(Li) MIUR(tacci vostri)

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Eggià… proprio

Sono ancora viva, eh. Sono due mesi buoni che non scrivo, e qualcosa da raccontare ce l’avrei anche (tant’è che son qui), ma anche quest’anno si è rinnovata la tradizione dell’ADSL che a fine/inizio anno va a donnine: un divertimento, insomma. Mettiamola così: un mese che siamo praticamente senza connessione, a casa (stavolta però risolviamo, osta se risolviamo. Ma se capita ne scrivo in un altro post). Se non fosse per i cellulari e per l’hot spot che ci ha prestato mio suocero (lo ha comprato per quando va via in camper, ma se non è via col camper non lo usa, ovviamente) saremmo a dir poco in braghe di tela… soprattutto per una faccenduola di ben poco conto (eh, proprio) che mi trovo a dover adempiere nei prossimi giorni.

Quale faccenduola? Beh, l’iscrizione dell’Aquilina alla scuola primaria (eggià, a settembre ci siamo. Pure qua avrei da raccontarne).

L’iscrizione dell’Aquilina alla scuola primaria da fare tassativamente online.

Tassativamente online su un sito istituzionale italiano.

Sito istituzionale italiano.

Altro che The Walking Dead, l’Esorcista, It, The Blair Witch Project… con queste tre parole assieme sì che c’è da iniziare a farsela in mano.

Le danze delle iscrizioni si apriranno il 16 gennaio, ma già da oggi doveva essere possibile iniziare a registrarsi al sito. E quindi ci si prova, giusto per non trovarsi a farlo il 16 stesso e rischiare che sia tutto intasato. Di questa cosa finora hai solo sentito parlar male da chi ci ha già avuto a che fare, ma in fondo… son 5 anni che le iscrizioni si fanno online. Magari nel frattempo le cose son migliorate. Così ti colleghi al sito del MIUR e inizi. E una conferma ce l’hai subito.

Oh sì. Le cose saran migliorate di sicuro. In un altro paese, però.

Stamattina una tonnara. Roba da 5 minuti di orologio per caricare una singola pagina del sito. Riesci con le unghie e con i denti a raggiungere la seconda fase della registrazione (la prima consiste solo nell’inserimento del codice fiscale e in un captcha. No, ma mi raccomando: già avete il server che va a criceti, sprechiamo pure risorse con un cavolo di captcha). Seconda fase che altro non è che la conferma (in chiaro) dei dati già espressi nel codice fiscale stesso e nell’aggiunta di e-mail e un paio di consensi. Bene: per tutta la mattina e gran parte del pomeriggio, nessuno (o quasi) è riuscito a superare lo scoglio di far sapere al MIUR in quale cavolo di regione fosse nato (campo non selezionabile… dopo tot compariva un messaggino di errore che diceva che il sistema non aveva potuto gestire la richiesta). Qualcuno si illudeva (sulla pagina FB del MIUR) che gli stranieri fossero avvantaggiati: gli basta indicare lo stato di nascita. Vero. Peccato che poi a loro il sistema desse errore sul codice fiscale stesso… (non sia mai che qualcuno ci riesca!).

Ritento: guardando online ho scoperto che l’anno scorso c’erano stati gli stessi problemi, e che il Ministero aveva ufficialmente suggerito di usare Explorer (manco mia nonna userebbe più Explorer…) o di togliere gli aggiornamenti a browser come Chrome o Firefox perchè il sito non funzionava con le versioni più aggiornate dei browser (e qui ci sarebbe da ridere solo per non piangere). Così provo anche con Opera e con Explorer. Ottenendo l’unico risultato di avere un captcha diverso, con Explorer: invece di una casellina di spunta, 9 immaginette pescate diosadove… devo selezionare quelle in cui compare un cartello stradale. Fatto questo, ricevo una stringa di testo lunga 6 righe (non esagero) da copincollare in una casellina sotto. Con un’avvertenza: che sarà valida solo per 2 minuti. Considerando che per passare da una pagina all’altra del sito me ne occorrono 10, di minuti, sto in una botte di ferro.

In attesa di comunicazioni ufficiali su FB, torno a spulciare in rete cercando suggerimenti. E salta fuori il suggerimento ufficiale del Ministero per il 2015: rivolgersi alle scuole per farsi fare l’iscrizione da loro (come è sempre stato prima. Come ha sempre funzionato prima). A parte chiedersi se le scuole possano accedere ad un sito diverso da quello dei genitori (perchè se no, sarà poi inchiodato anche per loro, no?), mi sembra un bell’incentivo all’informatizzazione. E’ come se l’idraulico venuto per risolvere un guasto mi suggerisse di sfruttare il caro vecchio secchio e la fontanella pubblica in fondo alla strada.

Ovviamente (manco a scriverlo, quando mai questo genere di cose funziona, da noi?) il numero (non verde) per avere informazioni è staccato (costantemente occupato. Vero, ci saranno un mucchio di chiamate: siam tutti nella palta. Altrettanto vero che nel 2016 si può anche farlo gestire da un centralino o un call center. Ma l’immagine che ho in testa è quella di un telefono con la cornetta diligentemente staccata e posata accanto. Sai mai).

Volendo spezzare una lancia a favore, almeno sulla pagina FB del MIUR si son degnati di rispondere a qualche utente. E’ già un piccolo miglioramento rispetto all’andazzo generale di quasi tutte le pagine ufficiali (non solo quelle istituzionali, ma anche e soprattutto quelle dei gestori di utenze o delle Poste, per dire). Di solito tu segnali, e il massimo che ricevi è una rispostina preconfezionata in cui ti dicono che ti faranno sapere (e per gli ottimisti l’unica chance è lasciare le credenziali di accesso di Facebook scritte nel testamento, nella speranza che la risposta venga data almeno agli eredi).
Vabbè, lasciamo stare. Ci riprovo stasera (è vero che non c’era solo oggi per registrarsi, però è altrettanto vero che non si può far perdere tutto questo tempo agli utenti per una robetta da 3 minuti- su qualsiasi altro sito. Non tutti possono stare tutti i giorni tutto il giorno davanti a un pc attendendo che una pagina si carichi e nel mentre pregando che lo faccia senza dare errori).
E stasera, lusso: nei fatidici 3 minuti (stavolta le pagine si caricano) compilati i 4 passaggi (qualche problema, ma è bastato aggiornare le pagine per bypassare i due messaggi di errore che ho ricevuto tra un passaggio e l’altro. E che, pensavate mica che fosse andata tutta liscia?).
Ricevuta e-mail di conferma registrazione.
Ricevuta anche e-mail di creazione utenza.
Presa da un eccesso di ottimismo, clicco per loggare e cambiare la password (come si raccomandano di fare al primo accesso) e…
“Service Temporarily Unavailable
The server is temporarily unable to service your request due to maintenance downtime or capacity problems. Please try again later.
Apache/2.2.15 (Red Hat) Server at iam.pubblica.istruzione.it Port 443″.
Ecco, almeno sui “capacity problems” direi che siamo tutti d’accordo (solo che io non mi riferisco alla capacità in termini di spazio…).

Su Facebook un’utente ha incoraggiato tutti scrivendo “Prima o poi ce la facciamo”. Oh, sicuro. Resta solo da chiarire questo dubbio: ce la faremo prima o dopo che i carabinieri suonino il campanello per arrestarmi con l’accusa di non aver iscritto l’Aquilina alla primaria, non assolvendo così l’obbligo scolastico? 

[To be continued..?]

(Buona) scuola

Giovedì scorso l’Aquilina ha affrontato il suo terzo primo giorno di scuola: ultimo anno di scuola dell’infanzia. A pensarci mi viene un po’ di magone. Quindi mi immagino in quali condizioni pietose sarò quando a fine anno avranno la cerimonia di consegna dei diplomini…back-to-school-1622789_640

Premetto che le righe che seguono le scrivo da mamma completamente ignorante (o quasi) di come funzionino le graduatorie, le assegnazioni dei posti, di quali siano le regole che determinano chi e dove va a insegnare nella scuola (pubblica) italiana. Specifico anche che sto riportando cose che mi sono state riferite, questo per dire che se ci sono errori  formali (“Ah, ma i punti per la tal cosa non sono quelli! Ah, ma le graduatorie non si fanno così!”) sono solo farina del mio sacco bucato e dei miei tre neuroni che qualche particolare (giusto) se lo son persi per strada.

Scrivo semplicemente da mamma basita da come possano funzionare (in qualche modo) le cose nonostante una burocrazia farraginosa e un’ottusità impressionante. E specifico che si tratta solo di alcune gocce d’acqua nel mare, perchè basta una ricerchina online (o due chiacchiere in giro) per trovarne secchiate.

Allora: l’Aquilina ha due maestre. Una, A., è la maestra “titolare” di ruolo da anni; l’altra, S., finora non era ancora riuscita ad entrar di ruolo, ma fortunatamente (e per la prima volta nella sua carriera) era riuscita ad insegnare due anni di seguito nella stessa classe proprio con la classe dell’Aquilina. A giugno, però, ci eravamo lasciati come a giugno dell’anno prima: “speriamo di rivederci anche l’anno prossimo”, così finiamo il ciclo scolastico tutti insieme. Perchè il suo contratto terminava, e l’assegnazione è pur sempre un’incognita. Però magari un po’ meno incognita del solito: per l’anno scolastico 2016-2017 S. sarebbe partita come terza in graduatoria, e finalmente sarebbe passata di ruolo… dai che la conferma è quasi sicura!

L’Aquilina giovedì scorso non vedeva l’ora di ritrovare i suoi amici, e anche le maestre A. e S. E io a doverle spiegare che A. sicuramente ci sarebbe stata… mentre per S. non era detto, ma “speriamo proprio di sì” (non per portar sfiga. Solo per tamponare un’eventuale delusione). E per fortuna, arrivate in aula, ecco tutte e due le maestre presenti! 🙂

Sì, ma che Odissea… perchè S. finalmente quest’anno è riuscita ad entrare di ruolo (alla “tenera” età di 36 anni. Intendiamoci: non sto dicendo che sia vecchia… che anzi è più giovane di me. Sto solo dicendo che a 36 anni e dopo non so quanti anni che insegni, magari sarebbe il caso di iniziare ad avere un po’ di certezze lavorative. Magari di avercele anche già da anni). Ma gliel’han fatta sudare: il 30/8 ha avuto la “bella” sorpresa di ritrovarsi sesta in graduatoria invece che terza (quindi con ben meno certezza di poter tornare e finire il ciclo scolastico di mia figlia e dei suoi compagni). S’è trovata davanti tre colleghe che avevano vinto ricorsi al TAR del Lazio (peraltro munite di solo diploma, quando lei per poter entrare nelle graduatorie e insegnare ha dovuto anche laurearsi. Ma qui è la solita “sfiga” di chi nasce dopo, dappertutto: per fare le stesse cose che faceva tuo padre, a te serve minimo un titolo di studio in più. Solo che rispetto a tuo padre hai meno certezze, stipendio peggiore e condizioni di lavoro più ridicole). E già qui, al suo posto mi si sarebbero scassate le coronarie. Ma il buono è che la nomina definitiva (con contratto a termine per ben – udite udite! – 3 anni. Che non sia troppo, eh) l’ha avuta venerdì 10 settembre… no, ma fate pur con calma, eh. Nel frattempo era già una settimana che l’altra maestra stava impostando il lavoro da sola, senza sapere con chi avrebbe collaborato. Aggiungete che nella sezione terza “gemella” (con cui la classe dell’Aquilina fa tantissime attività in comune, da pianificare pure quelle tra le insegnanti) quest’anno han cambiato entrambe le insegnanti (una è andata in pensione, l’altra ha ottenuto il trasferimento vicino a casa) e la cosa si fa divertente.

Dalla maestra S. ne ho saputa un’altra, molto simpatica. La storia di un’insegnante di Cesena con 30 punti in graduatoria (e quindi piuttosto sicura di riuscire quest’anno, finalmente, ad insegnare nella sua città) che s’è vista assegnare invece qui a Faenza (vero, c’è di peggio: 40 km non sono 400) perchè è stata superata in graduatoria da una collega che aveva 4 (quattro, sì) punti. A domanda di spiegazioni le è stato detto che è vero, c’è stato un errore. Ma per sanarlo deve lei fare ricorso, d’ufficio non si può: e, tempi del ricorso a parte (che nel mentre fa in tempo a finire minimo il primo quadrimestre se non l’intero anno scolastico), la spesa pare sia di 2500 € (duemilacinquecento, sì. Vi sembra esagerato? Ammetto che lo sembrava pure a me. Così ho provato a fare una ricerchina con Google, alla vigliacca. E tra i primi risultati ho trovato questo. E in effetti, alla luce dei miei 11 anni come impiegata di studio legale, è purtroppo credibile: il valore di un simile ricorso è per forza “indeterminabile”, non stiamo parlando di una fattura non pagata da 200 €. E di conseguenza gli scaglioni tariffari da applicare per la nota spese… sono alti). Al che ha lasciato perdere e cercherà di avvicinarsi a casa l’anno prossimo.

E comunque, come accennato all’inizio, questi non sono nemmeno due esempi particolarmente scabrosi. Di seguito ne riporto altri due, raccontati da un paio di mamme (tra tante) che fanno parte come me di un folto gruppo su Feisbuk.

Allora: che si iniziasse l’anno scolastico senza avere ancora tutti gli insegnanti assegnati capitava anche ai miei tempi.

Però che il giorno prima delle aperture delle scuole, alla riunione di una scuola dell’infanzia della provincia di Bologna, i genitori dei bimbi che devono iniziare il primo anno scoprissero che giusto un’ora prima era arrivata una circolare della dirigente del relativo istituto comprensivo, che comunicava con rammarico ai genitori dei bimbi delle classi prime che, non potendo ancora definire il corpo insegnante mancante, gli inserimenti dei nuovi alunni sarebbero iniziati “auspicabilmente” nella settimana successiva (il 19? Il 20? Il 23 settembre? E io nel frattempo il pupo come lo gestisco? E l’inserimento quando viene a finire, già che dura tipo due settimane? E al mio datore di lavoro che dico?)… beh, questo sinceramente non succedeva.

Ma del resto c’è pure di peggio: è capitato anche (in un’altra scuola) che, sempre il giorno prima dell’inizio dell’anno scolastico (giornata che ormai porta più sfiga di un venerdì 13), venissero convocate le famiglie di 12 bambini per comunicare loro che era stata decisa l’eliminazione della sezione della scuola dell’infanzia dove erano iscritti e che quindi per i loro figli non c’era più posto (al motto di “E mo’ so’ ca77i vostri, pappappero!”. No, sto scherzando: situazioni del genere fanno arrabbiare anche il personale scolastico, che sicuramente non se ne lava le mani con gioia: le insegnanti sono a loro volta vittime, i presidi hanno semplicemente le mani legate dal sistema).

E io mi chiedo: l’anno scolastico inizia ormai da anni, per legge regionale, il 15 settembre. Non è più come quando andavo a scuola io, che la data variava (di poco, ma variava) ogni anno. Quindi: possibile che non ci sia modo di organizzarsi un po’ per tempo? Possibile doversi ridurre per forza all’ultimo momento (o anche a quello dopo, addirittura)?

Fortuna che queste sono le conseguenze della riforma della “buona scuola”. Fosse stata anche solo quella della “scuola così così” chissà cosa veniva fuori…

La gourmet

006okVe la ricordate la drammatica saga (qua, tipo) sullo svezzamento dell’Aquilina? Ecco, da allora il suo rapporto con il cibo è decisamente migliorato. Ma diciamo che tuttora, se qualcuno le offrisse un’alternativa per nutrirsi senza dover perdere tempo a sedersi a tavola e mangiare quel che le rifiliamo nel piatto… ohi, sarebbe mica un brutto lavoro.

Per farla breve: 108 cm x 17 chili (scarsi) di ignoranza gastronomica fatti personcina.

A volte ne capitano anche di carine. Tipo l’altra sera, che io ero alle prese con un coccino di pesto alla genovese fatto dalla bisnonna e una fetta di pane (e che ci devo fare se lo apprezzo più come salsa che come condimento per la pasta?) e l’Aquilina se ne esce seria con: “Non puoi mangiarlo” “E perchè?” “Perchè non puoi mangiarlo” “Ma perchè?!?” (e qui inizi a pensare che è vero, avrebbe proprio ragione lei: fetta di pane con pesto = calorie alle stelle, colesterolo non pervenuto, carboidrati e grassi che ballano il valzer insieme…). Ma qui arriva il colpo di genio: “Perchè è brutto. 😀

Più spesso ne capitano di esasperanti. Tipo metterci un’ora e 20 per mangiare un piatto di minestra in brodo e mezza svizzera (che ha chiesto lei, peraltro). Tuttora, a volte, pagherei per poterla mandare in mensa (dove, in compagnia dei suoi amici, pare si trasformi in perfetta commensale) anche a cena… o magari durante le vacanze, piuttosto che affrontare un pasto insieme a lei (soprattutto se a casa ci siamo solo io e lei…).

Altre volte ne capitano di “inquietanti”, nel senso che mi fanno riflettere.

Un martedì sono andata a prenderla da scuola dopo pranzo, perchè aveva una visita (quella di aggiornamento dalla logopedista ASL. Che, en passant, è andata benissimo: talmente bene che c’hanno levato dalle liste d’attesa perchè secondo loro l’Aquilina non ha più bisogno di un bel niente e per la sua età parla e comprende tutto a dovere. Grazie al piffero: siamo andati in privato…), quindi ci hanno dato un sacchettino con la merenda da mangiare a casa.

C’era dentro una fetta di ciambella (quella romagnola… senza il buco, per intenderci. Anzi, facciamo così: quella della foto. Che, se la cliccate, vi porta pure alla relativa ricetta di Giallozafferano.it, toh), che fa la cuoca della scuola (quindi non roba confezionata), fetta di 1 cm poco più di spessore. E sopra, come ogni “brazadela” che si rispetti, c’erano sparsi un po’ di zuccherini bianchi.

Bene: mi accorgo che l’Aquilina inizia a levare chirurgicamente tutti gli zuccherini uno a uno prima di iniziare a mangiare la ciambella. Al che le chiedo perchè li stia togliendo.
“Non mi piacciono”.
“Ma li hai mai sentiti, almeno?” (ho a che fare da 4 anni con un’inappetente senza curiosità per il cibo: la domanda è d’obbligo).
“No”
(e te pareva…)
“E come fai a dire che non ti piacciono, allora?”
“Nicola (suo compagno N.d.Shunrei) ha detto che fanno male”
“Fanno male? Tre zuccherini in croce?”
“Sì, fanno male ai denti”.

Vero, fondamentalmente. Ma entro certi limiti… E lì m’è toccato spiegarle che male ai denti (ma mica solo quello) le sarebbe venuto solo se si fosse mangiata da sola una ciambella intera ricoperta di zuccherini e poi non si fosse lavata i denti… non era necessario che si privasse del “buono” di una fettina di dolce.

Scusate il pippone.

Quello che voglio dire è che io sono più che d’accordo col limitare le porcherie e offrire una dieta variata e bilanciata ai bambini (anche agli adulti, per la verità…).

Ma, parlando di bambini, secondo me bisogna anche stare attente a non finire in paranoia, e soprattutto dobbiamo ricordarci che i bimbi sono attentissimi (nel bene e nel male)… e ci mettono un niente a travisare o ingigantire qualcosa.

Sarà che appunto io parto già con una bambina poco curiosa e poco interessata al mangiare… ma se poi me la ritrovo già a 4 anni a mettersi dei paletti (paletti fondamentalmente inutili, sia perchè fortunatamente l’Aquilina non è in sovrappeso e ha ancora tutti i denti sani, sia perchè, soprattutto… tre zuccherini in croce una volta ogni due settimane – a occhio e spanna, considerando il ciclo delle merende – non ammazzano nessuno. Da figlia di diabetica, direi che non ammazzano nemmeno un diabetico, entro certi limiti… che faremmo comunque bene a seguire tutti) temendo chissà quali conseguenze… santo dio, è finita.

Torno al solito discorso: la via migliore è quella che sta in mezzo. Un po’ di tutto (non devo specificarvi “a meno che uno non abbia patologie o allergie particolari”, vero?), senza esagerare con niente.

Soprattutto senza esagerare con le paranoie (e qui mi vengono in mente alcune mamme di 1^ hanno fatto un esposto alla commissione mensa della scuola dell’Aquilina riguardo a come viene tagliata/pulita la frutta della merenda di metà mattina. Tipo a fette invece che a spicchi, robe così. Signore mie, se avete tutto sto tempo libero… mica ne venite a spendere un po’ a spicciarmi casa?).

Scampato pericolo

imageMartedì l’Aquilina è rientrata all’asilo dopo la botta di influenza.

Sulla porta dell’aula, un cartello che avvisa che martedì 17 a scuola ci sarà la Festa di Carnevale (vero, è Martedì Grasso!), chi vuole può portare da mangiare e da bere, sì alle stelle filanti e no ai coriandoli. E fin qui ci siamo, solo che…

…Solo che il cartello inizia così “Martedì 17 febbraio ci travestiremo tutti da Gnomo Fragolino (*) e festeggeremo il Carnevale…”.

Ommamma.

“Ci travestiremo da gnomo”?!?

E adesso??? All’Aquilina ho già pigliato il costume da gatta al Lidl, ma vabbè: non è stata una di quelle spese da rovinarsi (6,99 €, taglia 4-6 anni… mettiamoci pure la botta di sfiga che si riammali e che nemmeno questo weekend si riesca a travestirla, mal che vada va bene l’anno prossimo)… ma ammetto che in giro costumi da gnomo ne ho visti pochi o niente. Oddio, non che ci voglia poi la scala per metterne assieme uno. Ma questo vale se madre natura vi ha dotato di qualcosa di più della manualità di un comodino in mogano…

Avete presente la mia nonna sarta, l’ectoplasmica “breakdancer” cui accennavo qui? Ecco, pensare a me alle prese con il tentativo di confezionare un costume da gnomo all’Aquilina… Altro che rivoltarsi nella tomba, poraccia! Sarebbe stata la volta che mia nonna pigliava su direttamente dal loculo di famiglia, e si faceva quei 130 km solo per menarmi (e, al termine del pestaggio, io avrei poi biecamente tentato di metterle in mano ago e filo per scaricar barile… Ohi, nella vita bisogna saper cogliere tutte le occasioni U__U ).

Il giorno dopo mi sono informata meglio e, per fortuna, ho avuto una lietissima novella: i bimbi saranno vestiti e truccati da gnometti dalle maestre, in classe: ai genitori toccano solo i generi di conforto.

Che altro dire se non… Maestre sante subito!!!

E non solo perchè mi hanno risparmiato il coprire di vergogna la professionalità e il buon nome di mia nonna… ma anche perchè in effetti non mi dispiace affatto che il travestimento sia uguale per tutti, indipendentemente dalle possibilità economiche delle famiglie… o dall’incapacità cronica di “certe” mamme! 😜

(*) N. d. Shunrei: lo Gnomo Fragolino è un personaggio creato dalle maestre, che da inizio anno sta accompagnando la classe nel percorso scolastico. A parte i miei viaggi mentali sullo Gnomo Leopoldo di Ben e Holly (che vedete nell’immagine, sulla destra, e che con il suo “Lo prenderò come un sì!” è diventato un mito per me e il Consorte… al punto da farci teorizzare una versione di D&D adattata sulle razze del cartone “Il piccolo regno di Ben & Holly”, appunto. Avrebbe poco mercato – realisticamente giusto giocatori o ex giocatori di ruolo genitori di pupi 0-6 anni – ma sarebbe una figata pazzesca), l’idea è molto carina.

Bilancio di ‘sto mese

Passo di qua per un salutino prima del weekend. Così intanto vi aggiorno anche su come è andata finora la prima settimana dell’Aquilina con uscita da scuola alle 15.30.

Allora… dopo il primo giorno, un pochino temevo di aver fatto una boiata a insistere perchè restasse. Ma mica perchè fosse andata male: è vero, non aveva voluto sdraiarsi a riposare con gli altri bimbi e si era messa a piangere chiamando me (ommamma, ma allora è umana!)… però poi si era calmata quasi subito ed aveva passato il tempo leggendo libri con la maestra. Il problema è che, saltando completamente il riposino, poi a casa… ve la raccomando!

Già il secondo giorno, primo miglioramento: s’è addormentata con gli altri e ha riposato almeno un’oretta, poi ha chiesto di andare in bagno e s’è risdraiata (senza però dormire); e a casa è stata mooooolto più affabile del giorno prima, avendo riposato un po’. Il terzo giorno, s’è “trovata” un’amichetta cui sdraiarsi accanto, da mercoledì si addormentano insieme e via andare. Tutto qua.

Considerando che da quando è nata non ha mai trascorso una notte fuori casa (purtroppo, in questi anni per un motivo o per l’altro non c’è mai stato modo di andare in vacanza… e, a differenza di altre famiglie, non abbiamo nemmeno nonni che la tengano tipo a dormire ogni tanto nel weekend), che ha sempre dormito “da sola” (mai nel lettone con noi, e solo per i primi tre mesi in camera con noi) e non ha mai dormito fuori dal(la) suo(a) carrozzina/lettino/letto (vabbè, qualche abbiocco in auto, ma non credo conti…)… lasciatemi dire che secondo me è stata bravissima!

Inoltre… non prendetemi per scema, ma già dopo così pochi giorni di “tempo pieno” ho avuto modo di notare miglioramenti/cambiamenti non da poco, riguardo il linguaggio. Se aggiungiamo che all’incontro avuto stamattina con NPI e logopedista (visto che non pronuncia bene parecchie parole, con la pediatra abbiamo pensato di fare comunque un controllo, per tranquillità e visti i tempi biblici della sanità per queste cose… meglio una visita “inutile” prima, che perdere tempo prezioso poi) mi hanno confermato che per lei è importantissimo passare più tempo possibile all’asilo (per una questione di rispetto delle regole, di imparare ad ascoltare, di farsi capire)… insomma, sono davvero contenta di aver ottenuto che resti a scuola di più (ancor prima di dover ricorrere alla relazione delle dottoresse per poterlo fare).

Per il resto… lunedì sera c’è stata riunione a scuola per organizzare la festa di fine anno (tutta roba completamente nuova, per me… non solo perchè non sono mai stata mamma, ma pure perchè nell’asilo che frequentavo io la festa di fine anno era completo appannaggio delle suore. Per dire, lo spettacolo di fine anno lo facevamo noi bimbi… non i genitori come invece capita nella scuola dell’Aquilina!). Son finita nel gruppo che deve organizzare la lotteria. Che vi dico a fare che io non ho la minima idea di come si organizzi una lotteria (ohi, sempre meglio che se fossi finita in quello dello spettacolo. Ho la stessa presenza scenica di un tombino in ghisa, e le capacità vocal-musicali di un gesso che sfrega sulla lavagna)? Però le altre tre mamme del gruppo sembrano in gamba (una, poi, ha i capelli di uno splenderrimo color viola chiaro.  Roba che le ho dovuto fare i complimenti una mattina prima di Natale che ci siamo incrociate mentre lasciavamo le bimbe a scuola… me ne son fregata di quel che poteva pensare [“Ma ve’ sta matta…”] e glieli ho dovuti fare!)… qualcosa combiniamo.

Invece mercoledì sera, è toccato al Consorte far “vita sociale”: assemblea di condominio! E non stare nemmeno a raccontarvelo se non fosse che è stata l’assemblea per nominare un nuovo amministratore. Dopo che quello vecchio ci ha dato il benservito..!! Che lo studio fosse in cattive, acque era voce che girava sottobanco già da almeno un anno e mezzo… difatti parecchi condomini avevano iniziato a filarsela come i proverbiali topi che abbandonano la nave che affonda. Ma noi no. Ma mica perchè fossimo così affezionati all’amministratore da voler affondare con lui e tutta la nave… nonnò. Per la solita “organizzazione” che permea sto posto.

Insomma, fatto sta che (datata 24.12.2014, Buon Natale!!) a fine anno arriva a tutti una letterina: l’amministratore rinuncia lui all’incarico, ‘gna fa’ più a seguirci. Ora dobbiam fare la conta dei danni (ci penserò il nuovo amministratore; che, tra parentesi, solo di compenso chiede la metà di quel che voleva il precedente. E qui vien da chiedersi: ma se ti facevi pagare il doppio degli altri… come dannazione hai fatto a fallire?!?!?): nel condominio della mia amica D. dovevano avere sul conto corrente condominiale 2.500 €, e si son ritrovati con uno scoperto di 3.500 € e il manutentore dell’ascensore che non vedeva un quattrino da due anni. Parlare di “contabilità creativa” è riduttivo… Siam solo fortunati che il nostro condominio è piccolo, senza ascensore, senza riscaldamento centralizzato e in generale con poche spese: il buco, se c’è, difficilmente può esser voragine.

Vabbè, lasciamo perdere… che almeno questa settimana mi ha portato un altro paio di piccole soddisfazioni: ho trovato sul nostro conto corrente il bonifichino di 20 € che aspettavo da uno dei siti di sondaggi cui sono iscritta (era la prima volta che riscattavo sia da quel panel che richiedendo i punti in questo modo… ammetto che ero curiosa di vedere se funzionava!), e altri 10 € mi sono arrivati da un altro sotto forma di buoni Amazon (aggiungendosi agli altri 40 € riscattati da altri panel negli ultimi 5 mesi… inizia ad essere ora di decidere cosa pigliare! 🙂 ). Non ci si mantiene una famiglia, vero… però mica ci si sputa sopra!

Aspettando

Come accennato in uno dei commenti al post precedente (cui mi ricollego in toto), alla fine la decisione mia e del Consorte è stata di chiedere un colloquio alle responsabili di plesso della scuola dell’Aquilina.

L’idea in realtà era di chiedere un colloquio solo con le nostre maestre, prima di arrivare a questo (come invece mi era stato consigliato di fare direttamente dalla mamma di un compagno che frequenta la 3^, con cui mi ero confrontata venerdì): se possiamo sistemare tra di noi, non è forse meglio? Il problema è che non c’è stato verso…

Quando lunedì mattina ho detto alla maestra che, riguardo il discorso di riparlare del fatto che l’Aquilina potesse iniziare a fare tutte le ore previste, il Consorte aveva molto piacere di farlo, e quindi chiedevamo ufficialmente un colloquio, le risposte in rapida successione sono state:

  • che tanto a febbraio ci sarebbero stati i colloqui (quindi non voleva farne prima di allora);
  • che i posti per il pomeriggio sono pochi e le richieste per le 40 ore sono state troppe (??? Ma questo, nel caso, sarebbe dovuto venir fuori a marzo 2014, all’uscita delle graduatorie! E se fosse stato vero, avrebbero dovuto ammettere sì l’Aquilina, ma specificando che era stata ammessa solo per 25 ore e non per 40, giusto?);
  • che prima doveva parlare con l’altra nostra maestra (Ok, ci sta. Del resto non sto chiedendo un colloquio per “adesso subito”. Ho chiesto di dirmi quando è possibile farlo in settimana, che comunque anche il Consorte deve dare un po’ di preavviso per chieder ferie) e pure con quelle dell’altra sezione (ok. Questa davvero non la capisco. Al massimo alle altre maestre puoi comunicare una tua decisione che riguarda un bambino della tua sezione. Non dovrai mica chiedere il permesso a loro per una decisione che riguarda un tuo bambino…) e infine (ciliegina sulla torta)
  • “Sinceramente… tu non ne hai davvero necessità!”. No, infatti. Io non ne ho necessità: a 36 anni mica ho bisogno di fare il sonnellino insieme a 10 pupi di 3 anni. E difatti mica si parla di me: è all’Aquilina che fa bene stare insieme ai suoi coetanei, e che viene privata di circa tre ore di socializzazione, sonno o non sonno.

Per farla breve: mi congedo dicendo che se non c’è proprio modo di parlare andrò a cercare qualcuno che mi ascolti, rintraccio le responsabili di plesso, fissiamo colloquio per giovedì 22 alle 16. E già sta cosa sinceramente non è che mi rilassi. Porca paletta, l’Aquilina è in prima alla scuola dell’infanzia. Se capitan robe del genere già ora, come dannazione ci arriviamo al diploma con il sistema nervoso ancora intatto?!?

Finita (per il momento) qui? Ma va…

Ieri pomeriggio mi telefona la nostra rappresentante di classe: alle 14.30 l’ha chiamata la maestra di Daniela facendole una filippica di mezz’ora, raccontandole la sua versione dei fatti (vi risparmio in che modo, perchè un po’ mi imbarazza), arrivando a ribaltare quello che aveva detto a me il giorno prima (“No, ma certo che Daniela può rimanere al pomeriggio!”)… il tutto per farle chiamare me per convincermi ad annullare il colloquio di giovedì.

La rappresentante ha cercato di far leva sul fatto che avremo questa maestra per tre anni e le tensioni non fanno bene (perchè, se annullo il colloquio pensano che d’improvviso si annulla anche il pregresso che mi han fatto passare? Si annulleranno le loro tensioni, ma di certo le mie restan lì), che può essere che questo colloquio possa avere conseguenze sullo stato di servizio della maestra…

Ho risposto dicendole che non credevo avremmo annullato (semmai, durerà 5 minuti perchè siam subito tutti d’accordo), anche perchè il Consorte ormai aveva già chiesto ferie e soprattutto a questo punto lui voleva sentirsi dire le cose di persona. Se pure io dopo quest’uscita avessi avuto dei dubbi, restava comunque una cosa che avremmo dovuto decidere insieme io e lui, quindi non potevo darle una risposta immediata neanche volendo.

Una volta riagganciato, essendo io fondamentalmente di animo buono (perchè devo dirlo: mi dispiace se adesso la maestra ci sta male. Nonostante tutto, mi dispiace) e coglione (perchè ora ci sto male per l’Aquilina, ci sto male per la maestra, ci sto male per l’altra maestra… porca vacca, però, del fatto che stia male io fottesega mai a nessuno, eh?), da una parte mi sono trovata a voler quasi annullare davvero (“Se davvero tengono Dany al pomeriggio, ho ottenuto quel che mi interessava… per l’altra cosa da chiarire, continuerò a mandar giù…”)… ma dall’altra…

  1. la voglia di fare una figura da pirla con le responsabili di plesso (pirla che nel giro di 2 giorni cambia “magicamente” idea, prima chiede e poi annulla) non era poi tanta, e soprattutto
  2. visti i pregressi era fondata la paura che quest’ennesima mia concessione non avrebbe portato ad altro che alla conferma di avere a che fare con una stupida (io) che si può manipolare come si vuole e pigliare per il didietro di nuovo alla prima occasione utile. Tanto non si lamenta. Con la differenza che, se necessario, un successivo nostro ricorso alle responsabili di plesso sarebbe diventato ridicolo e privo di credibilità.

A parte questo, una volta informato, il Consorte mi ha detto di non voler annullare assolutamente: se siamo tutti d’accordo, ce la caviamo in cinque minuti e ciao. Stesso parere arriva da mio padre (persona tutt’altro che impulsiva, prevaricatrice o vendicativa), dalla mamma che ho sentito venerdì, da altre amiche.

Insomma, meno 27 ore (circa) al confronto. Ho tutte le intenzioni di affrontare la cosa nella maniera più calma di questa terra. Ma tutti sti casini pregressi (e gratuiti) vi assicuro che mi hanno già fatto venire il mal di stomaco.