi acquistare le nuove uscite di tutti i miei scrittori preferiti, avrei un paio di new entry a settimana, mi sa… solo che tocca limitarsi…) continuano a sfornare, la mia adorata Biblioteca Comunale mi permette il saccheggio a gruppi di 5 volumi per volta.
  4. Il PC portatile – Perchè è vero che con lo smartphone si fanno tante cose, ma personalmente non riesco a farci proprio tutto (ad esempio, scrivere questo post. E’ vero, c’è l’app di WordPress. Ma a scrivere testi lunghi su quello schermino mi viene l’orticaria!). E allora il caro vecchio (ha superato in scioltezza i 6 anni di vita, a febbraio) Asus è assolutamente un must.
  5. Gli auricolari – Perchè è vero che ora ho il mio migliaio di canzoni preferite sempre a portata d’orecchio (una roba da fantascienza, se penso a quando andavo in giro con walkman e musicassette!)… ma senza auricolari servono a poco!
  6. Il microonde – Lo uso da ormai quasi 13 anni in pratica solo per scaldare (il latte della colazione, l’acqua per un té, il cioccolato da sciogliere per una torta, un pasto veloce, il parmigiano grattugiato per fare le cialdine rapidamente…), ma decisamente non potrei più farne a meno.
  7. L’agenda – Perché dei miei tre neuroni fidarsi è bene, ma non fidarsi è ancora meglio. E anche se le cose più importanti me le segno con tanto di promemoria  sonoro anche sul cellulare, non riesco proprio ad eliminare quel libricino portatile che mi appesantisce la borsa: nonostante tutto, mi resta più comodo annotare su carta. Anche per qualche riscontro “storico”, dato che le sto conservando tutte dal 2004… O__O
  8. La matita per sopracciglia – Che, insieme a quella per occhi e al mascara, è poi anche l’unico oggetto di makeup che utilizzo quotidianamente… Però, se senza ombretto e mascara posso anche accettare di uscire (in fondo, gli occhiali mascherano un po’), senza matita per sopracciglia… no, proprio no.
  9. Gli orecchini – Soprattutto da quando l’anno scorso ho scoperto AliExpress e ho praticamente triplicato la mia collezione al costo medio di 1 € al paio. Prima li cambiavo molto di rado, perchè bene o male cascavo sempre sugli stessi a mia disposizione… adesso che ho l’imbarazzo della scelta, invece, è un divertimento variare ogni giorno. 😀
  10. Il bancomat – In pratica, giravo con più contanti addosso quando avevo 13 anni: allora, cercavo di avere sempre intorno alle 12.000 L. nel portafogli (non so perchè 12, ma tant’è). Ora mi capita spesso di girare per anche più di una settimana con meno di 6 €… perchè tutte le volte che posso, preferisco usare “lui” (soprattutto perchè nel totale delle operazioni gratuite sul c/c i prelievi di contanti vengono conteggiati, ma i pagamenti col Pos no… quindi, meno prelievi di contanti facciamo meglio è).

Sarebbe il momento delle nominations… però è da talmente tanto che sono latitante (e anche quando mi capita di sbirciare in giro non delurko mai) che non mi va di chiamare direttamente in causa nessuno. Quindi facciamo così: formalmente opto per 0 nomination. In pratica, chiunque abbia trovato un po’ divertente o interessante questo tag è libero di continuarlo come e dove vuole. 🙂

Latitando

book-760021_640Ehm… come da titolo. Sono ancora viva, eh.

Riassumere quello che è successo nelle ultime 3 settimane è cosa rapida: l’Aquilina si è ripresa benissimo dall’intervento, tant’è che è potuta rientrare a scuola col benestare dell’otorino esattamente una settimana dopo essere stata operata (al posto del un paio di settimane di convalescenza ventilate all’inizio). E per fortuna! Altro che “a casa a riposo”… a parte alzarsi tutte le mattine chiedendo di andare all’asilo, poi in corso di giornata tenerla calma era un’impresa.

A inizio mese c’è stato anche il rituale colloquio con le maestre, e sinceramente la domanda inespressa che mi rimbalzava in testa mentre le ascoltavo è stata “Attenta, puntuale, socievole, collaborativa? Chi, l’Aquilina? Ma non è che stan sbagliando bambina?”. Scherzi a parte, sì è andata benissimo. Ora devo solo capire perchè le maestre le ascolta mentre io devo costantemente ripeterle le cose minimo tre volte.

Per il resto, stiamo dando gli ultimi ritocchi al menù per il pranzo di domenica… ospite d’onore mio padre, che compie (squilli di trombe) 80 anni.

L’Aquilina ha iniziato a fare logopedia regolarmente (sempre in attesa che dalla ASL prima o poi diano segni di vita… magari prima che il totale delle ricevute della logopedista privata arrivi alle 4 cifre prima delle virgola) e non solo le piace… ma si incavola quando la torno a prendere. Me ne ero già accorta dalla prima seduta: E’ andata così “male” che non voleva più venire a casa… e per sottolineare la cosa, quando finalmente l’ho convinta a uscire dallo studio, ha pure guardato nel suo più truce cagnesco la bambina che doveva entrare dopo di lei (“Dai, saluta la bimba e andiamo! Ehm… certo che se devi salutarla così… O__O “). Se gli sguardi potessero uccidere, l’Aquilina avrebbe già la fedina penale sporca.

Io ho iniziato ad approfittare dei 40 minuti che lei passa con la logopedista per fare un salto in biblioteca comunale (del resto, il centro storico alle 14… la stessa botta di vita che al cimitero dopo le 18). Ed è finita che ho aumentato il mio “target” per la Sfida di lettura 2016 da 80 a 90 libri (e poi si vedrà se alzare ancora il tiro…).

Quest’autunno, grazie al post di un’amica che ne aveva accennato su FB, ho scoperto la serie TV “I delitti del BarLume”: ohi, caruccio. Caruccio proprio. Ma… ci son dietro dei libri. ‘petta un po’ che li cerco in biblioteca. E… pam! Colpo di fulmine per Marco Malvaldi. Ma proprio: con “Buchi nella sabbia”, che ho finito questa settimana, credo di essermi fatta fuori più o meno tutto quello che hanno di suo alla Comunale…

E non è mica finita. Porto a casa un libro di racconti “Carnevale in giallo”, dove appunto c’era anche una storia di Malvaldi. E il primo racconto è di una “certa” Alicia Giménez-Bartlett, spagnola. Osta… ma scrive proprio bene anche questa qua. E pure il racconto dopo, cariiiino… mi sa che è il caso di procurarsi qualcos’altro anche di Francesco Recami

Ho sul comodino, in attesa di lettura, altri tre libri di racconti di “AA.VV.” (stavolta sono miei e non della biblioteca, me li ha regalati il Consorte a Natale approfittando di un’azzeccatissima idea della Sellerio Editore: tre libri al costo di un paio, con tanto tre fogli di carta da regalo e tre etichettine copri-prezzo per poterli donare ad altrettanti lettori. Nel mio caso, da brava lettrice bulimica, me li son cuccati tutti io). Temo che, quando arriverò a quelli, la mia lista di cognomi da cercare tra gli scaffali della Comunale si allungherà ancora… 😀

Propositi e pagine

Di solito “buoni propositi” per l’anno nuovo non ne metto in cantiere, perchè difficilmente in un modo o nell’altro riesco a mantenerli… sia a causa mia (mea culpa), sia per cause esterne (già che quando qualcosa può andar storta, di solito lo fa).

L’anno scorso, però, ce n’è stato uno che m’è riuscito: come accennavo in questo post, l’anno scorso su Goodreads avevo partecipato (si fa per dire, mica c’è niente in palio) alla “Reading Challenge” proposta dal sito: in parole povere, auto-assegnarsi un traguardo di libri da leggere nel corso dell’anno. Come scrivevo, dopo aver dato un’occhiata ai miei due precedenti anni da lettrice (67 libri nel 2013, 61 nel 2014), avevo ottimisticamente fissato per la mia sfida la “prima cifra tonda superiore”, toh, 70 libri…

Ebbene, ora che il 2015 è passato in archivio, posso dire… traguardo raggiunto!!

Reading challenge 2015

E poi che nel conto non ci sono tutti i libri che mi sono spolmonata a leggere all’Aquilina… ma quelli, in fondo, tecnicamente sono “suoi”. 🙂

Visto l’ottimo risultato dell’anno scorso, ho deciso – con l’aiuto della mia fida tessera della biblioteca comunale -di partecipare anche alla sfida di quest’anno. In teoria, visti i risultati del 2015 forse avrei dovuto fissarmi un bel “90” come traguardo. Ho preferito però non tirare troppo la corda…

Reading challenge 2016

Se poi capiterà di bissare il risultato del 2015 e superare gli 80 libri fissati… tanto meglio. 😀

Cucù!

cake-25388_640Va beh che ormai è Halloween e farebbe tanto atmosfera, ma non avete idea delle ragnatele che si son fatte in sto postaccio dopo più di un mese che non ci mettevo piede.

Non è che in queste settimane non sia successo niente… è solo che non mi sembrava niente che valesse la pena raccontare. Poi ci ha messo lo zampino il quinto compleanno del blog, e mi sono resa conto che era ora di far qualcosa: o venivo qua e scrivevo due righe almeno per dare l’addio a tutti decentemente, o venivo qua e scrivevo due righe per far presente che siamo ancora tutti vivi e in qualche modo vegeti. Per vostra sfiga, al momento prevale ancora la seconda.

Comunque, l’Aquilina ha iniziato il secondo anno di materna (no, “scuola dell’infanzia” non riesco a dirlo!) e abbiamo già sfilato il primo paio di raffreddori (però forse stavolta abbiamo trovato la “combo” per evitare che le finiscano in otite… quindi dita incrociate e sperem!). Sabato prossimo inizia anche un po’ di logopedia (più che altro per metter tranquilli me e il Consorte, direi… visto che tipo per le sue maestre è tutto a posto così), incontro di test per vedere se ha senso farne ora o se (dato il fatto che ha tuttora il timpanogramma quasi piatto) possiamo aspettare i tempi ASL e la prossima primavera.

Ha anche iniziato il suo primo “sport”, un corso di ginnastica indirizzato al basket (che volete far fare a degli scriccioli di 3-4 anni? Tanto più che la nostra “scricciola” in questione è una testina che ve la raccomando… una volta ha passato tutta la lezione facendo gli esercizi – che le pareva – abbracciando un cono “stradale” giallo [… e che lo scrivo a fare…] di cui si era innamorata durante il percorso di slalom =__= ). Avevo il tarlino del nuoto, ma sempre per via del discorso otiti/adenoidi/ipoacusia d’accordo con la pediatra lo rimandiamo minimo a marzo prossimo.

Poi, cosa che sinceramente mi piace tanto, l’Aquilina è anche in fase di innamoramento verso i libri: tutti i pomeriggi mi tiene lì per almeno tre quarti d’ora a leggerle storie (questo escludendo l’altro quarto d’ora buono prima di dormire. Sto mettendo assieme due polmoni così, sì…). Diciamo che siamo diventate affezionate utenti della biblioteca comunale, benedetta istituzione.

E io? Io nel frattempo sono invecchiata (sì, lo so: quest’anno manco la solita fetta di torta virtuale, vi ho offerto. Padrona di casa degenere pure sul web…), ho resuscitato la mia tessera della biblioteca (potrò mica esser da meno della piccoletta, giusto?) e tagliato i capelli (e pure l’avatar qua a destra se li è tagliati, giustamente).

Voglia di un nuovo look? Un tantino (del resto eran 14 mesi che non andavo dalla parrucchiera… ci sta!), ma più che altro voglia di angosciarsi di meno ad ogni shampoo. Mettiamola così: occhio non vede (le matasse di capelli lunghi deceduti in fondo allo scarico), cuore duole un po’ meno (in proporzione alla ridotta lunghezza delle vittime). E’ ormai da luglio che ogni lavaggio di capelli è una strage… quanto meno: è da luglio che ho iniziato a farci caso. Prima davo la colpa allo stress per il malanno dell’Aquilina, poi l’ho data al cambio di stagione… arrivata a luglio ho iniziato a capire che sto cavolo di “cambio di stagione” stava durando un tantino troppo.

Questa ed altre magagne che stanno venendo fuori, dopo quattro anni che ho pensato solo all’Aquilina e ci ho dato parecchio su per me, mi hanno portata a riallacciare i rapporti col mio medico e col CUP (dopo averci avuto a che fare 4 volte in meno di un mese, le nuove macchinette automatiche per pagare il ticket per me non hanno più segreti!).

Giusto stamattina, altro prelievo del sangue: parlando con un’amica che purtroppo ne soffre ho avuto modo di far mente locale, mettere insieme un po’ di tasselli e scoprire che il 90% delle rogne piccole e grandi che finora ho svicolato potrebbero essere dovute alla mia tiroide che ha deciso di sbarellare (come, peraltro, quella di circa la metà delle mie amiche: dicono che esser state ragazzine sulla Riviera Adriatica quando ci fu quella bella robina di Chernobyl possa esser stato propedeutico a scassarsi la ghiandola prima del tempo). Così quando son tornata dal medico con l’elenco di tutte le magagne (anche quelle che finora non avevo ritenuto di dirgli perchè “… son minchiate, dai…”) ben ordinato tipo lista della spesa, pure lui è stato dell’idea di indagare in direzione tiroide.

Ora son qua che da una parte spero che la responsabile sia davvero lei (perchè così sistemata quella, buona parte del resto dovrebbe migliorare… se no tocca affrontare almeno le cose più rognose una per una) e dall’altra spero non sia così (perchè mica s’aggiusta, dopo come minimo son farmaci a vita). Che dire… ci andrem su dietro, al solito!

Macinando pagine

LibriComplici un po’ di casini capitati in un gruppo FB cui tengo molto, l’Aquilina che ha iniziato il suo primo ciclo di cure termali (e i pomeriggi li passiamo così, tra aerosol e politzer; e devo anche dire che è piuttosto brava, l’aerosol addirittura lo fa da sola e nel mentre gioca sul tablet alla Fantafattoria…),  l’ADSL che nelle ultime settimane ha ripreso ad andare a singhiozzo (il che si traduce in pratica nel non riuscire a combinare niente online, dato che nel tempo di “up” in cui tenti di caricare una pagina… la linea va di nuovo “down”…), sta continuando il mio periodo di relativa disintossicazione dal web.

Diciamo che non mi ha stupita trovare tra i miei “ricordi” dello ieri di un anno fa su FB (in pratica: su Feissbook han messo su questa funzione che ti permette di vedere cosa avevi postati i 15 luglio o i 13 agosto, o i 24 settembre degli anni precedenti, ovviamente se avevi postato qualcosa) un mio sfogo sull’ennesima inutile telefonata all’assistenza tecnica di Infostrada. La differenza rispetto all’anno scorso è giusto che ormai mi sono rassegnata (tanto pare che l’andazzo generale sia pagare e poi sperare che il servizio ti venga reso almeno in parte) e manco provo più a chiamarli.

Libri 2Il lato negativo è che sono praticamente fuori dal mondo, il lato positivo che il topo di biblioteca che è in me sta diventando bulimico. Non ci avevo fatto un gran caso finchè non mi è arrivata questa mail automatica da Goodreads

A inizio dell’anno avevo notato su Goodreads questa novità (almeno per me) della “Reading Challenge”: in parole povere, ci si poteva assegnare un traguardo di libri da leggere nel corso dell’anno. Data un’occhiata ai miei due anni precedenti da lettrice (67 libri nel 2013, 61 nel 2014), avevo ottimisticamente fissato per la mia sfida la “prima cifra tonda superiore”, toh, 70 libri. Se ci riesco bene, se non ci riesco amen.

Orpo, a poco più di metà anno sto a quota 50… 🙂

Il mio non è certo un record, spulciando tra gli altri partecipanti alla sfida c’è ad esempio una certa Rochelle che di libri finora se ne è divorati già 71 (e s’è anche data il traguardo a tre cifre di 100!), ma posso dire di essere abbastanza soddisfatta!

L’obiettivo ora è tirar fuori anche il sorcetto di biblioteca che sonnecchia nell’Aquilina. Almeno ci stiamo infilando sulla buona strada: rispetto a un paio d’anni fa, in cui non dimostrava  un gran interesse a sentirsi leggere storie (anzi… se devo dire la verità la mia impressione è che all’epoca prendesse il fatto che io mi mettessi a leggere – pur ad alta voce, interpretando e tutto – come un mio “disinteresse” nei suoi confronti: “Uffaaa… ecco, mamma di nuovo con quel cavolo di libro in mano. Ma io sono quiiiiiii e voglio giocareeeeee!!”…), da un mesetto l’appuntamento con la storia prima della nanna è diventato uno dei suoi preferiti.

E’ iniziato tutto a inizio giugno quando, per qualche sera di fila, ha iniziato a interromperci la canzoncina della buonanotte… ok, ti sei stufata che cantiamo, e ci sta. Anzi, forse c’hai sopportato pure oltre l’umana pazienza. Ma… proprio “Buonanotte/Buonanotte” bacetto e via? Che tristezza… Così la sera dopo ho rispolverato la lucetta da lettura con la clip (ottimisticamente comprata per il mio soggiorno in ospedale in occasione della sua nascita. Seh… tempo per leggere appena dopo partorito [ma pure i mesi successivi… date un occhio ai “ben” 31 libri che ho letto nel 2012 e vi fate un’idea!!]. Più facile trovarci un unicorno, in ospedale)… e iniziato le danze con “200 storie di animali”. Beh, a tre storie per sera (e un’altra quando fa il sonnellino post-pranzo a casa) ormai stiamo verso i 2/3 del libro.

E non vedo l’ora di arrivare – pian piano – agli Harry Potter!! 🙂