Tra il viola (spuntato) e il verde (potato)

Mi sembra giusto dedicare qualche riga anche all’evoluzione di quanto ho raccontato nell’ultimo post.

Tanto per cominciare perchè, non volendo e non sapendo, ho preso un granchio ed è giusto mettere i puntini sulle “i”. E poi perchè, a quanto pare, la situazione è un po’ più rosea di quanto non sembrasse venerdì.

Un po’ più rosea perchè il Consorte (che non sarà un meccanico di biciclette, ma che comunque con i metalli ci lavora da quasi 30 anni… oddio, a scriverlo così fa abbastanza impressione! O__O )ha dato una buona controllata alla mia bici e a suo parere la vernice staccata è proprio solo vernice staccata. Da questa botta, magari, o da qualche altra botta presa negli anni scorsi (non sono così maniaca da appuntarmi ogni piccolo sfrego capitato alla bicicletta o procurato dal tempo, che 27 anni non son pochi). Insomma, possibile che la cambieremo… ma alla prima occasione (e offerta) utile e non di fretta e furia.

20399225_10213078699582715_809019093_oPer dirla tutta la situazione è anche un po’ più violacea (ma anche giallina e marroncina, a voler esser pignoli), di quanto non sembrasse venerdì: nei due giorni successivi alla botta hanno continuato a spuntarmi addosso lividi un po’ dappertutto (ora ho capito “cosa” ha assorbito l’impatto… 😀 ): in foto potete vedere il vincitore assoluto per stazza, domiciliato sulla mia coscia sinistra (sono simpatici anche i due che si contendono il mio avambraccio sinistro, ma questo è “the best”).

Ma passiamo alla conclusione con precisazioni. Venerdì sera avevo appunto le scatole ancora piuttosto girate per l’accaduto, e in più il dover passare di lì 4 volte al giorno per le prossime settimane non mi faceva fare i salti di gioia… per non parlare del fatto che durante l’estate quel tratto è utilizzato anche dal CRE che frequenta l’Aquilina quando i bambini vengono portati alla piscina comunale o al parco: insomma, in questo periodo il “traffico” lì è pure maggiore che nel resto dell’anno (così come le possibilità che ricapiti un pasticcio simile).

Così alla fine, già che siamo nell’era dei social network, ho deciso di postare sulla pagina Facebook del Sindaco cosa era capitato la mattina, a causa anche (da quanto io potevo dedurre) dell’incuria nella manutenzione del verde pubblico. E poi amen, è venerdì sera e non ti aspetti niente minimo fino al lunedì, giusto?

Sbagliato. Il sabato intorno all’ora di pranzo scopro che su FB mi ha scritto proprio il Sindaco, mi chiede di riscrivergli al suo indirizzo di posta elettronica. Provvedo, mando le foto… e poi penso che fino a lunedì non ne riparleremo più. Giusto?

Sbagliato di nuovo! Ricevo ulteriore risposta alle 18.32 (di un sabato di fine luglio, per inciso), con promessa di far interessare gli uffici competenti lunedì mattina e di farmi sapere.

Oggi all’ora di pranzo, l’epilogo: nuova e-mail da parte del Sindaco. Sono state fatte alcune verifiche da parte del Comune, e il risultato è che quell’area è sì ad uso pubblico, ma fondamentalmente privata e con onere di manutenzione del condominio che è stato costruito lì qualche anno fa (al posto di una storica fabbrica locale di calze… il nome Omsa vi dice nulla?).

Il passo successivo è stato contattare l’amministratore del condominio (e resta il fatto che sta cavolo di amministrazione condominiale avrebbe dovuto muoversi da un po’ senza aspettare solleciti da parte del comune… e ammaccature da parte mia!) e già oggi pomeriggio… ta-daaaan!

SfalcioCome potete vedere dalle foto qui sopra (scattate poco più di un’ora fa, andando a riprendere l’Aquilina) la famosa siepe è stata potata.

Mi spiace aver “incolpato” chi non c’entrava, seppure in buona fede (va te a sapere la specifica competenza della manutenzione di una siepe tra un parcheggio e una pista ciclabile…). Però stato bello vedere come internet, usato in un certo modo, possa portare risultati utili nella realtà. E lo è stato anche avere dimostrazione di persona del fatto che il Sindaco ci tenga e intervenga a risolvere un problema (tra l’altro non di sua competenza nè diretta nè indiretta) segnalato da una rompiscatole qualsiasi. Insomma, grazie anche da qui!

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Chapeau!

Facebook-pollicesuDi cosucce da raccontare ce ne sarebbero, ma per il momento rimando per raccontare una storia finita e gestita bene. Di post in cui mi sono lamentata di fornitori di servizi e della loro gestione di reclami e richieste (a volte pure della loro gestione di richieste… non richieste!!) ne ho scritti, quindi mi sembra giusto bilanciare le lamentele con un complimento (anzi due, vista la storia che racconterò en passant) a chi se lo merita, quando capita.

Premessa: a gennaio di quest’anno ho rimpiazzato (per vari motivi che non sto ad elencare) la carta ricaricabile Postepay che utilizziamo per gli acquisti online (e per girarci su i soldini raggranellati tramite i vari siti di sondaggi che accreditano su PayPal) con una ricaricabile RiMoney Unipol sottoscritta alla Coop. Nel corso dell’estate ho ricevuto un paio di comunicazioni che prima mi avvisavano che la carta in mio possesso sarebbe stata sostituita da una nuova (per via di nuovi accordi tra Unipol Banca e Cartasì, bla bla bla eccetera eccetera), con la nuova carta “fisica” e con le istruzioni per attivarla.

Ieri, primo giorno utile per attivare la nuova carta (sì, c’ho fretta perchè voglio farmi un regalino su Amazon… eccheccavolo, il 23 di sto mese invecchio, almeno cavarmi una soddisfazione!), procedo chiamando il numero verde indicato, tempo 5 minuti ed era tutto a posto. Mi restava solo una cosa da fare: attivare l’account sul sito Cartasì per poter visualizzare saldo e movimenti e soprattutto per attivare la notifica via SMS degli addebiti. Era soprattutto questa funzione ad interessarmi… e qui divago un attimo spiegandovi come mai.

A differenza della Postepay, la vecchia carta RiMoney aveva la notifica immediata di ogni addebito di qualsiasi importo con un SMS. E’ stato in questo modo che domenica 23 agosto, mentre mi trovavo letteralmente “in cima a un monte” senza connessione internet, ho scoperto immediatamente che un furbone si era appena introdotto sul mio account PayPal impostando un versamento giornaliero a suo favore di 25$ (su PayPal si possono pianificare delle sorte di “RID”, io prima del 23 agosto manco lo sapevo…). Non essendoci 25$ sul mio conto (per fortuna, direi!), il resto era stato preso dalla ricaricabile collegata. Vero che anche PayPal mi aveva inviato immediatamente due e-mail con le notifiche delle operazioni che stavano avvenendo sul mio conto… ma essendo io fuori casa e senza connessione, di sicuro non le avrei trovate prima del giorno dopo, la prima volta che avessi acceso il PC.

Messa in allerta ho subito controllato appena arrivata a casa, annullato ogni operazione futura a favore del furbone, blindato l’account cambiando password e quant’altro e inoltrato reclamo immediato a PayPal. Reclamo aperto alle 17.30 di domenica pomeriggio, reclamo risolto (a mio favore) alle 8.30 del giorno dopo: nella mattinata del 24 agosto mi sono stati riaccreditati al centesimo i soldi addebitati. E qui il primo complimento del post, al servizio di gestione reclami di PayPal (anche perchè, se non fosse stato per la loro efficienza, non avrei avuto nessuna chance di recuperare il maltolto o rompere i coglioni al truffatore: dalla Polizia Postale ho saputo che per importi e truffe del genere sulle ricaricabili non ha praticamente senso sporgere denuncia. Si tratta di hacker che operano tramite server in nazioni che se ne fottono di collaborare con le nostre forze dell’ordine. Salutate i vostri soldi).

Questo premesso, capirete perchè mi interessava parecchio attivare lo stesso sistema di notifica sulla nuova carta. Il problema è che mi sono trovata bloccata alla seconda fase della registrazione (dove dovevo inserire il numero di carta e il codice cv2): messaggio di errore “Carta già registrata o dati errati” (inutile specificare che non ho mai registrato prima la carta e che i dati corrispondevano a quelli stampati sopra la stessa). Cosa fare?

Beh, siamo nell’era dei social network. Proviamo ad usarli per qualcosa di più utile del semplice cazzeggio? Massì, dai. Così cerco su Facebook la pagina di Cartasì e gli posto in bacheca il mio problema. Meno di un’ora dopo, ricevo risposta: mi viene chiesto di inviare per messaggio privato i miei dati, per poter verificare. Detto fatto. Nel frattempo si son fatte le 4 di pomeriggio, e mi metto tranquilla in attesa: mica mi aspetto che risolvano qualcosa entro sera. Nemmeno entro oggi, per dire (anche perchè diciamocelo: non è che si tratti di vita o di morte!).

E invece, stamattina ricevo una chiamata sul cellulare. E’ un’incaricata di Cartasì, mi spiega che hanno controllato e scoperto l’inghippo: per poter registrare l’account sul loro sito, devono passare almeno 48 ore da quando la carta è stata attivata per la prima volta, per dar tempo al sistema di aggiornare i database. Io, non sapendo questa cosa, mi son messa a spistolare tipo 10 minuti dopo aver parlato con il servizio di attivazione…

E’ vero che questa regola non stava scritta da nessuna parte (nè sulle comunicazioni nè sul sito web), quindi non potevo saperla. E’ vero che avrebbero potuto scriverla da qualche parte.

Ma è ancora più vero che con i tempi di risposta (risposta? Ahahahahah, bella battuta…) che hanno altri servizi clienti od enti (non è un servizio clienti e di certo non lo equiparo, ma giusto per fare un esempio l’e-mail della Polizia Postale in risposta al mio dubbio sull’eventuale denuncia di truffa sventata mi è arrivata dopo una settimana) in non avrei nemmeno avuto questa informazione prima delle fatidiche 48 ore (termine oltre il quale sarebbe stato abbastanza inutile saperlo… se non a mero titolo informativo/culturale). Quindi, plauso anche a Cartasì. Fa sempre piacere avere a che fare con qualcosa che funziona (senza dover diventar scemi per farlo funzionare, giusto Eni e TIM?). 🙂

Spinte

Cerco di non ripetermi: che ultimamente mi sia diventato più complicato trovare spunti interessanti su cui sproloquiare l’ho già scritto, pure nell’ultimo post. Non occorre quindi ribadirlo.

Sono stata sfiorata, varie volte, dalla tentazione di “mettere a nanna” il blog. Cosa che non mi ha fatto per nulla piacere quando è stata messa in atto da altri blogger che seguivo (il primo che mi viene in mente è Sanguemisto, ma non è certo stato l’unico), ma che comunque capisco: mentre si vive cambiano tante cose, ritmi, esigenze, impegni… anche noi stessi. Si inizia qualcosa con aspettative, progetti, speranze… e quando le si raggiunge o semplicemente le basi cambiano è possibile che non sia più quel qualcosa, che vogliamo.

E soprattutto è una gran dote, quella di riconoscere i limiti (propri o di qualcosa) e non accanircisi oltre, quando magari la corda sta per spezzarsi o semplicemente é ora di una pausa o una svolta.

Insomma sì, ci ho pensato. Soprattutto da quando quel che mi succede mi sembra che possa interessare solo me…

E invece…

E invece ogni volta che questa idea si ripresenta, succede qualcosa che mi spinge a cercare di darmi ancora da fare e ritrovare lo spirito di tre anni e mezzo fa. Può essere un apprezzamento inaspettato, un post che non reputavo granchè brillante e che invece raccoglie più commenti di quel che pensavo, oppure qualche nuovo “abbonato” che dopo esser capitato qua decide di restare.

Son tutte piccole cose che mi stupiscono e mi fanno pensare “Ehi, ma allora forse non sei tutta da buttare…”. Ecco: credo che il minimo sia ripagare questi gesti.

Altra cosa che mi stupisce è roba un po’ più da “ragioniera”: in tre anni e mezzo questo guazzabuglio ha racimolato quasi 75.000 click, quasi 6000 commenti su 400 e rotti miei deliri, ha fatto qualche giretto per conto suo (escludendo i post automatici) su Facebook o Twitter per merito di qualche sconsiderato lettore, oltre 200 incoscienti hanno scelto di ricevere una mail quando pubblico una boiata. Posso mica passarci sopra.

Concludendo… Già da un pochino avevo rallentato il ritmo: ormai siamo in estate, la mia idea a questo punto è giusto di tirare il freno ancora un altro pochino (con riserva di ingranare nuovamente una marcia veloce se me ne capiterà l’occasione, ovvio). Ma non crediate di liberarvi: son sempre qua. Vedremo l’autunno e l’ingresso dell’Aquilina nel mondo della scuola cosa porteranno!

Shunrei-Twitter 0-2

twitterEra da poco dopo aver scritto questo post che non avevo praticamente più aperto Twitter, se non un paio di volte quando qualcuno aveva mandato dei tweet a me (scoprendolo solo perchè mi era arrivata notifica in posta elettronica)… e mi ci era voluta quella vita e mezzo per capire come rispondere e non fare una figura del cavolo. Insomma, per me era stata solo la conferma che, evidentemente, Twitter non faceva per me.

Poi è arrivato venerdì 13 (giugno 2014), il giorno in cui la rete Wind-Infostrada è collassata. Pare che pure il sole debba mettercisi a romper le balle, come se non bastasse vivere in un paesucolo con una rete nazionale che fa ridere i polli (qui la spiegazione ufficiale di Wind. Ancora un po’ e preferivo le tempeste solari). E noi con che gestore è che abbiamo la connessione internet (e solo quella, che la linea telefonica è M.I.A. dal 2010, grazie alla cara vecchia Telecom)? Ma con Infostrada, sia mai!

Alle 10.40, la mia ADSL muore. Inizialmente non mi preoccupo: ultimamente va meglio di quanto non raccontavo quiquo o qua, ma non è che brilli per efficienza. Dopo mezz’ora, però, non s’è ancora ripresa… ed era da parecchio che non stava giù così tanto. La faccenda ha iniziato a puzzare: qua c’è qualcosa sotto, e non è un pannolino dell’Aquilina.

Di solito avrei smadonnato indecisa tra il chiamare il 155 (operazione normalmente inutile, ma stavolta inutile il doppio: non han mai risolto un piffero [anzi, a volte hanno avanzato suggerimenti o teorie a metà tra l’assurdo e il criminale], col blackout di cui sopra il call center non era nemmeno raggiungibile) e l’attendere facendomi venire in mente qualche rito propiziatorio o voodoo. Ma stavolta…

… stavolta mi sono trovata con in mano un’arma in più: lo smartphone. E, fortunatamente, con un’utenza cellulare NON Wind. La connessione dati di Coopvoce funzionava, quindi oltre a non sentirmi completamente tagliata fuori dal mondo ho potuto iniziare a capirci qualcosa. Non era solo un problema mio, ma di tutta la rete Wind Infostrada. E proprio sul sito Wind ho visto che (pochi secondi prima) qualcuno aveva inviato dei tweet alla compagnia, chiedendo info.

Aspe’… Twitter… che possa essere utile? In fondo ho un’amica che m’ha detto che lo usa praticamente solo quando ha bisogno di contattare l’assistenza Tiscali, e che ci si trova molto meglio che a tentare di chiamare il call center. Così (ri)scarico l’app di Twitter (poco dopo aver iniziato a usare il Galaxy, l’avevo installata: “Sai mai, magari da cellulare è più utile”. Non c’avevo capito una sega, proprio come da PC, e l’avevo disinstallata poco dopo)… faccio una ricerca, trovo una valanga di tweet con il tag #infostrada. Poi trovo l’account ufficiale della Wind: un sacco di richieste di assistenza di altri utenti. E a questi utenti viene addirittura risposto (di inviare per messaggio diretto i dati dell’utenza)…

Detto fatto: twitto pure io, i miei dati e il mio problema. E rispondono pure a me (faranno “solo” questo, ma è già ben più di quel che mi aspettassi: sanno almeno che esisto!). E divento loro follower, così durante il giorno mi arrivano anche i vari aggiornamenti ufficiali… in pratica non serve a granchè, ma psicologicamente ci si sente meno abbandonati. Non è poco.

Sempre tramite lo smartphone trovo anche un articolo che risolverà i miei problemi di connessione prima ancora che il guasto rientri del tutto: un suggerimento semplicissimo (impostare i DNS di Google al posto di quelli automatici o di Wind), talmente semplice che secondo me non avrebbe assolutamente funzionato… ma tanto ci voleva così poco a provare. E invece ha funzionato: alle 14.40 riesco a tornare online  da PC (tenete conto che 4 ore dopo la connessione WiFi sul cellulare non funzionava ancora… segno che era proprio solo il cambio di DNS a permettere ai nostri PC di navigare). Grazie Samsung Galaxy, grazie Coopvoce e soprattutto grazie al Consorte che a febbraio mi ha convinta a cambiar telefono.

Di più: lunedì, visto che la connesione era ancora alquanto ballerina da sabato, ho ritentato la via del tweet e ricontattato Wind per un controllo. Ebbene: nel giro di mezz’ora sono stata chiamata sul cellulare da una loro operatrice. Anche questo non è per niente poco!

E insomma. già così Twitter aveva iniziato ad avere un qualche senso, per me.

Il secondo gol per Twitter è arrivato con i Mondiali di calcio. Non sono una gran tifosa di calcio (ho “scoperto” che il Mondiale era iniziato tipo alle 22.30 del 12 giugno e l’80% dei calciatori della nostra nazionale li sento nominare per la prima volta in questi giorni), ma ammetto che seguire la partite dell’Italia rigorosamente con la TV impostata su “muto” e la radiocronaca della Gialappa’s è una cosa che adoro fin da USA 1994. Solo che stavolta c’è l’Aquilina, che non solo è al suo primo Mondiale… ma soprattutto non gliene può proprio fregar di meno. L’unica mia chance per vedere una partita “come ai vecchi tempi” è che questa inizi dopo che lei è andata a letto, se no col cavolo che invece di Ben & Holly lei accetta di guardare per due ore 22 omini in mutande che corrono su un prato. Col cavolo che accetta anche solo di giocare per i fatti suoi lasciando in pace la mamma a guardare i 22 omini in mutande di cui sopra. Ma insomma, considerando lo scarto di fuso orario… le partite delle 22 sarebbero perfette. E infatti.

Prima partita dell’Italia: inizia a mezzanotte. Hey!!!! Ho detto dopo che l’Aquilina è andata a letto non dopo che ci sono andata pure io!!!

Seconda e terza partita dell’Italia: iniziano entrambe alle 18. Seh, vabbè. Mi volete male, ditelo. Preciso preciso durante la preparazione e lo spazzolamento la cena.

Quindi?

Quindi in teoria ciccia. In pratica, invece (a parte la prima partita contro l’Inghilterra, che finito il primo tempo ho disconnesso il telefono e a nanna tutti), se sono riuscita a seguire in qualche modo le partite finora (pur senza la radiocronaca della mia adorata Gialappa’s 😦 ) è stato proprio grazie a Twitter: sono diventata follower di Gialappa’s Band @GialappasB e durante le partite mi arrivano in diretta sul telefono tutti gli aggiornamenti salienti. Non è come poter seguire con tutti i crismi la partita con la radiocronaca della mia Gialappa’s e gli ospiti in studio… ma è sempre meglio di niente! 😉

E quindi… ritratto quello che scrissi nel mio precedente post. A capire come funziona, e soprattutto cosa interessa (penso che il mio problema fosse appunto quello: non tanto capir poco di come funzionava, ma soprattutto non avere idea di cosa volevo)… anche Twitter ha il suo bel perchè! 🙂

Cattura5P.S. Mentre scrivo qui, è in corso un bel blackout di Facebook. Unito a quello elettrico di oltre 4 ore che c’è stato nella mia zona il 1° giugno (e magari, boh, è il motivo per cui domani pomeriggio l’Enel ci ha avvisati che saremo senza corrente per due ore e mezza), sto iniziando a pensare che sia la nuova moda dell’estate…

Di come soddisfare un cliente…

Slide-Raccolta-Bimbi… e di come fottersene altamente di soddisfarlo, quando il (dis)servizio lo offri soltanto tu.

Volevo raccontarvi una cosa che mi è capitata nei giorni scorsi, e che mi ha fatta un pochino riflettere. A maggio ho iniziato (cosa che non facevo da millemila anni) una raccolta punti: quella di quest’anno della Granarolo Bimbi, di cui vedete il banner qua di fianco. L’ho iniziata più per vedere cosa combinavamo, ma fatto sta che tra l’Aquilina che a merenda gradisce sia gli yogurt che le creme di questa linea e la loro versione di “fetta al latte” con la cremina bigusto latte-cacao che piace parecchio anche a me e al Consorte… insomma, a inizio settembre mi sono ritrovata con i 35 punti necessari per richiedere l’accappatoio-poncho di Winnie The Pooh della Caleffi.

L’Aquilina ne ha già uno, sempre Caleffi e sempre di Winnie The Pooh: è un'”eredità” che abbiamo ricevuto, anni fa ha asciugato i cugini del Consorte. Comodissimo per imbozzolare la pupa appena uscita dalla doccia, pur avendo un po’ di anni sul groppone (il cugino “piccolo” del Consorte ha compiuto 12 anni a maggio) è ancora come nuovo… averne uno in più per potergli dare il cambio (soprattutto in inverno, che i panni – soprattutto le spugne – s’asciugano più a porconi che altro) non era poi una cattiva idea.

Compilo la scheda, me la scansiono su PC tanto per averne una mia copia (che 11 anni a lavorare in uno studio legale lasciano il segno…), la imbusto e l’11/09/2013 la spedisco con raccomandata A.R. (nelle istruzioni c’era scritto di usare preferibilmente questo tipo di invio, no problem: son più tranquilla pure io) all’indirizzo indicato (distante tipo 15 km da casa mia). E concedetemi che ci son rimasta maluccio: è vero che ormai sono due anni che ho smesso di andare a lavoro e di avere rapporti regolari con le Poste Italiane, ma l’ultima volta che ho spedito una raccomandata A.R. (“normale”, non parlo delle “raccomandate 1”) per lo Studio mi pare stessero a 3,40 €, se non superavano i 20 grammi. A novembre scorso l’ultima raccomandata A.R. che ho mandato all’Eni (e che superava i 20 grammi per via degli allegati) mi era costata 3,90 €. Stavolta, per una raccomandata A.R. di 13 grammi che doveva farsi 15 km, le Poste mi hanno chiesto… 4,30 €! E sticavoli, direi. Come minimo ti aspetti che la cartolina di ritorno ti venga riconsegnata da un postino (figo, tra l’altro: mi pare il minimo) in frac con tanto di vassoietto in argento. Ma andiamo avanti.

Il 17/09/2013 la Granarolo mi manda un’e-mail: mi ringraziano della partecipazione, la scheda è regolare, “nei termini” mi spediranno l’accappatoio di Winnie The Pooh richiesto. Ora: io i termini di consegna manco me li ero andati a leggere. Insomma, non eravamo con l’acqua alla gola (alla brutta, l’Aquilina s’asciuga anche con un bel telo da bagno), metteteci pure il tempo che vi pare. M’aspettavo qualche settimana, un par di mesi, toh. E invece…

Alle 13.30 del 20/09/2013 suona il campanello (me lo ricordo così di preciso perchè stavo cambiando il pannolino all’Aquilina per metterla a letto per il sonnellino… sì, c’è scappata una madonnina tra i denti, ma molto meno consistente che se il corriere avesse suonato tipo mezz’ora dopo, con la pupa appena addormentata). Ebbene sì: era il corriere che mi consegnava il pacco con l’accappatoio! Insomma, approfitto anche del blog per fare i miei complimenti alla Granarolo: ottimo servizio.

PTMa che han fatto nel mentre, le Poste Italiane? Beh, intanto han consegnato la raccomandata… e dai poi. Però nel momento in cui io ho ricevuto il pacco, quelle stesse Poste non erano ancora state in grado di riconsegnarmi la ricevuta di ritorno della suddetta raccomandata (per la cronaca, la cartolina è poi arrivata il 23/9). Roba che sinceramente mi sto davvero chiedendo perchè dannazione io abbia pagato il supplemento (€ 0,70, mi pare) per la ricevuta di ritorno, vista (in questo caso) la sua effettiva inutilità.

Insomma, lasciatemi dire che si vede proprio chi può concedersi il lusso di sbattersene altamente della qualità del servizio che offre, visto e considerato che o ti rivolgi a loro (so che ci sono corrieri che offrono anche il servizio di “raccomandate A.R.”, e tra l’altro pare anche a costi inferiori rispetto alle Poste, ma temo sia un servizio rivolto agli studi professionali o alle aziende, non ai privati ) o t’attacchi…

Spettacolo *__*

Questo dovevo assolutamente farvelo vedere!

Eggià, perchè per questa Pasqua non c’è stata solo l’Aquilina che è stata letteralmente sommersa di sorprese: dai vestitini ai peluche (anche multiuso, come il set cane-borsetta/cucciolo-portachiavi coordinati allegati all’uovo donato dalla bisnonna) a un carinissimo cagnolino da portare a spasso che abbaia, fa le feste e suona (sì, letto bene: suona. Ovvio che è un gioco… pensavate forse che le gatte avrebbero permesso l’ingresso di un nuovo inquilino in zampe e pelo? 😉 ).

Perchè per questa Pasqua non siamo solo stati letteralmente sommersi di cioccolato, in ogni sua possibile dimensione e foggia, dalla pioggia di ovetti Schoko Bons che lo zio dell’Aquilina ha sistemato attorno al cagnolino di cui sopra a mo’ d’imballaggio, alla campana da un kg (sì, un chilo) di cioccolato al latte che ci è arrivata dalla vicina di casa di mio padre (ce n’è abbastanza da far dolci da qui alla prossima Pasqua… e si accettano suggerimenti!).

Per questa Pasqua mi è anche arrivato un dono che sicuro sicuro è entrato sparato nella Top Ten dei più bei regali che ho ricevuto in questi 34 anni e mezzo… ne approfitto per ringraziare di ♥ anche da qui mio cognato A. per il pensiero, ed eccovi il servizio fotografico.

Salvadanaio geniale

Non è assolutamente un salvadanaio geniale? 😀 Sulla scatola c’è scritto “It will bring you more infinite happiness”: “infinita” magari è un po’ esagerato, ma di certo questo micio un sorriso riesce a strapparlo… e mi sembra una gran cosa!  :)

Poco ma sicuro che d’ora in poi non mi capiterà più di accumulare inutili centesimi nel portafogli senza aver modo di usarli (di solito manca sempre un centesimo o due, quando si tenta di liberarsi dell’etto di monetaglia residente da ere geologiche nel portamonete… e pertanto tocca ricorrere al “cartaceo” e ricevere altra monetaglia di resto). Anzi: è pure quasi altrettanto sicuro che d’ora in poi sarà difficile che io abbia proprio spiccioli nel portafogli… (cosa che tra l’altro “stranamente” sta capitando pure a mio cognato, che se n’è preso uno anche per sé).

Per chi poi volesse vederlo proprio “in azione” (non il mio, ma un suo collega), ho scovato questo filmato su YouTube. 🙂

I Love Your Blog Award

Signore e signori, ci risiamo… E dire che dopo l’ultimo riconoscimento ricevuto m’ero ripromessa “Dai, basta scocciare chi passa di qua con ste cose… dovesse mai ricapitare, mica continuar la catena, eh?”. E invece il premio che mi arriva da Sgiusgiola (che, copiando quello che scrive lei, ormai è la mia “pusher” ufficiale di blog awards…) è talmente carino che… bisogna che lo passi in giro!

Regolamento semplicissimo: rispondere alle seguenti domande e poi premiare altri 10 blog. Poi leggo le domande e penso “Semplicissimo sta cippa… son praticamente tutte domande “da femmine”!!” (mmmmh… mi sa che sarò buona e girerò il premio solo ad altre bloggers…). Mi direte: “E dove sta il problema? Appartieni pure a quella metà del cielo!” Sì, vero… all’anagrafe. Leggete le risposte, poi ditemi se non sono un po’ anomala…

Qual è la tua rivista di moda preferita? Moda? Si mangia? Scherzi a parte, mi capitava di leggere riviste femminili giusto quando le comprava mia madre… e pure lei prendeva a roba tipo “Bella” o “Donna Moderna”, dove comunque la componente moda era limitata. Nelle sale d’aspetto evito le riviste di moda più di quelle di motori, fate voi. Quando aspettavo l’Aquilina, mi son fatta fare dai miei, come regalo di compleanno, un abbonamento per un anno a prezzo scontatissimo (con una di quelle cartoline-promo) a un paio di riviste “da mamme”. E mi sono convinta che siano ottime per mamme senza figli: ho talmente tanto tempo per leggere che non solo impiego tipo un mese per finire un libro di 500 pagine (sigh!)… ma i numeri di ste riviste da dicembre in qua sono tuttora belli incellofanati e intonsi!

Chi è il tuo cantante/band preferita? “Storicamente” i Queen, mio primo vero amore musicale. Poi c’è un treno di altri gruppi rock e metal che mi piacciono, e diverse canzoni “sparse” anche “fuori genere” e so a memoria diosaquante sigle di cartoni animati… ma appunto, limitiamoci alla domanda e quindi confermo: i Queen.

Chi è la tua YouTube Guru preferita? Ehm… Maccio Capatonda non vale, giusto? Magari anche solo per il fatto che non gli si addice l’aggettivo femminile “preferita”… E’ che io il Tubo lo uso per lo più per seguire le saghe di Herbert Ballerina, Padre Maronno & Co. o al massimo per cercare canzoncine o gli episodi di Mio & Mao per l’Aquilina… 😛

Qual è il tuo prodotto make-up preferito? Matita per le sopracciglia, che per me è una mano santa, e poi ombretto (rigorosamente liquido con pennellino: sono impedita con quelli in polvere). Se ho tempo, via di mascara. Il rossetto è un optional, riuscivo a ricordarmelo quando andavo a lavoro solo perchè l’ascensore per arrivare in studio era dotato di specchio… e quando mi ci trovavo da sola lo sfruttavo biecamente per finire il make-up!

Dove ti piacerebbe vivere? Tre parole: Val di Fassa. O una sola, più generica (ma che andrebbe benone lo stesso): Dolomiti.

Qual è il tuo film preferito? Al momento direi “Il Gatto con gli Stivali” (ora, l’effetto collaterale è che nella nuova pubblicità del Mulino Bianco con Banderas, ho l’impressione che il “mugnaio” sia il Gatto con gli Stivali di Shrek, ma dai poi…), che non vedo l’ora che sia sabato per comprarmi il DVD con lo sconto del 20% all’Iper… ehm… per comprarlo all’Aquilina, volevo dire (sì, credeteci!). 😛 Poi ci sono diverse altre pellicole che negli anni mi hanno colpita o mi sono piaciute particolarmente, ma proprio un film preferito in assoluto non ce l’ho…

Quante paia di scarpe possiedi? Relativamente poche per gli standard femminili, credo. Roba del tipo: 2 paia invernali, 3 da mezza stagione, 4-5 paia di sandali estivi, 1 da ginnastica, le pedule e qualche altro paio tra pantofole, infradito e ciabatte da casa. E la maggior parte ha addosso tipo 7 o 8 anni (non le massacro granchè… e quando mi decido a buttarle è proprio perchè sono ai minimi termini), le pedule sono le stesse che mi comprarono i miei quando avevo 11 anni per il primo campo estivo con gli Scout (mi stanno ancora e sono ancora in ottimo stato… esatto, non sono una gran appassionata di trekking). Ho ancora come “scarpe eleganti” gli stivaletti che ho indossato al mio matrimonio nel 2004 e poi tinto di nero per poterli usare anche dopo la cerimonia. Perchè lo ammetto: ci sono poche cose che mi tediano maggiormente di entrare in un negozio di scarpe a cercarmene un paio. Una di queste è farmi otturare una carie…

Qual è il tuo colore preferito? Assolutamente il viola in ogni sua variante.

Ok, ed ora passiamo alla seconda fase! Conferisco il premio a (poi ognuna è libera di continuare o no, al solito… soprattutto se magari è già stata premiata da qualcuno più solerte di me!):

P.S. In questi giorni (tra virus, inizio organizzazione Battesimo Aquilina e varie altre “amenità e non”) son rimasta talmente indietro a leggere i miei blog preferiti che quando apro Google Reader leggo roba tipo “110 post non letti” e mi prende male… 😦 Approfitto del post per scusarmi della latitanza sia con le premiate che con gli altri bloggers che capitano qua: se a giugno (oddio, speravo di rimettermi in carreggiata un po’ prima…) vi troverete notifiche di commenti sui post di aprile, saprete di chi è la colpa… T__T